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::: Ipotesi sul Futuro della DISINFESTAZIONE
la parola all'esperto a cura di Graziano Dassi
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Ovvero cercare di capire cosa c’è dietro l’angolo
parlando con un esperto del settore: Riccardo
Brusati, responsabile tecnico di Zapi Expert ...
Come sta cambiando il settore della disinfestazione?
Cosa ci si può aspettare nei prossimi anni? Quali
sono i desiderata di un’impresa di servizi? Domande
che ognuno di noi si pone strada facendo e le
risposte spesso tardano a venire. Abbiamo pertanto pensato di
chiarirci le idee chiedendolo a coloro che lavorano sul campo e
che si pongono queste domande quotidianamente. Il primo fra
questi è Riccardo Brusati, responsabile tecnico di Zapi Expert.
Vorrei avere il tuo parere su come è cambiata la tua professione
negli ultimi anni. Potresti indicare i periodi in cui tali
cambiamenti sono avvenuti?
«Ripensando ora agli accadimenti del tempo trascorso, alle piccole
o grandi scelte spesso fatte casualmente, o non volute, o
cercate perché supposte facili mi accorgo quanto siano cambiati
i miei obbiettivi maturati all’ombra dell’ormai lontano 1968.
Pensare che la mia decisione definitiva di iscrivermi alla Facoltà
di Biologia arrivò dopo la lettura di “Primavera silenziosa” di R.
Carson e che feci di tutto per ottenere una tesi sperimentale sui
pesticidi… e oggi mi ritrovo Responsabile Tecnico di una società
la Zapi Expert che, guarda caso commercializza formulati biocidi
… apparentemente tutto il contrario di ciò che allora credevo.
La prima data importante è il 1983 con la mia assunzione presso
una società che produceva prodotti disinfestanti (L.E.I.C.A) allora
molto conosciuta nel settore. Qui ho cominciato a conoscere e
ad amare questo mondo, iniziando dal laboratorio dove controllavo
i principi attivi passando dalla loro ideazione, formulazione
e produzione al commerciale (meglio tecnico commerciale).
Ed è soprattutto nei momenti di contatto con i clienti, con i quali
uscivo spesso per accompagnarli nei loro servizi, che mi rendevo
conto di quanti e quali fattori influissero sui risultati di un intervento
operativo; in laboratorio tutto funzionava, sul campo ben altra
cosa… Penso che proprio il contatto quasi quotidiano con gli
operatori del settore, con la loro manualità, mi abbia fatto diventare un “buon “ tecnico. Nel 2004 altro cambiamento
importante, lascio la società che tanto mi aveva fatto crescere e
decido una avventura in solitario; mettermi in discussione non
mi ha mai spaventato ma presto mi sono accorto che per sopravvivere
dovevo dimenticarmi i romanticismi di un biologo e le
fantasie chimiche di un tecnico per dedicarmi completamente
a razionali operazioni commerciali … e poiché a ognuno il suo
mestiere nel 2007 ritorno all’antico, o meglio alla parte migliore
dell’antico. Incontro la dirigenza di Zapi Industrie Chimiche S.p.A.,
che ha grosse ambizioni nel segmento professionale: ha pronta
una “task force” commerciale, possiede un Centro Ricerca e
Sviluppo, è disposta a investire, ha una visione “europea” sugli
sviluppi futuri della legge BIOCIDI. Nasce così il marchio Zapi
Expert società di distribuzione dei prodotti a marchio Zapi con
l’ambizione di diventare in breve tempo un punto di riferimento
per gli operatori del settore delle tre D (Disinfestazione, Derattizzazione
e Disinfezione).
In Zapi Expert ricopro la figura di Responsabile Tecnico con
assistenza diretta pre e post vendita ai clienti attivi e potenziali,
realizzo Corsi di aggiornamento e formazione, collaboro con il
Centro Ricerca e Sviluppo della casa madre.
Con Zapi abbiamo già messo a punto alcune soluzioni innovative:
attualmente la più importante è la B.I.A. (acronimo di Solvente a
Basso Impatto Ambientale) una tecnologia che tende a migliorare
le soluzioni finali dei formulati in stabilità, impatto ambientale, sicurezza
per operatori e fruitori dei servizi; B.I.A. è un primo traguardo
e i formulati che ne sono derivati hanno incontrato il favore di
numerosi disinfestatori italiani in quanto per le loro caratteristiche
intrinseche entrano a buon titolo in piani di lotta integrata».
Quasi trent’anni di impegno professionale a tutto campo!
Per cui chi meglio di te può indicare i desiderata di una
ditta di servizi oggi?
«Fare il disinfestatore non è, e non è mai stato, un “atto di fede” e sebbene sia una professione dove la “tuttologia” impera ritengo
che, oltre a incrementare i risultati raggiunti in termini economici
(obbiettivo primario) oggi una ditta di servizi, ovviamente una
Ditta con la D maiuscola consapevole dell’importanza e della
delicatezza del proprio lavoro, ambisca ad accrescere il proprio
livello di professionalità aumentando di conseguenza la qualità
del servizio».
Francamente mi sembra più un’istanza di principio che una
serie di “concrete” richieste che una ditta di disinfestazione
vorrebbe fare a un suo fornitore, ma il nostro obiettivo è
formulare delle ipotesi sul futuro per cui: “Cosa ci si può
aspettare nei prossimi anni?”
«A mio avviso la lotta e il controllo dei parassiti è una professione
di alto livello e man mano che la legge biocidi diventerà operativa
sempre più il ruolo delle società di servizi tenderà alla specializzazione,
probabilmente nasceranno normative europee che
definiranno requisiti e competenze».
Quindi più che una maggior consapevole richiesta da parte
della clientela, saranno le Norme di Legge a elevare il
livello professionale del settore. Una visione interessante e
probabilmente vera. Riterrei interessante per i nostri lettori
sapere, sia pure a livello di sensazione, come suddivideresti
il mercato dei prodotti?
«Il 50% in Insetticidi (di cui 20% ad azione larvicida e 80% ad
azione adulticida); il 20% Esche per topi e ratti; 25% Accessori
(colle, erogatori, lampade ecc); 5% Disinfettanti. Ma le cose stanno
cambiando ed è in costante aumento la tendenza a favore di
prodotti “non chimici”».
Su questa tendenza ho alcuni dubbi, secondo me il mercato
della chimica fine sia di sintesi sia biologica (anche se mi
sembrerebbe più esatto definirla bio-chimica) è destinata
ad aumentare in termini di fatturato. L’applicazione della
biocidi porterà quasi sicuramente a un aumento dei costi
degli attuali PMC e i mezzi “non chimici” non mi sembra che
possano contrastare efficacemente l’espansione delle zanzare
con i rischi sanitari connessi (virus in primis). Comunque,
e so che concordi con me, il successo si raggiungerà
integrando a 360° le risorse (Integrated Pest Management
insegna). Sarebbe quindi utile abbinare le entità infestanti
con il segmento di mercato principale?
«Direi per il settore pubblico le Zanzare; per il settore zootecnico
le mosche; il settore alimentare i Lepidotteri e Coleotteri delle
derrate alimentari; per il settore privato e comunità le Blatte, fle
ormiche e altri insetti striscianti».
Cosa un cliente dovrebbe chiedere a un “disinfestatore” per
garantirsi di avere a che fare con una ditta seria?
«Esistono clienti completamente inconsapevoli - ignorano volutamente
il problema -, quelli consapevoli e infine i consapevoli
e informati. Ognuno in primis, in forma diversa, chiede una soluzione del problema magari radicale, definitiva, per sempre, a
impatto ambientale e igienico pari a zero, taluni con un unico
intervento altri con un programma calendarizzato e spesso (molto
spesso) a prezzi ridicoli. La richiesta di garanzia risolutiva viene
rivolta (sovente) ad aziende di servizi che promettono a loro volta
soluzioni radicali e definitive al di là dell’insetto parassita del luogo
e delle strutture su cui si andrà a operare e così via. Lasciamo
stare gli improvvisati (sia su un fronte che sull’altro) e pensiamo a
un cliente consapevole, e magari un pochino informato.
Il cliente consapevole solitamente si informa su - e non sono parte
integrante di un contratto, ma sono argomenti decisivi al fine della
sottoscrizione dello stesso - anzianità di servizio aziendale nel
settore /elenco del personale direttamente dipendente, tipologia
di formazione dello stesso / media del tourn-over, eventuali certificazioni,
la versatilità nei tempi e negli orari di intervento, i tempi
di risoluzione previsti per i vari tipi di target infestanti».
Come dovrebbe strutturare il contratto?
«Non è facile dare risposta certa, troppo diversi i tipi di clienti e
le relative esigenze. Il cliente di una grossa azienda alimentare
ha obbiettivi diversi da un Comune che vuole controllare il territorio
o le scuole dal gestore di un piccolo bar o da una casa di
riposo. Certo è che il cliente cercherà di inserire nel contratto
tutto ed anche di più! Ad esempio la sede della remissione
delle controversie e la responsabilità di danni arrecati ben al di
là di quanto e implicito nel servizio e ancora chiederà una stima
certa dei tempi di risoluzione, proponendo delle penali, inoltre il
cliente, allo scopo di facilitare la comparazione delle offerte e la
propria contabilità chiederà di esprimere i costi al metro quadro
e/o lineare e/o cubo, convinto che così facendo avrà costi certi,
ma a discapito della professionalità».
Non sono del tutto certo che rendere misurabile il nostro
lavoro (come, dove e quando) sia contrario alla professionalità.
Da un certo punto di vista precisando i termini
contrattuali facilita, a parer mio, la soluzione di eventuali
contestazioni (obiettivamente in aumento).
In ogni caso le opinioni di un esperto ricco di esperienze
sono preziose, utili e ricche di spunti di riflessione. Nei
prossimi numeri ascolteremo un militante, di antica data, di
una ditta di disinfestazioni e avremo modo di confrontare
i diversi punti di vista.
IGIENE E AMBIENTE ... |
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