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::: LAVAMOQUETTE. Andamento lento PRENDI IL TREND di Uberto Marni
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Continua la
contrazione
con un fatturato,
a fine 2009, di
10,7 milioni di
euro. Qualche
luce dall’estero:
Brasile, India e
Corea.
Ancora una volta ci troviamo di fronte a
considerazioni generali, che individuano
nella “moda” di sostituzione delle
moquette con altre tipologie di pavimentazione
il “razionale” di questo segmento di mercato.
Sono ormai numerosi anni che gli architetti
e i progettisti, individuano maggiori livelli di
pulizia nell’utilizzo di pavimentazioni diverse
dalle moquette. In particolare il “terrore” evocato
dalla presenza di acari e di altri parassiti
nei tessili, anche provocato da operatori disonesti,
che offrivano tradizionali aspirapolvere
come "presidio medico chirurgico elettromedicale
anti acaro", per giustificare prezzi molto
elevati, ha provocato una disaffezione molto
marcata nei confronti della moquette.
Deve essere sottolineato, a onore di cronaca,
che tali operatori non fanno parte del tradizionale
comparto del Cleaning, mentre sono
più assimilabili a gestori di strutture di vendita
porta a porta e/o tramite call center, che commercializzerebbero
qualsiasi prodotto, pur di
ricavarne un margine elevato.
In un panorama così “disastrato”, non mancano
tuttavia operatori che, grazie alla realizzazione
di macchine innovative, proprio
nell’area dei battitappeto e delle lavamoquet hanno conosciuto soddisfazioni anche nel
corso del 2009. E’ proprio il caso di Kärcher,
ecco di seguito il commento che ci ha inviato
Francesco Tornaghi, Responsabile Business
Industrial: “Il 2009 è stato un anno sostanzialmente
stabile, lievemente positivo per alcuni
segmenti di prodotto: un risultato apprezzabile
in sé e in relazione all’andamento generale
del mercato; tali risultati sono stati ottenuti
anche, grazie al lancio di nuovi modelli nella
seconda parte dell'anno quali la nuova linea
battitappeto CV e lavamoquette BRC.”
::: Cattivi Maestri?
Le conseguenze sul settore specifico di battitappeto
e lavamoquette sono, purtroppo,
piuttosto ovvie, comportando una diminuzione
delle vendite più marcata nei mercati in cui
il messaggio è stato più efficace. Una ulteriore
motivazione è anche dovuta alla relativa immagine
di pulizia che tali rivestimenti restituiscono
alla vista, anche in assenza di opportune
attività di sanificazione, come ci ha raccontato
D.H.P. Hoover Professional, operatore
“storico” nell’ambito specifico. Hoover, per
voce di Domenico Demuro, responsabile
vendite, ci ha detto: “Sicuramente le cattive o diverse politiche dei costruttori, degli architetti,
insieme ai cambiamenti delle abitudini
e dei gusti degli italiani, hanno influenzato la
scelta sulle tipologie di pavimenti da utilizzare
nelle case, negli uffici e in molti ambienti
dove la moquette la faceva da padrone. Non
ultima la cattiva abitudine di “non lavare la moquette”
frequentemente, come un pavimento
normale, con conseguenze immaginabili. Tutto
questo, lentamente, ha allontanato molti
clienti dalla moquette. Gli inestetismi e i cattivi
odori vengono considerati come caratteristica
intrinseche del pavimento e non una conseguenza
della cattiva manutenzione, insieme a
un pizzico di ‘ignoranza’.”
::: Contrazione degli Ordini
Ecco che la dinamica degli ultimi anni di Battitappeto
e Lavamoquette, riflette questa continua
disaffezione nei confronti delle pavimentazioni
in moquette, con tassi di decremento
notevoli negli ultimi anni:

Difficile parlare di tassi di crescita in questo
caso, poiché, a partire dal 2005, le vendite
sono in continua diminuzione, con qualche
luce portata esclusivamente da mercati esteri in fase di sviluppo, come il Brasile, l’India e la
Corea, solo per citare alcuni dei paesi in cui
ancora l’utilizzo delle moquette è ben percepito.
::: Fatturati più bassi
Anche se la dinamica di sviluppo sembra assestarsi,
con un andamento più “piatto” nell’ultimo
biennio, uno sguardo ai valori assoluti
delle vendite di battitappeto e lavamoquette,
ci informa in modo più preciso sulle condizioni
del segmento (vedi grafico).
Osservando la serie storica del fatturato nel
periodo 2005 – 2009, si evidenzia la continua
contrazione, con un dato a fine 2009 pari a
circa 10,7 milioni di Euro, a fronte di quasi
17 milioni registrati nel 2005. In quell’anno
comincia infatti la fase di decremento, se è
vero, come è vero, che il dato del 2004 era
pari a circa 22,4 milioni.
::: Estero, Estero, Estero!
“Contrariamente alle vendite totali, -10,5% rispetto
al 2009; il risultato delle lavamoquette
(noi non produciamo battitappeto) è stato in
crescita dal 25% rispetto all’anno precedente.
Tale crescita è dovuta esclusivamente a vendite
su mercati esteri. Ritengo che nel settore delle
lavamoquette l’importazione dall’estremo
oriente non crescerà; al contrario, è la nostra
esperienza del 2009, proprio questi mercati
saranno più ricettivi per le apparecchiature
prodotte in Italia”. Ecco il parere di Roberto
Marcolini, direttore generale di TMB Srl
(Gruppo Ruffo).
::: Partenariato Strategico con il Brasile
E sono in effetti luci quelle che si possono
percepire dai mercati esteri, anche se spesso
sono più voci sporadiche che un coro ottimistico.
Da annotare, in ogni caso, l’iniziativa del
Governo di siglare un accordo con il Brasile
di Luiz Inacio Lula Da Silva.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
ha infatti stretto un trattato di “Partenariato
strategico”con la Repubblica Federativa del
Brasile, volto al rafforzamento degli scambi
commerciali tra i due paesi. Questo accordo, dell’aprile di quest’anno, potrà senza dubbio
favorire le esportazioni dei macchinari prodotti
in Italia: la crescita della cooperazione
economica tra Italia e Brasile è in sviluppo
notevole: le importazioni dei primi mesi del
2010 segnano un +35%. Dall’Italia il Brasile acquista
soprattutto macchine utensili, ricambi
per auto, farmaceutici e, ovviamente, prodotti
della moda. Ancora, volendo individuare una
nota positiva in questi tempi di crisi, uno
degli effetti del quasi default
dell’economia
della Grecia, è stata la
svalutazione dell’Euro nei confronti del
Dollaro. Dopo anni di “sofferenza” dei produttori
nazionali dovuta proprio all’elevato
valore dell’Euro, è oggi possibile prevedere
una maggiore convenienza dei nostri prodotti
rispetto ad altri, realizzati in regioni più
“dollaro-centriche”. Sarà questo motivo di ulteriore
impulso alle esportazioni.

::: USA e Canada
Tra i rappresentanti più quotati del Cleaning
Made in Italy vi è senza dubbio Lindhaus,
fornitore ormai consolidato sia della Casa
Bianca sia del Cremlino. Ed è proprio
Lindhaus, che per voce di Michele
Massaro, presidente dell’azienda
ci ha detto: “battitappeto e
lavasciuga stanno crescendo del 60%, confrontando il primo quadrimestre
del 2010 con il medesimo periodo del
2009; se ci riferiamo invece al 2008, la crescita
è ancora del +15%”. E’ pur vero che gran parte
della crescita è dovuta alla fine della fase di
stallo del mercato nord americano, anche se
non tutte le nubi si sono dissolte, infatti Massaro
continua: “da dicembre 2009 abbiamo visto
una grande crescita nella domanda degli Stati
Uniti, mentre il Canada è ancora in una fase
di contrazione; il miglioramento delle vendite
è dovuto anche all’effetto del deprezzamento
dell’Euro, che ha reso più competitivi i nostri
prodotti”.
::: La “Vecchia Europa”
Ma i mercati di riferimento rimangono quelli
europei, che, nonostante la crisi, hanno tenuto
meglio in termini di consumi, con alcune
importanti eccezioni.
“L’Inghilterra - continua Massaro - è il paese di
elezione per le vendite di battitappeto, tuttavia
negli ultimi anni la domanda di macchine si
è fermata, al punto che un nostro distributore
di grandi dimensioni è uscito dal mercato,
comportando la necessità di individuare altri
operatori per rimpiazzarlo. La tendenza sembra
essere la sostituzione di battitappeto professionali
con aspirapolvere di bassa qualità e
prezzo. Ovviamente con tali strumenti i servizi
di pulizia sono meno efficienti, per usare un
eufemismo: di fatto le moquette non vengono
pulite se non in misura molto superficiale”.
Sempre la Vecchia Europa dà altre soddisfazioni
a Lindhaus che, recentemente, ha visto
rinnovare il contratto di fornitura per la Casa
Bianca. “A partire dal prossimo anno, saremo
fornitori ufficiali dei traghetti Dover – Calais,
avendo vinto l’appalto in competizione con
un operatore tedesco che, evidentemente,
dispone di macchine di inferiore livello qualitativo”.

::: Ancora i Prezzi
Non mancano, tuttavia, anche pareri contrastanti:
di questi tempi, la variabile prezzo assume
maggiore importanza rispetto alla qualità
delle macchine e ai prodotti più innovativi e
performanti, come del resto ci hanno raccontato
relativamente al mercato inglese.
Ed è di questo avviso Luca Gola, Product Manager
di LAVOR PRO: “Il prezzo è sempre
un’attrattiva molto forte che non pianifica il medio termine. E’ evidente che nell’immediato
il prodotto economico rende la vendita
più impegnativa. C’è certamente spazio per le
esportazioni nei mercati orientali ma non con
la stessa velocità che si registra nelle importazioni
dai paesi asiatici”.
Di là da venire, è il parere dei principali operatori,
la spinta alle importazioni nei paesi asiatici
a forte sviluppo. Avevamo individuato nelle
Olimpiadi in Cina un momento di “adeguamento”
degli standard di pulizia occidentali
da parte del mercato cinese, con conseguente
ricerca e acquisto di prodotti provenienti dalle
economie più avanzate, come quella europea.
Tale posizione, con ogni probabilità, esaurita
la necessità di conformarsi ai nostri standard,
anche in considerazione delle difficoltà economiche
di questo periodo, unite al potere
d’acquisto di tali paesi, ha ceduto il passo alle
considerazioni relative al prezzo dei macchinari,
nella (falsa) convinzione che i servizi resi da
macchine economiche possano essere paragonati
a quelli ottenuti con l’utilizzo di strumenti
di maggiore valore e qualità.
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