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::: PULIRE 2011: - 175 giorni FIERE di Toni D’Andrea
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Siamo nel vivo dei
preparativi. La fase
più difficile, quella che
vale il successo della
manifestazione e quella che
determina la reputazione più
importante: il gradimento
degli espositori ...
Pulire Verona 2011, che si svolgerà dal
24 al 26 maggio, si appresta a entrare
nella fase più complessa della sua gestazione
organizzativa. All’unica variabile, quella
rappresentata dalla relazione commerciale con
gli espositori che si esprime con l’atto di vendita
dello spazio e che ha caratterizzato il tempo
degli ultimi dodici mesi, se ne aggiungono
molte altre: innanzitutto l’offerta commerciale
si arricchisce della richiesta/proposta di servizi
complementari, si articolano da parte degli
espositori richieste più specifiche, si richiedono
riduzioni e ingrandimenti di spazio espositivo,
per fortuna il secondo caso prevale nel
totale delle richieste, si chiedono combinazioni
allestitive non previste nel catalogo standard, si
richiedono anticipazioni di allestimento
e deroghe alle regole più consolidate, si
sollecitano previsioni sull’esito della fiera.
Si comincia a delineare l’idea di offerta
che dovrà essere veicolata ai potenziali
espositori. Ci si prepara alla fase più difficile,
quella che vale il successo della manifestazione
successiva e quella che determina
la reputazione più importante, il gradimento
degli espositori. La comunicazione della
fiera, nella sua evoluzione temporale dei 18 mesi di processo, si esprime e si rivolge al mercato
con tre armonie differenti. La prima, quella
che interviene nella prima parte, da 18 a 12
mesi, ha l’obbiettivo di ricordare all’espositore,
abituale o potenziale, la ricorrenza della fi era e
gli si ricorda che il grande circo sta ripartendo.
Il messaggio implicito recita: “ricorda nel tuo
piano promozionale del 2011 di allocare una
risorsa per me, la più importante che puoi”. Da
12 a 6 mesi il messaggio indica sempre come
centrale il bisogno di intercettare l’espositore
abituale/potenziale del settore ma comincia
anche a riconoscere soggetti nuovi, si apre a
contaminazioni merceologiche possibili. Avendo
consolidato nei mesi precedenti una griglia
espositiva rappresentativa e qualificata del settore
si cercano allora soggetti nuovi che conferiscano
all’insieme un valore aggiunto, che
producano percezione di novità e di accesso a
nuove opportunità. L’orientamento trasversale
del progetto rispetto al sistema generale, rende
possibili ed effi caci tutte le interferenze che il
contatto con alcune aree periferiche della filiera
genera. In questo intervallo centrale del processo
di maturazione comincia a intravedersi,
almeno nelle azioni di comunicazione interno-esterno,
anche il visitatore al quale si ricorda la
celebrazione in quelle date. Può servire a chi è
abituato a programmare le proprie attività con
largo anticipo. I voli low cost e alcune catene
alberghiere riservano particolari vantaggi economici
a chi conferma partenze e soggiorni
alcuni mesi prima.
Il visitatore al pari dell’espositore incarna il senso
del cliente e in quanto tale rappresenta il valore
più grande. In una logica di qualità totale, il
cliente è la ragione di tutte le attività. Desideriamo
che la sua soddisfazione sia massima.
Abbiamo imparato in questi anni di attività e di
esercizio che il valore, quello accennato prima,
risiede nella volontà di riconoscerlo esclusivamente
nella specificità e importanza del suo
ruolo. I prossimi sei mesi vedranno la celebrazione
di infiniti piccoli e grandi processi che mirano diritti alla sua
soddisfazione, quella del cliente
(espositore/visitatore). Non esistono
scelte condizionate da ragioni
interne alla organizzazione, volontà
personali, condizioni di opportunità
aziendali, ecc. Sarebbe difficile,
avendo nell’organo decisore delle
attività, il CdA di Afidamp Servizi, la
rappresentanza più larga delle imprese
espositrici, indicare un percorso
che non fosse in linea con le convenienze per
gli espositori. Luogo, orari, giorni della settimana,
periodo dell’anno, tipologie di espositore e
visitatore, addirittura prezzi e condizioni sono
l’espressione di questa rappresentanza, nella
più severa tradizione della filosofia del “total quality”.
Qualche anno fa in occasione di una campagna
promozionale relativa a tutte le fiere offerte nel
catalogo Afidamp avevamo fatto stampare su alcune
migliaia di sacchetti di carta, l’immagine di
una ragazza cinese, non a caso cinese, alla quale
sottoforma di didascalia facevamo recitare uno slogan: “ITALIANS
DO CLEANING
BETTER”. Richiamando
un messaggio
più famoso della
cantante Madonna,
avevamo espresso
un pensiero nel quale
credevamo allora
e nel quale crediamo
oggi. Da allora abbiamo
orientato e concentrato
tutti i nostri sforzi per estendere
quel messaggio, forte e sincero che riconosce
l’imprenditoria italiana capace di progettare e
di produrre l’eccellenza, al nostro modo di fare,
quello di Afidamp Servizi, quello che Cesaro nel
suo recente libro chiama “Fa’ pulito”, e che in
altre parole si descrive come “fallo nel modo
migliore”. La campagna di comunicazione di
PULIRE 2011 veicolata su tutti i giornali e riviste
già da alcuni mesi recita in modo chiaro e
circostanziato esattamente cosi: LA MIGLIORE
e noi ci crediamo davvero.
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