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::: Scheda di SICUREZZA
sotto la lente a cura di C. M. Dassi
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I testi della SDS e dell’etichetta
devono essere letti e ben
spiegati ai tecnici operatori
e magazzinieri in quanto
documenti ufficiali strettamente
collegati alla Sicurezza ...
Per mia fortuna ho appena avuto l’occasione di partecipare
a una giornata di studio e approfondimento
coordinata da Aldo Gelli durante la quale si sono approfonditi
alcuni argomenti circa le famiglie di principi
attivi che compongono i nostri biocidi, le formulazioni, le tecniche
applicative, la tossicologia e qualche focus circa la sicurezza. Per
usare un modo colloquiale potrei dire che è stata “messa molta
carne al fuoco” per cui cercherò di fare un sunto di quanto detto
e di approfondire gli aspetti che più mi hanno fatto riflettere.
::: 16 PUNTI DELLA SCHEDA DI SICUREZZA
1 • identificazione della sostanza o del preparato
e della società - impresa
2 • composizione e informazione sugli ingredienti
3 • identificazione dei pericoli
4 • interventi di primo soccorso
5 • misure antincendio
6 • provvedimenti in caso di dispersione accidentale
7 • manipolazione e immagazzinamento
8 • protezione personale - controllo dell’esposizione
9 • proprietà chimiche e fisiche
10 • stabilità e reattività
11 • informazioni tossicologiche
12 • informazioni ecologiche
13 • osservazioni sullo smaltimento
14 • informazioni sul trasporto
15 • informazioni sulla normativa
16 • altre informazioni
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Comincio dando i numeri: 16 (vedi tabella riassuntiva) e poi 2, 3,
7, 8 e 15. Non posso dire di essere vittima dei fumi di un “fosforganico”,
quindi mi sembra dovuta una spiegazione.
16: quanti sono i punti in cui si articola la Scheda di Sicurezza
(SDS) che accompagna i prodotti Biocidi, intesi come sostanze
o preparati pericolosi destinati ad usi professionali. Non è necessario
che le attrezzature siano accompagnate da una SDS,
che deve essere fornita in concomitanza della prima fornitura del
prodotto in questione. Per le sostanze e i preparati non pericolosi
la consegna della SDS è a discrezione del fornitore o su richiesta
del cliente, a condizione che questi prodotti contengano una
concentrazione individuale maggiore o uguale all’1% in peso
di almeno una sostanza che presenti pericoli per la salute o
per l’ambiente. Ne deriva che se il preparato è classificato non
pericoloso non sussistono obblighi di fornire la sua SDS.
2, 3, 7, 8, 15: sono i punti rilevanti delle SDS che bisogna saper
leggere. Passiamoli in rassegna:
::: 2. COMPOSIZIONE, INFORMAZIONE SUGLI INGREDIENTI
Le informazioni riportate in questo punto servono per identificare
i pericoli riferiti ai singoli componenti del preparato. Vengono
riportati tutti gli “ingredienti” e le rispettive percentuali, se presentano
un pericolo per la salute e l’ambiente nel caso siano
presenti con percentuali maggiori dell’1% (se nocive, corrosive, tossiche, irritanti, sensibilizzanti) o con percentuali superiori allo
0,1% (se tossiche, molto tossiche, pericolose per l’ambiente).
Devono essere riportate anche le sostanze per le quali siano
stati fissati a livello comunitario dei valori limite di esposizione
professionale (TLV). Per i preparati non pericolosi si devono indicare
le sostanze e concentrazioni che presentano un pericolo
per la salute o per l’ambiente, se presenti per più dell’1% in peso
e le se sostanze di cui sia stato stabilito un TLV.
In questa sezione vengono riportati anche le frasi R, i numeri
CAS e CE delle varie sostanze, non del preparato!
Quindi il punto 2 parla sempre e solo dei singoli componenti
e delle loro percentuali e classificazioni. Quello che riguarda la
miscela, quindi il preparato, è indicato al punto 15.
::: 3. IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI
Vengono qui riportati i pericoli associati alla natura del prodotto,
all’esposizione e al contatto con esso.
::: 7. MANIPOLAZIONE E IMMAGAZZINAMENTO
Le indicazioni qui riportate sono generali e riguardano le modalità
di manipolazione e conservazione/immagazzinamento
dei prodotti, in modo che vengano salvaguardati la salute e
l’ambiente.
::: 8. PROTEZIONE PERSONALE, CONTROLLO DELL'ESPOSIZIONE
Sono qui descritti i provvedimenti di protezione e prevenzione
da usare durante l’impiego per ridurre al minimo l’esposizione
allo stesso.
::: 15. INFORMAZIONI SULLA NORMATIVA
Sono indicate le stesse informazioni presenti in etichetta, compresi
i simboli e la classificazione di pericolo e per esteso le
frasi R e S del prodotto. Nel caso non ci fossero dati circa il
prodotto nel suo insieme, vengono riportati (citandoli) quelli dei
singoli componenti.

::: ETICHETTA
Come detto prima, non sempre è obbligatorio che venga fornita
la SDS di un prodotto, quindi a cosa ci si deve riferire quando ne
utilizziamo uno, per sapere come comportarci? L’unico testo che
per legge fa fede è l’etichetta del biocida, che è regolamentata,
per i contenuti e le dimensioni, da specifiche Norme Europee.
In essa vengono riportate le seguenti informazioni:
• nome commerciale del prodotto
• nome e indirizzo completo (con numero di telefono) dell’Azienda
responsabile dell’immissione sul mercato
• nome chimico delle sostanze presenti, sulle quali si basa la
classificazione e le frasi di rischio
• simboli e indicazioni di pericolo
• frasi R (frasi di rischio)
• frasi S (consigli di prudenza)
• quantitativo nominale (in massa o in volume) del contenuto.
Queste indicazioni sono obbligatorie, spesso sono contenute in
un riquadro, le cui dimensioni (come quelle dell’etichetta) sono
in relazione alla capacità dell’imballo, un esempio: per contenitori
inferiori ai 3 litri la dimensione è di 5,2x7,4 cm.
L’etichetta riporta anche informazioni riguardanti le caratteristiche
del prodotto, informazioni mediche, modalità e campo d’impiego,
informazioni commerciali.
Il produttore propone il testo in fase di registrazione del prodotto, il Ministero della Salute ha facoltà di accettare, rifiutarle o modificarle
a sua discrezione.
Si deduce che due prodotti identici dal punto di vista chimico
possono avere due testi di etichetta diversi (per le parti non obbligatorie)
perché il produttore in fase di registrazione ha optato per
due descrizioni differenti, ad esempio l’etichetta del produttore A
può contenere campi d’impiego differenti da quelli del produttore
B. Attenzione che il testo dell’etichetta è vincolante.
Leggere correttamente l’etichetta consente di comprendere
eventuali variazioni di prezzo, dovute magari, non tanto al principio
attivo e alla sua percentuale, quanto alla natura dei solventi
presenti: i più moderni, tecnologici e meno impattanti su salute
e ambiente hanno costi più elevati dei solventi petroleosi largamente
usati in passato.
Visto che in questo breve, ma intenso, punto della situazione su
Etichette e SDS abbiamo dato i numeri, nel prossimo articolo
mi esprimerò per sigle, vedremo aspetti tossicologici e sigle
varie inerenti ad aspetti di sicurezza e salute: NOEL (che non
è il Natale francese), DL , CL, e MAC (non stiamo parlando di
hardware...), ACGIH, TLV (che non è un treno superveloce) e le
sue derivate TVL-TWA, TVL-STEL, TVL-C e infine AOEL.
Resterà ultimo, per ordine ma non per importanza, lo sviluppo
del tema riguardante i principi attivi sempre presenti, neonati e
uscenti dal panorama degli insetticidi.
IGIENE E AMBIENTE ... |
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