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Igiene e Ambiente

Esche rodenticide

Linee guida dell’Unione europea (EBPF)

A volte mi vien da pensare che è meglio non essere capiti, piuttosto che essere fraintesi. La condizione peggiore è dover prendere delle decisioni in una situazione piena di trabocchetti. Senza avere la pretesa di fare chiarezza cerco di evidenziare quelli che sono dei punti fermi riportandoli integralmente dalle “Linee Guida sulla buona pratica d’uso delle esche rodenticide ad uso biocida nell’Unione europea” emanate da European Biocidal Products Forum.

NOTA IMPORTANTE I consigli forniti in questo documento circa l’applicazione dei rodenticidi
vanno considerati congiuntamente alle normative locali degli stati membri dell’UE che possono
differire da essi in alcuni dettagli tecnici. I regolamenti locali e le etichette dei prodotti hanno la
precedenza su qualsiasi parere contrario fornito nel presente documento.

In calce a pag. 3 del documento viene esplicitamente affermato: Evidenzio l’importanza del testo dell’etichetta, che si trova sulle confezioni, perché è un dato certo, mentre altre affermazioni e, in particolare, i confini dei regolamenti locali sono ingarbugliati.

IL DOCUMENTO EUROPEO

È costituito da 12 capitoli che cercherò di sintetizzare soffermandomi soprattutto sull’introduzione perché ne definisce le motivazioni e non prenderò in esame l’ultimo perché i riferimenti sono in inglese, quindi indicherò siti da consultare che a parer mio sono degni di molta attenzione.

I CAPITOLI

1) Introduzione: i rodenticidi sono essenziali in tutta l’Unione Europea (UE)per salvaguardare

• La salute e il benessere delle persone e degli animali per evitare che scorte alimentari vengano consumate o imbrattate da roditori

• Per la prevenzione dei danni ad impianti e strutture e oggetti

• Per l’eliminazione delle specie invasive estranee

• Per la protezione delle popolazioni della fauna selvatica vulnerabile

NB: il resto del testo sottolinea l’importanza di limitare l’uso dei biocidi ai professionisti.

2) Comportamento dei roditori in relazione all’uso dei rodenticidi

Indicazioni bio-etologiche note.

3) Scenari di trattamento dei rodenticidi

Esamina a volo radente:

• Interno e intorno agli edifici

• Fognature

• Aree aperte

• Discariche di rifiuti

4) Prima dell’inizio del trattamento rodenticida

• Informazioni preliminari

• Importanza del sopralluogo al sito

La valutazione del rischio

– Rischio per la salute umana

– Rischio per l’ambiente (con particolare riferimento alla fauna selvatica non bersaglio)

• Importanza delle etichette dei prodotti biocidi

Le istruzioni obbligatorie sulle etichette dei prodotti (biocidi) prevalgono su qualsiasi guida e sulla buona prassi disponibile da altre fonti

5) Documentazione e registri per i professionisti

L’uso sicuro ed efficace dei rodenticidi richiede sempre un approccio organizzato e dovrebbe comprendere i seguenti documenti:

• Una valutazione del rischio per la salute umana e le misure adottate per prevenire incidenti

• La valutazione del rischio ambientale e dovrebbe includere i rischi per la fauna selvatica, suolo e acqua

• Un piano o mappa schematica del sito trattato

• Un programma delle visite al sito

6) Modalità di posizionamento delle esche rodenticide (a mio avviso è la parte che coinvolge maggiormente la ditta di servizi e i tecnici disinfestatori)

• Programma di posizionamento delle esche

– Tutto il documento tende a sottolineare che i servizi devono svolgersi in un tempo determinato (40-60 gg)

– I professionisti hanno facoltà di prolungare la durata dei servizi (a lungo termine) però devono:

A) Condurre una valutazione dei rischi appropriata

B) Documentare i motivi per cui l’applicazione di esche a lungo termine è necessaria

C) Registrare i motivi per cui l’aumento del rischio derivante dall’applicazione a lungo termine delle esche sia compensato dai potenziali benefici per la salute umana e/o animale in quel particolare sito

D) Rivisitare il sito a intervalli adeguati al grado di rischio rappresentato dall’applicazione

E) Monitorare l’efficacia dei rodenticidi impiegati in modo da poter adottare misure correttive se si verifica resistenza

• Tipo di esca

L’esca deve essere autorizzata e nulla deve essere aggiunto

• Inizio del trattamento

Deve essere valutata la linea d’azione più idonea

• Posizionamento delle esche

– La quantità di esche utilizzate deve essere quella necessaria senza eccedere

– Impedire ove possibile l’accesso ai siti trattati

– Uso di mangiatoie di sicurezza

– Posizionare esche e mangiatoie in luoghi nascosti

– Impiego di cartellonistica

– Utilizzi di DPI

• Uso di rodenticidi “all’interno e intorno agli edifici” e “aree aperte”

Viene sottolineata la diversità del rischio fermo (non mi pare chiaro il fatto che le aree intorno agli edifici non siano esterne, ma è una mia considerazione personale)

• L’accesso all’esca da parte di piccoli mammiferi non bersaglio

Si sottolinea che gufi, falchi, ermellini e donnole si possano cibare di piccoli roditori selvatici come topi e arvicole che abbiano mangiato l’esca rodenticida

• Al termine della prima fase di trattamento

– Consegnare una copia della mappa (commento: perché non farlo prima?)

– Riferire in caso si siano trovati roditori morti

– Riferire che cosa fare nel caso il punto esca si facilmente accessibile e cosa fare in caso di emergenza

– Chiedere la firma del documento per presa visione da parte di chi ne ha mandato

• Visite successive al trattamento

– Sostituire le esche

– Assicurarsi che i punti esca siano sicuri e ”indisturbati”

• Frequenza delle visite di controllo

Si sottolinea la peculiarità di ogni realtà e si suggerisce che il sito trattato venga ispezionato entro e non oltre una settimana giungendo a ipotizzare controlli giornalieri

• Reintegro dell’esca

La quantità di esca consumata va annotata

• Verifica della sicurezza dei punti esca

• Smaltimento dei corpi dei roditori

Qui si avanzano possibilità su cui sarebbe bene un chiarimento:

– Sotterramento in loco in conformità con gli statuti locali circa la contaminazione dell’acqua

– Incenerimento in loco con un apparecchio adeguato

– Smaltimento tramite una ditta autorizzata

– Collocamento (ove consentito) nei rifiuti urbani

• Proseguimento del trattamento

Ad ogni visita di controllo dovrebbe essere registrato il livello di attività dei roditori.

Se grandi quantità di esca vengono consumate senza una concomitante riduzione delle attività dei roditori, può significare:

– Resistenza al rodenticida

– Sottostima dell’entità dell’infestazione

– Ingresso di roditori dall’esterno

– Consumo di esche da parte di animali non bersaglio

– Furti o interferenze da parte di esseri umani

Se, al contrario, vengono mangiate piccole quantità di esca e l’attività dei roditori rimane ad un livello elevato, può indicare

– Esche posizionate nei posti sbagliati

– I roditori assumono cibi alternativi che preferiscono all’esca

– Diffidenza dell’esca causata dai contenitori di sicurezza o da altri dispositivi

• Alla fine del trattamento

– La fine del trattamento coincide con il cessato consumo delle esche

– Dall’assenza di segni freschi di roditori

– È riportato che con l’adozione di anticoagulanti della seconda generazione e con l’attuazione delle migliori prassi operative nella maggior parte dei casi l’eradicazione si ottiene in 25 giorni, in siti problematici 35

– Rimozione delle esche e dei contenitori per le esche

• Operazioni di pulizia

– Rimozione di tutti gli alimenti che possono essere di richiamo e uso di contenitori a prova di roditori

– Prevenzione all’ingresso (rat proofing)

– Eliminazione di tutti i possibili rifugi

NB: è sottolineata l’importanza dell’Integrated Pest Management.

• Alternativa all’uso permanente di esche e all’uso di esche rodenticide a scopo di monitoraggio

La premessa è che l’uso permanente di esche rappresenta un rischio per gli animali non bersaglio, per cui:

– Prevenzione a tutto tondo

– Registro dei trattamenti (commento: sarebbe utile anche un registro delle azioni di rat proofing e piano di adozione)

– Uso di placebo

– Utilizzo di trappole a molla (con frequenti controlli)

– Flussi di informazione mirati

– Monitoraggi frequenti

– Uso di dispositivi di controllo elettronici

7) Alternativa ai rodenticidi

Le aree in cui operare sono quelle finalizzate ad uccidere i roditori (trappole e tavole a colla, queste ultime trovano in alcuni Stati divieti perché sono fonte di sofferenze per gli animali catturati); quelle che mirano a limitare la popolazione murina (modifica dell’habitat o l’accesso alle aree vulnerabili (rat proofing).

8) Tipi di sostanze attive rodenticide

Non entro nel merito sia perché già note sia perché le uniche utilizzabili sono quelle registrate

9) Resistenza ai rodenticidi anticoagulanti

Argomento complesso che esula dalle finalità dell’articolo, in ogni caso il documento fa cenno alla pubblicazione del Comitato di Azione per la Resistenza ai rodenticidi (RRAC).

10) Formazione e requisiti di certificazione per i rodenticidi usati come biocidi nella UE

Si accenna che la formazione dei cosiddetti “professionisti” è spesso insufficiente o inesistente. Fa cenno al fatto che possono considerarsi “professionali” in qualche senso della parola molti altri gruppi compreso gli agricoltori, i piccoli proprietari, i custodi, i responsabili di magazzini e di punti vendita di alimentari, i guardiacaccia… (questa affermazione se l’ho ben interpretata sarà fonte di contestazioni).

Sia come sia le associazioni di categoria afferenti alla CEPA fra cui l’ANID hanno redatto un documento UNI EN 16636 di cui sarebbe utile una divulgazione, a parer mio gratuita, almeno in forma ridotta ma tale da indurne l’acquisto da parte degli addetti ai lavori.

11) Definizione e glossario dei termini usati

Per consultarlo http://www.cefic.org/Documents/Industry%20sectors/EBPF/Guideline-on-Best-Practice-in-the-Use-of-Rodenticides-in-the-EU-ITALIAN.pdf

12) Per saperne di più

La struttura del Documento europeo fa riferimento a pubblicazioni in lingua inglese suddividendole i sei sotto capitoli.

• Generale

• Comportamento dei roditori in relazione all’uso dei rodenticidi

• Altre guide di buona pratica

• Valutazione del rischio

• Resistenza agli anticoagulanti

• Certificazione e formazione dei tecnici disinfestatori professionali

CONCLUSIONE

Riterrei che sia importante sottolineare i ruoli che in sintesi riguardano:

– I produttori delle risorse tecniche (testi di etichetta, schede di sicurezza).

– I disinfestatori (che hanno l’obbligo di attenersi alle disposizioni di legge)

– I fruitori del servizio a cui sempre di più viene delegato il compito dei pre-requisiti

È naturale che più si integrano tali ruoli in quello che viene indicato come IPM e più i risultati saranno adeguati alle esigenze con buona pace di tutti.

Riferimenti in italiano:

• Ordinanza del 10.02.2012 http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2638

• RAPPORTI ISTISAN 15|40 – ISSN 1123-3117 (cartaceo) – 2384-8936 (online) “Uso dei rodenticidi anticoagulanti in Italia: misure di mitigazione del rischio e norme di buona pratica” http://www.iss.it/binary/publ/cont/15_40_web.pdf

• EBPF – USO SOSTENIBILE DEI RODENTICIDI

http://www.cefic.org/Documents/Industry%20sectors/EBPF/EBPF-Sustainable-use-of-rodenticides-ITALIAN.pdf

• UNI-EN 16636

http://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3784%3Apest-management-services-in-italiano-la-norma-uni-en-16636&catid=170&Itemid=2612

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