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::: EMILIA ROMAGNA: punta di diamante LUCI SULLE REGIONI di Uberto Marni
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Con un giro
d’affari di 1,1
miliardi di euro
e 40mila addetti
la regione copre
circa il 12%
delle vendite sul
totale nazionale.
Ruolo centrale:
le cooperative di
pulizia.
Se confrontato con il dato nazionale, il
comparto del Cleaning in Emilia Romagna
a fine 2008 mostra risultati interessanti:
con 1,1 miliardi di Euro di giro d’affari e
poco meno di 40.000 addetti, la regione copre
circa il 12% delle vendite sul totale nazionale.
Giocano un ruolo primario, nell’ambito della
filiera del pulito, le cooperative locali, che
sono ormai tra le più antiche realtà di servizio
nel nostro paese. Tali organizzazioni hanno
ormai raggiunto dimensioni ragguardevoli e
le attività di servizio vengono effettuate anche
in zone diverse dall’Emilia Romagna: il portafoglio
clienti è caratterizzato da enti e aziende
di respiro nazionale, quali le strutture ASL e
Telecom Italia, per esempio, con uffici periferici
presenti in numerose località. A fronte
di questa notevole domanda di beni e servizi,
da parte delle grandi cooperative di pulizia,
si sono sviluppati numerosi operatori anche
nell’area della produzione e distribuzione
di macchinari, beni intermedi e consumabili,
facendo dell’Emilia Romagna la “punta di
diamante” dell’intero comparto del Cleaning
in Italia.

::: Emilia Romagna in dettaglio
Più in generale la regione Emilia Romagna
conosce tassi di sviluppo piuttosto elevati: in
media, secondo i dati ISTAT, la regione è cresciuta
tra il 2001 e il 2007 dell’1,2%, con una
differenza rispetto alla media italiana di 0,1
punti percentuali. Nel 2008, annus horribilis
per numerose attività, la contrazione del PIL
dell’Emilia Romagna è stata di -0,7%, collocando
la regione al sesto posto per “tenuta”, nel
senso che molte altre regioni hanno subito
contrazioni più consistenti.
Questi dati riguardano il tasso di sviluppo generale
e non quello specifico del Cleaning,
che, anche se a tassi meno sostenuti dei periodi
precedenti, continua a crescere anche in
questi periodi di crisi.
L’Emilia Romagna, nel 2008, vedeva circa 2.500 imprese di pulizia con circa 37.500 addetti; più
o meno 120 tra produttori e distributori, che
occupavano 1.600 persone e un fatturato totale
del comparto stimabile in circa 1,1 miliardi
di Euro. Il comparto della produzione dei
macchinari è stato un segmento fortunato e,
aggiungerei, anche ben guidato, nel corso degli
ultimi decenni: solo nel corso del 2009 si sono
verificate richieste di Cassa Integrazione, mentre
negli anni precedenti, nonostante le crisi
che ciclicamente hanno attraversato l’economia
nazionale, non vi è mai stata la necessità di utilizzare
ammortizzatori sociali. Spesso, inoltre,
l’Emilia Romagna è apparsa come il “faro”: la
regione in grado di fornire gli elementi per le
scelte più appropriate per lo sviluppo da parte
di diversi produttori.
Sicuramente una delle componenti più rilevanti
è da individuarsi nella tipologia di clientela,
che, appunto, è prevalentemente composta
da grandi cooperative di servizio, almeno in
termini di fatturato. Senza nulla togliere alle piccole imprese di pulizia, molto numerose e
attive nella regione, è fuori discussione che, dal
punto di vista dell’evoluzione dei servizi e delle
necessità di fattori produttivi avanzati, grandi
realtà consolidate esprimono una domanda
maggiormente raffinata, spingendo i produttori
a innovazioni di prodotto e/o modelli di
servizio più avanzati.
A tale proposito ci sembra interessante citare
il contributo di Gaetano Maluberti, titolare
di Nuova Pulichimica: “Pur non avendo inventato
niente di nuovo, ma semplicemente
osservando modelli esistenti e applicandoli
alla nostra realtà, in questo periodo di crisi abbiamo
raggiunto livelli di fatturato da record,
trasformandoci da distributori “puri” a società
di servizio, rivolta alle grandi cooperative. In
poche parole abbiamo rilevato i magazzini e
la logistica di alcune grandi realtà, compreso il
personale, per offrire un servizio più efficiente
alle necessità di fulfillment per i servizi di Facilities
Management offerti a imprese e organizzazioni.
Infine, ci racconta sempre Maluberti: “la
struttura come è stata rilevata sarà trasformata
in una cooperativa indirizzata alla logistica e al servizio, cui parteciperanno tutti i dipendenti
coinvolti e che avrà come cliente di riferimento
la Nuova Pulichimica, di cui sono titolare”.
::: Il peso della manifattura
L'economia della regione è molto sviluppata;
sono presenti numerose piccole aziende a
conduzione familiare, soprattutto nell’ambito
dell’artigianato e della produzione industriale.
Inoltre, come dicevamo, sono molto diffuse
le cooperative, Bologna, Forlì, Cesena e Parma
contano la grande maggioranza di questa
tipologia di organizzazione. Se confrontiamo i
dati regionali relativamente ai settori industriali,
con quelli nazionali, diviene chiaro come nella
regione il peso della manifattura sull'economia
regionale, sia maggiore alla media nazionale,
rendendo evidente la notevole concentrazione
delle industrie di produzione dell'Emilia-Romagna.
Il lato oscuro della medaglia, nell’ambito
del Cleaning, è che la gran parte dei servizi di
pulizia indirizzati alle aziende manifatturiere risultano piuttosto compressi in questa fase di
contrazione del fatturato, mentre divengono
via via più importanti i servizi resi alle strutture
della pubblica amministrazione, rivolti alla sanità
e agli ospedali, infine quelli per le scuole
e l’istruzione pubblica, che come è noto, è un
settore d’eccellenza nella regione.
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