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Scudetto: questione di…


“Nomen omen”, dicevano i latini, a significare che nel nome è celato, più o meno consapevolmente, il destino di una persona.

Res Nova non è una sola persona, ma un team di oltre 500 donne e uomini, persone di diversa estrazione, cultura, nazionalità, animate da una comune motivazione:

rendere migliore la qualità della vita di ciascuno di noi, “rinnovarla” sul piano sociale e ambientale, mettendo professionalità e impegno al servizio della collettività.
Così, quando Massimo Diamante, amministratore delegato di Res Nova, nel 2006, iniziò questa avventura, nel settore dei servizi ambientali, scelse un nome davvero profetico – e non a caso in latino, la madre della nostra lingua – per l’azienda che doveva affermare in modo chiaro e trasparente il nuovo corso che sarebbe iniziato. Massimo Diamante proveniva da una lunga e felice esperienza, in Palmar, esperienza che si era evoluta con l’adesione a una multinazionale, però: “Sentivo il bisogno di tornare alle origini – ci spiega – nella logica di un’impresa dove contassero più le persone e meno i numeri”.
Così, il ritorno alla tradizione di uno spirito imprenditoriale “umanistico”, tipico della nostra cultura, che riproponesse valori imprescindibili, da coniugare con il presente e da proiettare in un futuro tutto da costruire. Perché non c’è futuro per chi dimentica le proprie origini.

STORIA DI UN’AZIENDA

Res Nova nasce dalla fusione, con conseguente ridenominazione, di due società – Pulintec Vernistar, specializzata in pulizie tecniche e Pulintec Service, il cui core business erano le pulizie civili – che operavano da oltre trent’anni per un solo, prestigioso, cliente, Pininfarina, che, però, proprio all’avvio della nuova società, subì un clamoroso tracollo, cessando l’attività. Non potendo contare sulla massa critica di una clientela consolidata, Res Nova iniziò, da subito, un processo di sviluppo, rinnovando, appunto, nel segno della diversificazione, non solo della clientela – scelta pressoché obbligata – ma anche territoriale (oggi l’azienda opera in Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia) e, soprattutto, merceologica. Una decisione coraggiosa, tanto più perché, di lì a due anni, sarebbe iniziata quella cupa fase di stagnazione economica da cui l’Italia non è ancora uscita.
Tuttavia, la scelta aziendale si è rivelata vincente, soprattutto per quanto riguarda la diversificazione merceologica, resa possibile anche dall’aver deciso di consorziarsi con Manital, con cui c’è stata, da subito, una totale affinità di strategie, motivazioni, obiettivi. Oggi, infatti, Res Nova è una società di Facility Management a trecentosessanta gradi, in grado di gestire operazioni importanti (basta scorrere il palmarès dei clienti), con un’offerta (dai servizi generali alle pulizie, dalla gestione delle aree verdi al portierato, alla manutenzione completa dei patrimoni immobiliari) che abbraccia tutto il terziarizzabile e la capacità di integrarsi nei processi produttivi e nel core business dei propri clienti, progettando in partnership soluzioni su misura, innovative e di qualità. Del resto, l’impegno non solo in ambito qualitativo, ma anche in quelli tecnico-professionale e ambientale, è testimoniato dalle numerose certificazioni e attestazioni che Res Nova continua a implementare, per la massima garanzia della propria clientela e per la volontà di trasparenza che è una delle cifre della sua filosofia. “Ma il nostro valore aggiunto – ci tiene a precisare Massimo Diamante –, che ci ha fatto resistere anche alle oggettive difficoltà di questi anni, è lo spirito che anima il rapporto con e tra i nostri collaboratori, la totale condivisione di un progetto comune, la motivazione che spinge tutti a operare al massimo del loro impegno, in quanto si sentono valorizzati e riconosciuti nella loro professionalità, nella consapevolezza di svolgere un lavoro assolutamente indispensabile. I nostri collaboratori avvertono la vicinanza dell’azienda e si sentono parte integrante di una squadra compatta, in controtendenza, lo ribadisco, rispetto alla logica di una multinazionale, che guarda solo ai numeri”.

IL CANTIERE “STADIO”

Quasi naturale che, a Torino, la squadra Res Nova incontrasse la “squadra” cittadina per antonomasia, quella Juventus, anch’essa rinata e rinnovata, nella dirigenza, nella compagine, nell’allenatore, che, per dare maggiore risalto al nuovo corso, ha realizzato uno stadio ritenuto tra gli impianti più avanzati a livello mondiale, oltre che uno dei simboli architettonici della Torino contemporanea. Lo Juventus Stadium (anche in questo caso la scelta del latino ha una sua coerenza) può ospitare quarantunmila spettatori. Vi si accede, senza alcuna barriera architettonica, da quattro ingressi posti sugli angoli, con ampie rampe che seguono il profilo delle collinette verdi sulle quali sorge e portano a un anello che circoscrive l’impianto.
Alle gradinate e alle tribune – che sono poste a 7,5 metri di distanza dal campo di gioco – si accede da 16 passerelle distribuite nei diversi settori dell’impianto. Al di sotto delle gradinate sono state realizzate le aree di servizio allo stadio e alla squadra. Nella parte superiore, con un profilo di grande leggerezza ed essenzialità, sorge lo stadio, con le gradinate e i palchi: il tutto è inserito in un unico profilo a semicerchio e senza elementi che si distaccano dalla linea di continuità. Inoltre, lo stadio ingloba una vasta area, costituita da quattromila posti auto, otto ristoranti e venti bar. All’interno ci sono anche tre spogliatoi, un museo dedicato alla storia della Juventus, 34.000 mq di aree commerciali e 30.000 m² di aree verdi e piazze, numerosi bar, ristoranti, un baby parking, nove sale riunioni, che ospitano da 18 a 800 persone (tutte le aree sono dotate di servizi). Un impianto complesso e delicato, che vive anche oltre e indipendentemente dalle partite di calcio, che ospita eventi di ogni tipo, sportivi e no, come congressi, convegni, riunioni ed è aperto tutti i giorni alla cittadinanza, che può fare shopping o, semplicemente, trascorrervi il tempo libero.
Progettato secondo rigorosissimi canoni di sicurezza, deve essere sempre al massimo grado di efficienza. La pulizia di un complesso di tale portata non è un’impresa facile, in quanto è elemento imprescindibile della sicurezza e dell’efficienza. Pertanto, essersene assicurata l’appalto conferma la qualità superiore dell’offerta di Res Nova.

“Il progetto per Juventus Stadium – dice Massimo Diamante – è stato impegnativo e continua a esserlo, non tanto dal punto di vista operativo, perché il nostro team è altamente professionale ed è dotato delle più moderne e performanti attrezzature, quanto dal punto di vista organizzativo, perché ci richiede una straordinaria flessibilità nella gestione delle risorse. La squadra che vi opera varia dalle 6/7 persone, in condizioni di normalità, alle 80/90 in occasione degli, eventi sportivi, che per noi durano tre giorni, perché dobbiamo essere attivi anche il giorno prima e il giorno dopo l’evento. Inoltre, dobbiamo espletare anche lo smaltimento dei rifiuti e lo sgombero neve, per mantenere sempre praticabile il campo e le aree parcheggi. Dobbiamo, perciò, garantire risorse sufficienti in ogni momento, in tempo reale, per ogni evenienza”. Al di là delle operazioni “ordinarie” di pulizia, che, data la complessità della struttura, devono seguire una pianificazione puntuale, ma, in definitiva, anch’essa ordinaria, ci sono altri aspetti del progetto complessivo che rendono particolare e stimolante l’impegno di Res Nova con Juventus Stadium e che non si risolve solo in un rapporto tradizionale tra fornitore e committente, ma chiede una vera e propria partnership.
Per esempio, come già detto, Juventus Stadium ha la peculiarità, decisamente innovativa nella realtà italiana, di essere una struttura non pensata solo per eventi sportivi. Vi vengono, infatti, regolarmente effettuati riunioni, meeting, congressi. Sale e saloni per questo tipo di eventi sono stati progettati all’insegna della massima flessibilità e vengono allestiti “su misura”, rispetto alle esigenze dei clienti. La stessa flessibilità è richiesta a Res Nova, che provvede, su specifica richiesta, oltre che alle normali attività di cleaning, alla movimentazione degli arredi, alla logistica, all’allestimento stabilito.
Per circostanze di questo tipo, bisogna rispettare tempistiche precise ed entrare in sintonia con le esigenze specifiche. Un impegno non da poco, che necessita di un’organizzazione ferrea e di un vero e proprio gioco di squadra. Un altro aspetto, particolarmente impegnativo, è costituito dall’attività di sgombero neve, per cui esiste un progetto, studiato e condiviso con la committenza, che deve prevedere qualsiasi situazione e mettere in grado di intervenire adeguatamente. Non si tratta, infatti, di garantire solo l’accesso all’impianto, ma di tutelare la sicurezza di oltre 40 mila persone, nel caso di partite di campionato o di eventi già programmati e non differibili.
L’area di intervento va dai parcheggi agli ingressi, dagli spalti al campo. Il progetto specifico, pertanto, prevede la possibilità di mettere in azione, da un momento all’altro, una squadra di persone appositamente addestrate, ognuna delle quali sa dove, come e con quali mezzi operare. E, naturalmente, occorre garantire tutta l’attrezzatura necessaria, manuale e meccanizzata, per spalare, raccogliere, smaltire la neve. La parte più “delicata” riguarda il campo di gioco, che non solo deve essere ripulito, ma deve essere mantenuto praticabile, senza danni, quindi, al manto. Perciò l’intervento deve essere non solo tempestivo, ma effettuato con particolare professionalità e con accorgimenti tali che preservino la superficie erbosa. Lo scorso campionato, per fare un esempio, quando praticamente tutta Italia fu paralizzata da un’eccezionale nevicata, l’unica partita che si svolse regolarmente fu Juventus Udinese. Insomma, i quarantamila tifosi devono pensare solo ai gol della loro squadra. Al loro comfort pensa Res Nova.

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