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::: DISPENSER: volumi e crescita PRENDI IL TREND di Uberto Marni
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Il mercato dei
dispenser ha risposto
diversamente alla crisi:
secondo i principali
operatori gli sviluppi
sono stati pari al 5%
ogni anno ...
I dati relativi a dispenser e diffusori pubblicati
da Afidamp nel 2010, non sono confrontabili
con quelli del 2009: la segmentazione
scelta per quest’ultima rilevazione è cambiata
e oggi distingue tra ‘dispenser per saponi e
diffusori deodoranti’ e ‘asciugamani elettrici
/ aria calda’. Avevamo assunto, nelle ultime
rilevazioni, che queste voci fossero comprese
nella voce dispenser; quindi per quest’anno
abbiamo sommato le due voci, per continuità
rispetto agli articoli precedenti. Ne emerge un
mercato pari a circa 10,6 milioni di Euro per
gli asciugamani; e circa 9,3 per i dispenser, con
una somma totale vicina a 20 milioni di Euro.
Circa un quarto delle vendite di dispenser viene
effettuato su mercati d’esportazione, con
circa 2,6 milioni di Euro; mentre la quota delle
esportazioni per gli asciugamani è del 48%, circa
4,5 milioni di Euro. In Italia vengono consegnati
i residui 8 milioni di Euro di asciugamani
e 4,8 milioni di dispenser.

::: 2010, anno di sviluppo
Il periodo di crisi che ha attraversato il segmento
del Cleaning negli ultimi anni non ha avuto
il medesimo impatto sui dispenser: gli sviluppi,
a parere dei principali operatori e distributori
sono stati pari a circa il 5% ogni anno, dovuti
soprattutto alle capacità dei dispenser di contenere
i consumi di sapone e carta. In una fase
orientata al massimo livello di servizio al minor
prezzo come quella attuale, soprattutto in
presenza di servizi pubblici molto frequentati,
sono state numerose le aziende che hanno
adottato i dispenser, nonostante la crisi economica.
Ulteriore impulso alle vendite è dovuto
all’attenzione all’igiene, resa acuta a fine 2009
dalla diffusione della influenza H1N1, che ha
spinto per l’adozione di sistemi no-touch con
un’onda che non si è ancora esaurita.
Uno dei driver di crescita individuato dal comparto
produttivo è, infatti, la maggiore attenzione
all’igiene, subordinata senza dubbio alla
razionalizzazione dei consumi e dei costi ma,
in alcuni casi, per motivi legati all’immagine
aziendale, centrale nelle scelte dei dispenser.
Ancora sull’immagine aziendale pesano le scelte
di prodotti di design, prevalentemente in
ambienti di rappresentanza o con necessità
estetiche raffinate. In questi ambiti sono i sistemi
coordinati quelli maggiormente richiesti: la
percezione di valore di dispenser per sapone,
carta e ad aria calda realizzati dal medesimo
produttore è piuttosto elevata e di semplice
comunicazione da parte della forza vendita.
«E’ molto azzardato dare una cifra per quanto
riguarda il valore di mercato fine 2010, tuttavia
dai dati dei primi 4 mesi 2011 credo si possa
parlare di ripresa. C’è stato un seppur timido
miglioramento rispetto al 2009. Sono apparsi
mercati nuovi e in particolare l’Est Europeo
che si sta “muovendo” sempre di più anche
a livello di eventi specializzati. Per quanto riguarda
i mercati tradizionali, l’uscita dal “torpore”
della Germania si sta facendo sempre
più evidente». Questo il prudenziale parere di
Tiziano Zilio, Amministratore della Packing
90, azienda che punta sul “rapporto diretto
con l’acquirente”, più che sulle strategie di alto
livello e che segue un percorso di crescita
improntato alla flessibilità e alla soddisfazione
della clientela, con un occhio all’evoluzione
ecologica della domanda. In Packing 90 ritengono
che la domanda dei dispenser riutilizzabili
sia guidata anche dalla crescente attenzione
per i temi vedi: «meno sprechi nell’usa e getta»,
in una frase del manager.
::: Guerra dei Prezzi
La fase di crisi economica, se aiuta lo sviluppo
del mercato dei dispenser per il contenimento
dei costi e dei consumi, tende a spostare
l’attenzione della domanda verso prodotti di
qualità e prezzi inferiori rispetto all’offerta italiana.
Le referenze provenienti da paesi con
bassi costi del lavoro risultano infatti avvantaggiate
dai prezzi più contenuti, soprattutto in un
periodo in cui le scelte non sono tanto basate
sull’affidabilità e durata dei prodotti, ma emergono
da una “navigazione a vista”: oggi grande
attenzione al risparmio e domani... Si vedrà.
Risulta ovvio come, a fronte di prodotti realizzati
con materiali innovativi, raffinato design e
maggiore solidità, caratterizzati da prezzi più
elevati, siano preferiti modelli qualitativamente
inferiori ma meno costosi. Al netto delle iniziative
di dumping effettuate da alcuni produttori,
per gli operatori nazionali è molto complesso,
quando possibile, competere con livelli di prezzo molto contenuti, si rende quindi necessario
seguire strategie diverse per mantenere
le posizioni di mercato in Italia e all’estero. Le
scelte delle imprese nazionali sono quindi per
percorsi di sviluppo meno orientati ai prodotti
“di prezzo” con offerte in cui il valore assume
maggiore importanza, sia in termini di qualità
sia per la differenziazione dall’offerta standard.
Di questo tenore, per esempio, il contributo
di Stefano Mantovani responsabile export di
Mar Plast: «Nel 2010 abbiamo mantenuto le
posizioni grazie a prodotti realizzati per necessità
specifiche, che non tutti gli operatori offrono.
Nelle fasce più basse di prodotto, si assiste
a una guerra di prezzi per prodotti provenienti
dall’Est, oltre che da Spagna e Turchia. I nostri
prodotti sono di fascia più elevata, puntiamo
quindi su mercati differenti con offerte innovative
e notevolmente personalizzabili. La collezione
2011 prevede una linea in diversi colori
con materiali soft-touch, declinata in numerosi
accessori coordinati per il bagno».
::: Turchia e Spagna, nuovi concorrenti
Il comparto vede quindi emergere concorrenti
anche dai vicini paesi mediterranei, che
è difficile sottovalutare: la Spagna sta attraversando
una fase di crisi economica molto
acuta, spingendo gli operatori alla conquista
di mercati esteri, come il nostro o gli altri paesi
dell’Unione Europea. Di segno opposto il
trend di crescita della Turchia, che sta invece
mostrando livelli di sviluppo notevoli, dovuti
anche alle esportazioni di beni come è il caso
dei dispenser. La situazione del mercato nazionale
è piuttosto fluida: difficile fare previsioni
di sviluppo in questa fase. La domanda risulta
orientata più alla soddisfazione di necessità urgenti
che alla pianificazione degli acquisti, con
evidenti riflessi sulle attività di programmazione
dei produttori. La richiesta urgente è spesso
orientata a clienti meno consolidati, che cercano
dispenser per complementare la propria offerta
con questi accessori. Se il dispenser è un
semplice complemento, marginale sul totale
dell’offerta, si impone una maggiore attenzione
ai prezzi, con scarsa o nulla attenzione alla
qualità e alla continuità del servizio. «Questa
situazione abbassa le barriere all’ingresso al
mercato nazionale, lasciando spazio ad aziende
estere che trovano terreno di sviluppo in
Italia, proprio in virtù del prezzo contenuto».
Questo il commento di Antonio Caso, Amministratore Delegato di Steiner Italiana, che
però continua: «Tuttavia le esperienze non confermano
questo percorso: molti clienti, scottati
dai minori livelli qualitativi, tendono a tornare
dai fornitori di fascia più elevata, magari chiedendo
sconti o trattamenti migliori per offrire
prodotti che garantiscano il servizio più che
prezzi molto contenuti».
::: Design e no-touch
Il segmento dei dispenser, che, in termini di
innovazione di prodotto, non si è dimostrato
molto dinamico negli ultimi anni, per effetto
della domanda di mercato e della crescente
competizione, sta conoscendo oggi un’accelerazione
nella ricerca di maggiori performances
per controllo dei consumi o per livello di igiene
garantito all’utenza. L’innovazione per la realizzazione
di prodotti con design più raffinati e
maggiore comfort è un ulteriore linea di sviluppo,
come ci hanno raccontato da Mar Plast, seguita
anche da altre aziende, come ci dimostra la testimonianza di Cristiano Stretti, Product
& Market Manager del Gruppo SCA: «Sicuramente
vedere innovazione nei dispenser non
è né semplice né frequente. Naturalmente il
tema della sostenibilità e dell’igiene sono due
punti importanti della strategia di vendita di
dispenser e consumabili. Allo stesso tempo è
però possibile presentare un rinnovamento
dei dispenser anche su aspetti come il colore,
il design, la funzionalità e l’immagine». L’offerta
di Tork include la linea Elevation, dispenser
progettati da Thomas Meyerhoffer, designer
che ha collaborato anche con Apple, Porsche
e Nike. Di più recente introduzione la linea di
dispenser Tork Performance, robuste attrezzature
per i luoghi di lavoro. Ed è ancora una
grande multinazionale come Kimberly Clark
che segue un percorso di innovazione “no
touch”, sulla base della crescente attenzione
all’igiene, come ci ha raccontato Paolo Costa
dell’ Ufficio Marketing: «Ultimamente abbiamo
lanciato soluzioni innovative quali i Dispenser “No-Touch” di Detergenti per le mani e Asciugamani, che
permettono un risparmio dei costi e la riduzione degli sprechi
grazie alla dispensazione controllata, assicurando che
l’utilizzatore riceva la giusta quantità di prodotto. Inoltre i
dispenser No-Touch consentono di toccare solo l’asciugamano
utilizzato contribuendo a ridurre la diffusione di germi
e la contaminazione incrociata, fornendo così all’utente
la sicurezza della massima igiene. Alla linea di innovazioni
si aggiunge il dispenser di asciugamani SCOTT® Slimroll,
un sistema di asciugatura pratico e compatto, fi no al 50%
meno voluminoso rispetto ai nostri attuali sistemi a rotolo.
Il risparmio di spazio è garantito e rende il sistema versatile
per le aree bagno nelle quali la necessità di spazio è una
prerogativa. Anche qui l’erogazione controllata assicura
una netta diminuzione degli sprechi e un risparmio dei
costi».
::: Risparmio energetico
Gli asciugamani ad aria calda stanno conoscendo una
discreta dinamica di sviluppo in Italia, sono sempre più
numerose le imprese che offrono anche questo tipo di
apparecchio, anche grazie ai sistemi a fotocellula che permettono
l’asciugatura senza contatto con il dispenser. Ma le
innovazioni sono indirizzate, in questa fase, sia alla ricerca
di materiali esteticamente più gradevoli e solidi, sia al risparmio
energetico, con il duplice obiettivo di contenere i
costi e proporre al mercato prodotti più eco-compatibili.
Dario Callegaro, Responsabile Italia di Mediclinics SA,
ci ha fornito le sue impressioni per il segmento dei dispenser:
«Nel nostro settore vinceranno gli asciugamani elettrici
di nuova generazione come i nostri Machflow e Dualflow;
inoltre puntiamo sui dispenser in acciaio anziché in ABS,
esteticamente più validi e più resistenti. Gli asciugamani di
nuova generazione hanno maggiore potenza, permettendo
asciugature in soli 12 – 15 secondi, con notevole risparmio
energetico. Come dicevo in precedenza, la nostra azienda
crede nello sviluppo delle vendite di dispenser in acciaio
bianco; oppure in acciaio inox AISI 304 lucido o satinato.
Siamo convinti della migliore qualità di questi articoli, che
offriamo a prezzi ragionevoli. Il feedback di mercato è positivo:
i nostri clienti mostrano molta più soddisfazione per
questa categoria di prodotti».
::: Costi e Servizi
L’attenzione ai costi del servizio ha un impatto sia sulle
aziende clienti finali, sia per le imprese di pulizia. I dispenser,
e in particolare le soluzioni contrattuali che prevedono
apparati e servizi di manutenzione e fornitura vengono
selezionate in misura sempre più importante dalle aziende
operanti nel mercato del Cleaning. In effetti la formulazione
di proposte con costi predeterminati e controllo
sugli interventi sono preferite dalle aziende clienti, che
individuano in questi contratti la possibilità di controllare in maniera più netta le proprie spese, ma anche
dalle imprese di pulizia, che, offrendo un
servizio con costi certi per utente e passaggio
nei bagni, rendono le proposte più accattivanti
nell’offerta di servizi.
Ci conferma questo sviluppo della domanda
anche CWS-Boco Italia, che per voce di Carlo
Gerolamo Federici, Marketing Manager
dell’azienda, ci ha detto: «Premesso che la nostra
azienda ha come core business la vendita
di servizi, di cui i dispenser sono un mezzo per
definire contratti continuativi con la clientela,
possiamo confermare che le forniture tutto
compreso, con dispenser, manutenzione e
rifornimento sono oggi preferite dalle aziende
clienti. I costi di gestione delle soluzioni
sono tutti inclusi nei contratti di fornitura,
con offerte trasparenti che evitano sia i costi
di riparazione o sostituzione, sia gli altri costi
occulti: il fine è la continuità del servizio, che
si può garantire esclusivamente con prodotti
efficienti». Di questo avviso anche Antonio
Caso, Amministratore Delegato di Steiner
Italiana, che vede maggiori difficoltà nell’adozione
di dispenser con performances più elevate,
rispetto a quelli con prezzi più contenuti:
«L’offerta di dispenser di fascia elevata porta
con sé la necessità di maggiore impegno nelle
attività di vendita: diviene centrale l’attività di
formazione per i commerciali e si allungano i
tempi di ritorno per i distributori. Tra questi, i
dealer meno preparati tecnicamente, vedono
l’offerta di prodotti qualitativamente superiori
più come un problema che come un’opportunità,
trascurando la possibilità di realizzare un
rapporto più continuativo con la clientela, con
ritorni più lunghi, in termini di tempo, rispetto
alle vendite meno argomentate».
::: LA PAROLA ALLA distribuzione
Le imprese di pulizia
in Italia sono prevalentemente
di piccole
dimensioni. Più in generale, la stessa struttura industriale
nazionale, in termini di numero di attività, è composta soprattutto
da piccole aziende; ma nell’ambito delle imprese
di pulizia lo squilibrio è più notevole: sono molte le strutture
“improvvisate”, sorte per soddisfare una domanda locale poco
interessante, in termini di fatturato, per grandi realtà. Questo
modello di sviluppo ha ovviamente il pregio di garantire maggiore
flessibilità e un livello di coinvolgimento degli addetti
più ampio nell’erogazione dei servizi, tuttavia rende evidente
un altrettanto ovvio scarso coordinamento del settore, con
una Vision che risulta piuttosto frammentata e locale. Nell’ambito
dei dispenser, con la crescente attenzione a contratti
continuativi e una minore preferenza per gli acquisti di singoli
prodotti, saranno le imprese meglio organizzate con offerte
fidelizzanti ad avere la meglio, mentre coloro che hanno una
visione meno chiara del mercato saranno più in difficoltà.
Il parere di Roberto Galli, Amministratore Delegato di Erremme,
ci ha fornito le principali direttrici per questo percorso
di crescita: «Tra le imprese di pulizia, attualmente, va
meglio chi offre un servizio e non più ore-addetto. Il Know-
How, il marchio e la posizione sono gli elementi che favoriscono
le imprese di pulizia, mentre le carenze in termini di
strategie, aspetti commerciali, oltre che il controllo dei costi
e la progettazione di servizi sono le note dolenti del settore.
In questo segmento un maggiore livello degli investimenti
nella formazione, per migliorare la conoscenza della mission
e della vision aziendale sarebbe auspicabile. Nell’ambito dei
dispenser, di norma offerti in comodato d’uso per garantire
la continuità dei rifornimenti, l’organizzazione è essenziale: il controllo sulle consegne alle aziende clienti deve essere
molto accurato, sia per garantire la continuità del servizio,
sia per mantenere i livelli di fatturato. Anche le tecnologie
più moderne, come Internet, devono essere utilizzate come
strumento di continua comunicazione con i clienti, più che
come catalogo e vetrina. Le nuove tecnologie sono ormai
divenute centrali nella gestione delle relazioni d’affari».
Lo sviluppo della professionalità nel settore
del cleaning più che una necessità è ormai
diventata un modello di business nella distribuzione.
Testimonianza diretta è il percorso
di crescita scelto da Logico, distributore innovativo
nato dall’alleanza di numerosi fornitori
in Italia. L’offerta di servizi dell’azienda prevede infatti:
consulenza; approvvigionamento; assistenza nei sistemi di
dosaggio, noleggio del parco macchine fino al supporto nella
progettazione delle gare d’appalto. Uno dei soci fondatori
di Logico, Vito Scilabra, ci ha fornito il suo punto di vista
relativamente all’ambito dei dispenser: «La crescita della domanda
per sistemi differenziati prodotti da aziende specifiche
caratterizza gli sviluppi di quest’ultimo periodo. Il valore di
soluzioni progettate per il contenimento dei consumi, con
informazioni specifiche sul costo di utilizzo è ormai percepito
da molte aziende clienti, che accordano le preferenze a
questo tipo di offerta. Nell’ambito dei dispenser è necessario
disporre di solide argomentazioni per spiegare il valore delle
soluzioni rispetto ai prezzi di vendita. In assenza della opportuna
formazione per la forza vendita, oltre che del materiale
esplicativo, le consegne di dispenser sono penalizzate; mentre
a fronte di preventivi confrontabili, l’inclusione dei dispenser
può risultare decisiva per la scelta del cliente».
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