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::: La sfida del mercato estero
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A colloquio con Daniele Bonini,
consulente commerciale export di
ARCO Chimica H&B Group, per
conoscere strategie, progetti e
programmi dei marchi modenesi,
ormai pronti a lanciare nuove
sfide commerciali in Europa e nel
Middle East ...
Daniele Bonini, da qualche
mese è divenuto
consulente commerciale
export di ARCO Chimica
H&B Group. Cinquantacinquenne,
noto e stimato nel
nostro settore professionale
- vicepresidente del Consiglio
direttivo di AfidampFab -, vanta
una trentennale esperienza che
metterà proficuamente al servizio
dei due marchi modenesi
per consolidare ed espanderne
la presenza sui mercati europei
ed extra europei. Lo abbiamo
incontrato nel suo ufficio nella
sede di Medolla (Modena).
Come è approdato ad ARCO
Chimica?
«Il nostro incontro è avvenuto
casualmente, durante una Fiera
nella quale eravamo vicini
di stand. Sono rimasto molto
incuriosito dalla proposta innovativa
di ARCO, ovvero quella di
vendere il prodotto per la detergenza
non più attraverso il
metodo tradizionale, ma usando
un sistema di distribuzione controllata
con apposite macchine.
L’idea di Gynius, insomma, mi
è sembrata davvero geniale!
Ho trovato assai stimolante la richiesta formulatami da Luca
Cocconi di sviluppare questo
progetto, già affermatosi in
Italia e in alcuni Paesi europei
come Portogallo e Spagna, in
altri Stati con un contratto di
consulenza commerciale che
mi avrebbe peraltro consentito
di mantenere inalterato il mio
ruolo all’interno di Isal».
Quali gli ostacoli e le principali
opportunità di crescita
all’estero?
«Le difficoltà da affrontare per
un piccolo produttore italiano
nel settore chimico che intenda
esportare i suoi prodotti
all’estero sono indubbiamente
enormi, perché il confronto con
le grandi multinazionali è impari.
Nel comparto della detergenza
per il cleaning professionale
operano gruppi industriali e
commerciali organizzatissimi e
agguerriti, radicati già da anni
sul territorio del vari Stati attraverso
un’efficiente rete distributiva.
La nostra strategia, non
potrebbe essere altrimenti, è
quella di approcciare i mercati
esteri con il Sistema Gynius.
Siamo partiti gli anni scorsi con
Portogallo e Spagna, i Paesi più
vicini all’Italia sia a livello geografico
che linguistico – culturale.
I risultati ottenuti sono stati
molto incoraggianti, ragion per
cui abbiamo deciso di sviluppare
questa strategia rivolgendoci
ad altri mercati europei a noi vicini,
quali Francia, Olanda, Paesi
Scandinavi, per poi espanderci
in futuro a macchia d’olio, cercando
di coprire - poco per volta
- anche gli altri Stati dell’Europa:
Austria, Svizzera, Middle
UK. Un domani non escludo,
anzi auspico, che si possa puntare
ad una presenza anche in Germania ma, per ovvi motivi,
sarà la meta finale e più ambiziosa
da raggiungere».
In Portogallo e Spagna avete
puntato molto sul settore
alberghiero.
«Direi che questa strategia commerciale
ha dato buoni frutti e,
pertanto, andrà sicuramente
esportata in maniera diretta negli
altri Paesi europei ed extraeuropei.
L’obiettivo sarà quello
di usare questa chiave di volta
per puntare a una presenza
commerciale anche negli Stati
che oggi esprimono una forte
vocazione e concentrazione turistica».
Quali programmi intende sviluppare
prioritariamente?
«Anzitutto la prima esigenza sarà
quella di assestare ulteriormente
la nostra presenza sui mercati
portoghese e spagnolo, per poi
orientare i nostri sforzi verso
Paesi come la Francia, il Belgio
e l’Olanda, dove esistono concrete
premesse di sviluppo. In
seconda battuta, punteremo
ad affacciarci anche nel Middle
East, in realtà che consideriamo
già pronte ed economicamente
ricche, in grado di recepire potenzialmente
il progetto Gynius.
Gli strumenti privilegiati per veicolare
il nostro messaggio saranno
senz’altro le Fiere. Ormai è
alle porte Pulire e poi avremmo
in mente di individuare e focalizzare
almeno un paio di eventi
fieristici specializzati in ambito
alberghiero nelle aree del Middle
East».
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