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::: Chi ha paura della MOQUETTE? a cura della Redazione -----------------------------------------------------------
Per anni
criminalizzata
come
ricettacolo di
polvere e acari,
la moquette è
un pavimento
meno delicato di
quanto si creda.
Va pulita però
con frequenza e
con le tecniche
adeguate.
Contrariamente a quanto si pensa, la
moquette non produce polvere, anzi,
alcuni tipi di fibre la trattengono, impedendo
che si disperda nell’aria. Vogliamo
parlare di acari? Anche la loro presenza è tutto
sommato limitata, perché l’habitat ideali di
questi dermafagociti è costituito soprattutto
da cuscini e materassi. Ciononostante, la moquette
va pulita con frequenza e attentamente,
perché è soggetta a diversi “danneggiamenti”,
anche nelle versioni di migliore qualità. Vediamo
come.
::: C’è fibra e fibra
Prima di iniziare un cenno sulle fibre comunemente
utilizzate per la fabbricazione di questo
tipo di rivestimento, che possono essere “artificiali”
o “naturali”. Tra le artificiali citiamo le acriliche, che più assomigliano alla lana: sono
normalmente poco assorbenti e hanno carica
elettrostatica abbastanza bassa. Ci sono poi
le poliammidiche: la più famosa è il nylon,
che non viene attaccato dalle tarme né dalle
muffe, ma la trasmissione di elettricità statica
è abbastanza elevata; la sua manutenzione,
però, è minima e il lavaggio è molto facile anche
impiegando detergenti alcalini. Le fibre
polipropileniche, infine, hanno il pregio di
grande antistaticità e una eccellente resistenza
all’abrasione. Parlando di fibre naturali, la
prima che salta alla mente è senza dubbio la
lana. Chimicamente è una sostanza proteica
cornea (creatina), che praticamente non si
carica elettrostaticamente. Presenta un elevato
grado termoisolante, è molto elastica,
assorbente e resistente al fuoco, ma non ai detergenti alcalini. La juta, invece, è una fibra
vegetale utilizzata solitamente per pavimenti
sottoposti a un traffico intenso o per arredamenti
dal gusto rustico. Assorbe moltissimo
l’umidità, occorre quindi non posarla in locali
aperti. Citiamo infine il cocco, fibra vegetale
molto dura utilizzata per moquette di tipo
grossolano e grande usura.
::: Tecniche di posa
La tecnica di posa della moquette ha una grandissima
importanza, sia sul piano estetico che
si desidera ottenere, sia per la durata, sia per
le proprietà di attutire i rumori e sia per le
proprietà termiche. Prima di applicare una
moquette, bisogna assicurarsi che il fondo si
trovi nelle condizioni ottimali, vale a dire che
sia piano, consistente, indeformabile e asciutto.
La posa può avvenire tanto su un semplice
massetto di calcestruzzo, liscio e regolare,
quanto su di un pavimento preesistente o su
una superficie di legno; se il sottofondo non è
piano, cioè presenta discontinuità che potrebbero
risaltare anche dopo la posa della moquette
e contribuire al suo precoce logorio, va preventivamente steso un prodotto livellante.
In relazione al tipo di materiale i pavimenti
tessili si possono applicare con metodi diversi,
ciascuno dei quali in determinate condizioni
può essere il più conveniente.
::: Posa mediante tensione
Tecnica che si può utilizzare con le moquette
aventi supporto in juta o fibra sintetica. Questa
tecnica di posa conferisce una durata superiore
alla moquette; è indispensabile però l’utilizzo
di un sottotappeto o feltro che migliora,
oltre che la durata, anche l’aspetto estetico
della moquette stessa. Questo metodo consiste
nel tendere la moquette tra listelli fissati a
pavimento e muniti di chiodi d’ancoraggio. È
un metodo costoso, compensato però da una
maggior durata della moquette.
::: Posa mediante incollaggio
Si stende il collante sul pavimento, fissando
poi sopra la moquette. È indispensabile livellare
e preparare adeguatamente il fondo; di
fondamentale importanza è l’utilizzo di una
colla di qualità, che possa essere asportata facilmente in caso di necessità. Non si ha la
morbidezza della moquette posta in opera
con tensione con interposto il feltro (eccetto
la moquette con supporto a schiuma liscia);
l’usura è accelerata per la diminuzione di elasticità.
::: Posa libera
La posa libera, che è la più semplice, consiste
nel tagliare su misura il telo di moquette
e lasciarla semplicemente appoggiato, con
i bordi trattenuti dallo zoccolino battiscopa
lungo le pareti e dagli appositi coprisoglia in
corrispondenza delle porte. Si addice solo a
pavimenti di limitate dimensioni, da rivestire
con materiale che non richieda giunte, e dà i
migliori risultati con le moquette a supporto
“antiscivolo”, gommato o dotato di sottotappeto
in schiuma.
::: La manutenzione ordinaria
Uno dei peggiori nemici della moquette è
rappresentato dall’umidità, che provoca lo
sviluppo di muffe e quindi di cattivi odori. Per
una manutenzione ordinaria, è bene arieggiare
sempre i locali e fare entrare il sole nelle
stanze. Un’altra operazione fondamentale è
l’eliminazione della polvere e delle particelle
solide dalla superficie della moquette man
mano che si depositano, operazione da eseguire
con il battitappeto. La ‘spolveratura’ è
fondamentale per impedire che la polvere
diventi un potente abrasivo per la superficie della moquette, deve quindi essere eseguita
con accuratezza e regolarità.
::: Il lavaggio
Quando lo sporco si è annidato in profondità,
occorre intervenire con una pulizia di fondo
con detergenti appropriati. Le tecniche possono essere differenti:
• Shampoing (schiuma a secco). Questo
tipo di lavaggio è ritenuto ancor oggi il miglior
sistema di pulizia della moquette. Si deve
eseguire a intervalli regolari, prima che la superficie
sia troppo sporca. Si esegue con una
monospazzola e un particolare detergente
che forma una schiuma con bollicine molto
piccole e con un basso contenuto di umidità
(2-5%), schiuma che tiene in superficie lo
sporco e che tende in poco tempo a essiccarsi.
La schiuma essiccata, che congloba lo sporco,
viene rimossa con facilità, lasciando praticamente
il pavimento quasi asciutto.
Il detergente impiegato è assolutamente neutro:
è composto da un insieme di sostanze
tensioattive ad alto effetto emulsionante nei
confronti dei grassi in abbinamento a sostanze
poliacriliche che facilitano l’essicazione della
schiuma prodotta;
• Iniezione ed estrazione. Questa tecnica di
lavaggio si basa sulle proprietà detergenti del
prodotto impiegato, che viene spruzzato da un
contenitore, sulla moquette ad una pressione
variabile da 2 a 35 bar, quindi immediatamente aspirato e inviato a un secondo contenitore di
raccolta. La soluzione lavante, che può essere
utilizzata anche a caldo, viene immessa forzatamente
all’interno delle fibre della moquette;
nel medesimo momento si opera una potente
aspirazione in grado di estrarre la soluzione
detergente sporca lasciando la moquette pulita
e virtualmente asciutta. L’efficacia del lavaggio
è funzione della pressione di uscita della
soluzione detergente: la maggior parte delle
attrezzature utilizzate hanno una pressione di
esercizio compresa fra 4 e 10 bar; alcune arrivano
a 20-25 bar. I detergenti che s’impiegano
per questo tipo di lavaggio non devono fare
assolutamente schiuma, altrimenti la lavamoquette
non potrebbe funzionare: il contenitore
di raccolta della soluzione detergente si
riempirebbe subito di schiuma.
::: Il sistema “Bonnet”
Idoneo per le moquette in lana, il sistema
Bonnet serve a smacchiare velocemente, anche
se non troppo in profondità, quando si
evidenziano differenze di colore nei punti di
maggior passaggio e ha proprio la funzione di uniformare il colore della moquette, eliminando
un po’ di sporco superficiale. Si equipaggia
il disco trascinatore di una monospazzola - con
velocità 200-300 giri - con una cuffia di frange
di cotone: sul pavimento, oltre che sulla
cuffia, si vaporizza un velo di detergente e si
inizia il trattamento come se si lavorasse su un
pavimento normale. Dopo un certo numero
di metri quadri, se la cuffia è molto sporca, si
rivolta o se ne utilizza una nuova per ultimare
il lavoro. Naturalmente, se sulla moquette vi
sono delle macchie localizzate prima di iniziare
il lavoro con il Bonnet, sarà opportuno
effettuare una pre-smacchiatura.
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SOTTO LA lente d'ingrandimento
La moquette è costituita da uno strato di calpestio, la
cosiddetta “felpa”, che viene fissata a un supporto primario,
che può essere di juta, di cotone o di fibre sintetiche. La felpa
e il supporto primario vengono fissati a loro volta a un supporto
secondario, costituito da juta o da lattice espanso che va a
contatto con il pavimento.
La parte superiore della moquette può essere lavorata in
differenti modi:
• bouclè: gli occhielli possono avere altezze uguali o diverse fra
loro; questo tipo di moquette è il più delicato, quello che si
rovina più facilmente con il calpestio;
• bouclé rasato: gli occhielli più alti sono opportunamente
tagliati per ottenere un effetto particolare);
• velluto rasato: è la moquette classica, dall’aspetto liscio e
compatto;
• tipo Saxony: si presenta con peli tagliati ma più lunghi di quelli
rasati e con punte visibili.
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::: E le macchie?
La regola fondamentale quando si è in presenza
di una macchia, è quella di intervenire
il più rapidamente possibile. Prima di procedere
a una smacchiatura, occorre verificare
la solidità dei colori, trattando un angolo
nascosto. Dopo l’applicazione del prodotto
smacchiante, lasciarlo agire per il tempo necessario,
asportarlo successivamente con uno
strofinaccio pulito e asciutto, e quindi lasciar asciugare senza camminare sulla parte trattata.
I prodotti più utilizzati per la smacchiatura sono
quelli della categoria detersolventi neutri,
che sono impiegati tal quali mediante spruzzatura
sulla macchia. Per le operazioni più
gravose e per asportare macchie di grasso o
unto, s’impiegano tal volta degli smacchiatori
debolmente alcalini, contenenti sostanze tensioattive e grandi quantità di solventi organici.
Occorre fare molta attenzione alla resistenza
dei colori.
::: Qualche “trucchetto”…
Se i piedi di un mobile che è stato spostato
lasciano un’impronta molto resistente, si
può passare sull’impronta con un ferro caldo,
utilizzando una pezza bagnata come per
le abituali stirature; in seguito si spazzolerà in
maniera energica. Vi è caduta una sigaretta? Se
una bruciatura è superficiale sarà sufficiente
tamponare con una soluzione di acqua ossigenata
e acqua, in proporzione di 1 a 10. Se
la bruciatura è profonda, grattate per togliere
tutte le tracce nere e - se la bruciatura non ha
attraversato tutta la moquette - mettete della
colla sul fondo del buco che si è creato, strappate
alcuni peli di moquette da luoghi poco
visibili e riempite il buco. Lasciate asciugare
bene prima di camminarci sopra. Se la bruciatura
ha bucato completamente la moquette,
è consigliabile porre sul fondo del buco un
pezzo di cartone, o altro, e quindi procedere
come descritto sopra.
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