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Si fa presto a dire formiche

La lotta alle formiche è fortemente caratterizzata da interventi su chiamata. Necessario è convincere il cliente a fare un trattamento di finissaggio

Le specie e gli habitat

La famiglia delle Formicidae conta nel mondo più di 10.000 specie e sono tutti insetti sociali; fra cui numerose specie sono “parassiti sociali” ovvero fanno incursioni nei nidi di altre specie ne prelevano le pupe che, una volta schiuse, diventeranno operaie al servizio delle predatrici.

 

Fra queste formiche schiaviste c’è la formica rossa europea (Formica sanguinea) che in genere fa incursione nei nidi della Formica fusca, ma possiede anche sue operaie. Invece la giovane regina di Anergates atratulus entra nei nidi di Tetramorium caespitum e la sua progenie, costituita solo da forme sessuate, è accudita dalle operaie della specie ospitante. Il mondo delle formiche è ricco di leggende fra queste quella narrata dal poeta greco Eschilo. Era, la moglie di Zeus, sdegnata contro gli abitanti dell’isola di Enone per il fatto che Egina (la loro regina) fosse diventata l’amante di suo marito inviò una pestilenza che li decimò. Eaco (il figlio della colpa) invocò il padre Zeus di salvare dall’estinzione gli abitanti dell’isola. E fu per questa ragione che Zeus trasformò molte formiche in esseri umani che da allora presero il nome di Mirmidoni (nome greco delle formiche). Fra questi derivarono alcuni celebri eroi primo fra tutti Achille.

Dato che ormai gli insetti sono diventati una curiosità alimentare (per taluni una vera leccornia) mi piace ricordare che certe popolazioni dell’America meridionale ritenevano una squisitezza cibarsi delle regine che traevano dai formicai a prezzo di dolorose morsicature delle formiche soldato che cercavano di difendere il loro nido. Chi le ha assaggiate afferma che abbiano un sapore dolciastro che ricorda il latte condensato (forse per le numerose uova ancora contenute nel voluminoso addome della regina).

Negli habitat di questi imenotteri si possono distinguere le abitatrici dei boschi fra cui la formica Rufa rufa (famosa per essere una predatrice delle processionarie); la Rufoprotensis major e R. minor; la Formica sanguinea, il Truncorum fuliginosus e fra tutte troneggia la Camponotus herculeanus che può arrivare a quasi 2 cm di lunghezza, le abitatrici dei prati e dei nostri giardini che non di rado entrano nelle abitazioni come la Formica pratensis, la Lasius flavus, la Myrmica rubra, la Serviformica rubra, la S. cinerea e la S. picea.

Fra le colonizzatrici tipiche delle abitazioni e della filiera alimentare spiccano la Irimidomyrmex Humilis o Linepitema humile; la Monomorium pharaonis, la Lasius niger e la Tapinoma melanocephalum. Un discorso a parte meriterebbero la formica carpentiere (Camponotus ligniperda) e l’aggressiva formica rizzaculo (Crematogaster scutellaris).

Caratteristiche bio-etologiche

Per essere insetti le formiche sono piuttosto longeve, arrivando ad alcuni anni di vita per le operaie per giungere fino a poco meno di 4 lustri per la regina. I maschi muoiono appena dopo il volo nuziale e l’accoppiamento. Per quanto concerne l’invasività delle formiche (soprattutto nella filiera alimentare, supermercati in primis) un ruolo importante è determinato dalle esploratrici il cui compito è quello di cercare nuove fonti di cibo e comunicarlo alle altre.

Come riferimento vedi la scheda bio-etologica EcoPlan della formica argentina.

Alcuni aspetti della difesa antiparassitaria

Dando per note la tecniche applicative mi preme sottolineare che la lotta alle formiche è fortemente caratterizzata da interventi su chiamata (soprattutto per abitazioni civili e uffici).

Un collega mi riporta che nella scorsa stagione ha effettuato una quarantina di interventi e solo in due casi è riuscito a convincere il cliente sull’opportunità di fare un trattamento di finissaggio, come la buona norma di disinfestazione richiederebbe.

A nulla è valso sottolineare che nel pur lontano 1966 la lotta contro le operaie di Monomorium pharaonis protrattasi per ben 700 gg con l’eliminazione di qualche milione di formiche non riuscì ad eradicare l’infestazione (riferito dall’entomologo dr Busvine). Vero è che a quell’epoca i gel e le esche alimentari non erano ancora presenti sul mercato.

Per le industrie alimentari è abbastanza emblematico quanto mi ha raccontato al telefono Marco Gusti e che spero di riportare esattamente. Si tratta di un intervento effettuato in un banco refrigerato di un supermercato. Problema risolto brillantemente con l’uso di un gel a base Imidacloprid 0,03 g su 100 e Denatonium benzoato (Bitrex) 0,01 g su 100. Nell’effettuare il sopralluogo la cosa che appariva quasi inspiegabile era l’entità dell’infestazione. Fatto tanto più strano se inserito in un contesto di eccellente livello igienico. Il responsabile del settore non se ne capacitava. Le ipotesi erano che le formiche se ne stessero nascoste per tutta la giornata uscendo solo la notte (cosa poco probabile) oppure che, pur muovendosi alla luce del sole, avessero usufruito di una sorta di benevola simpatia che in effetti questi laboriosi insetti suscitano. Infatti neppure i clienti se ne erano lagnati. Se si fosse trattato di scarafaggi o mosche si sarebbe scatenato un putiferio. In ogni caso il problema è stato risolto in pochi giorni e si è approfittato dell’episodio per aprire pannelli, fare delle pulizie di fino e una revisione ai circuiti elettrici. Tutto è bene quel che finisce bene.

Oltre al principio attivo già menzionato si trovano sul mercato formulati a base di Fipronil, Acetamipirid, Permetrina, Cipermetrina, Deltametrina e Piretro solo per citarne alcuni. Le formulazioni vanno dai gel, alle esche alimentari, alle bombole aerosol e ai microincapsulati.

L’argomento formulati e principi attivi merita una specifica trattazione. In questa sede mi sento di lanciare un appello alle aziende sottolineando che i loro Cataloghi sono rivolti solo a professionisti per cui si dovrebbe privilegiare l’informazione piuttosto che l’aspetto grafico. Naturalmente è una mia personale opinione, resta sovrana l’opinione degli utilizzatori. Vero è che durante i Corsi di formazione certi cataloghi si prestano meglio di altri per essere utilizzati come strumenti didattici.

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