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::: STORIA di un pezzettino di prosciutto
linee di intervento a cura di Chiara M. Dassi
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Ovvero come una piccola quantità di prosciutto,
sfuggendo alle pulizie, potrebbe diventare cibo
per insetti, substrato alimentare per microbi indi
fonte di cattivi odori ...
Seguire il possibile percorso
del nostro pezzettino di
prosciutto caduto in un
anfratto del pavimento, ci
porterà in un universo dagli ampi e,
per certi versi, indefiniti confini. A fare la
conoscenza, sia pure in modo semplice
e sintetico, della tafonomia, ovvero la scienza
che studia la decomposizione e, in particolare,
dei cattivi odori che ne derivano.
Numerose sono le classi chimiche delle sostanze maleodoranti,
le loro cause, gli ambienti da cui traggono origine e le
idiosincrasie che originano.
Fin dall’antichità l’Uomo ha cercato di combattere i cattivi odori.
La storia della profumazione delle nostre case parte dall’uso
degli incensi e arriva agli oli profumati, le spugne odorose e le
palle odorifere usate nel Medio Evo per difendersi dai miasmi
delle strade cittadine.
Si deve però arrivare a Lorenzo Malagotti (1637 – 1712) il grande
“odorista” toscano per iniziare una nuova e più razionale e
lambiccata riflessione sopra l’odorato umano che passa, in
modo alternato, dalla preferenza dei profumi di origine animale,
acri e pungenti, alle femminee delicatezze dei profumi vegetali
in un mutevole orientamento della sensibilità collettiva.
Oggi la chimica fine e l’elettronica si sono
impadronite delle profumazioni domestiche;
bombole spray ed erogatori complessi
e sofisticati, in grado di regalarci gradevoli
effluvi dei più disparati aromi, essenze
e fragranze la fanno da padrone.
::: Un mondo invisibile
Dopo questa mini premessa è necessario familiarizzare
con il fatto che i nostri edifici nascondono
numerosi segreti. In primis una flora microbica assolutamente
invisibile che in alcuni casi ci palesa la sua presenza attraverso
micro decomposizioni o putrefazioni (vedi i microbi del genere
clostridium, bacillus, sarcina e della famiglia delle vibrionacee
e micrococcacee che saranno descritte nel vademecum che
accompagna questo articolo). Parallelamente c’è un mondo
visibile, solo però da occhi esperti, costituito da acari e microinsetti
detriticoli che possono sopravvivere nutrendosi solo della
desquamazione dell’epidermide e della nostra forfora e, naturalmente,
dello sporco organico.
Tutto questo cripto-universo si occuperà del nostro pezzettino
di prosciutto in un affascinante percorso biologico.
La decomposizione enzimatica degli amminoacidi del nostro
frammento alimentare produrrà una serie di odori costituiti da molteplici composti chimici, originati
dall’azione bio-chimica dei batteri, fra cui
possiamo annoverare le ammine biogene,
i gruppi dell’indolo e dello scatolo
derivanti dal triptofano e dagli acidi
grassi insaturi e saturi, gli alfa-idrossiacidi
e i cheto-acidi.
Esempi classici sono l’odore di patata
irrancidita causato dalle pirazine (sostanze
aromatiche contenute anche nel vino)
e la degradazione, sempre citata a modello,
della lisina (uno dei 20 amminoacidi essenziali per
la vita dell’uomo) che porta alla produzione di cadaverina, il
cui nome già risulta evocativo.
Inoltre le proteine nobili e i grassi del nostro prosciutto possono
entrare a pieno titolo nella dieta delle numerose specie di
acari domestici (i più frequenti sono quelli che si nutrono di
muffe e dei frammenti di altri acari e microinsetti), dei coleotteri
dermestidi (Dermestes lardarius) e, già che ci siamo, citiamo
anche quelli che si nutrono di muffe (micofagi) appartenenti
alle famiglie lathritidae cryptofagide e cucujde, senza dimenticare
le quasi onnipresenti formiche.
::: La strumentazione
Il mondo segreto delle nostre case ci appare fi n troppo affollato
e, probabilmente, saremmo curiosi e stimolati a eseguire
verifiche sempre più precise sul suo reale livello igienico: magari
con l’ausilio strumentale dei bio-luminometri (strumenti in
grado di valutare lo sporco organico per mezzo di una reazione
chimica che produce tanta più luce quanto più alta è la concentrazione
di sporco organico, una sorta di lucciola elettronica,
non a caso tutto si basa sulla reazione indotta dalla luciferasi)
oppure per mezzo delle più semplici, almeno nell’uso, pennecolorimetriche
che alla presenza di sporco organico diventano
di un bel colore tendente al violaceo.
Molto interessante sarebbe anche, a mio avviso, poter indagare
l’odore di pulito o le profumazioni di certi locali appena puliti e
profumati. Certo la strumentazione non è delle più semplici, ma
chissà il progresso oggigiorno sembra inarrestabile, mi riferisco
al cosiddetto “naso elettronico”. Apparecchio sofisticato, che
va sempre più trovando applicazioni pratiche nel controllo qualità
di alcune filiere agro-alimentari. L’uso di questo strumento,
infatti, ci darebbe oggettiva consapevolezza del fatto che in
un ambiente in cui si pulisce con detergenti profumati e sia attivo un erogatore di profumi, con risultati gradevoli al
nostro olfatto, siano o no ancora presenti molecole
“puzzolenti” mascherate dall’azione coprente dalla
fragranza utilizzata.
Diverso è respirare aria balsamica e gradevolmente
odorosa dall’ispirare aria profumata al
punto da non farci percepire eventuali puzze! In
questo secondo caso il “naso elettronico”, diversamente
dal nostro, rileverebbe tutte (o quasi) le
molecole odorose presenti (buone e cattive).
::: Cosa fare?
In conclusione il nostro pezzettino di prosciutto potrebbe essere
condannato alle pene più severe da una giuria di spaventate
massaie perché ritenuto responsabile dei più sgradevoli effluvi,
della presenza di batteri dalla dubbia reputazione e da ospiti
indesiderati.
Più realisticamente esso rappresenta un microscopico minoanellino
di uno dei tanti cicli biologici che consentono la sopravvivenza
del Pianeta Terra. Di fatto un infinitesimo rigorosamente
trascurabile a patto però che i “pezzettini” di alimenti
non diventino tanto numerosi da superare il livello di guardia
e, tutti insieme, costituire un problema.
Che cosa fare? La soluzione che potrebbe apparire più ovvia è
disinfettare e disinfestare. In effetti, entrambe queste importanti
operazioni d’igiene e salute ambientale dovrebbero essere
sempre e comunque successive a una pulizia effettuata come
Zeus comanda.

IGIENE E AMBIENTE ... |
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