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Le scelte dell’Italia


Le aziende italiane sono le più attente al mondo per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro.

Ad affermarlo è una recente indagine internazionale, condotta da DNV GL Business Assurance (Ente di certificazione di riferimento a livello mondiale) e GFK Eurisko (Istituto di ricerca tra i più importanti), nell’ultimo trimestre 2013, su 571 professionisti nazionali su un totale di 3.860 operanti in Europa, NordAmerica, Centro e SudAmerica, oltre all’Asia. I ricercatori, infatti, hanno evidenziato che per il 96% delle aziende italiane la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro rientra fra gli elementi strategici delle imprese. Il 94% dei manager nazionali intervistati, inoltre, afferma di adottare delle politiche di tutela ad hoc, andando oltre agli obblighi di legge e l’88% delle aziende del Belpaese dichiara di implementare in maniera efficiente questa attività.
Sono gli aspetti operativi a essere identificati come i principali rischi da gestire nei confronti degli addetti e dell’ambiente di lavoro con percentuali differenti. Al primo posto ci sono quelli derivanti da agenti fisici come rumori, vibrazioni o radiazioni (47%), seguiti da aspetti ergonomici (35%), presenza di sostanze chimiche (35%), organizzazione del lavoro (34%). Per contrastare questi rischi le aziende italiane ritengono particolarmente efficaci i controlli medici per i lavoratori (segnalati dal 57% del campione di dirigenti italiani), seguiti dalle attività di valutazione dei rischi potenziali (49%), dalle attività di manutenzione (48%) e da quelle di formazione (47%).

COSTI E BENEFICI

Le aziende in Italia si occupano di salute e sicurezza sul lavoro principalmente (nel 94% del campione) per rispettare le leggi e per il 74% per essere in regola con le politiche interne. Il 43% dei manager italiani che si occupano di questi temi, inoltre, ritiene che i benefici per l’azienda siano superiori ai costi (con un valore, però, inferiore di 14 punti percentuali rispetto alla media mondiale), mentre il 39% sottolinea che costi e benefici si equivalgano e il 18% che i costi superino i benefici. I benefici ottenuti dall’implementazione di iniziative di tutela di salute e sicurezza sul lavoro segnalati dagli intervistati italiani sono: per il 65% la diminuzione del numero degli incidenti, per il 64% il miglioramento delle relazioni con i propri dipendenti, mentre il 35% cita buoni rapporti con le autorità e il 17% quelli con gli opinion leader.
Gli effetti sulle performance di business, invece, sono segnalati per il 32% del campione come ritorno positivo sulla marca, il 26% come risparmio e il 21% come vantaggio rispetto ai concorrenti

PRESENTE E FUTURO

L’esigenza di continuare a gestire efficacemente i rischi promuovendo attività specifiche di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro si scontra, secondo gli intervistati italiani, con la mancanza di risorse economiche (per il 31% dei 571 professionisti) e per la necessità di risultati nel breve periodo (segnalati dal 22%). Su questi temi, comunque, i dirigenti delle aziende italiane (di piccole, medie e grandi dimensioni) si mostrano ottimisti in fatto di diminuzione dei rischi operativi facendo registrare un – 14% per quanto riguarda le condizioni oggettive di lavoro e un –7% dei rischi influenzati dal comportamento dei lavoratori.
Restano comunque da tenere sotto controllo i rischi legati ai fattori psicologici (+2,6%), quelli legati alle carenze strutturali (+1%) e quelli legati alla presenza di cancerogeni (+0,5%). Le aree più a rischio segnalate dagli intervistati restano: la presenza di agenti fisici (37%), l’organizzazione del lavoro (30%) e i fattori ergonomici (28%). Per contrastare i rischi e gestire al meglio salute e sicurezza in azienda, gli italiani ricorreranno con maggior frequenza, nel futuro, alle attività di valutazione dei rischi (63%), all’implementazione dei sistemi di gestione (60%), al training per i lavoratori (58%). L’attenzione a questi temi rimarrà quindi alta nei prossimi tre anni. Questo perché, nonostante la situazione economica italiana sia ancora poco rosea, il 66% dei professionisti italiani interpellati non rinuncerà agli investimenti e il 28% dichiara di volerli incrementare.
Tuttavia, ancora molto resta da fare per sviluppare una vera cultura della tutela di salute e sicurezza da parte delle imprese, come ha sottolineato Luca Crisciotti, Ceo di DNV GL nella presentazione di questa indagine al mercato.

Chi è DNV GL

Con l’obiettivo di salvaguardare la vita, la proprietà e l’ambiente, DNV GL consente alle organizzazioni di incrementare la sicurezza e la sostenibilità delle proprie attività. DNV GL è leader per i servizi di classificazione, certificazione, verifica e formazione. Con origini nel 1864, DNV GL opera oggi a livello globale. È presente in oltre 100 Paesi con 16.000 professionisti impegnati ad aiutare i propri clienti a rendere il mondo più sicuro, più intelligente e più verde.

Per informazioni consultate il sito di DNVBA

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