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Divagazioni sulle formiche

Eccomi qui a raccontare alcuni lavori riguardo a questi simpatici insetti: sono sincero spesso mi incanto ad osservare le loro lunghe e interminabili file per non parlare dei loro trasporti, trasporti spesso eccezionali!

Ho raccolto qualche dato per descrivere interventi avvenuti in situazioni particolari o strane. Per esempio in una mansarda ricca di Formiche Camponotus o quello eseguito all’interno di un’abitazione in cui era stato utilizzato un isolamento in fibra naturale.

Terminato questo piccolo preambolo inizio a parlare di edifici scolastici, noi operiamo in tutti i gradi dell’istituzione scolastica, ma quelli maggiormente colpiti e sensibili sono quelli riservati ai primi anni del percorso di studi. Negli ambienti riservati ai più piccoli sovente viene evidenziato il problema delle formiche senza una vera e propria stagionalità o meglio, ricordiamoci che, come nel caso degli asili nido, ci troviamo in ambienti ricchi di fonti alimentari e abbondantemente riscaldati e ciò porta a una grande varietà e ampiezza di calendario negli interventi.

Partiamo dalla base, quando ci troviamo a operare con una clientela così delicata l’attività di prevenzione risulta esser fondamentale, ma in determinate situazioni può non essere sufficiente. Anche nell’ambiente più pulito (ricordo un caso capitatomi in un blocco operatorio) la presenza di microscopiche fonti di cibo per insetti dallo spiccato fiuto e tenacia come le formiche, è cosa comunque sufficiente. Questo è il caso delle nostre amate scuole dove i bambini, dai più piccolini ai più grandi, si trovano a vivere mangiando, divertendosi e, perché no, studiando.

Temperature miti unite a ciò che sopra ho descritto ci portano a dover intervenire per mezzo di numerosi interventi di disinfestazione, anche se spesso limitati a una singola aula o a un piccolo refettorio periferico.

Ricordo che stiamo combattendo contro un grande piccolo esercito! Un esempio? Una persona che abitava nella casa vicina a quella della mia famiglia armato di sale, benzina, liquidi vari tra cui sicuramente della candeggina (chi sa perché nella mente comune tale prodotto è un così forte insetticida?) cercava di eliminare i vari formicai che sovente erano presenti nel suo giardino. E mi sono anche imbattuto in un artista che colando del piombo fuso all’interno di formicai, ottiene delle sculture dalle forme incredibili.

Dove ero rimasto? agli asili…ecco, i nostri bambini che gatton gattoni scorrazzano spesso con una merendina lasciando involontariamente delle briciole che unite a qualche fessura di troppo portano all’insediamento dei nostri insetti.

Veniamo ora all’intervento. Ci presentiamo alla scuola in oggetto armati di tutto punto e ci troviamo in un ambiente riscaldato, con detriti alimentari vari e un gran via vai di persone e cerchiamo di individuare le possibili vie di ingresso e di insediamento.

Più tardi iniziamo a “somministrare” per mezzo di una pistola per insetticida in formulazione gel delle micro-gocce in prossimità di fessure, stipiti, zoccolini e cavità che nel corso della vita degli edifici si sono formati. Terminato il lavoro all’interno ci rechiamo all’esterno ove ci attendono vecchi tronchi d’albero e giochi vetusti. In passato si utilizzava una pompa a bassa pressione e relativa irrorazione di soluzione insetticida ma, con l’esperienza acquisita nel tempo preferisco privilegiare le formulazioni gel anche negli spazi esterni. In queste realtà la specie più diffusa è il Lasius niger.

Conclusa l’operazione spieghiamo la tecnica di intervento e il prodotto utilizzato a chi di dovere (i francesi la chiamano la “lotta psicologica” ovvero cercare il consenso e la collaborazione dei nostri referenti) e compiliamo la nostra modulistica.

Solo nelle scuole di questa città lombarda ci siamo trovati, programma gestionale alla mano, a eseguire ben 240 interventi di disinfestazione contro formiche con soddisfazione del cliente grazie anche all’efficacia e alla sicurezza di utilizzo dei formulati in gel, adoperiamo quelli a base di imidacloprid resi ancora più sicuri dall’aggiunta del Bitrex. Questa tecnica la usiamo anche all’interno di supermercati, strutture ospedaliere e sanitarie di lunga degenza.

Per concludere mi preme sottolineare due cose: la prima è che con le alte temperature estive il prodotto tende a liquefarsi già all’interno delle cartucce (per la prossima stagione pensiamo di utilizzare contenitori termici). In secondo luogo, nei corsi di formazione del personale tecnico, oltre a ribadire la necessità di attenersi alle avvertenze riportate in etichetta si sottolinea che, pur con le difficoltà operative, è indispensabile non trascurare nessuna fessura e nessun anfratto per quanto difficoltoso da raggiungere (a tutt’oggi non siamo riusciti a trovare un rimedio efficace, ma alcuni rimedi li stiamo valutando con molta attenzione). In ogni caso la fatica è compensata dalla soddisfazione del cliente e dalla tranquillità di utilizzare un prodotto sicuro e dal basso impatto ambientale.


Formica Argentina

(Iridomyrmex humilis)

NOME SCIENTIFICO: Iridomyrmex humilis

NOME ITALIANO: Formica argentina

NOME INGLESE: Argentine ant

NOME SPAGNOLO: Hormiga argentina

INQUADRAMENTO SISTEMATICO

Phylum: Arthropoda

Classe: Insecta

Ordine: Hymenoptera

Famiglia: Formicidae

Specie: Iridomyrmex humilis

DIMENSIONI

Adulto: regina 4,5 – 4,9 mm, operaia 2,1 – 2,6 mm

CARATTERISTICHE E DIFFUSIONE

Formica di colore castano opaco, che forma lunghe file su muri, piante e terreno. Si distingue per il peziolo (la tipica strozzatura tra torace e addome) formato da un solo segmento.

Diffusa in tutta l’area del Mediterraneo soprattutto in Liguria e nelle zone costiere del Tirreno, dello Ionio e del basso Adriatico.

HABITAT

Ambienti caldo-umidi (industrie alimentari, mense, abitazioni, ospedali, serre, ecc.). I nidi, costituiti da colonie poliginiche di migliaia di individui, si rinvengono esternamente agli stabili (nel terreno, sotto pietre o foglie secche, in cumuli di torba, terriccio o letame) o nelle fessure dei muri.

Larva: esclusivamente entro il formicaio, accudita dalle operaie.

Adulto: soldati a protezione del formicaio, regina in una camera protetta all’interno del nido, operaie entro e fuori dal formicaio.

ABITUDINI ALIMENTARI

Polifago, predilige però sostanze proteiche (carne)

e zuccherine (melata).

CICLO BIOLOGICO

Uovo > larva > pupa > adulto

Durata del ciclo: 3 mesi circa

N° generazioni/anno: svariate. In edifici riscaldati possono comparire forme sessuate alate, in grado di dare origine a nuove colonie in ogni periodo dell’anno.

N° uova/femmina: circa 30 al giorno per regina

Svernamento: più colonie vicine si riuniscono in luoghi caldi e riparati (ad es. sotto mucchi di letame).

DANNI

Attacca e distrugge diverse derrate alimentari.

Nelle abitazioni può molestare bambini ed ammalati ed aggredire persone nel sonno. E’ inoltre potenziale vettore di svariati microrganismi patogeni. Favorisce la diffusione di afidi e cocciniglie; può danneggiare la frutta matura e attaccare gli alveari, uccidendo le larve e divorando il miele. Per tali motivi è stata prevista la lotta obbligatoria con D.M. (22522, 24722) del 24/VII/1922.

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