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ISO 9001:2015 un rischio da correre

Countdown per la nuova ISO, lo standard più noto che regola i Sistemi di Gestione per la Qualità e che proprio per questo è molto attesa dalle imprese. A settembre la pubblicazione.

Il 2015 si preannuncia come l’anno dei cambiamenti significativi nelle certificazioni di qualità; entreranno infatti in vigore due nuove norme (ISO 9001 a settembre e ISO 14001 a novembre) che, soprattutto nel mercato pubblico, diventeranno un requisito pressoché obbligatorio e dirimente per la partecipazione a gare d’appalto,

anche per importi di contenuta entità. In particolare, l’aggiornamento della ISO 9001 metterà ancora più in risalto gli obiettivi di miglioramento continuo all’interno delle aziende e la ricerca di una sempre maggiore soddisfazione dei clienti interni e finali. La ISO 9001:2015, rispetto allo standard precedente, modernizza l’approccio grazie a: • Una maggiore enfasi sul valore aggiunto per l’organizzzazione e per il consumatore. La nuova versione infatti è molto più orientata ai risultati e al miglioramento dei risultati.

• Una maggiore enfasi sulla gestione del rischio.

• La richiesta per le Aziende di prendere in considerazione i feedback da ogni parte interessata e da ogni processo (non solo dai clienti).

• Un maggiore coinvolgimento del top management.

• Una struttura rivista per allineare lo standard a tutti gli altri sui sistemi di gestione, facilitando l’integrazione.

• Una più immediata applicabilità per il settore terziario.

• Una maggiore flessibilità sul tipo e l’uso della documentazione di sistema, con una semplificazione dei requisiti per le procedure documentali (non esisterà più il “Manuale Qualità”).

La ISO 14001, invece, approfondisce la gestione degli aspetti ambientali legata ai processi aziendali, la necessità di razionalizzare l’utilizzo delle risorse e di ottimizzare i consumi energetici.

IL RISK APPROACH

Per quanto riguarda la Iso 9001:2015, vie ne posta particolare attenzione sulla tematica del rischio aziendale nella sua globalità, non limitata, quindi, al solo rischio finanziario e al rischio connesso ad aspetti di sicurezza, come frequentemente già avviene. In quest’ottica emerge l’esigenza di interventi formativi per sensibilizzare alla cultura “riskbased thinking ” e per sviluppare le competenze tecnico professionali e le soft skill del “risk management”. Il termine Risk Based Thinking, coniato dal comitato ISO TC 176, indica che il processo di gestione del rischio rientra fra i requisiti fondanti della norma e costituisce il caposaldo per la gestione di tutti gli altri processi individuati dall’azienda. La nuova versione della norma rende la gestione dei rischi un requisito esplicito, calandolo in ogni parte del documento, in modo da assicurare che le aziende imparino a pensare in questo modo nuovo fi n dall’inizio, ancora prima di ipotizzare i processi che andranno a costituire il loro Sistema di Gestione della Qualità. E’ grazie a questo “nuovo” modo di vedere le cose che le azioni preventive troveranno finalmente un ne posta particolare attenzione sulla tematica del rischio aziendale nella sua globalità, non limitata, quindi, al solo rischio finanziario e al rischio connesso ad aspetti di sicurezza, come frequentemente già avviene. In quest’ottica emerge l’esigenza di interventi formativi per sensibilizzare alla cultura “riskbased thinking ” e per sviluppare le competenze tecnico professionali e le soft skill del “risk management”. Il termine Risk Based Thinking, coniato dal comitato ISO TC 176, indica che il processo di gestione del rischio rientra fra i requisiti fondanti della norma e costituisce il caposaldo per la gestione di tutti gli altri processi individuati dall’azienda. La nuova versione della norma rende la gestione dei rischi un requisito esplicito, calandolo in ogni parte del documento, in modo da assicurare che le aziende imparino a pensare in questo modo nuovo fi n dall’inizio, ancora prima di ipotizzare i processi che andranno a costituire il loro Sistema di Gestione della Qualità. E’ grazie a questo “nuovo” modo di vedere le cose che le azioni preventive troveranno finalmente un senso anche all’interno di sistemi che le adottavano semplicemente per adempiere a un requisito ma che non le avevano mai davvero interiorizzate. Le azioni preventive dovranno essere pianificate a un livello più alto di quello adottato dalla maggioranza delle aziende perché fanno parte di una pianificazione strategica dei rischi e delle opportunità. Dobbiamo abituarci, infatti, a non dare sempre e solo una connotazione negativa alla parola “rischio”. I rischi, infatti, possono rappresentare anche delle opportunità se vengono analizzati e gestiti all’interno di un sistema che permetta di trarre vantaggi dalla loro individuazione precoce. Al termine “rischio”, infatti, sono correlati anche altri termini come opportunità, probabilità, conseguenze, eccetera. Ed è questo a costituire la novità saliente della versione 2015.

SODDISFAZIONE DEL CLIENTE

Infatti si tratta di una vera e propria rivoluzione concettuale. Il rischio, nella sua connotazione negativa, è legato all’incertezza di centrare l’obiettivo di offrire ai clienti prodotti e servizi conformi; ma se si prova a considerare il rischio dal punto di vista della possibilità di cogliere un’opportunità, ecco che allora prevale l’impegno per soddisfare il cliente al di là delle sue ragionevoli aspettative. Le aziende ben strutturate sono abituate da tempo a valutare ciò che potrebbe farle crescere o ciò che potrebbe creare loro problemi. Quest’azione di monitoraggio fa parte del lavoro quotidiano dato che è l’unico modo “sano” di tenere a bada la concorrenza, di guadagnare fette di mercato e di fidelizzare i clienti o gli utenti. Entrare nel gioco al massacro della diminuzione costante dei prezzi, del taglio dei costi selvaggio e dell’impoverimento costante di tutto ciò che potrebbe rappresentare un valore aggiunto (il know-how delle risorse umane, la professionalità dei collaboratori, un atteggiamento collaborativo da parte dei fornitori) serve solamente a restare a galla fi no a quando qualcuno non riuscirà a tagliare di più per portare sul mercato il proprio prodotto o il proprio servizio a un prezzo inferiore. Ed è quello a cui ancora si assiste, soprattutto in tema di gare per appalti pubblici. La nuova ISO 9001:2015 costringe a un approccio diverso al lavoro, un approccio basato su una gestione intelligente dei rischi, che porta benefici enormi perché induce a gestire nel migliore dei modi le cose ordinarie, consentendo di fronteggiare serenamente e gestire nel migliore dei modi eventi straordinari e inattesi, trasformandoli in opportunità. Per quanto riguarda le aziende fornitrici di servizi, una maggior sensibilità sulle tematiche dei rischi permette anche un miglioramento della qualità dei servizi offerti, una razionalizzazione dei costi, un aumento della propria competitività, una maggiore efficienza interna e una crescente soddisfazione dei propri clienti finali.

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