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::: La chiesa di SAN MARTINO di Costantino Zanatta -----------------------------------------------------------
Da Marano
Lagunare, in
provincia di
Udine, una
richiesta
prestigiosa: il
ripristino della
facciata ...
Quando nel 1999 sono stato interpellato
per i lavori di ripristino della facciata
della chiesa di Marano Lagunare, mi
sono subito chiesto se ne fossi stato all’altezza,
vista la diversa tipologia di interventi a cui
ero abituato.
In questo settore, quello del recupero conservativo
dei beni architettonici, vi è quasi
sempre bagarre per l’accaparramento delle
commesse e un po’ di confusione tra gli addetti
ai lavori (direzione lavori, sovrintendenza,
aziende esecutrici delle opere…). Per il sottoscritto,
abituato ad eseguire interventi prevalentemente
in abitazioni civili su superfici in
cotto e terrecotte, sulle pietre di vario tipo e
marmi in genere, sulle superfici in legno, trovarsi
improvvisamente nel settore del restauro
mi sembrava di essere al settimo cielo!
::: I sopralluoghi
Sino dai primi approcci con la direzione lavori
si è proceduto con più sopralluoghi sul cantiere
per verificare inizialmente l’entità del lavoro
nel suo insieme, poi valutare le eventuali
difficoltà operative, la logistica per la forza lavoro, le caratteristiche del cantiere (disponibilità
degli spazi per carico-scarico dei materiali,
accesso all’acqua e alla corrente elettrica, reperibilità
dei materiali in loco, disponibilità di
impalcature e norme di sicurezza, ecc…).
Nell’effettuare i sopralluoghi, bisogna tenere
sempre in considerazione le caratteristiche
che possono qualificare il vostro intervento,
sapere se esiste già un capitolato dei lavori,
documentarsi e prendere nota dei particolari
da ripristinare, valutare con attenzione tutte le
parti del cantiere senza dimenticare di essere
anche un po’ meticolosi nell’andare a cercare
in punti nascosti o parti ammalorate poco
visibili; non sottovalutare mai la possibilità di
poter eseguire dei piccoli saggi sui materiali,
chiedere il crono-programma del cantiere per
la tempistica e se vi è vincolo per la riconsegna
ed eventualmente esistenza di penali; conoscere
per tempo tutte le variabili che possono
verificarsi una volta accettato l’appalto (per
esempio, se vi trovate a lavorare su una chiesa,
può anche succedere che un certo giorno si
debbano sospendere i lavori per una qualche
funzione religiosa importante).
In questo particolare cantiere, sin dai primi
sopralluoghi si erano evidenziate le difficoltà e
il tipo di intervento da eseguire sulla base delle
richieste della direzione dei lavori, rappresentata
dai sovrintendenti alle belle arti delle
province. Le parti in pietra presentavano un
accumulo di sporco dovuto al deposito meteorico
di polveri e sporco ambientale oltre allo
sporco provocato dai piccioni; sulle parti sottostanti
delle colonne e relativi capitelli, sulle
cornici in pietra delle finestre e del portale di
ingresso, nonché su alcune parti delle statue
si evidenziavano delle “croste nere” che si formano
con il tempo a causa di una formazione
solfatica a base di gessi (solfati di calcio) e che
al loro interno inglobano con facilità lo sporco
meteorico creando le classiche patine nere
(tali “patine” non si formano dove la pioggia
bagna e dilava continuamente).
Tra le parti in pietra si notavano alcuni pezzi di
stuccatura che era stata applicata in maniera
non uniforme e di miscela cementizia, quindi
sicuramente un intervento eseguito in tempi
recenti; erano evidenti forme di degrado
delle parti in pietra con decoesione di piccoli frammenti per il possibile ingresso di acqua
piovana nelle “fughe” dove mancava la malta
di connessione tra gli elementi; si evidenziava
inoltre un parziale problema di presenza di
salinità sulle parti degradate per la vicinanza
della chiesa in un contesto marino (l’acqua
piovana si porta dietro anche una certa dose
di salinità che, se riesce ad entrare tra gli elementi,
si fà notare).
::: L'intervento
A questo punto la prassi richiede l’invio di
un preventivo dettagliato e corredato di dati
tecnici e precise spiegazioni sulla tipologia
di intervento con la spiegazione del sistema
operativo, dei materiali e dei prodotti utilizzati
con le eventuali schede tecniche specifiche
allegate. Dopo l’approvazione del preventivo,
si è provveduto, per il caso specifico, all’applicazione
localizzata di un componente denominato
AB57, composto da più elementi
tra cui il carbonato di ammonio inglobato in
una pastella formata da argille, seppiolite o
pasta di cellulosa che è utile per applicare il
prodotto con principio desolfatante su parti verticali e sulle parti sottostanti le cornici, i capitelli
delle colonne. Tale prodotto può essere
applicato all’occorrenza più volte, và lasciato
agire sino ad asciugatura e, solo successivamente,
và rimosso con tecniche non invasive
(eventualmente lavato con acqua demineralizzata,
a secco con microsabbiatura, con pulitura
criogenia, ma mai con soluzioni acide). Si è
poi proceduto con l’asporto delle stuccature
“cementizie” con apposito microscalpello ad
aria compressa, piccoli scalpelli manuali, spatole
e quant'altro fosse utile al caso.
La fase successiva è stata la pulitura di tutte le
parti con microsabbiatura a bassa pressione (
4-5 bar) con uso di silicato di alluminio con
micro pistola e con le dovute protezioni.
Terminate le operazioni di ripulitura, si è proceduto
alle fasi di ristuccatura delle “fughe”
tra gli elementi in pietra, utilizzando una malta
composta da calce in polvere, polvere di
marmo, un legante acrilico aggiunto all’acqua
dell’impasto e, alla bisogna, un po’ di ossido
colorante nel caso di malte tinte o vecchie.
Ogni parte ristuccata doveva essere pulita a
dovere per non lasciare il segno delle lavorazioni; la malta si ripulisce bene da fresca, non
da secca. Tutte le superfici sono state lavate
con spugna umida manualmente senza lasciare
colature da acqua sporca.
::: La finitura
Ad asciugatura avvenuta, si è passati alla fase
protettiva dei materiali: il primo passaggio
è stato l’applicazione di un prodotto impregnante
e consolidante a base di silicato di etile
steso a pennello e frizionato leggermente per
ottimizzarne l’impregnazione. Tali prodotti
vanno applicati in condizioni di fresco ambientale
(meglio se la sera o al mattino), se
possibile in assenza di vento e vanno lasciati
asciugare un po’ di tempo per permettere
di espletare la loro funzione al meglio. Nella
scelta del prodotto, è da privilegiare senza
dubbio quello che lascia inalterate o quasi le
parti in pietra, poichè le tonalizzazioni sono
quasi sempre sgradite alle sovrintendenze;
si possono verificare inoltre, nel tempo, antiestetiche
stonalizzazioni cromatiche dovute
agli eventuali eccessi di prodotto applicato,
in corrispondenza di colature o di diversa
quantità di prodotto assorbito anche in virtù
della eventuale diversa compattezza degli
elementi.
A completa asciugatura dell’impregnante consolidante,
si è proceduto alla applicazione di
una mano di idrorepellente silossanico (allora
in solvente) applicato, avendo cura di non
fare accumuli, gocciolature, e ripassato con
panno di cotone pulito dove necessario; con
tale passaggio si è data idrorepellenza anche
alle fughe ricostruite.
::: CONSIGLI
Quello che è determinante sulle superfici in esterno, è che i prodotti di protezione applicati devono avere il minor
impatto con i materiali, sia dal punto di vista estetico che funzionale, devono lasciare una parziale traspirabilità
agli elementi, devono essere applicati con l’uso della nostra intelligenza: i prodotti chimici non possono essere
anche intelligenti. E’ importante cercare i partner produttori di prodotto chimico e protettivi che possano dare
più risposte nel settore e non solo affidarsi al fornitore che più ci ispira simpatia; quando parte una contestazione
in questo settore, sono dolori notevoli perché abbiamo a che fare con sovrintendenti esperti, periti esperti.
Potrebbe essere un incentivo alla tipologia di intervento eseguire anche la protezione antigraffiti per la zona a
rischio dell’immobile: la proposta può essere fatta con tranquillità, sarà la committenza a valutare se conviene o
meno tale tipo di intervento (meglio sempre avere qualche carta in più da giocare).
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