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::: PARQUET. Come conservarlo e mantenerlo correttamente di Domenico Adelizzi -----------------------------------------------------------
LE PROPRIETÀ TECNICHE ED ESTETICHE
DI UN PAVIMENTO IN LEGNO
SI MANTENGONO INTEGRE SOLO
OSSERVANDO PRECISE REGOLE. ECCO QUALI.
Le proprietà tecniche
ed estetiche di una
pavimentazione lignea
si mantengono integre
nel tempo solo se si osservano
le condizioni adeguate
alla conservazione.
In relazione alle funzioni e alle
condizioni di esposizione a
cui il parquet è sottoposto, si
devono considerare normali
i seguenti agenti di degrado:
- agenti esterni naturali: variazioni
di temperatura e umidità dell’aria, raggi ultravioletti
della luce solare e gli
agenti atmosferici (per i parquet
esterni);
- agenti usuranti dovuti alle
attività d’uso: traffico di persone
e mezzi, urti e graffi
accidentali, ripetuti cicli di
lavaggio, contatto con sostanze
alimentari e così via.
::: DEGRADO BIOLOGICO
Invece,i veri fattori responsabili
del degrado biologico del
parquet sono rappresentati da:
- agenti biodegradabili (funghi,
muffe, insetti), che sviluppano
il proprio attacco in determinate
condizioni ambientali
e in assenza di adeguati
trattamenti del materiale;
- fattori di disturbo accidentale,
costituiti dai normali
agenti in precedenza indicati.
Quelli sopra elencati sono fattori
di degrado quando hanno
perso efficacia o non sono
state regolarmente ripristinate
le finiture preposte
a salvaguardare i pavimenti in
legno. Spesso, i fattori di degrado
sono innescati da un’errata
concezione della soluzione
tecnica del parquet,
da un’errata esecuzione di
una della fasi di posa in opera
e finitura, da una mancata
rispondenza dei materiali
alle specifiche di prestazione
o dal guasto di una
unità tecnologica dell’edificio,
rilevante per l’integrità del parquet
(perdite dall’impianto
idraulico, rotture di vetri delle
finestre, allagamenti, sfarinamento
e non omogeneità
del sottofondo, guasti che, in
quasi tutti i casi, agiscono
sulla finitura superficiale del
pavimento ligneo).
::: AGENTI IMPREVISTI
Tra gli agenti di degrado imprevisti,
non deve essere sottovalutato
l’assorbimento di
acqua proveniente da lavaggi
“eccessivi” durante la
manutenzione ordinaria oppure
causato da eventi accidentali
come la penetrazione
della pioggia da una finestra
aperta.
Il parquet, in ambienti normalmente
riscaldati, presenta
un’umidità interna variabile
da 9 a 12% e ha limitate
possibilità di espandersi
con variazioni di umidità
dell’aria; di conseguenza,
un repentino e consistente
assorbimento d’acqua
ne provoca il completo
sollevamento dal supporto e l’esclusione dalla sede degli
elementi.
Niente può arrestare questo
processo.
::: LA DURABILITÀ DEL LEGNO
Come si è potuto comprendere,
la durabilità di un pavimento
in legno dipende anche
dalla capacità dei differenti
elementi del sistema
parquet di contrastare l’azione
dei fattori di degrado
legati all’invecchiamento, all’usura
e alle forme patologiche
di deterioramento.
In particolare, il processo di
invecchiamento naturale agisce
secondo forme e tempi
assai variabili, in relazione
ai seguenti fattori:
1. Le caratteristiche di biodegradabilità
naturale (predisposizione
a subire degrado
di una o più caratteristiche
da parte di agenti biologici)
delle diverse specie legnose.
2. Il livello di qualità del materiale
impiegato e delle lavorazioni
effettuate (presenza di nodi, alburno, fibre
contorte, spaccature, fori di
insetti, levigatura imprecisa,
e così via).
3. L’esposizione agli agenti atmosferici
di biodegradabilità
(luce solare, pioggia, variazioni
di umidità e temperatura)
o l’assenza delle
condizioni igieniche indispensabili
per la buona conservazione
del parquet sia interno
che esterno.
4. L’usura è connessa alle caratteristiche
del legno impiegato,
alle prestazioni offerte
dalle soluzioni tecniche
di posa scelte, alle caratteristiche
delle finiture di protezione
superficiale applicate,
alle sollecitazioni che effettivamente
agiscono e alla corretta
esecuzione degli interventi
di manutenzione ordinaria
durante l’esercizio.
5. Altri fattori di degrado
sono la maggiore o minore predisposizione delle specie
legnose allo sviluppo di
agenti patogeni, la non idoneità
del sottofondo, il verificarsi
di eventi accidentali, errori
di progettazione e/o di
posa in opera oppure un
radicale e imprevisto cambio
di destinazione d’uso del
parquet.
::: DURABILITÀ DEL SOTTOFONDO
Si è scritto che, oltre al legno
e ai prodotti chimici utilizzati
per aggrappare e verniciare
gli elementi posati, garantiscono
buona durabilità del
parquet anche gli strati funzionali
del sottofondo.
Questi interagiscono con gli
altri materiali del sistema parquet
e svolgono un’importante
azione in quanto non
consentono all’umidità di risalire
e di proteggere gli elementi dai microrganismi presenti
negli strati superficiali
del sottofondo.
In particolare, assolvono un
compito importante le finiture
superficiali, i trattamenti protettivi
contro gli insetti, i prodotti
idrorepellenti e quelli
che evitano il formarsi delle
muffe.
::: CONDIZIONI AMBIENTALI
Sono determinanti per garantire
l’equilibrio del sistema
parquet.
Se un certo legname è giudicato
facilmente deperibile
per effetto degli attacchi
di funghi, perché il deperimento
si verifichi realmente
è necessario che il materiale
sia stato posto in
opera ancora allo stato fresco,
oppure che l’umidità
dell’aria dell’ambiente sia
sufficientemente alta da consentire
l’insediamento e lo sviluppo
dei funghi.
Se, viceversa, il materiale
viene posto in opera all’interno
di locali con murature
e sottofondi asciutti e
nei quali la circolazione dell’aria
non sia particolarmente
umida, il legno risulterà durevole.
Sempre nei confronti delle
condizioni ambientali, non
devono trascurarsi le influenze
del clima.
Per quanto concerne il nostro
Paese, è certo che,
par ticolarmente nell’Italia
peninsulare, quote modeste
e temperature discretamente
elevate possono
agevolare il ciclo vitale di
parecchi insetti xilofagi,
mentre nella Pianura Padana
la maggiore umidità
favorisce gli attacchi fungini
nel materiale esposto all’esterno.
::: L’IMPORTANZA DELLA FINITURA
La finitura della superficie costituisce
il più valido sistema
di protezione del parquet.
La superficie del legno, attraverso
il frequente ripristino
della vernice, non viene intaccata
dall’abrasione e la
vernice stessa contribuisce
in parte ad attenuare gli effetti
del calpestio, della caduta
di oggetti, dello sfregamento
di mobili e delle striature prodotte da scarpe e
ruote delle sedie.
I prodotti vernicianti offrono
una certa protezione antiparassitaria
e, a seconda
dei sistemi, impermeabilizzano
il parquet impedendo
la penetrazione dell’acqua
dei lavaggi.
Per contro, sono fortemente
soggetti all’azione degli
agenti esterni e alle deformazioni
del supporto e, se
non sono attivati con sostanze
assorbenti i raggi UV
o con plastificanti, hanno la
tendenza a ingiallire rapidamente
oppure a formare
cretti e fessurazioni a seguito dei movimenti del legno
o a sbalzi di umidità e termici
in genere.
Facilmente soggetto all’infestazione
è l’alburno, ossia
la parte più morbida del legno,
mentre in genere le
specie legnose tropicali e
resinose risultano più resistenti
agli attacchi biologici,
grazie alla loro particolare costituzione.
::: PREVENZIONE PROGRAMMATA
La prevenzione programmata
è una fase essenziale per
evitare il degrado del sistema
parquet. È bene eseguirla secondo un piano di scadenze
prestabilite e, ovviamente,
prima che sul manufatto ligneo
si manifestino fenomeni di
degrado. L’intervento consiste
nello svolgere una serie di
azioni finalizzate a migliorare,
in funzione delle condizioni
d’utilizzo previste, le prestazioni
di durata e resistenza agli
agenti di degrado.
La procedura è così sintetizzabile:
- eliminazione o limitazione
dei principali agenti di degrado,
mediante il mantenimento
degli ambienti in condizioni
igrotermiche corrette
e costanti;
- predisposizione dell’adeguato
ricambio d’aria, che eviti
la formazione della condensa
sulla superficie del parquet
(avendo cura di togliere
ogni tanto i tappeti);
- attuazione di provvedimenti
finalizzati a prevenire
l’attacco fungino e di muffe:
ventilazione degli ambienti,
controllo dell’umidità ambientale e, dove necessario,
sterilizzazione dei filtri degli
impianti di condizionamento,
che possono essere fonte
di diffusione delle spore
fungine;
- nel caso in cui ci sia bisogno
di sostituire qualche
elemento ligneo danneggiato,
utilizzo solamente di
elementi stagionati ed essiccati.
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