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Citronella: miti e leggende

Tre problemi e tre soluzioni per affrontare il problema sempre più incalzante delle zanzare

Un caro amico mi telefona e mi invita per una merenda a base di salumi di alta gamma, grana lodigiano e vino di San Colombano D.O.C. La sua azienda agricola è nelle prossimità di Milano (verso Est) per cui mi ritrovo nel porticato di una bella casa colonica in compagnia del mio amico e di un altro ospite: di un medico pediatra e… di tante, tante zanzare. Tenute abbastanza lontane da tre ventilatori. Nessuna candela o zampirone perché interagirebbero con gli aromi e i profumi delle cibarie.

I problemi
I problemi sono tre. Primo: le zanzare nell’allevamento di maiali, con le loro punture deprezzano i prosciutti (infatti dove sono punti la carne dei suini presenta dei segni rossi, soprattutto nell’interno cosce). Secondo: il porticato di casa di sera è impraticabile se non con candele e torce alla citronella. Terzo: le zanzare che visitano lo studio del medico pediatra posto in un condominio nella periferia di Milano (direzione Genova).

La moglie
La padrona di casa ha persino comperato degli aggeggi elettronici reclamizzati in vari canali televisivi, senza risultato. Ha anche adornato il porticato di magnifici gerani, su consiglio di un’amica, con risultati incerti e comunque insufficienti. Per cui mi chiede se è possibile coltivare la citronella e, se “sì”, se le piantine “tenessero lontane” quelle maledette bestiacce!

Una breve ricerca su internet
“Con la denominazione ‘Citronella’ o ‘Lemongrass’ vengono raggruppate più di cinquanta specie di Cymbopogon di cui: C. citratus, C. flexuosus, C. nardus e C. winterianus. Da tutte queste specie si ottiene un olio essenziale per mezzo della distillazione in corrente di vapore: Lemongrass o Olio di Ceylon o Olio di Giava.
Sono originarie dello Sri-Lanka, hanno un aspetto simile al sorgo sia pure in dimensione ridotta, sono piante erbacee aromatiche perenni e sempreverdi e costituiscono cespi densi, eretti, che raggiungono i 70-100 cm di altezza durante il periodo vegetativo.
Le foglie, nastriformi, lunghe 60-70 cm, sono di colore verde brillante, dalla consistenza cartacea, abbastanza spesse, ricadenti; portate da fusti eretti, rigidi, simili a piccoli bambù. Foglie e fusti emanano un intenso profumo, che diviene molto forte se si stropicciano tra le dita.
Comunque è possibile coltivare la citronella abbastanza facilmente, soprattutto in vaso.

L’olio essenziale
Olio essenziale contenente citrale (75-85%), e geraniolo, linalolo, citronellale, limonene, diterpene e altre sostanze a seconda della specie; in dettaglio:
Citrale:
È il nome comune della miscela dei due isomeri (un po’ come per la Permetrina), si tratta di un’aldeide monoterpenica: la forma trans e detta geraniale la cis nerale.
Formula chimica: 3,7-dimetil-2,6-ottadienale [C10H16O] Geraniolo:
È un alcol terpenico linfatico dal profumo piacevole. Formula chimica [C10H18O] (§)
Linalolo:
È un monoterpene; formula: [C10H18O] (§)
Citronellale (rodinale)
È un’aldeide terpenica aciclica: formula grezza [C10H18O] (§)
Limonene
È un idrocarburo, classificata come un monoterpene ciclico. Formula grezza: [C10H16] Diterpeni
Sono una classe di terpeni costituiti da quattro unità isopreniche, aventi formula bruta [C20H32]

(§) come si vede la formula chimica grezza è identica, ma la formula di struttura è assai diversa. A dimostrazione che la Natura e i “chimici” riescono a costruire strutture assai differenti usando gli stessi mattoni (atomi).
Mi pare opportuno sottolineare che i terpeni sembrano costituire il gruppo chimico che manifesta maggiormente una certa azione repellente.
Interessante è rimarcare che l’olio essenziale di citronella costituisce materiale di partenza per la sintesi della vitamina A e che, nel 2006, un team di ricerca della Università Ben Gurion in Israele ha scoperto che la citronella della specie Cymbopogon citratus causa apoptosi (morte cellulare programmata) di cellule cancerose. [it.wikipedia.org].

Una parentesi metodologica
Mentre sciorino questi dati ad alta voce leggendoli sullo schermo dello smartphone, il medico si inserisce nel discorso con alcune raccomandazioni assai pertinenti che cerco di riassumere:
La prima è che i dati a cui si fa riferimento dovrebbero essere basati su evidenze sostanziali molto attendibili e ben documentate a livello di pubblicazioni scientifiche.
La seconda riguarda il fatto che in mancanza di documentazione scientifica di spessore è bene agire con prudenza.
La terza raccomandazioni (forse la più pertinente in questo contesto) di non escludere esperienze con modeste documentazioni, ma con molto “spirito critico” e, per quanto possibile, cercando di annotare le circostanze ambientali e la stima dei risultati perché, così facendo, l’episodio potrebbe essere prezioso per stilare protocolli operativi sempre più attendibili.

Controindicazioni all’uso della “citronella” e un paio di leggende urbane
Sottolineando che quanto esposto non vuole in alcun modo escludere il corretto impiego della citronella come “repellente”, esorto a utilizzarla nel miglior modo possibile senza pensare che i prodotti naturali in quanto tali siano innocui (prima leggenda urbana) o che siano la panacea universale.
Prima controindicazione: l’inalazione eccessiva e prolungata può aumentare la frequenza cardiaca è quindi sconsigliata a chi soffre di tachicardia e palpitazioni. Da evitare in gravidanza.
Seconda controindicazione: in alcuni individui si può manifestare allergia al contatto con le foglie della pianta. Inoltre siccome l’olio essenziale può essere usato come componente di cosmetica è sconsigliato applicarlo puro sulla pelle.
Terza controindicazione: dato che la citronella è anche utilizzata come bevanda o come componente in alcune ricette di cucina bisogna tener conto che il silicio presente nelle foglie potrebbe causare irritazioni gastriche nei soggetti predisposti o con gastriti o ulcere.
Importante: nel leggere le contrindicazioni sopra riportate è opportuno ribadire che in ogni farmaco sono indicate le controindicazioni anche quelle rare, ma per rare che siano non possono essere ignorate.
La seconda leggenda urbana, almeno a parer mio, l’ho letta oggi (29.08.2017) e si intitola: “Insetti molesti? Mettete delle monetine in un sacchetto di plastica pieno d’acqua”. Secondo me queste affermazioni non rendono giustizia ai trattamenti effettuati in modo professionalmente corretto ad esempio con micro irrorazioni temporizzate con essenze di aglio o olio di Neem.
A proposito di professionalità mi sentirei di verificare le disposizioni della “biocidi” in merito all’uso dei repellenti.

Conclusioni
Forse la vera conclusione è che le “zanzare non leggono” né le etichette degli insetticidi né le proprietà insettifughe delle varie piante per cui la soluzione deve essere valutata caso per caso dando la priorità alla sicurezza, con l’obiettivo di eliminare del problema. Non va dimenticato che l’importanza sanitaria delle zanzare ormai ha superato i livelli di guardia. Virus, protozoi e filarie sono zoonosi in espansione sia come “infezioni”, sia come territori in cui tali patologie sono comparse.

Le soluzioni “terapeutiche”
Primo problema, le zanzare nell’allevamento di maiali
La soluzione che verrà adottata si baserà su una lotta larvicida nei punti di acqua stagnante (circa 65) con irrorazioni di formulati ad esempio con Bt H14; lotta adulticida realizzata con iper irrorazioni (*) a base di piretrine naturali con cadenza ogni 21 gg circa.
Utilizzo di due trappole a CO2 da collocare all’interno dell’allevamento.
(*) l’iper irrorazione sarà ottenuta con una motopompa già presente in azienda regolata a 10 bar di pressione e una lancia a mitra con ugello da 0,8 mm di diametro.
Computo metrico per singolo trattamento larvicida
10 l di acqua
50 ml di PMC concentrato
150 ml per punto trattato
12 min’ per erogazione i 10 litri
10-12 sec per ogni focolaio trattato (uno per l’altro)
50 min’ per raggiungere i 65 focolai compreso il tempo di erogazione
10 min’ preparazione pompa a spalla
Computo metrico per singolo trattamento adulticida
150 l d’acqua
30 ml di PMC concentrato a base di piretrine naturali allo 0,2 %
20 min’ di erogazione (percorso stimato circa 1.500-2.000 m) con motopompa a motore carrellata
30 min’ per prepazione attrezzatura
Gestione trappole
Circa 35 min’ per ricarica gas e raccolta insetti per singola trappola

Secondo problema, il porticato di casa
messa a dimora di 12 vasi di piante di citronella da aggiungere ai gerani già allocati, attento controllo larvicida dei sottovasi e punti di raccolta acqua con pastiglie di B.t. H14, uso di candele alla citronella secondo necessità, due rogatori temporizzati a batteria con bombole a base di piretrine naturali (la padrona di casa le spegnerà durante l’utilizzo alimentare e/o ludico del porticato.

Terzo problema, studio medico
Data la stagione davvero torrida il pediatra sostituirà il suo condizionatore portatile con un impianto di aria condizionata e per maggior sicurezza verificherà la tenuta degli infissi. A conti fatti l’unico punto critico sarà la porta di ingresso dove collocherà due colonne con sopra due piante di citronella.


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