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::: La seconda vita del TEAK di Costantino Zanatta -----------------------------------------------------------
Qualche
suggerimento
utile per
mantenere i
parquet per
esterni puliti e
belli nel tempo …
Se il parquet per esterni è ben posato
e rifinito e se la sua manutenzione è
eseguita nel modo adeguato, si potrebbe
non avere mai la necessità di sostituirlo.
Cosa accade, invece, quando le operazioni di
trattamento non vengono svolte nel modo
corretto?
E' quanto ho potuto constatare quando mi
sono trovato di fronte a un Teak in fin di vita.
Il legno posato intorno alla piscina presentava
un sistema di oliatura d’altri tempi, quando il
prodotto veniva steso come fosse vernice (la
differenza sostanziale è che la vernice riveste
la superficie del legno dando una sua protezione, mentre l’olio impregna le fibre lignee).

In più, l’applicazione dell’olio era avvenuta in
una mattina del mese di agosto - mi è stato
riferito che l’operazione ebbe inizio alle sette
e terminò intorno alle 11 con il sole a picco
sulle superfici. Un singolo operatore ha poi
steso a pennello l’impregnante oleoso senza
diluirlo, su una superficie di circa 100 metri quadrati. Una caratteristica
importante del Teak, da
tener presente, è che si
tratta di una fibra legnosa
contenente resine naturali
ed estrattivi oleosi.
::: La pulizia
Per pulire il teak dallo sporco è consigliato
utilizzare, oltre a un detergente specifico
facilmente reperibile in un qualunque
punto vendita, una spazzola con setole
molto fitte, dure ma delicate.
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::: Applicazioni corrette
Vista la particolarità del legno,
un’applicazione corretta poteva
essere fatta con un primo passaggio
di solvente per sgrassare la parte superficiale
e favorire l’ingresso dell’olio nel legno; il
successivo passaggio doveva essere fatto con
l’impregnazione oleosa opportunamente diluita
(anche sino ad arrivare al 30% di olio e
al 70% di solvente) applicata a più mani, differenziate
nel tempo, e scegliendo un metodo
operativo adeguato alla stagione. Questi fattori
potevano sicuramente essere determinanti
per permettere alla fibra del legno di assorbire
maggiormente le sostanze che avrebbero dato
poi maggior protezione nel tempo.

Infatti, una sola stagione fredda ha determinato
il quasi totale deterioramento del film protettivo su quasi tutta la superficie (nelle foto, si
notano le naturali esfoliazioni che “la pellicola”
di olio ha avuto nel corso del tempo). Inoltre,
nonostante il prodotto sia completamente sollevato,
a una prova di bagnatura con acqua, vi
è ancora una relativa tenuta ai liquidi.
::: Piano di intervento
Data la situazione si è sviluppato un piano di
intervento di ripristino tenendo conto innanzitutto che si opera su una superficie con annessi
arredi, bordo piscina con impianti, parti
di giardino verde, piante, ecc… Cosa fare?
Per prima cosa bisogna testare un prodotto
a solvente per togliere nel miglior modo, ma
nel minor tempo possibile, i residui di prodotto
ancora applicato; successivamente si
procederà all’esecuzione per piccole zone di
asportazione dei residui con relativo lavaggio
emulsionante con uso di detergente e aspirazione
possibile delle parti. Solamente dove necessita si potrà procedere al passaggio con
retina a grana fine per togliere i residui non
rimossi a solvente-detergente sgrassante (tale
operazione è sicuramente più indicata nelle
zone a rischio per la presenza delle pompe
del circuito della piscina posizionate sotto alle
superfici da lavorare). Durante queste fasi,
eseguite anche manualmente e senza l’uso di
macchinari, bisognerà tener sempre aspirate e
pulite le zone lavorate. Una volta ripuliti i residui,
ci occupiamo delle zone annerite dall’acqua
di irrigazione e le zone dove il legno si era
spogliato subito. Tali zone si ripuliscono dalle
antiestetiche “patine nere” con l’applicazione
di uno specifico prodotto detergente per tannini
impiegabile in diverse altre situazioni.

::: Applicare la protezione
Una volta raggiunto il risultato soddisfacente
e, con superfici ben asciutte, si procederà al
nuovo ciclo di trattamento con un sistema che possa permettere una buona impregnazione
e saturazione delle fibre lignee. Sarà quindi
utile ripassare un solvente sgrassante al fine
di preparare le superfici; si procederà a una
prima operazione di olio specifico per esterni
opportunamente diluito e asportandone gli
eventuali eccessi dopo circa quindici - venti
minuti. Ad asciugatura avvenuta, si applica una
seconda mano di prodotto protettivo con la
stessa metodologia della prima (solo se necessario,
a seconda dell’assorbimento, può
essere utile una terza applicazione a straccio e relativa asciugatura degli eccessi).
La diluizione del protettivo è importante per
favorire la vera impregnazione nel legno, altrimenti
ritorneremo allo stato da cui siamo
partiti, in breve tempo.

::: Etica del lavoro
Diventa importante eseguire questi lavori con
la giusta dedizione, perché il cliente che ha
ben pagato un trattamento e che solo dopo
pochi mesi si ritrova un pavimento danneggiato,
percepisce solo l’inutilità del tipo di
trattamento e non la stupidità applicativa di
un artigiano cocciuto che valuta solamente
quanto trarre di profitto in poco tempo senza
contraccambiare con un buon servizio.
Quando si lavora può anche succedere una
volta l’anno di dover risistemare una superficie
che ha dei problemi come quelli di cui
si è parlato. Un professionista serio, avrebbe
cercato di risolvere il problema rivolgendosi a
persone capaci e facendo in modo di trasformare
un evento negativo in positivo con la
buona pubblicità che tale cliente potrà fare di un operatore che si è preoccupato con solerzia
di risolvere il caso.
::: Manutenzione periodica
Rimane comunque una considerazione da fare:
quando si lavorano superfici in legno in
esterno diventa molto importante eseguire
una ottima saturazione delle fibre lignee, ma è
altrettanto importante far conoscere al cliente
che in esterno non esistono trattamenti eterni
e che su tali superfici è opportuno eseguire
periodicamente una manutenzione con ulteriore
impregnazione di prodotto oleoso molto
diluito, applicato anche a modo “fai da te”, al
fine di preservare il trattamento iniziale.
::: PER SAPERNE di più
Da sempre considerato un legno nobile e di grande pregio, il teak
cresce nel Sud-Est asiatico.
Colore e rigatura cambiano secondo l’area di origine, e la qualità
migliore presenta un colore uniforme, dorato, a volte con venature
nere. Il legno si presenta oleoso al tatto.
Praticamente immune dagli attacchi degli insetti e molto
resistente al contatto con l’acqua.
Proprio grazie a queste sue caratteristiche di bellezza, durabilità,
resistenza e duttilità, il teak risulta un legno eccellente per le
applicazioni più diverse.
Largamente usato nell’industria nautica, nella realizzazione di
mobili da giardino rappresenta anche un'ottima soluzione per
moltissimi altri impieghi, dai pavimenti fino agli infissi esterni di
un certo pregio. Il teak è il solo legno che si possa utilizzare in
tutte le regioni del mondo, anche in quelle in cui le escursioni
termiche, l’umidità, la salsedine e il vento mettono a dura prova
qualsiasi altro tipo di legno.
I raggi ultravioletti solari, col passare del tempo, ne cambiano
il colore in un grigio chiaro, che va a mano a mano facendosi
sempre più scuro perché la pioggia, cadendo, si mescola con la
finissima polvere e la polluzione dell'aria, trasportandole nelle
fibre del teak.
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