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::: Come far rivivere un PAVIMENTO IN COTTO di Costantino Zanatta -----------------------------------------------------------
Il cotto è un
materiale naturale,
ecologico
semplice da
trattare e da
mantenere. Basta
solo effettuare
un corretto
trattamento
e seguire
alcuni semplici
suggerimenti ...
Parlando di cotto affrontiamo il materiale
tradizionale per eccellenza, infatti la
terra è l‘elemento sul quale l’uomo ha
mosso i primi passi e il cotto non è altro che
il frutto del primo processo di lavorazione appreso
dall’uomo, la cottura della terra.
Il processo moderno per la lavorazione del cotto
è sostanzialmente rimasto immutato e grazie
a esso disponiamo di uno dei materiali da pavimentazione
più naturale, che ci accompagna
dagli albori della nostra civiltà fino ai giorni nostri.
In Italia il cotto è da sempre diffusamente
utilizzato, ne esistono di tantissimi tipi ma il più
famoso è senz’altro quello imprunetino, ottenuto
esclusivamente con terra di Impruneta,
in Toscana vicino Firenze.
L’intervento eseguito si tratta proprio della
pulizia di un pavimento in cotto imprunetino
diventato scuro a causa di accumulo di sporco
depositato nel tempo.
Solitamente, il cotto si pulisce con estrema
facilità e non crea alcun problema di manutenzione,
naturalmente bisogna effettuare un corretto trattamento e seguire alcuni semplici
suggerimenti.
::: Manutenzione del cotto
La frequenza con cui effettuare la manutenzione
è subordinata all’uso del pavimento, al numero
di persone usualmente presenti in casa,
all’eventuale presenza di animali domestici. A
seconda dello stress a cui è sottoposto il pavimento
la manutenzione può essere effettuata
ogni 3-6-9 mesi.
Il prodotto da usare è quello specifico per la
manutenzione, basta seguire le indicazioni fornite
dal produttore, in ogni caso è da diluire in
acqua in percentuale.
::: L’intervento
Nel caso incontrato, a un primo esame, si nota
che la zona annerita interessa soprattutto le
zone maggiormente vissute: cucina, ingresso,
bagno e zona centrale del salotto.
Questo è importante al fine di poter effettuare
una prova di lavaggio in una piccola porzione di superficie e convincere il cliente che non è
necessario un intervento invasivo.
::: Lavaggio
Si procede con un lavaggio energico con uso
di detergente sgrassante a ph neutro, anche
se concentrato. Si stende la soluzione sulla
superficie da lavorare e lasciata agire alcuni
minuti. Si interviene con una monospazzola e
disco marron sino ad arrivare all’asporto dello
sporco depositato e di una piccola parte della
finitura che era stata applicata alla posa.
E’ molto importante lavorare per porzioni contenute
di superficie e con tempi di lavorazione
possibilmente uguali zona per zona, per non
creare difformità di tonalità finale sulle superfici.
E’ altresì importante sciacquare a dovere le
superfici anche ripetendo due, tre volte l’operazione
con monospazzola e disco morbido
o spazzola di nylon – impedisce di rimuovere
residui di cotto che potrebbero fare deposito
rosso sulle fughe -. Con regolarità si esegue
tutto il ciclo di lavaggi e risciacqui nella zona di lavoro scelta. In questo modo si asporta lo
sporco di quasi nove anni di vita e una piccola
parte della finitura di superficie; difficile, invece,
è arrivare a rimuovere anche l’antimacchia e
i prodotti di protezione che erano stati applicati
in origine se non si interviene con un sistema
molto più aggressivo.

::: Nuovo ciclo di trattamenti
PRIMO GIORNO
Dopo il primo ciclo di lavaggi si esegue un nuovo
ciclo di trattamenti: per scrupolo si sceglie
di riapplicare una sola mano di impregnante
antimacchia per rinforzare quello che già presente,
anche se come residuo.
Proteggere una superficie significa: impedire
l’assorbimento delle macchie acquose e oleose;
rendere più semplice la manutenzione;
allungare la vita ai materiali.
Una volta asciutto - e con la stagione calda vuole
dire un’ora massimo-, si applica una mano
di emulsione resino-cerosa neutra con l’aiuto
della monospazzola e di una spazzola di nylon
morbida per favorire l’adesione del prodotto.
Dopo circa un’ora si applica l’ultima mano di
cera liquida di finitura con la semplice applicazione
a spandicera e consegnare per sera i
locali alla famiglia.
La cera serve per: nutrire il pavimento; proteggerlo
dallo sporco da calpestio; rendere più
facile i successivi interventi di manutenzione;
ottenere l’effetto estetico desiderato, dal lucido
speculare all’opaco.
SECONDO GIORNO
Il giorno successivo l’intervento viene ripetuto
nelle restanti stanze con la stessa tecnica e
con il rispetto degli stessi tempi e scaletta di
lavorazione. Alla fine del secondo giorno tutta
la superficie si presenta di un colore vivo, rinnovata
nel tempo con un abito nuovo rispettando
le caratteristiche proprie del cotto fatto
a mano e l’ambiente residenziale nel quale si
interviene, perché non vengono stravolti i ritmi
di vita del cliente e non si lasciano cattivi odori
se si utilizzano prodotti ad acqua efficaci e
biocompatibili.
::: COSA FARE in caso di macchie
Nella normale vita del pavimento può succedere che si macchi in
modo specifico, ecco alcuni consigli.
• Olio e grassi: l’olio e i grassi non penetrano nei pori del cotto
trattato e non lo danneggiano, ma poiché possono infiltrarsi
tra le fughe è bene togliere quanto prima eventuali residui con
detergente neutro;
• Vino, altre bevande e limone: anche in questo caso il cotto
non subisce danni e basta pulire la superficie con un comune
detergente neutro;
• Rigature di scarpe: sono macchie superficiali, che si tolgono
con una spugna imbevuta di detergente.

::: COSA NON FARE in caso di macchie
La totale naturalezza del prodotto sconsiglia l’uso di prodotti e
trattamenti troppo aggressivi che lo possono danneggiare. In
particolare è sconsigliato il lavaggio con acidi forti, con detergenti
alcalini e con solventi. In caso di danneggiamento è possibile
rimediare ripetendo il trattamento iniziale.
Utilizzare sempre prodotti specifici per il trattamento e per la
manutenzione del cotto ed evitare tassativamente l’utilizzo di
prodotti non idonei ed economici.
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