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Gli incontri di Pulire 2017

Giornate fitte di convegni, meeting, workshop, che hanno affrontato tutti i temi di strettissima attualità, suggerendo riflessioni e proponendo soluzioni per affrontare le grandi sfide che si stanno preparando

Pulire 2017 si conferma, di edizione in edizione, un appuntamento fondamentale e imprescindibile per il mondo del cleaning professionale, a livello nazionale e internazionale. I numeri parlano chiaro (ne riferiamo a pag 8). La ventitreesima edizione è stata la più frequentata, da espositori e visitatori, e ha offerto un panorama merceologico di grandissima rilevanza, con innovazioni che calano il settore nella quarta rivoluzione industriale. Pulire ha da sempre, nel suo DNA, l’obiettivo non solo di incrementare il mercato a livello di fatturato e di sviluppo delle industrie italiane, ma anche quello di creare, alimentare, implementare una cultura che vada al di là del settore specifico, animando dibattiti di alto contenuto tematico. Purtroppo, però, su questo fronte Pulire non riscuote lo stesso successo di pubblico, nonostante affronti, da sempre, temi che riguardano direttamente l’imprenditoria, sia quella manifatturiera che quella dei servizi, e inviti relatori di altro profilo intellettuale. Gli incontri, salvo qualche lodevole eccezione, sono pressoché deserti: è ancora attuale la mentalità secondo la quale non ci si può allontanare dallo stand per non perdere occasioni di commercio. Ma ci sono occasioni che, pur apparentemente immateriali, costituiscono un indispensabile precedente, per potere poi operare più consapevolmente e concretamente. Conoscere significa crescere. Per fortuna, gli organizzatori non si lasciano scoraggiare e offrono, di edizione in edizione, un palmares di spessore, i cui trofei rimangono agli atti, per potere essere consultati all’occorrenza. Pulire 2017 non è venuto meno a questa “tradizione”, e, seppur senza grandi riscontri numerici, ha offerto una serie di incontri estremamente interessanti, punto di arrivo e di partenza per quanto verrà poi seminato e coltivato nel biennio che condurrà alla prossima edizione e ai prossimi scenari. Ogni giornata è stata aperta da un convegno portante, cui sono seguiti altri incontri “satellite”, che sono entrati nel vivo di questioni pratiche e connotanti questo mondo.

Le donne protagoniste
Il primo incontro, tenutosi nella mattinata del 23 maggio, ha avuto come tema: “Il ruolo della donna come motore della modernità nel sistema dei servizi integrati”, argomento affrontato da Ilham Kadri, Senior Vice President and Officer di Sealed Air, Presidente Diversey Care, Camilla Baresani, giornalista e scrittrice, Liliana Ocmin, Responsabile Coordinamento Donne CISL, Samira Chabib, CDA gruppo AGSM Verona, coordinate da Chiara Lico, giornalista del TG2 Rai. Ilham Kadri ha sottolineato come il settore delle pulizie, operativamente, sia composto nella stragrande maggioranza da donne, perché culturalmente, in tutte le culture, la pulizia è stata considerata un lavoro prettamente femminile. E oggi, non solo donne, ma in prevalenza immigrate e immigrati, perché si ritiene, erroneamente, che solo chi ha realmente bisogno possa adattarsi a lavoro umile, di basso livello tecnologico, un po’ sporco. Tutte le relatrici, dalla loro ottica, hanno convenuto sulla necessità di conferire e riconoscere dignità al lavoro di chi contribuisce a rendere la qualità della vita di tutti noi accettabile. Se fino a pochi decenni fa si associava la pulizia a uno straccio e a un secchio, oggi tutti, e non solo gli addetti ai lavori, devono realizzare culturalmente che si tratta di un lavoro altamente professionalizzante, e come tale deve essere considerato, in maniera che chi vi si dedica acquisisca il giusto orgoglio. Ancora oggi, nel terzo millennio, la pulizia diventa un problema nel momento in cui ne avvertiamo la mancanza, o quando veniamo resi edotti del fatto che non c’è solo uno sporco visibile, ma ne esiste uno più sottile e pericoloso, quello invisibile dei virus, che è causa di infezioni, di morti e grava sulle economie di tutti i paese per miliardi di dollari o di euro. Oggi anche questo settore è interessato dall’evoluzione tecnologica e digitale, che alimenta paure, ma che, invece, deve essere considerata un’opportunità di sollevare da attività di routine per dare agli operatori la possibilità di aggiungere valore al loro lavoro, perché la pulizia garantisce l’igiene e l’igiene, a sua volta, è fondamentale per garantire la salute di tutti noi. Tecnologia e modernizzazione rendono scientifico e culturalmente significativo un lavoro che finora è stato troppo sottovalutato, il cui valore, invece, deve essere riconosciuto anche a livello economico e di tutela dei diritti, perché il lavoro è dignità. E i datori di lavoro, la politica, devono fare la loro parte, per eliminare quel tanto di precario che ancora esiste e che confina gli addetti in una fascia grigia pericolosa. Pertanto c’è stato anche l’impegno di dare voce e volto a questi piccoli grandi eroi invisibili, attraverso la pubblicazione e la diffusione delle loro storie.

I distributori al passo con i tempi
AfidampCOM (Associazione fornitori di soluzioni tecnologiche per la pulizia professionale) ha confermato il dinamismo che la contraddistingue e ha scelto la vetrina di Pulire 2017, per presentare l’indagine effettuata per suo conto da Cerved nel mondo della distribuzione del cleaning professionale (vedi articolo dedicato a pag. 18).
I dati, presentati dal presidente AfidampCOM, Francesco Bertini, sono relativi al 2016 e ha interessato 257 aziende. Il settore si è confermato costituito per lo più da micro e piccole imprese, prevalentemente a conduzione familiare, ma in grande fermento e al passo con i tempi, sia sul piano dell’adozione delle nuove tecnologie, sia sul piano dell’offerta di servizi sempre più tarati sulle effettive esigenze della clientela. Un settore che sta evolvendo verso la vendita attraverso canali e-commerce dedicati, e sta entrando nel mondo del web sfruttando tutte le vie di comunicazione che i social offrono. Un settore che ha ripreso a crescere nel fatturato e che guarda al futuro con un certo ottimismo.

Sanità: igiene e rischio infettivo
Afidamp e Federsanità hanno organizzato un incontro sul tema “Prevenzione e controllo del rischio infettivo: come tutelare la salute dei pazienti e del personale sanitario attraverso l’igiene delle superfici e dei condotti di aerazione”. Moderati da Maurizio Pedrini, sono intervenuti come relatori: Beatrice Casini, del Direttivo SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie) e Docente Università di Pisa; Domenico De Leo, Responsabile struttura funzionale Medicina Legale Clinica/Dip. Medicina e sanità pubblica e Docente Università di Verona; Sandra Zuzzi, Presidente FARE (Federazione Economi e Provveditori della Sanità); Raffaele Zinno, Segretario nazionale SISMLA (Sindacato Italiano Specialisti Medicina Legale e delle Assicurazioni) e Raffaele Caruso, Segretario Generale AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici). È ormai assodato che le infezioni ospedaliere costituiscono un serio problema, alla soluzione, o per lo meno al contenimento del quale, l’igiene contribuisce in maniera determinante. Le infezioni correlate all’assistenza sanitaria rappresentano un fenomeno in costante aumento. I principali veicoli di infezione sono le mani, la strumentazione, la somministrazione di sostanze e farmaci, l’ambiente, gli arredi, i mobili, i pavimenti e i condotti di aerazione, che necessitano di una monitoraggio costante e di un’accurata manutenzione. Per controllare il rischio infettivo, è necessario pertanto che gli ospedali agiscano su più fronti, attuando misure di prevenzione attraverso azioni sulle strutture, sui sistemi di aerazione e sui flussi di acqua, sulle condizioni igieniche del personale e dell’ambiente; individuando personale dedicato alla sorveglianza, che rispetti un preciso protocollo; formando adeguatamente al concetto di igiene il personale dedicato al trattamento dei pazienti, soprattutto nelle aree critiche di terapia intensiva e chirurgica.


Sanità: l’importanza della progettazione edilizia
Quando si parla di igiene in sanità, e in particolare di pulizia e prevenzione, si devono fare i conti con le strutture esistenti, progettate e realizzate senza tenere conto di queste specifiche esigenze. Oggi non è più concepibile che il concetto di igiene, di pulibilità, di facilità di manutenzione non sia un elemento da tenere in considerazione quando si progetta una struttura ospedaliera. È un argomento da sempre perseguito con tenacia da Stefania Verrienti, Segretario Generale Aifdamp, che ha cercato di coinvolgere architetti e professionisti, perché nella definizione degli spazi, nella scelta dei materiali, tengano conto delle necessità degli operatori e dell’utenza di potere garantire una igiene facilmente praticabile. A maggior ragione se si parla di strutture sanitarie. Particolarmente virtuosa, pertanto, la decisione di dedicare a Pulire 2017 un incontro a questo tema, in collaborazione con la rivista “Progettare per la Sanità” e il Cneto, Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera.
“Igiene in Sanità, quando la progettazione fa la differenza – Strumenti e sostenibilità economica per la massima igiene dei luoghi di cura”, questo il titolo del convegno, si è rivelato un’opportunità preziosa per approfondire un argomento ancora poco conosciuto e trattato. Moderati da Maurizio Pedrini, hanno parlato Maurizio Mauri, Presidente di Cneto;  Stefano Capolongo, Direttore del Master in Pianificazione, Programmazione e Progettazione dei sistemi ospedalieri e socio-sanitari del Politecnico di Milano e i rappresentanti dell’IRST  di Meldola (FC), esempio di struttura virtuosa sotto il profilo della progettazione. Particolarmente interessante la case history relativa all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori, ristrutturato con particolare attenzione a come facilitare le procedure di massima pulizia e igienizzazione. Si è trattato di un evento particolarmente importante per Afidamp, che sta supportando il master del Politecnico di Milano diretto dal Professor Stefano Capolongo. La mattina del 23 giugno Afidamp terrà a Milano, infatti, una lezione sui temi dell’igiene, per sensibilizzare i progettisti sull’importanza della sanificazione e fornire loro elementi di riflessione su quali conseguenze possa avere una scorretta progettazione e l’utilizzo di materiali non idonei.

Circular Economy
La seconda giornata si è aperta con un incontro sul tema “Circular economy, il futuro della produzione, del consumo e dell’intero ciclo di vita”, affrontato da Elisabetta Perrotta, Direttore Fise Assoambiente, Andrea Miglioranzi, Presidente AMIA Verona, Markus Häfner, Export Director di Werner & Mertz Professional, Francesco Pasquini, Sales and Marketing Director della Business Unit Away From Home di Lucart. Moderati da Maurizio Melis, giornalista di Radio24, i relatori hanno convenuto sulla necessità di ripensare in toto i processi produttivi, per arrivare all’eliminazione dei rifiuti. L’Europa sta affrontando questo tema con grande impegno, ma non c’è univocità di legislazione nei paesi membri, i quali sono d’accordo sulle linee di principio, ma devono armonizzare, all’interno, legislazioni e procedure. A partire dal concetto di rifiuto e dalla maniera di raccoglierlo e differenziarlo. In questo ambito l’Italia è all’avanguardia, è il paese che ha la raccolta differenziata più spinta, essendo arrivata, nell’arco di pochi anni – ed eccezioni a parte – a un’altissima percentuale di differenziazione.
Ma Economia Circolare non è solo raccolta differenziata o gestione oculata dei rifiuti, è qualcosa di più complesso, che prende in considerazione tutto il ciclo di vita dei prodotti realizzati. In ogni passaggio, dalla progettazione, alla ricerca dei materiali, alle fasi vere e proprie di produzione, alla distribuzione, sino ad arrivare al fine vita, occorre tenere presente il minore impatto ambientale possibile.
Moltissime aziende sono attente e hanno adottato processi virtuosi, ma ancora devono scontrarsi con una legislazione che non è stata pensata in questo senso e costituisce un freno di non poco conto. I rappresentanti italiani al Parlamento Europeo stanno operando per definire linee guida chiare e condivise. In attesa, possiamo contare sulla buona volontà degli imprenditori. Al meeting hanno portato la loro testimonianza Markus Häfner, Export Director di Werner & Mertz Professional e Francesco Pasquini, Sales and Marketing Director della Business Unit Away From Home di Lucart.

Plastica vecchia, vita nuova
Markus Häfner ha illustrato il progetto Werner&Mertz che consiste in una guerra dichiarata ai rifiuti di plastica, componente principale delle bottiglie che contengono detergenti. Guerra dichiarata, combattuta e vinta. Per la linea di prodotti “green care professional”, l’azienda tedesca non utilizza più plastica derivata dal petrolio, ma plastica vecchia, che, a detta del relatore “è tanta, troppa, sul pianeta. Riutilizzandola, possiamo ripulire gli oceani”. Utilizzando esclusivamente materie prime provenienti dalla raccolta differenziata della plastica tedesca, l’azienda è riuscita a “chiudere il cerchio” seguendo i principi della certificazione Cradle to Cradle. Grazie all’esperienza acquisita durante l’ultimo decennio nel riciclo del PET, è nato oggi il flacone da litro in HDPE traslucido: un’importante innovazione nella tecnologica dello sfruttamento dei rifiuti che riducono notevolmente l’immissione di nuova plastica nell’ambiente. Per l’implementazione di questo progetto viene usato principalmente HDPE bianco o trasparente che non viene colorato per semplificare i processi di riciclo quando i flaconi non verranno più utilizzati e diventeranno a loro volta materia prima per nuovi flaconi.

Nulla si butta, tutto si riutilizza
Francesco Pasquini ha spiegato come, grazie a Fiberpack®, il progetto innovativo e sostenibile nato dalla collaborazione con Tetra Pak®, Lucart è in grado di riciclare il 100% dei componenti di un cartone per bevande, destinando il 74% delle fibre di cellulosa alla produzione di prodotti in carta riciclata, e il rimanente 26%, composto dal 22% di polietilene e dal 4% di alluminio, alla realizzazione dell’AL.PE.®, un materiale di recupero destinato alle industrie che producono manufatti per l’edilizia, elementi per l’arredo urbano e oggetti di uso comune. Con questo materiale, Lucart ha realizzato una gamma completa di dispenser per area washroom, unendo al concetto di sostenibilità i plus maggiormente richiesti dal mercato: semplicità maneggevolezza, design e affidabilità. In questo modo Lucart ha raggiunto un importante obiettivo: offrire un prodotto di qualità superiore in carta riciclata all’interno di un dispenser ottenuto da materiali di riciclo, realizzando così un vero e proprio esempio di economia circolare dei cartoni per bevande.

Attenti alla Legionella
Gli impianti di ventilazione, climatizzazione e condizionamento deputati al trasporto e alla distribuzione dell’aria negli ambienti chiusi sono una comodità cui non si può più rinunciare. Ma comportano anche dei rischi, se non accuratamente mantenuti.
È quanto è emerso dal convegno “Legionella ed impianti aeraulici: un rischio reale”, il cui relatore, Gregorio Mangano, Vice Presidente AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici), ha spiegato come il batterio Legionella possa contaminare i nostri sistemi di trattamento di acqua e aria, dal momento che, in condizioni favorevoli, si sviluppa in maniera importante a temperature comprese tra i 28 e i 50 °C. Il contagio avviene tramite inalazione di aerosol, cioè piccole gocce d’acqua e non per contatto, con conseguenze piuttosto drammatiche. Le principali infrastrutture a rischio legionella sono gli impianti di condizionamento dell’aria; gi impianti d’acqua sanitaria; gli impianti di raffreddamento a torri evaporative; le piscine e gli stabilimenti termali. Per contenere i rischi, sono necessarie attività accurate di manutenzione degli impianti aeraulici, soprattutto nelle strutture ad elevata frequentazione.
Mangano ha riferito che sono state definite norme specifiche, sia a livello nazionale, con il Decreto Legislativo 9 Aprile 2008, n. 81 e le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi nel 2015, sia nell’Unione Europea, con EWGLI: European Guidelines for Control and Prevention of Travel Associated Disease. Caruso ha messo in guardia dal sottovalutare il problema, ricordando che nel recente passato sono accaduti numerosi fatti di cronaca, purtroppo, con alcune vittime e il rinvio a giudizio dei responsabili della gestione e manutenzione degli impianti aeraulici. Il rischio di proliferazione della Legionella comporta, quindi, anche conseguenze penali, se non opportunamente gestito.

Premio Ecolabel UE
Ecolabel è sinonimo di eccellenza, innovazione e comunicazione di qualità. Per la seconda volta, è stato deciso di premiare le aziende certificate che in Italia si sono particolarmente distinte in questi ambiti. Gli Ecolabel Awards sono stati assegnati a Pulire 2017 presso lo stand Afidamp. Numerose le imprese del settore del cleaning che hanno ricevuto il riconoscimento: per la sezione “Prodotto innovativo” sono stati premiati: Lucart Spa a pari merito con Sutter Industries Spa, per le grandi imprese, e Falpi Srl per le piccole e medie imprese. Nella sezione “Migliori iniziative di promozione e comunicazione” dei prodotti sono state premiate Interchem Italia Srl a pari merito con I.C.E. FOR Spa, per le piccole e medie imprese, e Magris Spa per le grandi imprese. Una menzione speciale – per gli apprezzabili risultati conseguiti – è stata consegnata anche a Biochimica Spa, Hygan Srl e Italchimica Srl.

Nuovi Ecolabel e Cam
A concludere gli spazi dedicati al marchio europeo è stato il workshop: “Nuovo Ecolabel detergenti e Cam ospedalieri: quale scenario per il settore della pulizia professionale”, moderato da Paolo Fabbri di Punto 3, società che ha organizzato l’evento insieme con Afidamp. Relatori: Riccardo Rifici, Presidente Comitato Ecolabel Ecoaudit – ISPRA; Raffaella Alessi di ISPRA; Laura Salvatore della Centrale d’acquisto Regione Veneto e Marco Niro, dell’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente della Provincia Autonoma di Trento. Nel corso dell’incontro è emersa l’importanza attribuita al marchio sul fronte degli Appalti verdi della Pubblica Amministrazione, poiché i criteri green obbligano all’utilizzo di prodotti certificati. Ma la normativa è in evoluzione, sono in arrivo dalla Commissione UE, infatti, diversi aggiornamenti per i criteri ecologici del marchio Ecolabel per vari prodotti per la detergenza (lavastoviglie, bucato, lavaggio a mano piatti) sia domestici che professionali, che sono in scadenza a fine 2017. I nuovi criteri andranno ad eliminare quelli oggi in vigore e riguarderanno, tra le altre cose, dosaggi, denominazioni e protocolli di valutazione.
Sul fronte dei Criteri Ambientali Minimi è emerso invece come la formazione resti il nodo centrale e non solo per quanto riguarda gli operatori che materialmente effettuano le operazioni di pulizia. Mancano infatti, in generale, professionalità adeguatamente qualificate per effettuare valutazioni, ma nello stesso tempo è assente anche un quadro coerente da gestire. La maggior parte delle stazioni appaltanti non è infatti ancora adeguatamente preparata, mentre tutte dovrebbero avere la capacità di controllare con precisione l’esecuzione dell’appalto. I Cam nascono proprio per questo: vogliono venire in aiuto alle PA e rappresentare uno strumento di verifica, ma bisognerebbe pensare anche a controlli a campione adeguati.

Ripensare la nostra civiltà 
Chiusura in bellezza degli appuntamenti di questa edizione di Pulire con il convegno “Progettare un nuovo modello di sviluppo per il Pianeta”, ossia la necessità di cambiare il paradigma di produzione e consumo per un futuro sostenibile. Ne hanno parlato (ne daremo un resoconto dettagliato sul prossimo numero della rivista) Roberto Vacca – matematico, Emiliano Brancaccio, docente di Economia Politica all’Università del Sannio, Michael Braungart, chimico, promotore del “cradle to cradle”, che hanno convenuto sulla necessità di fermarsi a riflettere sulla situazione che l’uomo ha creato e che deve contribuire a cambiare, perché i rischi di una involuzione senza ritorno sono dietro l’angolo.

Imprese di pulizia in formazione
“Formazione… il tassello che non può mancare”, questo il titolo dell’interessante convegno organizzato da CNA servizi alla Comunità, il settore della confederazione nazionale dell’Artigianato che si occupa dei servizi di pulizia. Claudia Miglia, consulente&formatore aziendale, ha presentato Le linee guida per le imprese di Pulizie “vincenti”, uno strumento di supporto operativo, snello e immediato, che l’imprenditore potrà consultare per trarre orientamenti, consigli, strategie operative in cantiere, concetti per organizzare e formare il proprio team. La formazione è uno degli strumenti che un’azienda ha per rimanere competitiva in un contesto segnato da crisi e cambiamenti continui. Una maggiore flessibilità professionale dei propri dipendenti si può ottenere solo attraverso lo sviluppo e il potenziamento delle risorse umane. Formare il personale oggi è un’esigenza primaria come opportunità di crescita e consolidamento nel mercato di riferimento. Un’adeguata formazione può rendere le imprese più preparate a gestire criticità di ogni genere, interne ed esterne all’azienda, aumentando così la consapevolezza del ruolo che le imprese hanno nella società e nel mercato.

La carta è meglio
La preferenza degli utenti e i risultati degli studi scientifici convergono: gli asciugamani monouso sono la scelta migliore. Roberto Berardi, presidente di ETS, Associazione Europea dei Produttori di Carta Tissue, ha illustrato “I vantaggi della carta: tra analisi scientifiche e ricerche di mercato”, presentando una nutrita serie di ricerche scientifiche operate dai principali microbiologi, che dimostrano come gli asciugatori elettrici possono diffondere i batteri e virus nell’ambiente bagno. Una ricerca della University of Westminster suggerisce che gli asciugamani monouso siano il modo più igienico per asciugare le mani dopo aver visitato il bagno. La ricerca è stata effettuata dall’autorevole microbiologo Keith Redway, che ha esaminato il potenziale di contaminazione microbica da asciugatura delle mani e i rischi potenziali per la diffusione di microbi nell’aria, in particolare se le mani non vengono lavate correttamente. La ricerca ha utilizzato quattro diversi metodi di asciugatura delle mani e tre modelli di test per confrontare le differenze tra i vari sistemi e la loro capacità di trasmettere potenzialmente i microbi dalle mani degli utenti ad altre persone nei bagni pubblici.

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