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::: I SISTEMI informatici territoriali
ricerca a cura di G. M. Dassi
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Riportiamo uno stralcio della tesi
di laurea di Alessia Manicone
sulla pianificazione fisica del
territorio rurale: interessante spunto
sull’utilizzo del Geographical
Information System nella lotta alle
zanzare ...
::: Prefazione
Prima di entrare nel vivo della questione mi sembra opportuno
richiamare l’attenzione sul primo intervento “terapeutico” di
notevole successo contro il colera. Tutti o quasi sanno che
il colera si cura con forti somministrazioni di antibiotici, con
il riposo, con diete ricche di liquidi e si previene con attente
pratiche igieniche. Forse pochi hanno cognizione di un fatto
accaduto nel non troppo lontano 1854. Agli inizi dell’ottocento
l’Europa patì varie epidemie di colera provenienti dall’India. I
medici erano sempre più convinti che il contagio fosse causato
da acqua inquinata (il vibrione del colera non era ancora
stato isolato), ma un medico inglese John Snow (1813-1858)
aveva pubblicato questa tesi già nel 1849. Quando un’ennesima epidemia di colera scoppiò a Londra, il nostro
medico-topografo studiò l’incidenza geografica della
malattia in relazione al rifornimento idrico. Trovò
una concentrazione di casi di colera (oltre 500) in
prossimità di una fontana pubblica che prendeva
acqua da un pozzo situato a pochi metri da una
fognatura. La fece chiudere e l’incidenza della
malattia crollò immediatamente. Vi fu così un
enorme stimolo al miglioramento dell’igiene
quale mezzo di prevenzione dell’affrancarsi
del Vibrio colera. Forse l’accostamento colerazanzare
è un poco ardito, ma la collaborazione
con la dottoressa Alessia Manicone trae origine
dalla lettura della sua tesi “Pianificazione
fisica del territorio rurale e sviluppo delle coltivazioni
energetiche, una applicazione alla
provincia di Pavia” e vi assicuro che nel leggerla ho
trovato numerosi collegamenti metodologici con il mondo
della disinfestazione.
>> PIANIFICAZIONE FISICA DEL TERRITORIO RURALE E SVILUPPO DELLE COLTIVAZIONI ENERGETICHE
di Alessia Manicone, dott.ssa in Scienze Agrarie
::: Cenni di cartografia
La necessità di conoscere le caratteristiche e la fisicità di un
territorio ha portato alla nascita della cartografia, che studia
la rappresentazione su un piano di una porzione più o meno
estesa della superficie terrestre e delle opere artificiali su di
essa ubicate [1].
Quando una porzione della superficie terrestre o un manufatto
deve essere rappresentato, si opera una riduzione, che avviene
secondo una scala. La classificazione delle carte viene di solito effettuata in relazione alle finalità delle carte [1], ma quella
più diffusa si basa sulla sua scala di rappresentazione. Essa
determina infatti il tipo di elementi e le informazioni riportate
su una carta (vedi tabella 1).
Le carte inoltre possono essere classificate in base al loro
contenuto. Sono definite carte generali quelle che rappresentano
gli oggetti durevoli di un territorio (strade, edifici) e ed
elementi immateriali quali confini politici ed amministrativi o
la toponomastica. Le carte tematiche sono invece carte che
rappresentano temi specifici dal punto di vista qualitativo o
quantitativo (per esempio la carta pedologica) sono carte derivanti da carte preesistenti e redatte nella stessa scala di
quella originaria.

::: Sistemi informativi territoriali e GIS
Un Sistema Informativo Territoriale (SIT) rappresenta un sistema
composto da risorse umane, attrezzature e processi che
consentono di raccogliere, elaborare e diffondere dati territoriali
geografici [2]. Il GIS (Geographical Information System)
ne rappresenta invece lo strumento informatico in grado di
immagazzinare, elaborare e restituire dati riferiti alla superficie
terrestre.
E’ inoltre in grado di effettuare operazioni di analisi
spaziale su dati geografi ci immagazzinati,
creando così nuova informazione. Tra queste
operazioni di analisi spaziali si annovera l’overlay
topologico, che permette di effettuare in ambito
informatico la sovrapposizione di strati informativi
diversi per ottenere uno strato informativo
fi nale. Infi ne deve essere sottolineato che il
GIS è considerato un sistema completo per
la creazione di banche dati relative al territorio,
poiché ad ogni dato spaziale sono associati
anche una serie di attributi alfanumerici.

::: Sistemi che acquisiscono
l’informazione territoriale
Come è possibile osservare in Tab. 1 esistono
diversi tipi di carte, il cui utilizzo varia in
relazione allo scopo del lavoro. Oltre a queste
carte esistono anche altri tipi di strumenti, che possono essere
utilizzati quando si lavora sul territorio [1].
Tra questi si annoverano il GPS (Global Positioning System),
ovvero quel sistema che determina le coordinate dei punti
del globo terrestre attraverso l’utilizzo di segnali provenienti
da satelliti e captati da ricevitori. Sono utilizzati soprattutto
nel campo dei rilievi topografici. Il GPS può essere integrato
successivamente con il GIS, in quanto le misure rilevate con il
GPS possono diventare una fonte di dati per la realizzazione e
l’aggiornamento di banche dati territoriali e quindi visualizzate
in formato digitale ad esempio su cartografi a tecnica.
Anche il telerivamento (rilevamento a distanza) può essere utilizzato
quando si lavora con l’informazione territoriale, in quanto
permette di elaborare e interpretare dati che defi niscono a
distanza il comportamento della superfi cie terrestre, sfruttando
l’energia elettromagnetica come veicolo di informazione.
Questo avviene attraverso l’utilizzo di “fotografie” rilevate da
voli aerei a diverse scale, fotografi e che vengono poi fotointerpretate,
ovvero lette con uno strumento (steroscopoio) che
coglie il senso del rilievo. I risultati della fotointerpretazione
vengono di solito riportati su base cartografi ca esistente, quali
la CTR per redigere carte di uso e coperture del suolo e carte
della vegetazione. Il telerilevamento da satellite si basa invece
sull’utilizzo di sensori posti su piattaforme satellitari, che misurano
la radiazione elettromagnetica rifl essa dalla superficie
terrestre. Le informazioni ottenute dalle immagini sono utilizzate
per redigere anche in questo case carte di uso e copertura
del suolo e carte della vegetazione. In entrambi i casi del telerilevamento
si ottengono quindi cartografi e tematiche, che
possono essere integrate nei sistemi GIS.
::: Il ivello di dettaglio del GIS
e dei sistemi di input
Quando si tratta dell’informazione territoriale, il GIS assume
importanza fondamentale perché può essere utilizzato per la caratterizzazione topografi ca e ambientale di un territorio su
diverse scale. Numerose sono le sue applicazioni, poiché opera
su livelli diversi. E’ possibile infatti trattare dati di un contesto
aziendale, così come dati disposti su superfi ci più estese, quali
possono essere i comuni e le province o territori nazionali.
Le mappe tematiche ottenute a partire dal telerilevamento o
come successiva elaborazioni di carte preesistenti possono
essere utilizzate come base informativa per successive analisi
territoriali in ambito GIS.
Molte sono le mappe tematiche redatte in scala 1:10000 che
possono essere sovrapposte alla CTR. Le mappe tematiche
sono disponibili anche per superfi ci molto estese.
Inoltre deve essere considerato che la congiunzione del sistema
GIS- GPS ha aperto nuove prospettive di lavoro, in quanto
riportando nel GIS i dati ottenuti da rilievi effettuati con il GPS,
si ha la possibilità di visualizzare i percorsi effettuati e redigere
quindi mappe di percorso o di monitoraggio.
Solitamente i rilievi GPS non sono progettati per elevate superfi
ci, e molto spesso sono applicati nel contesto aziendale
e nella gestione delle sue superfici.
Nel contesto dell’informazione territoriale non trova invece
sbocco applicativo il CAD (Computer Aided Design), in quanto
esso rappresenta invece uno strumento per la creazione, l’elaborazione
e restituzione di disegni: viene quindi usato come
strumento di supporto ai lavori dei progettisti.

::: Le possibili applicazioni
del GIS al caso di studio
Il GIS può essere utilizzato anche come strumento di supporto
in numerose applicazioni, che richiedono l’utilizzo dell’informazione
territoriale. Nel caso della zanzara tigre [4], può trovare
impiego nella valutazione del grado di distribuzione del suo
areale in ambito urbano e rurale, una volta noti i punti in cui
Aedes albopictus è insediata, dopo censimento dei focolai
(evidenziazioni focolai attivi, negativi, potenziali).
Per questo scopo sono necessarie informazioni di monitoraggio
della specie. I dati raccolti vanno a costituire poi la “banca
dati” relativa ai focolai.
Inoltre il GIS può essere utilizzato potenzialmente come indicatore
del grado di infestazione della specie [3], in quanto
è possibile costruire mappe tematiche su parametri quali il
numero di uova deposte in un determinato intervallo di tempo,
sulla % di ovitrappole positive sul totale di quelle installate in
una rete di monitoraggio, predisposta precedentemente, e sul
numero medio di uova per ovitrappola.
Il GIS, in congiunta con il GPS, può essere usato per controllare
i trattamenti adulticidi e larvicidi effettuati: il GPS potrebbe
segnalare infatti i punti esatti in cui i trattamenti sono effettuati
e ottenere nel GIS “mappe del trattamento”.
Inoltre è possibile valutare anche il grado vocazione ecologica
dell’ambiente a ospitare la specie, sulla base di determinati
parametri ecologici o ambientali che favoriscono o meno la
crescita e lo sviluppo della zanzare tigre [3].
Ciò può essere fatto valutando ad esempio la predisposizione
dell’ambiente su parametri quali la presenza di alberi, di zone
acquatiche o di particolari microclimi.
Tutte queste applicazioni necessitano però di dati spazialmente
distribuiti, raccolti durante le operazioni di monitoraggio e/o
trattamento.
::: Bibliografia
[1] Cannarozzo R., Cucchiaini L., Meschieri W. (2003), Procedure
di rappresentazione del territorio, Misure Rilievo Progetto, Moduli
di topografia per il triennio degli ITG, seconda Edizione, Ed.
Zanichelli.
[2] Caiaffa (2006): Sistemi Informativi Geografici, ENEA.
[3] Venturelli C, Maggioli F., Caratteristiche degli ambienti e presenza
di Zanzara Tigre: indagine sui diversi ambiti insediativi nel
territorio urbano. Atti del Convegno “Verso una strategia di lotta
integrata alla Zanzara Tigre”, 23 febbraio 2005, Regione Emilia
Romagna, Bologna 2007;50:29-41.
[4] Referente Tecnico Scientifico e Tecnico di Campo Dott. Nat.
Ivan Di Già (2009): Relazione Tecnica finale 2009, Progetto di
monitoraggio e lotta della zanzara Tigre (Ades albopictus) nel
Comune di Asti.
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IGIENE E AMBIENTE ... |
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