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MERCATI

Mercato: DETERGENTI

::: DETERGENTI: 2009 tra crisi e sviluppo
    PRENDI IL TREND di Uberto Marni
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Il giro di affari è di 103 milioni con una crescita del 7,8% rispetto all’anno precedente. Principali leve sono l’Innovazione e la Distribuzione ...

La crescita dei detergenti, nelle rilevazioni statistiche di Afidamp, è stata del +7,8%, con un valore totale a fine 2009 di circa 103 milioni di Euro, a fronte di 95 milioni nel 2008. Il valore riportato, a parere di alcuni operatori, rifletterebbe però un incremento nei prezzi, dovuto a rincari nelle materie prime verificatisi nel 2008. Inoltre sono numerose le attività che lamentano maggiori sofferenze negli incassi sulle vendite, effetto di una bassa liquidità delle aziende operanti nel settore.
Questo, per esempio, il commento di Gianni Pierbon, Amministratore Delegato di Interchem: “Il 2010 per noi ha un trend positivo, (d’altra parte erano stati positivi anche il 2008 e il 2009), si soffre però ancora molto sotto l’aspetto degli incassi. Come accennato in altre interviste le aziende italiane sono troppo poco capitalizzate. Purtroppo ci sono ancora troppe persone che aprono l’attività e pensano di fare gli imprenditori con i soldi dei fornitori”.

Mercato: DETERGENTI



Il valore di 103 milioni di Euro è però riferito ai soli detergenti, mentre se consideriamo il valore di tutti i prodotti per pavimenti e ambienti, includendo deceranti, emulsioni e cere, disinfettanti e deodoranti e così via, i valori sono differenti, con circa 183 milioni di Euro nel 2008 e 178 nel 2009, con una contrazione del -2,8%. Sul periodo in esame, riportiamo anche il commento di Luigi Rubino, titolare della Rubino Chem: “Abbiamo avuto un trend positivo, anche maggiore del 7.8%: dovuto a una nostra migliore organizzazione di vendita e all’acquisizione di nuovi clienti in aree non ancora coperte. Il trend di crescita è costante, ma lo sviluppo ci ha portato anche ad abbassare la marginalità degli utili a causa delle maggiori spese che sopportiamo per la gestione del cliente e per l’innovazione. La nostra azienda si è dovuta evolvere in termini di: personale, materiale informativo e investimenti in ricerca e sviluppo. Sono inoltre cresciuti i costi per la qualità e i rischi di impresa: le insolvenze cui dobbiamo fare fronte sono sempre più numerose”.

::: ANCHE I CONSUMABILI IN CRISI
I risultati del 2009 sono notevoli, soprattutto se consideriamo la natura dei prodotti, che sono i cosiddetti “consumabili”, tipologie di beni che, anche in periodi di crisi, non conoscono contrazioni, di norma, proprio perché dovrebbero essere comunque consumati, a meno di una contrazione degli stessi servizi di pulizia. Ed è infatti su questo punto che occorre fare attenzione: se non è possibile limitare i consumi di detergenti tout-court, che infatti crescono, tutti gli elementi accessori alla mera pulizia, inclusi nella voce “prodotti per pavimenti e ambienti”, sono stati soggetti a contrazione nelle vendite, con un risultato che, seppure di solo qualche punto percentuale, diminuisce in confronto al 2008.

Mercato: DETERGENTI



::: 2010 - TORNA IL SERENO?
Nel corso del 2010, invece, sembra che le cose stiano andando meglio. Gli sviluppi di questo segmento non riguardano più i soli detergenti, che continuano a dare soddisfazioni agli operatori, ma anche gli altri prodotti per la pulizia e il benessere degli ambienti. E’ chiaro che, anche per effetto delle contrazioni nei consumi, molte aziende hanno affinato le proprie gamme, con l’introduzione di nuove referenze o tramite una più efficace comunicazione delle caratteristiche di prodotti di maggiore valore. Non ultime, inoltre, le strategie di sviluppo focalizzate sulla forza vendita e/o verso mercati esteri, con la vendita di beni e servizi che in Italia sono più avanzati che in altri paesi europei.
Gli effetti della crisi sono, per certi versi, anche positivi: se è vero che alcune aziende sono uscite dal mercato, in un segmento piuttosto affollato come è quello dei detergenti, tale fenomeno comporta una “pulizia” rispetto a operatori improvvisati o poco professionali nell’area.
In definitiva, quindi, anche se non possiamo che rammaricarci per le sorti di alcune imprese, ne emergerà una maggiore serietà del comparto, con prodotti e servizi di maggiore valore, necessari anche per seguire le normative relative all’igiene che tendono a essere sempre più stringenti.

::: ECOLOGIA E REFIL
Indipendente, per quanto possibile, è invece la “deriva” ecologica dei consumabili per la detergenza, sia nell’ambito delle formulazioni, che tendono ad avere un impatto sempre più contenuto sull’ambiente, sia e soprattutto per quanto riguarda dosaggi e contenitori. Come spesso si verifica in Italia, tuttavia, non è la compatibilità ambientale che guida le scelte delle aziende clienti, ma i risparmi ottenibili, cioè il contenimento dei costi.
Riportiamo il pensiero di Luca Cocconi, direttore generale di Ar-Co chimica: “Il segmento di mercato che, a nostro giudizio, sta avendo un forte trend di crescita è quello dell’HoReCa, dove con il nostro Progetto Gynius per le strutture alberghiere stiamo calcolando, con i nostri software, costi certi per il consumo di detergenti nel rifacimento della camera, strategia unica nel nostro settore che ci sta dando un riscontro positivo”.
Se per il dosaggio dei prodotti assistiamo a componenti di servizio via via più raffinate, con livelli di formazione degli operatori sempre più spinti e contenitori/dosatori molto precisi; nell’ambito dei contenitori risulta notevole la diffusione di prodotti “sfusi”, consegnati senza contenitori che vengono riutilizzati dalle aziende clienti.
Giuseppe Arnone, Titolare di ChimiClean crede nello sviluppo della distribuzione di detergenti sfusi, a partire dal 2009 ma anche nel 2010. “La nostra azienda fornisce la catena di distribuzione Saponando, innovativo franchising per la vendita di detersivi sfusi alle famiglie.
Abbiamo avuto interessanti riscontri e siamo intenzionati ad investire in misura maggiore in questo segmento: sono già numerosi i negozi della catena sul territorio nazionale e gli sviluppi sono molto promettenti”.
Riguardo all’eco-compatibilità, relativamente alle formulazioni e alla certificazione ISO 14001, il percorso di sviluppo appare ancora poco chiaro: come dicevamo, non è l’attenzione all’ambiente che guida le scelte delle aziende clienti, almeno non ancora, ma il prezzo dei prodotti.
Claudio Lavarini, responsabile commerciale di Marka ha un’opinione piuttosto netta in merito: “se i prezzi dei prodotti ecologici sono di poco superiori a quelli delle referenze tradizionali, la clientela acquista i prodotti verdi. Ma se, come spesso accade, le differenze sono più notevoli, allora non c’è coscienza ecologica che tenga: sono ancora i detergenti tradizionali ad essere i preferiti”.
Diverso il commento di Hagleitner Italia, che per voce di Daniele Cannizzaro, afferma: “Abbiamo sviluppato prodotti già in commercio con certificazione europea ECOLABEL, ma la novità dell'anno che ci sta portando un enorme successo è stato il primo detergente solido per lavastoviglie completamente privo di sostanze NTA, EDTA e FOSFAT”.

::: DISTRIBUZIONE STORICA E SETTORI TRADIZIONALI
Dal punto di vista dei canali di distribuzione, anche se la presenza della grande distribuzione non può essere sottovalutata, resta centrale il ruolo dei canali tradizionali, tramite i quali, di norma, si raggiungono i comparti di maggiore interesse per i detergenti: l’HoReCa, in misura sempre più massiccia, al crescere del segmento del turismo e dei viaggi business nel nostro paese e, nel futuro, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, verso la sanità e le case di risposo.
A titolo di esempio, ecco il contributo di Luca Cocconi, direttore generale di Ar-Co chimica: “Il mercato di quest’anno sta avendo per noi un prevalente incremento con dei dati positivi, dovuti a una evoluzione dello sviluppo del Progetto Gynius che oltre a contribuire a innalzare le vendite di dealers storici, ci ha permesso di sviluppare un settore come quello dell’ HoReCa, anche attraverso una collaborazione con la catena alberghiera Starhotels in tutte le sue strutture in Italia”. Mentre, per quanto riguarda lo sviluppo del settore sanitario, inseriamo il commento di Gabriele Bavastro, Assistant PM di Sutter Professional: “Nel corso degli ultimi anni i numeri relativi alla differenziazione per tipologia di aziende clienti si sono mantenuti pressoché costanti e ciò è dovuto in parte al basso tasso di evoluzione organizzativo presente nel terziario. Visto però il progressivo grado di invecchiamento della popolazione riteniamo che in un’ottica di lungo termine sarà il settore sanitario ad avere i maggiori tassi di crescita dei consumi di detergenza”.

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>> Leve Detergenti 2010. Crisi passata?
Quali possono essere considerate le migliori strategie in questo periodo che, anche se non è caratterizzato da una crisi della domanda, vede ancora una fase di notevole incertezza nelle proiezioni sul futuro? Dimensione Pulito, come di consueto, si è informato presso i principali operatori sulle scelte in termini di marketing mix volte all’incremento delle vendite di Detergenti.
La principale differenza che abbiamo notato, rispetto ai primi mesi del 2009, periodo dell’ultima rilevazione effettuata, è relativa alla concentrazione sui Prezzi. Se allora sembrava che tale leva fosse la più efficace, in alcuni casi percepita come l’unica efficace, oggi le testimonianze relative alla centralità dei prezzi sono sporadiche, mentre sono diverse le considerazioni che vedono altre leve come primarie, prevalentemente l’Innovazione di Prodotto, ma anche la Comunicazione o la Distribuzione. Tale diminuzione della importanza relativa della leva Prezzo, di norma, si accompagna al miglioramento delle condizioni di mercato: l’attenzione per le caratteristiche dei prodotti o per il livello di servizio è maggiore in momenti in cui le risorse delle aziende clienti risultano meno risicate. Si torna quindi a fare maggiore attenzione alle leve diverse da quella economica, quindi agli aspetti relativi alla qualità delle forniture o al servizio associato, come la formazione o altro, per offrire servizi più raffinati all’utenza finale.

::: QUALITA' E DISTRIBUZIONE
E sono infatti i valori relativi all’innovazione di prodotto e alla distribuzione, quelli più “votati” dalle aziende interpellate, il Prezzo è in caduta libera, in termini di percezione di efficacia, per fortuna, mentre sulle attività relative all’Immagine e alla Comunicazione, abbiamo raccolto anche pareri contrastanti, con percezione di efficacia elevata o molto contenuta.
Nel seguente grafico, come è ormai consuetudine, riportiamo le differenti leve di marketing, il cui mix ideale sintetizza le strategie delle diverse aziende per migliorare le proprie posizioni di mercato:

Le risposte raccolte in merito alla distribuzione e al servizio, solitamente percepita come leva “principe” nell’ambito del Cleaning, danno origine a un solido quasi regolare, anche se, in questo caso, i voti sono inferiori al massimo, e in un caso pari a “solo” il 60%. Nell’ambito dei servizi che possono contribuire alla crescita delle vendite, Gianni Pierbon, Amministratore Delegato di Interchem spiega: “Per indovinare ci vorrebbe la sfera magica. Io credo che la serietà commerciale e professionale abbinate a una qualità costante dei prodotti e a un buon servizio nelle consegne e nel post-vendita siano alla lunga sempre la formula vincente; poi ovviamente ogni azienda può proporre al mercato un prodotto più o meno interessante, ma a meno che qualcuno non scopra la bacchetta magica io direi che i valori suddetti sono sempre una garanzia”. La disponibilità di un’ampia gamma e di prodotti innovativi, qui sintetizzata nella voce Innovazione di Prodotto, in rosso nel grafico, pur dando origine a un solido più frastagliato, vengono percepite come elementi di interesse e, in generale, piuttosto centrali nelle strategie di sviluppo delle aziende interpellate.

Mercato: DETERGENTI



::: LA SINTESI
In sintesi, le medie della rilevazione sono riportate nel seguente grafico.
In questa particolare contingenza, si nota come tutte le variabili considerate abbiano recuperato importanza, rispetto all’inizio del 2009, con l’eccezione della leva Prezzo, che viene percepita oggi come quella di minore efficacia. La variabile Distribuzione e Servizio con il 79%, riconquista la posizione primaria, anche l’Innovazione di Prodotto, con il 77% è percepita in questa fase come molto efficace. Nonostante i pareri differenziati, anche Immagine e Comunicazione (76%), mantiene notevoli livelli di spinta alle vendite: spiegare in modo chiaro quali siano le differenze tra un formulato più raffinato e uno basic risulta fondamentale per il supporto alla forza vendita. Infine il Prezzo, con il 64%, percepito oggi come la variabile meno influente sulle consegne.
Supporta queste considerazioni la chiara opinione di Matteo Marino, direttore commerciale di Kemika: “Quello che noi abbiamo osservato (con una certa soddisfazione, vista la nostra insistenza in questa direzione) è che c’è stato un forte ritorno di interesse da parte delle imprese nei confronti dei prodotti tecnicamente più evoluti e quindi più performanti. Se nel 2009 l’orientamento generale è stato quello di risparmiare a tutti i costi, orientando gli acquisti anche su prodotti di bassa qualità, oggi c’è sicuramente più sensibilità nell’apprezzare ciò che la tecnologia consente di ottenere. La tendenza delle imprese, insomma, sembra essere rivolta sempre più alla professionalità”.

 

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