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“Le mezze verità”

Citronella e altre essenze anti-insetti

L’esposizione richiederebbe una premessa che, per non scoraggiare il lettore, riporterò nelle conclusioni. La ritengo molto pertinente perché in questo mondo dove le notizie corrono veloci e soprattutto libere un certo spirito critico si rende sempre più necessario. Naturalmente nulla vieta di andare alle “conclusioni” e poi riprendere la lettura.

Come coltivare la citronella
In primo luogo anticipo che il costo medio di una piantina di citronella in un piccolo vaso in genere di 14 cm di diametro è di 5 € (più i costi di spedizione), e che il trapianto è possibile fra i primi giorni di maggio e la fine di agosto. Importante è farsi specificare la specie della citronella, non tutte sono adatte alla nostra necessità di utilizzarle come “allontanatori di zanzare”.
Sul mercato sono acquistabili anche i semi che devono essere messi a dimora nei mesi caldi.
La specie più utilizzata è la Cymbopogon citratus che dal punto di vista botanico appartiene alla famiglia delle Poaceae, originaria del sud-est asiatico, pianta erbacea perenne, presenta una vegetazione “vivace” dal fogliame persistente con un portamento “cespuglioso” a volte ricadente. Può arrivare a superare, sia pure di poco, il metro di altezza.
Se si vuole creare un angolo verde in un giardino bisogna tenere conto che, pur essendo una pianta resistente, teme il freddo e il vento; ama il sole e necessita di un terreno che non crei ristagni d’acqua e ogni pianta deve distare dalle altre almeno mezzo metro.
Se invece la si vuole coltivare in vaso è importante che il diametro sia superiore ai 30 cm e che nei sottovasi non resti acqua stagnante. Per contro deve essere innaffiata di frequente. In vaso può raggiungere altezze di circa 60-80 cm.
Per le concimazioni è bene utilizzare fertilizzanti ad alto titolo di azoto. È soggetta a marciume radicale (ecco perché bisogna evitare i ristagni d’acqua); ad attacchi del ragnetto rosso e alle crittogame (ruggine, oidio) per cui bisogna essere pronti a trattamenti antiparassitari.
A parer mio, come complemento ai Contratti di lotta zanzaricida abituali in un ristorante, villaggio turistico et similia si può suggerire di aggiungere la citronella nel corredo del verde ornamentale. Inoltre, con le dovute cautele, da tale “coltivazione” i cuochi potrebbero ricavare bevande aromatiche (ad esempio le foglie, opportunamente trattate, possono sostituire la fetta di limone nel tè), senza dimenticare l’uso che la cucina indiana ne fa in diverse preparazioni gastronomiche.
Tutto sommato anche se l’azione repellente non dovesse raggiungere il pieno successo avremo una bella pianta ornamentale utilizzabile anche per usi culinari.

Piante erbacee ad azione repellente
La lista delle piante che vantano azioni repellenti è assai vasta, a titolo di esempio riporto quelle indicate come efficaci nei confronti di formiche e zanzare da alcune note trovate su internet.
In rosso le mie osservazioni che hanno l’obiettivo di sottolineare che, a livello professionale, la precisione è indispensabile.

FORMICHE
Lavanda, erba amara e valeriana o una combinazione tra rose e lavanda.
La necessità di definire la specie di formiche è fondamentale, ben diversa è parlare della formica argentina abitatrice delle nostre cucine o della formica nera degli orti (certamente più abituate agli effluvi della flora spontanea o delle essenze orticole).

ZANZARE
Gerani, citronella, basilico, lavanda, menta
Per le zanzare vale il concetto esposto per le formiche, la mia sensazione, sia pure empirica, mi dice che le zanzare del genere Aedes sembrano insensibili sia alle piante erbacee sia a molti repellenti cutanei.

Conclusioni
Come anticipato vorrei riportare una breve cronaca del Monte Olimpo. I personaggi sono il giovane Ermes (Mercurio per i romani), Zeus (Giove in romanesco) e Apollo.
Ermes appena nato quando la mamma (Maia) gli voltò le spalle si trasformò in un ragazzino e andò in cerca di avventure. La prima fu quella di rubare 50 vacche (le più belle) dalla mandria di Apollo. Famoso fu lo stratagemma che mise in atto: legare delle babbucce con la corteccia di una grande quercia agli zoccoli degli animali e procedendo in fila indiana impedì di essere rintracciato. Per un po’ riuscì a farla franca, ma alla fine fu scoperto e dovette presentarsi al tribunale degli Dei presieduto da Zeus che, fra l’altro, era anche suo padre. Scaltro com’era riuscì a farsi perdonare da Apollo che addirittura gli fece dei regali. Però il furto c’era stato e una sentenza era d’obbligo. Zeus lo invitò perentoriamente a rispettare la proprietà altrui e a dire sempre la verità. Ecco la risposta di Ermes: “Padre ti prometto che non dirò mai più bugie, benché non possa promettere di dire sempre tutta la verità”. Dopo questa astuta risposta fu nominato “il Messaggero degli Dei” che di bugie ne dicevano tante, ma Ermes riuscì sempre a mascherarle con mezze verità.

Vero è che sovente le informazioni relative all’azione repellente di alcune essenze sono delle “mezze” verità. L’esortazione è di corredare tali risorse con protocolli operativi dettagliati. Potrebbe essere, a conferma della poliedricità della professione del disinfestatore, che in un prossimo futuro diventeremo anche noi dei provetti giardinieri.

Trappola artigianale per zanzare di facile realizzazione
Lo spunto l’ho ricavando navigando su internet e ne ho testato l’efficacia in un piccolo condominio di Saronno.

Trappola a CO2
Materiali
• 4 bottiglie di plastica azzurra trasparente da 1,5 l (le normali bottiglie di acqua minerale)
• Circa 50 grammi di zucchero per ogni bottiglia (totale 200 g)
• Circa 1 g di lievito di birra (si trova in tutti i supermercati)
Preparazione
• Usare acqua calda
• Sciogliere completamente lo zucchero nell’acqua
• Lasciare che il tutto si raffreddi
• Tagliare la bottiglia a circa metà e versarvi l’acqua zuccherata nella metà inferiore
• Aggiungete anche il lievito, senza mescolare
• Inserite la parte superiore, posizionandola a testa in giù nella metà inferiore
• Fissare le due parti con un buon nastro adesivo (deve essere a tenuta stagna)
Il principio di funzionamento
Il lievito fermenta lo zucchero producendo anidride che attira le zanzare (quasi esclusivamente del genere Culex) che una volta entrate difficilmente trovano la via di uscita
Utilizzo
Ho posizionato le quattro bottiglie in zone ombreggiate del giardino due a livello del terreno e due a circa mezzo metro di altezza fissandole alla siepe di lauro.
Data dell’inizio del test 19 giugno
Risultati
Ogni 15 giorni ho versato l’acqua in un colino e riposizionato la trappola ripetendo l’operazione per 3 volte ed effettuando quindi 4 letture.
Commento
L’infestazione ambientale non era elevata, ma definita “fastidiosa” da tutti i condomini.
Pur nei suoi limiti la trappola ha dato dei risultati accettabili permettendo la cattura di 16 zanzare del genere Culex.
(§): una zanzara ha ovodeposto
Sviluppi per la prossima stagione
Raddoppiare il numero delle trappole e posizionarne 4 in prossimità di vasi di citronella.
Inoltre posizionare 4 ovi-trappole per vedere se è presente la zanzara tigre
Posizionare 4 ovi-trappole in cui sarà posto dell’olio enologico per vedere se il film oleoso impedisce l’ovo-deposizione o addirittura invischia la zanzara.

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