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::: Affidabilità e COSTI CONTENUTI PRENDI IL TREND di Uberto Marni
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Il
settore delle monospazzole
tiene e segna incrementi
nell'export ...
I dati di riferimento per il segmento delle
monospazzole sono senza dubbio rilevanti,
in una fase di mercato così difficoltosa per
il cleaning. La crescita totale è stata di quasi il
22%, con una notevole componente dovuta alle
esportazioni (+27,7%), anche se il mercato nazionale
non “dorme” e ha fatto registrare un incremento
del 10%. In valore assoluto parliamo
di un totale intorno ai 12 milioni di Euro, con
più di 8,5 consegnati all’estero e 3,7 in Italia.
I fattori che hanno contribuito alle vendite delle
monospazzole sono di due ordini: da un lato
il continuo ricorso al contenimento dei costi,
che per molte imprese clienti si è concretizzato
nell’acquisto di macchine più economiche
delle lavasciugapavimenti; al versante opposto,
le considerazioni sono relative all’affidabilità
e all’efficienza delle macchine: tra le macchine più “copiate” dai produttori dell’Estremo
Oriente troviamo, infatti, le monospazzole, che
però non riescono a essere affidabili ed efficienti come quelle prodotte in Italia.

::: Mercato saturo? Non proprio
Un segmento che sembrava ormai saturo qualche
anno fa, oltre che segnato da un notevole
sviluppo della concorrenza, sia da parte di
produttori del lontano Oriente, sia e soprattutto
per effetto dell’evoluzione dell’offerta di
lavasciugapavimenti, in effetti non lo è. Una
caratteristica di successo delle monospazzole
è proprio nella versatilità, dovuta alle dimensioni
contenute e alla semplicità di utilizzo.
L’introduzione nel mercato di lavasciuga di
piccole dimensioni, alimentate a batteria, ha
avuto un notevole impatto sulle macchine in
esame, che hanno caratteristiche differenti. A
partire dal 2006 molti produttori concordavano
sulla necessità di rivolgersi a nicchie di mercato
particolari, con accessori specifici: le monospazzole
erano percepite più come strumenti
di ripristino di pavimentazioni che non come
macchine adatte alla pulizia.
Il segmento è stato quindi disturbato da una
concorrenza “interna”, dovuta all’offerta di
macchine più evolute, ma anche dall’offerta
di prodotti a basso prezzo. Ed è in effetti la componente prezzo che ha inciso più profondamente
sulle vendite di monospazzole. Sono
caute le previsioni di numerosi operatori per
quanto riguarda l’anno in corso: i risultati di
fatturato del 2010 appaiono a molti come il recupero
delle posizioni degli anni precedenti
la crisi, che avevano visto decrementi anche
superiori al -20%; mentre per il 2011, le vendite
saranno pressoché costanti, con una previsione
di fatturato simile a quelli di fine 2010.
::: Prezzi medi
L’andamento dei prezzi medi delle monospazzole
ha conosciuto un incremento piuttosto
marcato nel periodo 2006/2008, dovuto a numerosi
fattori, ma individuato spesso nella crescita
del costo delle batterie.
In seguito, nel 2009 e l’anno scorso, i prezzi
medi sono andati stabilizzandosi a livelli più
contenuti, rendendo decisamente più conveniente l’acquisto di queste macchine per l’utilizzo
nelle tradizionali attività di pulizia, oltre
che per le applicazioni di finitura e ripristino
delle superfici. Anche l’acquisto di macchine
più economiche dall’Oriente si è, con ogni
probabilità, rivelato poco conveniente, in ambiti
in cui il costo del fermo macchina incide
in misura notevole sui costi di produzione. Le
imprese di pulizia sono, ovviamente, attente al livello
di affidabilità delle macchine, che oggi
è “delegato” alla distribuzione. L’intervento, in
caso di avaria, deve essere tempestivo e disponibile
anche nei giorni festivi o al di fuori degli
orari d’ufficio. Macchine meno efficienti comportano
un aggravio dei costi per l’assistenza,
oltre a diminuire il livello di fiducia accordato
al venditore. Sono quindi i distributori, cui
sono richiesti servizi di consulenza e capacità
professionali, per selezionare le macchine più
adatte alle esigenze dei clienti, che acquistano
preferibilmente strumenti più affidabili e di
semplice manutenzione.
::: Affidabilità ed export
La fase attuale, in cui molte attività del cleaning
sono state rimandate a tempi migliori, ha spinto
verso il maggiore utilizzo di queste macchine,
che, in ambiti in cui lo sporco è più marcato,
non possono essere sostituite dalle lavasciuga,
non sufficientemente aggressive per le pulizie
di fondo. Di fatto abbiamo osservato una tendenza
verso il ritorno alla specializzazione da
parte delle imprese di pulizia: per ambienti fino
ai 300 mq, l’infatuazione per le piccole lavasciuga
sembra essere passata: le monospazzole,
per versatilità, costi contenuti e semplicità di
utilizzo sono tornate a essere considerate come
strumenti base, cui non si può rinunciare, nelle
attività di servizio.
Ecco di seguito un commento di Giampaolo
Ruffo, direttore generale di Ruffo: “Ormai è
evidente come, alla luce della stretta economica
- ovvero di un fenomeno che coinvolge
l’intero mondo occidentale - la domanda sia
sempre più orientata verso macchine semplici
e meno costose, ma con un valido knowhow
tecnologico, caratterizzate da un ottimale
rapporto qualità-prezzo”. La qualità di realizzazione
delle macchine italiane ha rinvigorito
le esportazioni: al netto del tasso di sviluppo,
pari a quasi il 28%, la quota di monospazzole
consegnate all’estero è stata del 70%, massima
percentuale mai raggiunta in questo segmento.
Gli sviluppi di maggiore interesse, almeno per
la novità, sono per le economie a più rapido
tasso di sviluppo, come ci conferma il direttore
generale di Ruffo: “Credo, tra l’altro, che
questo possa essere un presupposto importante
per consentire ai produttori italiani di
confrontarsi positivamente con la concorrenza
cinese, anche se la riflessione chiamerebbe in
causa pensieri legati ad altri aspetti, primo fra tutti l’effetto - per noi assai penalizzante - della
svalutazione del Renminbi, la moneta nazionale,
voluta dal governo cinese”... “Per quanto ci
riguarda, come Gruppo Ruffo abbiamo avviato
da tempo significative partnership commerciali
in Cina e in India, grazie ad alleanze con importanti
distributori che ci hanno consentito
un netto salto di qualità nella penetrazione del
mercato. Ovviamente, i nostri interlocutori privilegiati
restano i mercati tradizionali, ma sono
convinto che gli (ormai ex) Paesi emergenti
offrano grandi opportunità di sviluppo, ancora
in gran parte da esplorare”.

::: Macchine versatili ed economiche
Strumenti più versatili rispetto alle macchine
più specializzate, le monospazzole stanno riconquistando
posizioni anche grazie all’ampliamento
degli ambiti di attività, verso segmenti
industriali in cui il cleaning veniva effettuato
manualmente o con attività del personale interno
all’azienda.
È sempre Giampaolo Ruffo, direttore generale
di Ruffo, a fornirci gli ambiti di utilizzo
di questo prodotto: “Per me la monospazzole
rappresenta la vera “principessa”, tra le macchine
utilizzate dal cleaning professionale. Il
suo impiego è a dir poco indispensabile per
i professionisti del pulito, su superfici fino ai
2-300 metri quadri d’estensione. Penso principalmente
alle pulizie di fondo ma anche ad altri
interventi specifici, come la deceratura che va
fatta una o due volte l’anno. Un apparecchio
utilissimo in vari ambienti: dagli ospedali alle
case di riposo, a tante altre strutture ricettive
e industriali. Un altro impiego importante è
quello per la cristallizzazione dei marmi, tramite
l’utilizzo degli appositi dischi in lamina di
acciaio. Oltre alle imprese di pulizia, che non
possono certo farne a meno, mi vengono in
mente tutti i contesti in cui particolari pavimentazioni
o la presenza di mobili non consentono
il lavoro delle lavasciuga pavimenti:
aziende agricole, cantine vinicole, magazzini,
negozi e tanti altri ambienti nei quali è richiesta
la massima igiene”.
Anche per effetto della crisi, le politiche di sviluppo
dei produttori sono indirizzate sia agli
utilizzi tradizionali, sia alle lavorazioni specifiche,
con le monospazzole accessoriate per attività
di finitura e/o di ripristino. Ecco, a questo
proposito, un contributo di Domenico Demuro,
responsabile vendite di DHP Hoover: “La nostra azienda si è concentrata più sugli
accessori e quindi sulle applicazioni particolari.
Questo chiaramente richiede tempo per
far assimilare agli utilizzatori le potenzialità di
una macchina che da troppo tempo viene vista
solo come strumento per lavare, decerare e
lucidare”. Il commento conferma le previsioni
cautelative per quanto riguarda le vendite nel
futuro più prossimo, con la ricerca di clientela
più mirata, con esigenze particolari. Infatti, continua
il manager: “Penso che la specializzazione
nelle applicazioni sia la chiave di una possibile
crescita della domanda, lenta per ora ma unica
possibilità di crescita. La monospazzola in sé
non richiede e non ha grande tecnologia da
migliorare ulteriormente. Si tratta di una macchina
apparentemente semplice ma difficile da
costruire bene e affidabile, a un prezzo accettabile.
Poche aziende si cimentano in una sfida
che, per ora, non dà ancora numeri importanti
o i quantitativi di 5 o 6 anni fa, prima dell’avvento
delle piccolissime lavasciuga a batteria”.
::: Centralità della distribuzione
La distribuzione, come anello di congiunzione
tra i produttori e le imprese utilizzatrici è, ovviamente,
in una posizione centrale nell’ambito
del cleaning. Per le monospazzole, sembra più
che in altri segmenti, tuttavia tale ruolo assume
una rilevanza notevole: la presenza di servizi
specifici, per l’assistenza e per la formazione,
consolida i rapporti tra venditori e clienti. Dicevamo
delle attività di selezione delle macchine,
che, in un ambito di offerta ampia e utilizzi
anche notevolmente differenziati, porta a un
notevole incremento nella valutazione di un
fornitore/distributore. Ma in questo percorso di
sviluppo, non sono solo i distributori a essere
coinvolti, anche i produttori più accorti hanno
indirizzato le proprie politiche di crescita per
seguire le esigenze delle aziende clienti finali,
come ci ha raccontato, per esempio, Giovanni
Probo, amministratore delegato di Kärcher:
“Siamo certi di poter attribuire i risultati di vendita
del 2010 alla nostra strategia e a un’attenta
programmazione.
In questo senso l’aver spostato il nostro orientamento
dal prodotto al cliente - con focus
specifico su servizio e consulenza - ha rappresentato
per noi un vero elemento di svolta.
Oggi, più che in passato, Kärcher è in grado di
rispondere con efficienza alle esigenze di diversi
target group, grazie a una organizzazione dedicata per clienti e canali di vendita. Questa
strategia ha aperto all’azienda l’ingresso in nuove
aree di mercato. Anche nel 2010, non solo
per il segmento delle monospazzole, i canali
di vendita e distribuzione tradizionali hanno
rappresentato un modello di successo: Kärcher
- nello specifico - conta su una rete di dealer
che copre con efficacia tutto il territorio nazionale.
Si tratta di professionisti che lavorano a
stretto contatto con il tessuto di imprese locali
e che agevolano il nostro lavoro nel processo di
accreditamento verso molti importanti settori.
Ciò ci consente di operare sul mercato in maniera
indipendente, prescindendo - in caso di
forniture particolarmente ampie - dall’ingresso
in gruppi di imprese”.
::: La parola ai DEALER
“L’offerta di servizio è la nostra
caratteristica vincente da
25 anni”, ci ha detto Enrico
Barbi, presidente del gruppo ICA System, che continua:
“Attività fortemente customizzate, assistenza tecnica
efficace e, soprattutto, la
comprensione e la gestione
delle problematiche della clientela ci ha garantito il successo
anche nell’ambito delle monospazzole. I clienti
si sentono considerati e seguiti nelle proprie necessità,
rendendo meno centrale il livello dei prezzi delle forniture.
La nostra attività di assistenza per le fasi di start-up,
liberando le imprese clienti dai necessari investimenti,
unita alle consegne tempestive e all’assistenza, offerta
dalla nostra controllata Tecna, ci mettono in una posizione
di partnership più che di fornitore, fattore di successo
in questo periodo di mercato”. Nelle attività più rivolte
alle nicchie di mercato e alla specializzazione si colloca invece Erremme, distributore che utilizza strumenti
web in misura crescente, sia a scopi promozionali, con
la partecipazione ai social network e l’attenta gestione
del proprio sito, sia per incrementare i canali di comunicazione
con le imprese clienti.
“Resta inteso” ci ha detto
Roberto
Galli, amministratore
delegato dell’azienda, “che le
applicazioni web sono un utile
strumento aggiuntivo, anche
se oggi è necessario coltivare
la relazione con i clienti in modo
tradizionale. La nostra azienda si è concentrata su
quattro settori chiave, con preparazione specifica per
ambito di attività; ma non trascuriamo le imprese di servizio
che offrono specifici trattamenti”. Anche se, allo stato
attuale, è difficile definire strategie di sviluppo vincenti,
spesso il segmento del cleaning si deve muovere a vista,
sperimentando strategie anche notevolmente differenti
per mantenere i livelli di crescita degli anni precedenti.
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::: La parola alle IMPRESE
Anche il punto di vista delle
imprese di pulizia conferma
l’attuale situazione di
mercato; abbiamo sentito
l’amministratore delegato
del Gruppo Becan, Rosario
Benedetti: “Le monospazzole
sono ancora
le macchine di riferimento
per i servizi di pulizia:
quando in un nuovo cantiere portiamo una monospazzola
e un aspiratore, già gran parte dei problemi vengono
risolti. Di recente c’è stata una fase di mercato in cui i
prezzi delle monospazzole sono cresciuti notevolmente, spostando l’attenzione verso altri macchinari. Questa
tendenza si è però invertita, fortunatamente, riportando
i prezzi a un livello più accessibile e restituendo a queste
macchine lo spazio di mercato che meritano. Le monospazzole
devono essere costruite con criteri volti alla
robustezza e all’affidabilità, con ingranaggi in acciaio e
meccanica resistente allo sforzo: alle imprese non importa
che le macchine siano robuste, ma che ci sia un livello
di assistenza quasi da “pronto soccorso”, disponibile 24
ore per 365 giorni, tale da contenere i costi di fermo macchina;
è ovvio che la distribuzione, quando si fa carico
di un servizio del genere, farà un’attenta selezione delle
macchine più affidabili, per evitare notevoli costi per
fornire servizi su macchine che si guastano spesso”.
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