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::: I QUATTRO cerchi dell’igiene più uno
linee di intervento a cura di Graziano e Chiara M. Dassi
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Procedimenti e istruzioni per
l’attuazione di un piano di facility
management: manutenzione,
pulizie, sanificazione, disinfezione,
disinfestazione e derattizzazione ...
Con questo articolo si vuole cercare di arrivare
a ipotizzare procedimenti e istruzioni operative
economicamente sostenibili, tali da consentire
l’attuazione di servizi integrati con l’obiettivo di
migliorare e tutelare il livello igienico degli ambienti antropizzati.
Il nostro contributo nasce da un’esperienza concreta
di una complessa e importante fi liera agro-alimentare in cui
abbiamo valutato lo stato dell’arte e chiariti gli obiettivi e i budget
di spesa possibili. Il processo di progettazione e attuazione
è partito dalla volontà di unifi care a livello di management il
responsabile dell’igiene e quello della tutela ambientale, di defi
nirne le responsabilità (di fatto erano gli obiettivi aziendali) e di determinare i costi attraverso “approssimazioni successive”. In
effetti, il gruppo di lavoro al grido “non fare mai quello che un
altro è capace di fare meglio di te” voleva affidare alcuni servizi
a un unico fornitore secondo i criteri del facility management.
La prima fase contemplava i servizi di pulizia, sanificazione,
disinfezione, disinfestazione e derattizzazione e i piani di manutenzione
ad essi più strettamente correlati.
Lo start-up era quantificato in un anno. Un altro anno di messa a
punto del sistema e un ulteriore ugual periodo per raggiungere
il massimo dell’economicità possibile. Comunque le spese di
tale realizzazione non dovevano superare i budget già in atto.
Due erano le aree di “disaccordo”: la prima riguardava la volontà
di una parte della Direzione di voler far partire altre aperture al
facility management (l’argomento è stato accantonato fino alla
fine del 2011). La seconda area di riflessione riguardava l’ipotesi
di elevare i preventivi di spesa per la manutenzione ordinaria
visto che probabilmente si sarebbero avuti aumenti di lavoro.
Anche questa ipotesi è stata scartata perché molti dei servizi
sarebbero stati delegati alla ditta vincitrice dell’appalto. In ogni
caso una certa cifra era stata preventivata sotto la voce “imprevisti”
(il responsabile degli acquisti aveva un atteggiamento tale
per cui tale cifra sarebbe stata difesa ad oltranza).

::: 1° Fase. Progettazione
Premesso che il project leader (un laureato in scienze giuridiche,
ci teneva a sottolineare che non era avvocato) sarebbe
stato responsabile di identificare le disposizioni di legge a
carattere obbligatorio (ahi lui) e di farle rispettare nel miglior
modo possibile (argomento che avrebbe fatto parte di uno
specifico articolo del capitolato d’appalto). Il nostro compito
è stato, partendo dalle definizioni affinché anche funzioni
aziendali non specificatamente interessate fossero in grado di capire, realizzare un progetto di fattibilità. In primo luogo si è
reso necessario partire dalla definizione di manutenzione:
“combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali,
previste durante il ciclo di vita di un’entità, destinate a
mantenerla o riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione
richiesta” aggiungendo che tali azioni dovevano anche
contemplare operazioni di rat e pest-proofing, ovvero interventi
anti-intrusione infestanti. Le dolenti note, in effetti, riguardavano
le grandi superfici e alcune attrezzature di produzione che
avrebbero comportato ingenti spese. Il problema è stato risolto
(o aggirato) mettendolo nelle manutenzioni straordinarie.
I servizi di pulizia intesi come rimozione dello sporco e suo
“recupero” e smaltimento non hanno creato molti problemi
perché erano già servizi appaltati. Le argomentazioni sono
state essenzialmente quelle di chiedere, a parità di costo, alcuni
servizi aggiuntivi e restringere il tempo di intervento per
le pulizie in emergenza.
Più complessa è stata la definizione di sanificazione che nello
specifico contesto era definita come un servizio di pulizia di
livello superiore attuata dal personale aziendale nelle linee di
produzione e, in particolare, ai macchinari di produzione.
La disinfezione era compresa nella sanificazione, ma il gruppo
di lavoro ha preferito scorporarla definendola come l’insieme
delle operazioni atte a mantenere il livello quali-quantitativo dei
microrganismi idoneo alle necessità dei vari ambienti. Molta attenzione è stata posta alla distinzione dei rischi sanitari da quelli
di igiene della produzione dei vari prodotti alimentari in gamma.
L’obiettivo era controllare il rischio di infezione per persone, di
contaminazione di oggetti, attrezzature, ambienti (soprattutto il
sistema di aria condizionata e forzata) e derrate.
Il gruppo di lavoro ha voluto enfatizzare l’utilità della disinfezione
anche per sottolineare l’igiene del personale (argomento di
molto peso ma delicato giacché rischia di scontrarsi con la
suscettibilità delle persone). In ogni caso tale distinzione ha
consentito di realizzare una lista delle superfici da disinfettare:
suddivise per livello di rischio sanitario, per l’aspetto igienico
delle derrate e per necessità di usare prodotti molto residuali e
in grado di resistere alle normali pratiche di pulizia o, al contrario,
necessità di dover utilizzare PMC che non lasciando residui
biologicamente attivi sono idonei per le superfici di lavoro. Tutto
questo già complesso per suo conto dovrà essere dettagliato
per microrganismi statisticamente più frequenti e pericolosi.
Secondo lo schema della magnitudo vicariato dalle norme
di sicurezza: pericolo e rischio. Inoltre, proprio per rafforzare
e rendere sempre più elevato il livello igienico, si è deciso di
trattare alcune superfici con prodotti frutto delle recentissime
scoperte della nano-tecnologia. Se tutto andasse per il verso
giusto, le frequenze degli interventi potrebbero arrivare anche
a intervalli di sei mesi e oltre con una riduzione dei costi operativi
notevole.
La disinfestazione e la derattizzazione possono essere definite
come l’insieme di tutte quelle operazioni tendenti all’eradicazione
delle entità biologiche infestanti (insetti e artropodi
nel primo caso, ma si parlava anche di allontanamento piccioni,
e roditori sinantropi nel secondo). I servizi erano anch’essi
appaltati a un’unica ditta che meritoriamente aveva istaurato
un buon rapporto con gli addetti alla manutenzione e tutti i
servizi svolti erano ben documentati da una modulistica molto
burocratizzata (in particolare quella riguardante le operazioni
di monitoraggio murino: con la percentuale di consumo delle
esche di ogni punto esca, con soglia di allarme evidenziata da
codici colore). Una certa precisione delle definizioni era richiesta
soprattutto perché a ogni voce erano abbinate le istruzioni
operative, le superfici correlate, le metodologie, le frequenze,
gli orari e la stima dei costi. Oltretutto era richiesta una verifica
funzionale di quanto in essere. La domanda era: i risultati sono
soddisfacenti?
Le difficoltà tecniche non erano di poco conto e in più di una
riunione la voglia di rinunciare era tangibile, ma con metodo le
difficoltà sono state superate, almeno sulla carta. Il cosa fare,
come farlo, quando farlo e come controllare i risultati era formalizzato
in un documento pieno di check-list, moduli, ecc. ecc.
Solo guardando il diagramma dei flussi di informazione balzava
all’occhio che molto lavoro di semplificazione era ancora da
fare. Allo stato attuale il team si è diviso in gruppi di lavoro e si riunirà fra sei mesi. Le funzioni operative e di controllo
dovranno porre particolare attenzione al miglioramento dei servizi in
essere intensificando i controlli. I consulenti
tecnici presenteranno delle ipotesi migliorative
corredate dalle risorse tecniche all’avanguardia
(prodotti, attrezzi e attrezzature); l’ufficio
acquisti dovrà predisporre un capitolato da sottoporre alle
aziende di facility management congiuntamente a una relazione
riassuntiva sui costi reali e “invisibili” relativi ai servizi indagati.
Per invisibili ci è parso di capire che fosse essenzialmente il
tempo dedicato alla gestione del lavoro, soprattutto da parte
delle funzioni aziendali implicate indirettamente. Il rappresentante
delle risorse umane dovrà realizzare un nuovo organigramma
in collaborazione con l’addetto alla Qualità e alla Sicurezza. Il
Progetto è davvero interessante ed è anche coinvolgente per la
personalità del project leader che affermando: prima decidiamo
cosa fare nel miglior modo possibile, poi cerchiamo tutte le
economie di integrazione realizzabili e, con l’aiuto e l’esperienza
dei partner, riduciamo i costi all’osso, dichiara chiusa la prima
fase di lavoro chiedendo a tutti di proporre un marchio a simbolo
del progetto, corredato possibilmente da uno slogan. La
nostra proposta è sintetizzata nel titolo dell’articolo e nella sua
rappresentazione grafica. Ai vincitori pare toccherà un bel fine
settimana in una località turistica italiana!
IGIENE E AMBIENTE ... |
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