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::: Accertare prima di ACCETTARE
linee di progettazione a cura di Graziano Dassi
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Alcune riflessioni di metodo
spostando l’attenzione sul
Cliente. Obiettivo: informare
il Cliente in modo che abbia
gli strumenti per giudicare,
misurare e confrontare,
insomma metterlo nelle
condizioni di fare una scelta
consapevole e corretta ...
Il mondo dei Servizi è davvero complesso, quelli di disinfestazione
per certi versi ancora di più. Dialogando con un
imprenditore ebbe a dirmi: “Tempo fa consultai un Contratto
di pulizie e tutto mi sembrava straordinariamente semplice:
superfici da trattare e periodicità erano elencate in modo inequivocabile
per cui modificai le mie Offerte cercando anch’io
di definire il dove e il quando”.
La prima conseguenza è stata la necessità di fare sopralluoghi
più analitici e cambiare le griglie delle nostre offerte. La parte
più difficile è stato comunicare ai clienti il nuovo corso delle
cose. Oltre tutto nella trattativa spesso l’interlocutore tende a
confondere le linee guida dei vari programmi di lotta magari trovati
su Internet (oggi tutti sanno tutto), con i termini del contratto.
Un esempio classico è stato una trattativa per la lotta alle cimici
dei letti in cui l’albergatore forte di alcune informazioni di dubbia
provenienza pretendeva che si risolvesse il problema con un
solo intervento. Ho tentato di contrapporre quanto è riportato
su un’esauriente pubblicazione “Manuale operativo pratico per
il controllo delle infestazioni delle cimici dei letti” autore Roberto
Romi ed. SINERGITECH, ma non c’è stato niente da fare: la
cattiva informazione ha prevalso su quella buona.
::: DEDUZIONI
Da questa chiacchierata vorrei estrarre alcune riflessioni di
metodo spostando l’attenzione sul Cliente.
Obiettivo: informare il Cliente in modo che abbia gli strumenti
per giudicare, misurare e confrontare, insomma metterlo nelle condizioni di fare una scelta consapevole. Il problema non è
tanto cosa dire, ma come dirglielo in modo da essere credibili
e convincenti. La buona informazione è fortemente disturbata
da un coacervo di messaggi al limite del millantato credito e,
in alcuni casi, verità parziali sono abilmente strumentalizzate
ben oltre la correttezza deontologica. Visto che realisticamente
non è possibile censurare la cattiva informazione bisognerebbe
unire le forze di tutti coloro i quali hanno il compito della
corretta informazione a livello istituzionale, delle Associazioni
di categoria, dei consulenti, delle Autorità sanitarie preposte
ai controlli, della stampa e dei produttori distributori dei PMC
affinché si raggiunga lo scopo di far diventare “cosa nota” la
giusta informazione.
::: IL MERCATO
Vero è che buona parte della nostra clientela effettua i servizi
per tradizione, per mettersi dalla parte della ragione, insomma
ci accetta come una seccatura necessaria e non sente
la necessità di approfondire la materia. A parer mio questo
segmento di mercato favorisce l’affrancarsi di proposte poco
o punto professionali. Fortunatamente c’è che un’altra parte
di clientela ci considera dei professionisti con cui confrontarsi
e insieme raggiungere l’obiettivo.
Pur tuttavia casi di sconfinamento sono all’ordine del giorno
con scaramucce a volte dure combattute a suon di richieste di
sconti. Queste due tipologie di clienti sono del tutto “orizzontali”
rispetto ai segmenti di mercato ed è necessario affrontarle con argomentazioni completamente differenti. La prima vuole
essere rassicurata, non vuol sentir ragioni (o quasi) ed è
disposta a credere acriticamente a quello che gli viene detto
purché costi poco e non crei disagio, la seconda invece vuole
essere informata e capire per meglio collaborare alla buona
riuscita del lavoro.
Bisogna pragmaticamente prendere atto che il desiderio di
quieto vivere diventa passiva acquiescenza favorita da una
pessima, quanto seducente, informazione.
Certo il quadro normativo sulla sicurezza e sul dover garantire
l’igienicità della filiera alimentare ci ha aiutato non poco, ma
nonostante il fatto che queste norme affermino che una certa
corresponsabilità c’è sempre fra colui che appalta il lavoro e
colui che lo esegue non fa alzare il livello di guardia di certi
Clienti nè spaventa colui che promette la Luna.
::: LE CERTIFICAZIONI
Ormai le Certificazioni di Qualità abbondano e spesso si sente
dire: “E’ un’azienda certificata, io sono tranquillo”. Forse è vero,
ma non si deve dimenticare che la certificazione riguarda un
“sistema”, senza entrare più di tanto nei processi e tantomeno
nel quadro normativo di riferimento.
Certo l’obiettivo è “la soddisfazione del cliente”, ma nel nostro
microcosmo nasce una doverosa domanda: il cliente sa chiedere” o la sua soddisfazione nasce da una difficoltà di
accertare la realtà delle cose? Il discorso si complica un poco,
ma l’argomento merita la nostra attenzione.
Sembra ovvio, ma ho riscontrato che il cliente trova difficoltà a
formulare in maniera completa le sue richieste a volte, non aiutato
certo da offerte del tipo: “servizio di medicina ambientale
igienico sanitario di bonifica e profilassi contro insetti striscianti
(disinfestazione) c/o parti comuni condominio … omissis”. (Vedi
finestra delle possibili interpretazioni più o meno implicite in
un’offerta di servizi così definiti).
::: COME IL CLIENTE DOVREBBE FORMULARE LA SUA RICHIESTA
Il presupposto è che se il cliente formula delle richieste precise
e ben dettagliate le offerte obbligatoriamente si adegueranno.
E’ pur vero che sovente la richiesta viene avanzata da una
persona priva di una specifica competenza per cui sarà nostro
compito attenerci a offerte precise e ben dettagliate.
- Indicare chiaramente i suoi problemi e farsi aiutare in
questo dal fornitore: che entità biologica infestante
o gruppo di parassiti rappresentano l’oggetto del
servizio.
- Precisare in quali luoghi intende che sia effettuata la
disinfestazione.
- Concordare un calendario di trattamenti (è uno dei
punti chiave in cui il trinomio costi/benefici/rischi
entrano in conflitto).
- Stabilire i giorni e gli orari in cui i servizi si possono
effettuare.
- Precisare tutti i vincoli operativi: presenza esseri
umani (in particolare bambini), animali, essenze
vegetali, alimenti, attrezzature o impianti di
produzione delicati, ecc.).
- Usare una terminologia chiara e pretendere risposte
chiare (in alcuni capitolati e offerte/progetto ho visto
allegati specifici glossari).
- Definire eventuali penali che chiariscano senza
possibilità di equivoci che si intende ottenere
concretamente quello che viene promesso (ad
esempio il rispetto dei calendari e degli orari,
l’utilizzo delle risorse tecniche indicate nell’offerta di
cui si richiede la documentazione ufficiale: riferimenti
del Ministero della Salute, schede di sicurezza e
tecniche se autorizzate dal competente ministero).
- Chiarire in modo esaustivo la responsabilità e i
possibili danni derivanti da disservizi o realizzazione
improprie o errate del servizio (richiedendo la
solvibilità del fornitore e le garanzie reali che la
polizza di assicurazione fornisce).
- Specificare chiaramente che eventuali contestazioni
escludono automaticamente il tacito rinnovo del
contratto.
- Richiedere informazioni sul personale impiegato che
deve essere identificabile con cartellino munito di
fotografia.
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Quanto esposto a solo titolo esemplificativo e non esaustivo
garantisce da una parte il richiedente e tutela le aziende che
fanno della professionalità la loro missione aziendale. Personalmente
ho riscontrato un diffuso costume di furbizia a mio
avviso accettabile (fa parte del gioco delle parti), ma estremamente
pericoloso quando l’astuzia si sposa con la sicurezza
dell’ignorare o della cattiva o parziale informazione.
::: ALCUNI ASPETTI PECULIARI PER I CAPITOLATI DEGLI ENTI PUBBLICI
Dopo aver letto e collaborato alla stesura di capitolati tecnici
sia nel primo caso sia nel secondo mi sono sempre ritrovato
di fronte elaborati troppo complessi. La strada verso la semplicità
è lunga e faticosa basta non perdersi d’animo. Allo stato
attuale delle cose le mie linee strategiche sono: la più rigorosa
coerenza possibile fra enunciato e obiettivo, esporre un argomento
per volta e una volta sola, eliminare il maggior numero possibile di aggettivi e rendere misurabile tutto ciò che lo è ed
esporre i criteri di stima là dove non è possibile. Anzi il lettore
è bene che cancelli la parola rigorosa: è inutile.
Ciò premesso mi limito a riportare alcuni punti di una comunicazione
della Commissione della Comunità Europea che
poneva l’accento all’ambiente, vado a memoria ma mi sembra
di rispettarne lo spirito.
- In linea generale ogni Amministrazione può, in sede
di definizione dei prodotti e dei servizi, esprimere
una preferenza per quelli che mostrano attenzione
alla tutela ambientale, beninteso rispettando il
principio di non discriminazione.
- Mi par di ricordare che in certe condizioni l’Ente
appaltante possa escludere offerte non coerenti con
le normative ambientali nazionali.
- Le Amministrazioni posso elaborare specifiche
tecniche che prendano in esame i valori ambientali e
chiedere preventivamente di realizzare prestazioni
rispettose dell’ambiente.
- Gli Enti appaltatori possono incoraggiare
“atteggiamenti attivi” da parte delle imprese che
partecipano alla gara d’appalto. Consentendo
l’adozione di criteri valutativi coerenti sia sulle
capacità tecniche sia finanziarie ed economiche.
- Addirittura l’attenzione all’ambiente può
essere un aspetto di identificazione dell’offerta
economicamente più vantaggiosa. Ad esempio se
le risorse tecniche e le procedure operative siano a
basso impatto ambientale e consentano dei ridotti
costi nella gestione/riciclaggio dei rifiuti.
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Ecco spiegata l’attenzione di alcuni produttori di fornire PMC
con formulazioni in cui i coformulanti sono scelti con cura
ottenendo così prodotti a destino ambientale “favorevole” e a
basso impatto ambientale.
::: MASSA CRITICA
Tornando all’esempio in cui la “cattiva” informazione ha prevalso su quella “buona” pur supportata dalla pubblicazione di un
“Primo ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma” è
necessario prendere atto dell’accaduto e che almeno in quel
caso gli apprendisti stregoni l’anno avuta vinta. Anzi sono state
le pulci ad averla vinta! E’ altrettanto vero che in tante altre
situazioni la competenza, la professionalità e la buona Qualità
stanno ottenendo i giusti positivi riscontri per cui tutti, ognuno
per le sue competenze, devono impegnarsi per raggiungere
la massa critica per cui i Clienti acquisiscano gli strumenti per
poter effettuare scelte consapevoli. Non bisogna dimenticare
che chi offre servizi compra esso stesso le risorse tecniche
necessarie per cui, in tutti i casi la “prudenza” è sinonimo di
“saggezza” ergo: accertare prima di accettare.
Letteratura
Qualità & Merceologia, Elvio Cianetti, ed. Nuovo
Studio Tecna
Cimici dei letti, Roberto Romi, ed. SINERGITECH
Banca dati EcoPlan, G. Dassi e I. Ragazzi, Biosistemi & GEAM
Insetti e acari dei cereali in magazzino, A. Gelosi e Luciano
Suss, Edagricole
Entomologia urbana, G. Domenichini e A. Crovetti, ed. UTET
Guida alla disinfestazione, Augusto Scirocchi, ed. CESI
Ambiente urbano e lotte antiparassitarie, B. Casadei e G.L.
Dalla Pozza
Disinfestazione, disinfestazione e derattizzazione,
E. Guzzanti e E. Vergami, ed. il CERILO
IGIENE E AMBIENTE ... |
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| [giugno 2008] Un convegno sulla zanzara tigre di C. Merlini | 
| [giugno 2008] Rulli Avvolgitubo di C. Merlini
Smart Line | 
| [giugno 2008] Per scegliere praticità di C. Merlini
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| [giugno 2008] Altolà alle BLATTE di C. Merlini | 
| [maggio 2008] Eventi a ROMA | 
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