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In hotel senza zanzare

Le procedure e gli interventi per affrontare con efficacia gli “ospiti” indesiderati

È proprio vero che molte cose accadano per caso, ma a conti fatti “non a caso”. Durante un Corso di Formazione ho incontrato uno “zanzarologo” che mi ha colpito per la competenza della materia, ma soprattutto per l’apertura mentale e, mi sia permessa la presunzione, non capita spesso di imbattersi in un tecnico che coglie al volo i principi di un altro aspetto del lavoro di disinfestazione.
Così Alex Pezzin mi ha dato degli assist che cerco di esporre con la massima precisione possibile (soprattutto su alcuni test di trappolaggio. Per la precisione all’approfondimento ha dato un prezioso contributo la lunga esperienza di Mr. Giampiero Stringa con alcuni suggerimenti relative a clausole contrattuali (vedi conclusioni). L’argomento riguardava le zanzare a 360°. Il primo postulato è che le zanzare volano (almeno allo stadio adulto) per cui difendere aree limite come quelle di un albergo non è cosa di semplice concretizzazione. A livello metodologico possiamo suddividere il “macrosistema albergo” in sottosistemi ognuno con le sue peculiarità.
La radiografia di un albergo
Cerchiamo di generalizzare una realtà presa in esame nel biennio 2015/16 (per il 2017 le trattative sono tuttora in corso).
Gli interni sono costituiti da una struttura di 12 piani per un totale di poco meno di 300 camere; una grande hall con un bar che condivide un’area di preparazione vivande e le cucine del ristorante, in grado di ospitare quasi 120 coperti.
Un’area seminterrata ospita i servizi igienici (enormi) e 4 Sale Convegni di varie metrature e un garage sotterraneo che può ospitare una ventina di autovetture.
Gli esterni di stretta pertinenza dell’albergo sono costituiti da due piscine (una per adulti e una per i più piccoli). Due campi da tennis (che il gestore ritiene in perdita e pensa di trasformarne uno in un mini golf già nel 2018), di aiuole e alberature per una superficie di oltre 8000 mq.
Naturalmente l’albergo si affaccia su una strada non alberata e non troppo trafficata. Il retro confina con aree a coltivazione di mais e soia (un tempo c’erano le risaie).
Da una parte un viale con a lato un parcheggio non alberato per una quarantina di autovetture che termina con un filare di piccoli olmi e un muro alto circa 2 m oltre il quale vi è un altro parcheggio (custodito h 24) a corredo di un grande distributore di benzina. Sul quarto lato un altro albergo, assai più piccolo, contornato da spazi privi di verde ornamentale a parte qualche aiuola e prosegue con piccole villette a schiera.

Come si è operato sul territorio comunale
Premesso che il Comune attua una lotta larvicida su tutti i tombini, caditoie, bocche di lupo nel 2015 con prodotti larvicidi in pastiglie effervescenti (con cadenza mensile e ripetizione in caso di precipitazioni temporalesche entro le 72 h dall’applicazione). Nel 2015 con irrorazioni di PMC a base di IGR sempre con cadenza tri settimanale (ma senza l’obbligo della ripetizione in caso di temporali).

Aree interne alberghiere contro le zanzare adulte
Micro irrorazione di formulati a base di essenze ritenute repellenti nelle aree “non alimentari” con cadenza settimanale. Nelle aree comuni (hall, servizi, garage) con cadenza settimanale mentre negli spazi congressuali le nebulizzazioni erano effettuate con piretrine alla chiusura dei lavori e con essenze profumate la sera prima dell’apertura delle attività congressuali.
Nessun intervento larvicida.

Aree esterne contro le zanzare adulte2015: trattamenti con irroratrici a batteria con ugelli a turbolenza sulla vegetazione con formulati micro incapsulati con cadenza quindicinale (12 trattamenti, da maggio a ottobre)
2016: stesse modalità ma con cadenze più ravvicinate (18 trattamenti).

Trattamenti larvicidi
Pastiglie effervescenti nei tombini e nei ristagni d’acqua (cadenza quindicinale sia nel 2015 che nel 2016).

Ipotesi per l’anno in corso
Nessun cambiamento per la lotta larvicida mentre si sta ipotizzando di testare un erogatore automatico per le aree sensibili.
La caratteristica peculiare dell’erogatore sarà una centralina in grado di erogare essenze repellenti nelle ore diurne e PMC in quelle notturne. Le discussioni vertono sulla scelta dei PMC. Inoltre si suppone di testare l’efficacia di alcune trappole a CO2 e anche di posizionare in alcune camere dispositivi elettronici (potenza della pubblicità televisiva).

Conclusioni
In effetti non è possibile trarre delle conclusioni “oggettive”. Non esiste un dato che certifichi i risultati se non una stima che riguarda il modo di sentire di ciascuno: per esempio l’addetto alla piscina e alle aree esterne (giardinieri compresi) dicono che dopo il trattamento si sta meglio. Per cui l’ipotesi di una erogazione automatizzata è vista di buon occhio e anche l’ausilio di trappole a CO2 è auspicata dai responsabili di prima linea. Parlando con Giampiero abbiamo stimato che la spesa di lotta alle zanzare rappresenta circa lo 0,1% del fatturato dell’albergo in questione. Certo non è nostro compito fare i conti in tasca ai nostri clienti ma quanti clienti scontenti a causa dei numerosi ponfi procurati dalle zanzare che magari non torneranno in quella struttura forse valgono la spesa. È mio parere che non è tanto la spesa quanto la confusione indotta dal clamore intorno alla “chimica” e alla mancanza di documentazione relativa ai mezzi cosiddetti “ecologici”. Il caso in esame se si porrà la massima attenzione nel “misurare” i risultati potrebbe dare un contributo degno di nota. Una esortazione che trae spunto da alcuni miei interessi (assolutamente personali) nell’area della robotica mi portano a citare una nota sull’intelligenza collettiva e connettiva (*): “Ti sei trovato nella situazione in cui il problema era troppo complesso perché tu potessi affrontarlo da solo, e perciò ti serviva mettere le tue idee a ribollire nella pentola insieme con le idee degli altri?” A me è capitato anche se in alcuni casi la difficoltà era trovare la pentola.

(*) Non conosco l’autore della citazione, ma il concetto di intelligenza collettiva è stato introdotto intorno a 1990 dal filosofo Pierre Levy (Tunisi, 1956) è un filosofo francese, docente presso l’Università di Paris-VIII Saint Denis, che studia l’impatto di Internet sulla società e come sfruttarlo per migliorare le performance di tecnologie avanzate. La robotica sfrutta sempre di più i principi dell’intelligenza collettiva per la complessità dei programmi con cui si deve cimentare, parimenti potrebbe fare la comunità dei disinfestatori per le innumerevoli variabili che interagiscono nel nostro mondo. Il punto critico è costituito da un postulato dell’intelligenza connettiva: “Se hai qualche problema ti aiuto a risolverlo. Se non ce l’hai ti aiuto a crearlo”.

Vedi scheda: Bio-etologica EcoPlan

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