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Cresce l’interesse per le “macchine a vapore”

È un segmento di nicchia ma sta attirando l’attenzione del mercato. In aumento, infatti, domanda e fatturato
di Uberto Marni
I dati disponibili sul segmento delle “macchine a vapore” (dati Afidamp) sono relativi al 2015 e mostrano un’area di mercato di piccole dimensioni (circa 22,4 milioni di Euro), con quote di esportazione superiori al 90% fino al 2015, anno in cui il mercato interno è cresciuto in maniera significativa, riconquistando una quota sul totale pari all’11% circa, con 2.459.660 Euro.  Anche il 2016, a detta degli operatori intervistati, è stato un anno positivo, con una crescita nella domanda sia in Italia sia all’estero, frutto di una maggiore consapevolezza della compatibilità ambientale del vapore, un valore aggiunto oggi di grande richiamo. «Per noi il 2015 e il 2016 sono stati due anni di crescita importante in questo segmento di mercato – ha confermato Mauro Liffredo, Product Manager Professional di Kär-cher –  anche se il vapore in ambito professionale resta una nicchia di mercato, perché poco utilizzato, nonostante sia il miglior metodo per ripristinare le migliori condizioni igieniche di superfici dure e tessili (soprattutto nei settori sanitario e alimentare),  che non devono avere contatto con soluzioni liquide e prodotti chimici».  Sviluppo in Italia  e all’estero Anche per Lavorwash il 2015, il 2016 e i primi mesi del 2017 hanno visto crescere domanda e fatturato. Dante Rossetti, responsabile marketing di Lavorwash, ha sottolineato con soddisfazione che: «La crescita in Italia è stata a due cifre, quindi sopra la media e anche i mercati esteri hanno risposto molto bene alla nostra offerta. Molti operatori si stanno avvicinando al settore del vapore professionale per risolvere specifici problemi di pulizia. Ma, nonostante un’aumentata aggressività della concorrenza, soprattutto a livello di prezzi, noi, come LavorHyper, non ne abbiamo risentito più di tanto, perché le leve che influenzano l’acquirente nel settore del vapore professionale non sono orientate al basso costo, che resta una variabile ma non la più importante; sono sempre esistiti prodotti low-cost, molto spesso utili per allargare il mercato, ma poi la domanda si orienta verso macchine idonee a soddisfare reali esigenze di pulizia». Per Gabriella Bianco, responsabile comunicazione di IPC, «Le vendite delle macchine a vapore, nel 2015 sono state in linea con il 2014: non abbiamo rilevato performances eccezionali. Siamo convinti che la cultura del vapore in Italia non sia ancora diffusa e che ci sia bisogno di educare il mercato ai vantaggi del vapore, sintetizzabili in efficienza, ecosostenibilità e riduzione dei costi».

È molto orientato alla attenzione e alle esigenze della clientela il commento di Maurizio Calianno AD di Elsea cui abbiamo chiesto come fosse stato l’ultimo periodo per le macchine a vapore: “Abbiamo superato pian piano la crisi lavorando molto sulla personalizzazione del nostro prodotto”. Sull’intensificarsi della concorrenza e sull’offerta di alternative a basso costo, ci ha poi spiegato: “Oggi la qualità e la massima personalizzazione ci offre la possibilità di mantenerci sul mercato e sviluppare le vendite”. L’ulteriore chiave di volta per il successo sul mercato è, a parere dell’Amministratore Delegato di Elsea, nella ricerca e sviluppo indirizzata alla sostenibilità e al comfort, ci ha detto, infatti, riguardo agli ultimi sviluppi: “Abbiamo investito nell’innovazione, nel risparmio energetico e nella bassa rumorosità”.

Nicchie da sviluppare
Il vapore rimane confinato a nicchie di mercato: lo dimostrano le dimensioni del comparto (circa 25 milioni di Euro per circa il 4,3% sul totale delle macchine per il Cleaning – sempre dati Afidamp) che fanno supporre l’utilizzo in applicazioni specifiche e meno nelle pulizie di grande estensione e più tradizionali. Alberto Taravella, titolare di Cimel, azienda che ha visto crescere l’interesse per le macchine a vapore soprattutto all’estero e in mercati più innovativi per il cleaning, afferma: «Il vapore professionale comincia ad essere capito e utilizzato nell’ambito alimentare e dell’industria meccanica. La domanda è per specifiche applicazioni, e la vendita di solito è il frutto di attività di consulenza e di motivazione all’utilizzo del vapore». STI Industry  realizza esclusivamente macchine per la pulizia a vapore. La titolare, Laura Passuello, ha confermato che «Nel corso del 2016 le vendite sono andate molto bene, con numerosi nuovi clienti e il consolidamento della clientela già acquisita. In Italia, oltre ad aver consolidato la nostra presenza in settori più tradizionali, come i bagni dei campeggi, la pulizia delle piscine e delle stalle, abbiamo registrato interesse crescente per le macchine dedicate alla pulizia e sanificazione dell’interno delle automobili; all’estero, invece, la richiesta proviene maggiormente dal settore agroalimentare».

Prezzi medi  e professionale
I prezzi delle macchine  a vapore sono decisamente differenziati, dai 150 /200 Euro delle macchine più semplici, fino a diverse migliaia di Euro per quelle più performanti. Nel grafico è riportato l’andamento dei prezzi medi secondo le rilevazioni Afidamp: un prezzo che oscilla intorno ai 500 Euro, ma che, con ogni probabilità, è un dato squilibrato verso le fasce più basse, acquistate in grandi numeri e, quindi, statisticamente più rilevanti. Le Macchine a Vapore per utilizzo professionale sono, di norma, più costose, con prezzi compresi  tra i 2.500 e i 5.000 Euro.

Rinnovo Appalti  e Detergenti
Mauro Liffredo del marketing professionale di Kärcher ci ha offerto una visione di insieme del comparto e un dettaglio sull’appropriato utilizzo delle macchine a vapore: “Confermiamo la crescita sia del 2015 sia del 2016 in linea con la crescita di tutto il mercato Professionale che, dopo qualche anno di decrescita e poi stabilizzazione, finalmente è ripartito; questa tendenza secondo la mia opinione nasce dalla logica del rinnovo appalti ma anche in alcuni casi della ricerca di soluzioni alternative alle metodologia di pulizia ed igiene più comuni e tradizionali. Di per sé l’uso del vapore non ha ragioni prettamente economiche bensì tecniche e tecnologiche ma il suo utilizzo deve essere ben verificato in funzioni delle reali esigenze dell’applicazione sapendo bene che, da un punto di vista microbiologico, il vapore ha un forte e positivo impatto all’atto dell’utilizzo ma non duraturo nel tempo come nel caso dei disinfettanti a effetto residuale applicati dopo accurata detersione”.

L’Internet delle Cose  e il Vapore
Novaltec Group è una realtà del Cleaning fortemente orientata alla produzione di macchine a vapore. Pierangelo Maren, amministratore unico dell’azienda, ha delineato uno scenario interessante: «Sia nel 2015, sia nel 2016 le vendite si sono sviluppate, anche se l’anno scorso lo sviluppo è stato più interessante, con un +20%; va molto meglio all’estero, con le macchine Made in Italy ormai considerate come più robuste e affidabili rispetto a altre offerte e un maggiore orientamento da parte della clientela verso l’utilizzo delle macchine  a vapore.  Il manager, convinto che Innovazione, Qualità e Leve Commerciali siano ormai tutti elementi chiave da coordinare in sinergia per mantenersi competitivi, ritiene che la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti debba essere continua e, inoltre, più centrale e importante durante le fasi critiche del mercato. In questa direzione quindi andrà, a suo parere, lo sviluppo delle macchine che, come già successo alle lavasciugapavimenti qualche anno fa, saranno più “smart” e interconnesse con i sistemi aziendali. «Sono in arrivo molte novità, come il Wi-Fi e il GPS a bordo delle macchine, con maggiori vantaggi per la clientela, che potrà disporre di informazioni in tempo reale sullo stato delle singole macchine ».  Un punto, questo della maggiore presenza dell’Internet delle Cose nel Cleaning, ripreso anche da Laura Passuello, titolare di STI Industry: «È necessario, come accade nelle grandi multinazionali, dotare le nostre macchine di sistemi elettronici di controllo e comunicazione più efficaci di quelli attuali, con sistemi intelligenti a bordo delle macchine e soluzioni dedicate per la gestione delle operazioni ».  In quest’ottica, sono molto interessanti le proposte di Fleet Management di Kärcher e di Comac (Gruppo Ruffo). Entrambe le realtà hanno sviluppato programmi propri di gestione della flotta di macchine per la pulizia, che forniscono in tempo reale tutte le informazioni sullo stato e sull’efficienza delle macchine. L’Industria 4.0 avanza.

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