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::: Un’emergenza SANITARIA
il caso di Michele Ruzza
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Ecco un esempio di tempestivo intervento
su un caso di Dengue. Efficace l’organizzazione e la
collaborazione dei cittadini ...
Nel coordinare numerosi servizi di disinfestazione su
un territorio di tre regioni mi è capitato di tutto o quasi:
attrezzature che si rompono, una serie infinita di
multe perché un funzionario si era dimenticato di
inserire i numeri di targa dei nostri automezzi fra quelli autorizzati
a circolare nel centro storico (detta così sembra semplice ma
risolvere l’inghippo è costato tanto tempo e tante telefonate), dover
elemosinare un prodotto perché non era possibile sostituirlo
e la ditta distributrice ne aveva esaurite le scorte. Senza contare
gli innumerevoli aneddoti che sono scaturiti dalla fantasia dei
miei pur bravi tecnici operatori; ho persino gestito l’emergenza
Chikungunia - malattia virale (CHIK) trasmessa dalle zanzare
tigri infette - quando i virus esotici erano sconosciuti ai più. Per
cui pensavo che nulla mi avrebbe potuto meravigliare, ma mi
sbagliavo. Questa convinzione nel mio subconscio, confesso,
mi aveva fatto prendere un poco sottotono tutte le istruzioni
operative da dare ai tecnici in caso di emergenza. Nel caso
specifico l’Ente pubblico appaltante richiedeva di poter disporre
nel giro di un’ora di “squadre in pieno assetto da guerra” in caso
di emergenza sanitaria. Lodevole iniziativa perché un caso di
Dengue rese necessario intervenire con la massima tempestività
che la gravità della patologia richiede. Sottolineo che per quanto
ci riguarda le “Emergenze Sanitarie” si concretizzano quando le zanzare da fastidioso problema per la popolazione diventano un
possibile vettore di malattie contagiose quali Dengue (flavivirus
ad RNA, DEN 1,2,3,4) Chikungunia, West Nile (flavivirus, WSV).
::: Come ci eravamo organizzati a
monte
E’ quindi importante evidenziare quelle regole che garantiscono
una corretta gestione dei servizi d’emergenza. Nello specifico
si evidenzia quanto realmente accaduto in un Comune della
Pianura Padana bolognese nel mese di settembre 2010.
Posto che ormai le zanzare già da molti anni hanno dimostrato
come possano essere vettori di virosi è importante all’inizio della
stagione informare e formare adeguatamente il personale operativo.
Corsi con lezioni pratiche e teoriche rappresentano quel
fattore di base che in caso di emergenza sanitaria va a garantire
un’adeguata capacità operativa che, nonostante l’emergenza,
deve essere applicata con la massima esattezza data la gravità
che la rende necessaria. E’ quindi fondamentale istruire gli
operatori che provvederanno agli interventi adulticidi notturni
(compito necessario ma di particolare delicatezza) e gli operatori
che invece si occuperanno delle sanificazioni diurne con
l’identificazione dei focolai larvali (mansione che deve essere
svolta con molta precisione). In tutto questo il Direttore Tecnico
deve acquisire una perfetta conoscenza del territorio e deve
organizzare la sua reperibilità e quelle di alcune squadre 24
ore su 24. Impegnativo ma con un poco di buona volontà possibile.
Più complesso, ma, a parer mio, indispensabile è creare
quel clima per cui i tecnici operatori si sentano inseriti in una
“squadra” e ne scaturisca quindi uno spirito di corpo teso a
ben operare. Non sempre riesce ma quando ciò accade tutto
diventa più facile e professionalmente gratificante. Al di là delle
istanze di principio e dei Corsi di formazione tutto deve essere
calato nel quotidiano il che significa: attrezzature sempre pronte,
magazzino ordinato con scorte adeguate, moduli compilati con
tempestività (cosa che riesco quasi sempre a ottenere) e redatti
in modo completo (il che non accade quasi mai per cui devo
sempre combattere con l’altrui distrazione!). Ogni tanto ricordare
che l’emergenza potrebbe anche verifi carsi. Nel farlo mi sembra di imitare quelle hostess che durante i voli indicano dove sono
le uscite di emergenza e dove sono riposti i salvagente. In ogni
caso d’ora in poi potrò dire che quel che facevo è servito. Il
perché lo vedremo qui di seguito.
::: Squilla il telefono
Alle 20.33 il responsabile dell’AUSL competente mi telefona
segnalando un caso di Dengue nel territorio da noi gestito. A
questo punto contatto gli operatori reperibili in orario notturno
e li convoco in Azienda per le disposizioni operative e viene
dichiarato lo stato di “Emergenza Sanitaria”, detta così emerge
l’aspetto formale ma vi lascio immaginare quante domande e anche
un certo senso di incredulità; superata questa fase però tutto
ha funzionato più che bene. Alle 21.00 circa vengo ricontattato
dal responsabile dell’AUSL e dal referente dell’Amministrazione
comunale a cui garantisco l’operatività. A questo punto mentre
gli operatori attrezzano i mezzi per i servizi notturni provvedo ad
identificare mediante sistema informatico le vie da sottoporre agli
interventi. Secondo il protocollo sanitario devono essere effettuati
3 interventi adulticidi notturni e 3 trattamenti diurni porta a porta
consecutivi. Alle 22.20 sono in prima linea, effettuo le verifiche
del caso e insieme ai capi squadra e ai tecnici operatori partono
i lavori. La mattina successiva gli operatori addetti al porta a porta
iniziano il loro servizio: trattamenti adulticidi con spalleggiato e le
applicazioni di formulati larvicidi in area pubblica e privata con
scrupoloso controllo di tutti i focolai larvali sottovasi compresi.
Con soddisfazione rilevo che già dal secondo giorno quasi tutti
i focolai larvali attivi sono spariti e in tal senso un plauso va ai
cittadini che hanno collaborato con solerzia. I volantini distribuiti
e il passa parola sono stati davvero efficaci.

::: Il cerchio della Qualità
In scienza e coscienza ritengo che le operazioni si siano svolte
in modo eccellente ma se proprio devo indicare il perché tutto il
sistema abbia funzionato al meglio devo proporre la collaborazione
dei cittadini davvero esemplare e motivante. Fatta eccezione
per quella persona talmente pignola da avermi telefonato per
protestare del fatto che i nostri trattamenti gli avevano sparpagliato
le foglie secche che lui aveva raccolto in modo estremamente
ordinato nel suo giardino per poi portarle alla discarica. Ora ne
sorrido ma al momento ho dovuto contare fino a dieci prima
di rispondere.
IGIENE E AMBIENTE ... |
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