|
::: Aspirapolveri-liquidi: si riprende quota PRENDI IL TREND di Uberto Marni
-----------------------------------------------------------
Nel corso del 2010 il mercato
degli aspirapolveri-liquidi è tornato
a svilupparsi, ma è chiaro che le
crescite nazionali sono state più
contenute degli anni precedenti il
2008. La stima è di uno sviluppo
del 6 - 7%. Meglio l’export ...
Aspirapolvere e aspiraliquidi sono macchine
piuttosto diffuse, con costi relativamente
contenuti e rappresentano
un’area di relativa stabilità rispetto agli altri
segmenti del Cleaning. Se il 2009 è stato un
anno di contrazione piuttosto marcato, con
-23,6%, con quasi tutte le tipologie di aspiratori,
il 2010 ha visto, invece, vendite in crescita,
per alcuni operatori anche con buoni tassi di
sviluppo, che però difficilmente hanno riportato
i livelli di fatturato ai valori precedenti.
::: PRINCIPALI CAUSE DELLA CRISI DEL 2009
In effetti il 2009 è stato un anno in cui si sono
trovati in difficoltà settori strategici per le
vendite degli aspirapolvere e liquidi, come
per esempio l’edilizia, settore di elezione per
l’utilizzo di questi macchinari, che dopo una
fase di notevole contrazione a partire dalla fine
del 2008, dal 2010 sta lentamente riprendendo
quota, con l’apertura di numerosi nuovi cantieri,
ancora una volta però in misura minore
rispetto ai tassi di impegno tradizionali in
questo ambito. I trasferimenti pubblici verso
le amministrazioni locali sono andati riducendosi
in misura sempre più marcata in questo
biennio, mentre le disponibilità delle famiglie
si facevano sempre più contenute: da un lato
sono quindi mancati i grandi cantieri pubblici,
dall’altro, venivano rimandati i lavori di manutenzione
o le ristrutturazioni delle abitazioni
private, con effetti pesanti sul settore edile. Il
reddito più contenuto delle famiglie ha avuto
poi un impatto rilevante anche per il segmento
dei piccoli artigiani che, sempre nel corso del
2009, sono diminuiti per effetto del calo della
domanda. Anche questo settore è un’area di
mercato di riferimento per gli aspiratori professionali,
che ha subito il contraccolpo dovuto
alla minore presenza di queste piccole
imprese.

::: 2010: CRESCITA LENTA
Nel corso del 2010, invece, l’economia è tornata
a svilupparsi, ma è chiaro che le crescite
nazionali sono state molto più contenute degli
anni precedenti il 2008; quindi i numeri relativi
a aspirapolvere e aspira liquidi seguono questo
nuovo trend, anche se, appunto, la ripresa è
lenta e, soprattutto per quanto riguarda il mercato
nazionale, le stime che abbiamo potuto
effettuare sono per uno sviluppo del 6/7%.
Ecco la descrizione delle attuali tendenze da
Angela Novembre, Product Manager Macchine
TASKI di Diversey: «Il mercato nazionale,
dopo la crisi economica degli anni precedenti,
è in lieve ripresa. Ci aspettiamo nel breve periodo
il mantenimento di questa crescita ma
più livellata, che rispecchia il normale corso
del ciclo di vita degli aspirapolvere/Liquidi». E la strategia sviluppo che Diversey sta seguendo
in questa fase di mercato: «Per supportare
la ripresa, la nostra azienda ha indirizzato gli
sforzi verso il mantenimento dei clienti attuali
(attraverso l’estensione più capillare del servizio
d’assistenza post-vendita) e l’attivazione
di nuovi clienti attraverso campagne promozionali
mirate».
Le esportazioni, invece, sono andate un po’
meglio, soprattutto per i produttori che avevano
già stretto accordi con i paesi a più alto
tasso di sviluppo, come Cina e India. In questo
caso abbiamo calcolato che nell’ambito delle
consegne internazionali, il segmento si è sviluppato
con tassi più elevati, compresi tra il
9 e il 10%.
::: ESPORTAZIONI: MIGLIORI PERFORMANCES
Abbiamo chiesto se i risultati di maggiore rilievo
fossero relativi ai paesi emergenti, come
Cina, India, Corea o Sud America, o se fossero
stati invece i mercati tradizionali, come l’Europa
Occidentale e gli Stati Uniti che, superata
la fase di crisi, avessero avuto i maggiori incrementi
nella domanda. Ecco come ci ha risposto
Dante Rossetti, responsabile marketing di
Lavorwash: «Entrambi i fattori, nei mercati
tradizionali, dopo un 2009 di crisi,
alcuni clienti hanno ricominciato
a crescere, mentre nei paesi o in
mercati nuovi ed emergenti, la
crescita è stata maggiore e con
tassi più elevati».
Simile anche il commento di
Francesca Fabbro, del marketing
di IPC Portotecnica:
«L’inversione di tendenza che
si è registrata nel 2010 ha interessato
tutte le aree di mercato:
i nuovi mercati hanno confermato
la propria vocazione allo sviluppo e i
mercati tradizionali hanno mostrato segni
di ripresa, per cui possiamo affermare che la
crescita, seppure con connotazioni diverse, è
stata generalizzata in tutti i Paesi». Anche l’ingegner
Eugenio Cagna, amministratore delegato
di Ghibli è di questo avviso: «Nel 2009
le consegne all’estero hanno sofferto, ma non come il mercato interno. A partire dal 2010,
le vendite all’estero sono in fase di ripresa,
mentre l’Italia appare ancora un po’ penalizzata». A supporto di questi risultati, Ghibli sta
effettuando sforzi importanti per migliorare
le proprie posizioni sia sul territorio nazionale
sia sui mercati di esportazione, anche se i
costi per tali attività non sono contenuti: «La
partecipazione alle fiere internazionali, come
Interclean, offre la possibilità di raggiungere
una platea mondiale, oltre al mantenimento
e alla costruzione di rapporti commerciali. Il
mercato estero può offrire notevoli soddisfazioni,
nei casi in cui si individuino i rivenditori più preparati. La nostra quota di esportazioni
è già pari a circa il 70% del fatturato, e siamo
intenzionati a sviluppare ulteriormente le vendite
per i paesi esteri».
Per quanto riguarda l’Italia, ha infi ne aggiunto
il manager, Ghibli sta sviluppando la forza
vendita ormai da qualche anno, e anche in una
fase così calma di mercato, abbiamo avuto interessanti
riscontri anche nella aree del centro
e sud del paese.
Appare chiaro come, in definitiva, più che “colpi
di fortuna” relativi a crescite in ambiti distanti
o insperati, siano stati gli sforzi delle aziende
per mantenere i contatti con le proprie filiali
all’estero e il progressivo ampliamento, in termini
di rivenditori e paesi di nuovo sviluppo;
a garantire i risultati nelle esportazioni di aspirapolvere
e aspira liquidi. Periodi di crisi come
quello che si è verificato nel 2009, infatti, oltre
a comportare maggiore impegno per quanto
riguarda prodotti innovativi e soprattutto servizi
dedicati, spingono le aziende alla conquista
di nuovi mercati, con gli opportuni sforzi
finanziari e del personale specifico. Ecco, a
supporto della maggiore tradizione del nostro
paese nel segmento del Cleaning, il parere
di Giampaolo Ruffo, responsabile di TMB,
azienda del Gruppo Comac: «La ripresa è
stata senz’altro trainata dalle vendite all’estero,
che hanno mostrato crescite percentuali a due
cifre, mentre il mercato domestico, benché in
ascesa rispetto al 2009, ha evidenziato un’inerzia
maggiore. Per quanto riguarda TMB, richieste
significative di prodotto ci sono pervenute
dal Nord America. Inoltre abbiamo instaurato
promettenti rapporti commerciali con grandi
clienti, soprattutto cinesi e indiani, che hanno
cominciato a farci pervenire ordini in termini
quantitativi importanti». Mentre, rispetto al
mercato interno, queste sono le considerazioni
del dirigente: «Per quanto ci riguarda,
pur a fronte di una leggera crescita rispetto
al 2009, il mercato domestico ha confermato
un’inerzia maggiore rispetto a quello estero.
Non sono emersi evidenti segnali di cambiamento
rispetto alle precedenti ripartizioni delle
consegne tra le tre macro aree geografi che
italiane».
::: PROFESSIONALITA IN CALO
Ma in questo clima di crisi, sono numerosi
gli operatori che ci hanno parlato di un arretramento del settore del Cleaning, in termini di diminuzione dei livelli di professionalità,
pagamenti ritardati, ricorso a ampie rose di
fornitori per ottenere forniture anche facendo
“saltare” i pagamenti; oltre a modalità più
articolate come i fallimenti “pilotati” e la “resurrezione”
delle medesime aziende con altre
ragioni sociali.
Di fatto, in questo periodo, ottenere e soprattutto
mantenere i rapporti con un cliente
diviene centrale per le attività produttive e di
distribuzione; il potere contrattuale che un
tempo era nelle mani di aziende solide e stabili,
è oggi un po’ meno sotto controllo. Per
riuscire a raggiungere i livelli di fatturato precedenti
alla crisi, anche le aziende più quotate
devono “ingoiare qualche rospo” in termini di
crediti inesigibili o servizi accessori richiesti
dai clienti senza corrispettivo. L’ambito competitivo
è altamente concorrenziale e si rende
necessario continuare a sviluppare il mercato
senza esclusione di colpi.
E’ ormai una “guerra tra poveri” o anche un
ambiente in cui tutti sono contro tutti, con
poche eccezioni. Nel segmento degli aspiratori professionali, inoltre, è presente un fenomeno
di cannibalizzazione del comparto business ad
opera dell’offerta diretta alle famiglie, sia per
quanto riguarda i prodotti consumer di fascia
più elevata, come per esempio Folletto (con
prezzi anche notevolmente superiori a quelli
relativi a aspiratori business), ma anche per
effetto della Grande Distribuzione, che in fase
di contenimento dei costi si avvicina sempre
più alle piccole imprese, attirandole con offerte
speciali e con molti aspiratori denominati
“professionali”, anche se la denominazione
non è realistica, o meglio, anche se le norme
di riferimento per questi prodotti sono quelle
dell’ambito delle famiglie e non quelle relative
all’utilizzo professionale di un aspirapolvere o
aspira liquidi.
«Si notano due tendenze contrapposte - ci ha
detto Hoover, tramite Domenico Demuro,
responsabile vendite -, da un lato i grandi distributori,
che cercano alleanze e agenzie locali
per ampliare il proprio raggio di attività,
dall’altro i piccoli distributori locali, che tendono
alla focalizzazione nelle aree di propria competenza, come una provincia, rinunciando
all’ampliamento verso territori più distanti e,
ovviamente più costosi da raggiungere. I numeri,
per il momento, danno ragione ai piccoli:
sono loro che tengono in piedi il mercato, per
quanto ci riguarda».
E’ forse superfluo aggiungere che in questa
condizione di mercato, l’impegno per quanto
riguarda le aziende di produzione è notevolmente
maggiore che in situazioni in cui siano
i grandi dealer a supportare la crescita.
La numerosità dei piccoli operatori e la necessità
di offrire prodotti e servizi per forniture
di pochi pezzi e molto frequenti porta con sé
maggiori necessità interne ai produttori, che
per mantenere i livelli di fatturato si trovano a
“correre” molto di più.
::: PRODOTTI AD HOC E ECO-COMPATIBILI
Non mancano tuttavia le modalità di sviluppo
differenti, rispetto al generale andamento di
mercato orientato a prodotti a basso e bassissimo
prezzo, con importanti componenti
relative ai rapporti diretti con le aziende clienti,
volte alla soddisfazione di esigenze specifiche,
che spesso non vengono intercettate con prodotti
standard, anche in gamme di prodotto
ampie. Delfin, per esempio, ha impostato una
strategia basata sull’investimento in attività di
formazione e comunicazione per i rivenditori
nazionali e all’estero.
Ha realizzato una divisione specifica “Delfin
Education” per il supporto pre-vendita, oltre
a mantenere un canale di comunicazione costante
con i propri rivenditori. L’azienda ha
«rilevato una crescita nella domanda di esecuzioni
speciali a disegno - come ci ha Antonino
Siclari, titolare di Delfin - si tratta
di macchinari industriali, più che di aspiratori
professionali, progettati ad hoc sulle esigenze
del cliente, per esempio con diversi sistemi
di gestione dell’accensione o scarichi con separatori
specifici studiati con il cliente o con
accorgimenti particolari per la silenziosità delle
macchine, in funzione dell’ambiente di lavoro,
per esempio».
Tramite le attività di formazione e il supporto
alla distribuzione, l’azienda fornisce queste
tipologie di prodotto anche a paesi esteri, in
un’ottica volta alla crescita delle filiali collegate,
che comporta un incremento dei volumi di
vendita per la casa madre a Torino. Il punto
di vista di IPC è orientato alla continua evoluzione,
con particolare riferimento alle attuali
tendenze verso l’ecologia e il servizio al cliente.
I commenti riguardanti lo sviluppo di prodotti
innovativi, eco-compatibili di Francesca
Fabbro, del marketing di IPC Portotecnica:
«L’aspetto ecologico è già insito nel concetto
stesso dei nostri aspirapolvere, che abbattono
l’inquinamento ambientale dovuto alle polveri,
specialmente quelle fini. Dal nostro punto di
vista, quindi, le performance ambientali sono
già un argomento acquisito. Per quanto riguarda
la vendita; indubbiamente sono determinanti
tutti gli aspetti della ricerca, che noi coltiviamo
da sempre con particolare impegno,
indirizzati a una maggiore qualità dell’igiene. In
quest’ottica, abbiamo sviluppato – e continuiamo
a sviluppare – modelli con funzioni specifiche,
particolari, in base alle reali esigenze
del mercato, che sono in continua evoluzione.
Noi siamo in linea con questa evoluzione, che
spesso anticipiamo con soluzioni tecniche e
tecnologiche all’avanguardia».
«Kärcher da sempre è attenta all’ambiente e
all’ecologia in tutta la filiera industriale, dai processi
produttivi al prodotto finale: per questo
motivo l’azienda è costantemente impegnata
nel progettare e costruire prodotti in linea con
le esigenze del mercato, nel pieno rispetto dei
più elevati standard di eco-compatibilità. Questa
voce, soprattutto se tradotta in un maggior
risparmio di energia, incide notevolmente nel
contesto delle decisioni di acquisto».
E’ il commento sulla eco-compatibilità dell’offerta
di Kärcher, giunto in redazione da Francesco
Tornaghi, Responsabile Business Unit
Industrial.
Più puntuale nel mettere in evidenza altri
aspetti il contributo di Giampaolo Ruffo, responsabile
di TMB Srl, azienda del Gruppo
Comac: «Il costante riferimento ad un “mondo
più pulito e sano”, testimoniato dal progressivo
affermarsi del cosiddetto green cleaning,
è indubbiamente un elemento emergente,
destinato in futuro a sollecitare i mercati. Attualmente,
però, esso incide in misura ancora
ridotta perché continuano a essere importanti
fattori quali: la riduzione del rumore, la selettività
di filtrazione e l’ergonomia d’utilizzo. TMB,
oltre a tener conto di queste tre essenziali
componenti, ha introdotto nel mercato nuovi
modelli dove si è posta particolare attenzione
all’ergonomia e alla facilità di utilizzo».
::: LA PAROLA ALLA distribuzione
Servizio, servizio, servizio!
Nelle risposte che ci sono pervenute dal braccio distributivo
di aspirapolvere e aspriraliquidi, emerge su tutto la necessità
di contenimento dei costi di magazzino da parte delle imprese
clienti, percorso che tende a spostare verso i distributori le
spese relative alla gestione dei magazzini; incrementando i
costi per l’offerta di servizi logistici, che, ovviamente, a fronte
di magazzini meno forniti, devono essere molto tempestivi.
Questa tendenza appare anche nei commenti dei produttori,
associata a comportamenti meno virtuosi che in passato: le
richieste di forniture tempestive coinvolgono numerosi fornitori,
al grido di “chi prima arriva meglio alloggia”.
Sembra un’ovvietà, tuttavia tale posizione, che in anni migliori
era esclusiva di nuovi clienti o battitori liberi, è ormai prerogativa
di molte aziende, anche caratterizzate da rapporti di
lunga durata con i fornitori.
«La tendenza sembra chiara - ci ha
detto Stefano Pasqua, titolare di
Eurocolumbus - i compiti dei distributori
saranno relativi alla logistica
e alle consegne direttamente
presso i cantieri, seguendo le richieste urgenti e tempestive delle imprese clienti. Le attività di servizio consulenziale, per
la selezione dei migliori prodotti in base agli scopi specifici dei
clienti, saranno sempre più prerogativa dei produttori. Alla distribuzione
sarà richiesto di disporre di magazzini sempre più
articolati, per fornire i prodotti richiesti nel più breve tempo
possibile evitando fermi dovuti alla mancanza di aspiratori,
accessori specifici e prodotti nelle lavorazioni».
Gli aspirapolvere e aspiraliquidi standard sono macchine dal
prezzo piuttosto contenuto, non si è quindi sviluppato il servizio
di finanziamento o di noleggio all-inclusive per questa
tipologia di prodotto. In generale tali strumenti vengono
utilizzati con modalità usa e getta: se i preventivi per le riparazioni
sono superiori a 80/90 Euro, gli stessi distributori
consigliano di acquistare un nuovo aspiratore.
Esistono casi in cui le forniture sono effettuate per specifici
appalti di pulizia, con aspiratori, lavasciuga pavimenti e detergenti,
ed è proprio in quei casi che la distribuzione si occupa
del finanziamento e di tutti gli aspetti logistici, mentre l’impresa
di pulizia opera in qualità di fornitore di servizi tout-court,
seguendo la tendenza di cui ci hanno parlato.
«Da 25 anni consideriamo il servizio l’elemento chiave per il successo - ci ha detto Enrico Barbi, presidente del gruppo
ICA System - per seguire in modo appropriato i clienti, sono
necessari impegno, investimenti nel personale e soprattutto la
capacità di comprendere le necessità degli acquirenti, questo,
ovviamente, con un’offerta a prezzi contenuti. Nelle vendite
per un nuovo cantiere, per esempio, fornire i servizi necessari
per risolvere le problematiche di avviamento, consente
ai clienti di concentrarsi sul servizio, senza investire risorse
proprie nello start-up». Nel corso del 2010, inoltre, ICA System
ha ampliato i propri asset, con nuove sedi al nord (Trento) e
al sud Italia (Caltanissetta); oltre a un nuovo centro logistico per macchine a Treviso, a
fianco dell’officina di Tecna,
società del gruppo dedicata
all’assistenza tecnica delle
macchine.
«In effetti il 2010 è stato un
anno di grande successo per
ICA System - continua il dirigente
- abbiamo sviluppato la forza vendita, con l’inclusione
di nuovi agenti, che ci hanno permesso di crescere in termini
di fatturato, nonostante il periodo di crisi».
|
::: LA PAROLA ALLE IMPRESE DI pulizia
Gli effetti dello stato di crisi per le imprese di pulizia sono stati
prevalentemente di carattere finanziario: non si è trattato di
un calo nella domanda di servizi, domanda che è stata invece
oggetto di crescita anche nei periodi più drammatici degli
ultimi anni; le problematiche hanno riguardato i pagamenti,
con una crescita nei crediti in sofferenza e un generale allungamento
dei tempi. Le imprese di pulizia si trovano quindi in
un momento di oggettiva difficoltà, con le principali voci di
costo rappresentate da salari e stipendi, non prorogabili e la
necessità di ricorrere al credito per fare fronte al bisogno di
liquidità. A fronte di questo tipo di evoluzione del mercato,
abbiamo raccolto testimonianze relative a strategie differenziate:
maggiore concentrazione sul proprio core business da
un lato ovvero tendenza all’ampliamento del portafoglio di
offerta, per incrementare il proprio giro d’affari dall’altro.
Il responsabile commerciale del Gruppo
Multiservizi, Sergio Traversari,
per esempio ci ha detto: «non abbiamo
avuto cali notevoli nella domanda di
servizi, che spesso sono caratterizzati
da contratti pluriennali, mentre le difficoltà sono state relative agli incassi. Anche aziende clienti che
non erano in difficoltà, seguendo le modalità del momento,
hanno allungato i tempi di pagamento, costringendoci a fissare
un limite massimo per le dilazioni nei pagamenti, oltre
al quale non accettiamo nuove commesse. Oltre ai servizi di
pulizia noi offriamo anche trattamenti per le pavimentazioni,
ed è in questo ambito che intendiamo continuare le nostre
attività. La nostra dimensione aziendale ci permette di essere
effi caci con questi servizi e non abbiamo necessità di ampliare
il nostro portafoglio di offerta per il momento».
Diverso è invece il
modello di sviluppo
di P&V Global Service.
Abbiamo sentito
il responsabile
sicurezza, qualità e ambiente, Andrea Freni, che così si è
espresso: «La nostra azienda è molto frazionata nell’offerta
di servizi, dall’igiene ambientale, al facchinaggio e logistica,
fi no alla ristorazione e a servizi più generali, come la gestione della reception e l’organizzazione di eventi; stiamo inoltre
sviluppando l’offerta di servizi di pulizie industriali e di facilities
management. Le difficoltà che incontriamo sono più di
carattere tecnico, nell’ambito dei servizi di igiene: con grandi
aziende plurilocalizzate che hanno le idee chiare, di norma
non abbiamo problemi. Gli standard di servizio sono fissati
per contratto e ci troviamo quindi nelle condizioni ideali per
offrire servizi professionali; diverso è il discorso relativo alle
piccole aziende o alle sedi locali dotate di autonomia. Quando
non vengono fissati standard di servizio chiari, la concorrenza
proviene anche da imprese “improvvisate”, che, per esempio,
si avvalgono di aspiratori non professionali, con costi inferiori
rispetto alle norme di qualità dei servizi che noi offriamo. In
tali condizioni, ci troviamo in difficoltà: i servizi di bassa qualità
vengono percepiti solo dopo la fornitura, e spesso non
sono adeguati alle esigenze. Quando ci troviamo a trattare con
un interlocutore professionale, come il responsabile sicurezza
e qualità, è facile intendersi sugli standard di servizio e,
ovviamente, sui prezzi, mentre in altri casi le trattative sono
più complesse». In periodi di crisi, come quello che stiamo
descrivendo, troppo spesso il controllo sui costi ha la prevalenza
su qualsiasi altra considerazione: i bandi pubblici per
l’igiene nella sanità stanno andando in questa direzione, e ai
responsabili acquisti di aziende o spazi pubblici viene richiesto
un controllo più severo sui costi, ritenendo la qualità dei servizi
un accessorio. Da questa posizione emergono, appunto,
imprese più improvvisate e non dotate delle certificazioni
appropriate, che possono rendere più bassi i livelli di professionalità
del settore del Cleaning.
E’ di questo avviso Michele
Magagna, direttore di Coopservice:
«La concorrenza
cresce, anche da parte di
piccoli operatori.
I bandi pubblici abbassano
i requisiti richiesti alle imprese di servizio, diminuendo le
barriere all’ingresso e lasciando spazio anche alle imprese
medio/piccole. I concorrenti sono quindi spesso nuovi e
notevolmente più aggressivi, in una fase di mercato in cui il
prezzo è la principale componente di selezione».
|
|