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::: VALUTIAMO la stabilità delle piante
nuovi business a cura di Sara Calati
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Per i disinfestatori potrebbe essere
utile saper stimare lo stato di salute
degli alberi cittadini e proporre
eventuali interventi conservativi sia
fitosanitari sia di dendrochirurgia.
Vediamo come ...
::: Prefazione
Amo gli alberi perché sembrano più rassegnati, di ogni altro
essere o cosa, al mondo in cui devono vivere, così scrisse Willa
Sibert Cather (1873 –1947 scrittrice statunitense vincitrice del
premio Pulitzer nel 1923) nel suo romanzo dal titolo O Pioneers,
dedicato all’esistenza impegnativa e semplice dei contadini
polacchi e boemi emigrati negli Stati Uniti occidentali (west).
Citazione che ritengo pertinente visto l’inquinamento urbano
in cui sono costretti a vivere e che pur tuttavia contribuiscono
a contrastare. E’ mia esperienza personale che una brutta sindrome
aspecifica di sofferenza di alcune piante di un grande
parcheggio si è risolta per mezzo di irrorazioni di sola acqua (di
fatto gli abbiamo fatto una doccia) e con insufflazioni di aria per
mezzo di un palo iniettore (optional di molti atomizzatori usati
per la lotta alle zanzare).
Ma per tornare al nostro argomento se in una giornata di vento
forte nel guardare un albero piegarsi vi chiedete se resisterà
questo articolo vi svelerà che non è molto semplice darsi una
risposta, ma è possibile e professionalmente interessante. Infatti
il mondo della disinfestazione nella sua branca della difesa
fitosanitaria del verde ornamentale deve o dovrebbe mettersi
a disposizione delle Autorità Pubbliche come un insieme di
professionisti in grado di censire gli alberi cittadini, strada per strada, stimandone sia lo stato di salute sia il grado di stabilità
e, nel contempo, proporre eventuali interventi conservativi sia
fitosanitari sia di dendrochirurgia.
Per cui l’obiettivo della seguente nota è quello di divulgare le
risorse tecniche necessarie per effettuare un buon lavoro, e dare
sintetiche informazioni di metodo sottolineando che la corretta
esecuzione delle valutazioni presuppone specifiche esperienze
e competenze agronomiche. [Graziano Dassi]
::: Dall’analisi visiva alla tomografia
Gli alberi in ambiente urbano vivono in condizioni poco naturali
e sfavorevoli per il loro sviluppo per cui sono soggetti a indebolimenti
e possibili danni causati dall’uomo. Inoltre la formazione di
ferite facilita l’ingresso di agenti patogeni nel tronco e al colletto,
con conseguente sviluppo della maggior causa di deperimento:
la carie del legno. Sono dunque necessari controlli periodici
per valutare la stabilità meccanica delle piante e garantire una
maggior sicurezza per i cittadini. A tal proposito sono stati analizzati
criticamente i metodi di analisi di stabilità a cominciare dal
metodo VTA (Visual Tree Assessment) che consiste in un’analisi
visiva dell’esemplare arboreo con conseguente attribuzione
del giudizio finale in forma di “classe di rischio” (vedi tabella).
Nel caso in cui si rilevano difetti meccanici che fanno presagire
l’esistenza di una carie interna si procede con l’esecuzione
dell’indagine strumentale, che può essere eseguita con diverse
strumentazioni tecniche, tra cui: il succhiello di Pressler, il frattometro,
lo shigometro, il martello ad impulsi, il penetrometro,
l’arborsonic, la tomografia, i raggi X, i raggi Gamma, il georadar e
la termografia. Caratteristica principale distintiva è l’invasività, ovvero
la necessità di effettuare incisioni o fori nel tronco dell’albero,
in base alla quale dipende la scelta di utilizzo di uno strumento.
Il tomografo, ad esempio, richiede fori di diametro e lunghezza modesti e risulta dunque molto meno invasivo di un lungo e più
ampio foro provocato dal succhiello di Pressler. Altre considerazioni
riguardano la facilità d’uso degli strumenti, ma soprattutto
la conoscenza della biologia e patologia delle piante.
::: L’analisi visiva (VTA)
E’ paragonabile alla visita del nostro medico ed è essenzialmente
legata alla capacità di osservazione e all’esperienza.
È la più difficile da descrivere, in sintesi si basa sull’assioma
della tensione costante secondo la quale ogni organo legnoso
dell’albero si sviluppa garantendo una distribuzione regolare
dei carichi sulla superficie della pianta e sull’affermazione che
recita: “se l’albero riesce a riparare se stesso, quindi a ripristinare
lo stato di tensione costante, allora è da lasciare in vita”, ma
per poterlo affermare con adeguata attendibilità bisogna procedere
all’identificazione dei difetti per valutare l’eventuale rischio
di caduta e spesso è necessario effettuare approfondimenti
strumentali.
>>> Succhiello di Pressler
Consiste in una trivella cava con
anima rimovibile che permette l’esecuzione
di “carotaggi” del legno in
profondità per valutare lo stato di salute dei tessuti interni (in alcuni casi tramite l’ausilio del fratto
metro).
>>> Frattometro
Piccolo strumento tascabile in cui inserire la “carota” di legno
estratta con l’apposito succhiello per sottoporla a un carico
simile a quello di un vento di velocità stabilita e misurarne la
resistenza.
>>> Shigometro
Questo strumento misura la diversa
resistenza opposta dal tessuto vegetale
al passaggio di corrente elettrica continua
emessa a intervalli regolari. Il legno affetto
da carie è più umido e di conseguenza è
più conduttivo e lo strumento lo rileva con
precisione.
>>> Martello a impulsi
È uno strumento che misura la velocità di propagazione del
suono all’interno di una sezione trasversale di un tronco. L’onda
di impulso sonoro attraversa con facilità il legno sano mentre
zone cariate, danneggiate o con cavità la ostacolano dando così
preziose informazioni.
>>> Penetrometro
In pratica è un trapano che introducendo una sonda nel tronco
ne misura la resistenza alla penetrazione fornendo un segnale
grafico dendrogramma che permette di distinguere le aree sane
da quelle degradate.
>>> Arborsonic
È uno strumento che permette di rilevare la presenza di cavità
o aree degradate all’interno di un albero misurando il tempo di
propagazione di un’onda ultrasonica.
>>> Tomografia
È una tecnica che permette la ricostruzione di una sezione trasversale
di un oggetto per mezzo di misurazioni effettuate sulla
sua superficie, determinando l’energia che passa attraverso
l’oggetto stesso (Nicolotti et al. 2003).
Nel nostro caso l’oggetto è una parte di un albero (tronco o
ramo). L’energia può essere di diverso tipo: onde soniche e
ultrasoniche (tomografia sonica e ultrasonica); elettrica o elettromagnetica
(tomografia elettrica e georadar), raggi Gamma e
raggi X (tomografia computerizzata).
Le prime forniscono informazioni sulle proprietà fisiche del legno,
le seconde informazioni sulla conduttività e quindi sull’umidità
e sulla concentrazione ionica; le ultime danno utili informazioni
sulla densità del legno.

>>> Termografia
È una tecnica che permette la rilevazione e valutazione di cavità
o carie del legno e della loro estensione sfruttando la proprietà
del legno di emettere energia termica sotto forma di radiazioni
elettromagnetiche nel campo dell’infrarosso.
Tali radiazioni vengono rilevate da un termografo che evidenzia
la struttura del legno con sfumature di grigio. Più è scuro, zone fredde, più l’anomalia è grave mentre le zone calde più chiare
indicano il legno sano. Questa indagine risulta molto precisa per
cui consente di ottenere risultati affidabili e di facile interpretazione.
Un ulteriore plus è dato dal fatto che è una tecnica non
invasiva e quindi non distruttiva per l’albero (Ferrari et al. 2001).
Un aspetto molto importante riguarda il costo, poiché alcuni
strumenti sono più economici rispetto ad altri; inoltre alcune
tecniche che prevedono l’utilizzo di raggi X e raggi Gamma
sono da usare con cautela a motivo delle radiazioni emesse. In
definitiva, la tomografia, nonostante alcuni limiti, è molto utile per la rilevazione delle carie del legno in quanto consente di ottenere
un’immagine dell’intera sezione trasversale del tronco dell’albero,
e non una semplice rilevazione puntiforme.
Vi sono altri due metodi di valutazione della stabilità degli alberi:
il metodo SIA e il metodo SIM entrambi non invasivi.
Il metodo SIA prevede la rilevazione della sicurezza statica e
dinamica della pianta paragonandola ad un edificio, è di fatto
un metodo ingegneristico (Lobi et al. 2002).
Mediante l’utilizzo di formule matematiche e grafici in base alla
forma, al diametro, all’altezza, il carico di vento statisticamente
prevedibile e alla specie botanica (attualmente il metodo è
applicabile a 18 specie) arriva con relativa facilità e velocità di
applicazione ad analizzare grandi popolazioni di piante e alberature
stradali.
Il metodo SIM (L. Wesslloy, 1996), invece, si effettua attraverso
una prova di trazione per rilevare la resistenza alla rottura e allo
sradicamento di un albero sottoposto a sollecitazione con carico
controllato che simula la forza del vento.
Le misurazioni sono effettuate utilizzando due strumenti: l’elastomero
e l’inclinometro che misurano rispettivamente l’elasticità
delle fibre del tronco e l’inclinazione dello stesso sottoposto ad
una trazione per mezzo di un cavo, la forza di trazione è misurata
con un dinamometro (vedi figura 5).
Il metodo SIM è “oggettivo” in quanto non deriva da interpretazioni ma da misurazioni. Tuttavia è un metodo che richiede 2 o
3 ore per singola pianta e necessita di sufficiente spazio per il
posizionamento degli strumenti di trazione.
::: Conclusioni
Difficile trarre delle conclusioni dall’esposizione di metodiche
tecniche; esse sono uno strumento sicuramente valido ma per
concretizzarsi devono trovare razionali applicazioni. Una cosa è
certa nel visitare una città il suo patrimonio a verde balza all’occhio,
ma al di là dell’aspetto estetico -decorativo la buona salute
dei nostri alberi è un importante fattore di sicurezza oltre che un
mezzo economico e “ecologico” di cura dell’ambiente.

IGIENE E AMBIENTE ... |
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