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::: MONOSPAZZOLA. Poche buone notizie
PRENDI IL TREND di Uberto Marni
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Andamento
negativo del
segmento sul
mercato estero,
mentre si è
registrato un
discreto successo
per le vendite
nazionali: +12%.
A parere di alcuni
operatori il 2009
si attesterà sui
medesimi valori ...
Nell’ultima analisi di mercato, relativo
alle monospazzola - pubblicata su Dimensione
Pulito n. 9/ 2008 - avevamo
rilevato la necessità per le aziende di incrementare
i fatturati sul mercato nazionale, poiché
le esportazioni continuavano a crescere
ormai dal 2003, mentre era proprio il mercato
domestico a perdere colpi.
In effetti, nel tradizionale giro di interviste che
realizziamo per ogni zoom sul mercato, avevamo
notato che numerosi operatori si stavano
specializzando, per offrire soluzioni centrate
sulle monospazzola con dischi particolari
(abrasivi, diamantati).
Lo scopo era recuperare fatturato nelle aree
di nicchia: nell’ambito del Cleaning la sostituzione
delle monospazzola con lavasciugapavimenti
è spesso considerato come l’unico
possibile sviluppo. Le monospazzola, tuttavia,
mantengono le prerogative che ne avevano
garantito il successo, quali la semplicità e, soprattutto i prezzi contenuti. In una fase di recessione,
in cui l’attenzione ai costi è centrale
per numerose aziende, l’acquisto di una nuova
macchina vede “tornare” le monospazzola per
contenere gli investimenti e disporre comunque
di uno strumento utile e funzionale.
::: Mercato nazionale: la specializzazione funziona!
Stando ai dati Afidamp, gli sforzi effettuati per
sostenere le vendite nazionali, hanno avuto
un discreto successo: la crescita di fatturato in
Italia nel 2008 è stata del 12%, un dato che, di
questi tempi, è difficile rilevare anche in ambiti
tradizionalmente a forte crescita. Di contro, il
dato relativo alle esportazioni è pari a -37%.
In valore assoluto stiamo parlando di circa 4,5
milioni di euro per le vendite nazionali e 5,8
per le esportazioni, per un totale di 10.283.960
Euro a fi ne 2008. Tale risultato, probabilmente
è stato anche influenzato dall’invasione di macchine low-cost dell’estremo oriente, oltre
che dalla inferiore possibilità di offrire soluzioni
complesse a grande distanza.
Ecco, a questo proposito, un contributo di
Domenico De Muro, responsabile vendite
di DHP Hoover Professional: “Una
delle ragioni del crollo sul mercato estero si
può addebitare al nostro euro troppo forte.
Un’altra causa, non meno importate, le varie
produzioni cinesi di monospazzole copiate
di sana pianta dai migliori produttori italiani.
Nel mercato “nostrano” sono poco accettate
le monospazzole cinesi, a differenza del resto
d’Europa dove arrivano e sono vendute più
facilmente”.
::: Mercato Internazionale: Ingenti Sforzi
Lo sforzo per lanciare pacchetti di vendita che
includano, oltre alla macchina, anche accessori,
consumabili, formazione e manutenzione
risente, ovviamente, dei limiti dati dalla distanza
e dalla difficoltà di inserimento in nuove
regioni: ricerca di canali distributivi affidabili;
traduzione e adeguamento delle macchine;
difficoltà linguistiche; tassi di cambio in alcuni
casi, e così via. Insomma le barriere da
superare per accedere a paesi esteri precedentemente
non coperti sono complesse e
articolate, e gli sforzi necessari da parte dei
nostri produttori devono essere adeguati al
livello di difficoltà.
Ancora, la capacità di sostenere le vendite vede
nella ricerca e nella realizzazione di nuovi prodotti
il “cardine” da cui sviluppare le iniziative
di marketing, nella certezza che macchine più
avanzate e innovative possano mantenere una
quota di mercato, anche in presenza di concorrenti
temibili quali le più evolute lavasciugapavimenti
nella fascia più elevata, e le economiche
monospazzole orientali nel low-cost. Ecco
di seguito un commento del dottor Gianpaolo
Ruffo, responsabile marketing di Ruffo:
“I nuovi modelli, infatti, sono stati impostati e
costruiti con lo sguardo concentrato su aspetti
essenziali quali: l’ergonomia, la sicurezza,
l’efficienza, la sostenibilità e, specialmente, la
qualità e l’affidabilità delle macchine. Lungo
questa direzione di marcia abbiamo sempre
messo al primo posto l’utilizzatore finale, con le sue specifiche esigenze, che richiedono una
sempre più elevata specializzazione e personalizzazione
della monospazzola”.
Il calo nelle esportazioni di Monospazzola,
area di business che fino all’anno scorso avevamo
individuato come motore delle crescite,
ha avuto un tale impatto, da portare a risultati
generali in contrazione, con una diminuzione
totale, cioè, del mercato interno sommato alle
esportazioni, pari a -22%.

::: 2009: Luci e Ombre nelle (pre)visioni
A parere di alcuni operatori, inoltre, la contrazione
nelle vendite si attesterà più o meno sui
medesimi valori anche nel 2009, ed è difficile
pensare che la proiezione non sia affidabile:
ormai siamo quasi a fine anno.
Tuttavia, non mancano le opinioni di parere
opposto: Alberto Leoncini, amministratore
delegato di Leoncini ci offre una visione più
ottimistica dell’attuale situazione: “Il mercato
Italiano delle monospazzole ha tenuto bene
anzi, sta tenendo bene. La nostra azienda non
ha perso punti, l’estero per noi ha avuto una
flessione, in particolare sulle monospazzole
di - 4%. Oggi La domanda è orientata verso
macchine semplici, per le macchine multifunzionali
non abbiamo grandi richieste” .
Renato Lodetti, patron di Lodetti, condivide i razionali di crescita del mercato interno esposti
da Afidamp, che vedono: un’inversione di
tendenza per quanto riguarda il mercato
italiano, confermando l’orientamento della
domanda interna verso macchine semplici
e multifunzionali. Lodetti, dicevamo, ritiene
inoltre che “la domanda interna sia dovuta alle
nuove imprese di pulizia: nelle aree più avanzate
d’Italia ne “nascono” numerose nuove
ogni anno”. In effetti è necessario sottolineare
che, a fasi alterne, le esportazioni negli ultimi
anni hanno assorbito ben più della metà del
fatturato italiano: dal 55% del 2004, fino al 70%
nel 2007, per poi riattestarsi su livelli simili al
2004, appunto: nel 2008 l’export ha generato
il 56% del totale, come si può evincere dal
grafico riportato.
::: Mercato Internazionale: Nuovi Sbocchi
Più in generale, cioè per quanto riguarda sia le
vendite nazionali sia le esportazioni; le vendite
totali di monospazzola stanno conoscendo
un trend negativo, (-22%), ma, anche dando
un’occhiata ai dati storici, non siamo convinti che tali macchine siano ormai destinate alla
“rottamazione”: anche tra il 2004 e il 2005 si
verificò una contrazione del fatturato, ma la
specializzazione delle monospazzola, sempre
più spinta e arricchita anche dai produttori di
dischi e accessori, ha fatto sì che si invertisse
quella tendenza, portando di nuovo a fatturati
in crescita nel 2006. Data la dinamica delle
esportazioni, la consapevolezza di operare su
mercati maturi e il ritorno a tecnologie più tradizionali,
dovuto alla crisi economica, possiamo
forse prevedere una crescente attenzione
da parte dei produttori nazionali verso mercati
esteri, fino a spingersi a investimenti nei paesi
che rappresentano la “spina nel fianco” per
molti operatori del Cleaning e non solo, Cina
e India. Eugenio Cagna, amministratore delegato
di Ghibli, quando gli abbiamo chiesto
se vedesse nuovi ambiti di mercato o nicchie
di mercato in fase di crescita, ci ha detto: “Non
ritengo che ci siano spazi da scoprire, ritengo
invece che ci siano opportunità ancora non
colte in Paesi quali il mercato americano e asiatico
in generale. Ovvero nelle tane del lupo”.
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::: Monospazzole 2008/2009. Leve efficaci?
Infine, abbiamo chiesto ai diversi
operatori come intendessero
affrontare questi tempi difficili e
supportare le vendite delle monospazzola
con le leve di marketing
tradizionali. Di fatto abbiamo
raccolto risposte sia completamente
centrate sul prezzo, con
votazioni molto basse per le altre
leve, ma anche risposte più articolate,
che, per motivi di spazio,
esporremo solo in sintesi.
Non è possibile dare una risposta
univoca ai risultati della rilevazione
(vedi grafico): le medie risultano
infatti poco differenziate.
Prezzo e Distribuzione sono considerate
come più efficaci, ma la
differenza con le altre due leve è
minima. Immagine e Comunicazione
e Innovazione di Prodotto,
anche se hanno medie inferiori,
sono considerati (quasi) efficaci come le più importanti. Da un lato,
quindi, si schierano i produttori
o i distributori che puntano
su macchine economiche e robuste
per il mass-market, mentre dall’altro sono presenti operatori
che focalizzano il proprio sviluppo
su lavorazioni particolari, per
nicchie specifiche, con necessità
di servizio maggiori, quanto
meno per la formazione del personale
addetto.

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