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Segnali positivi dal mercato

Sotto la lente, le dinamiche dell’economia turistica e, nello specifico, quelle del comparto alberghiero

È in crescita per il settimo anno consecutivo – nonostante il basso profilo dell’economia globale -, il numero dei turisti internazionali che scelgono le strutture ricettive italiane. Di seguito, uno sguardo all’andamento del mercato, con particolare attenzione a quelle del settore alberghiero.

Lo scenario economico
All’interno di un contesto internazionale, nel quale la crescita dell’economia mondiale si è mantenuta moderata, facendo registrare un incremento del Pil del 3,1%, l’Italia, pur con un andamento sensibilmente più lento del resto d’Europa (graf.1.2), ha comunque consolidato la ripresa iniziata nel 2015, passando da +0,8% a +0,9%. Rispetto al biennio appena trascorso, il nostro Paese dovrebbe proseguire nella sua crescita e avvicinarsi agli obiettivi nazionali della strategia Europa 2020 (tab.1.10). I bassi tassi d’interesse e la rafforzata domanda esterna sono tra i fattori che dovrebbero incidere positivamente sull’incremento del Pil, stimato al +0,8% sia nell’anno in corso che nel 2018, mentre le persistenti debolezze strutturali, l’incertezza politica e il lento aggiustamento del settore bancario rappresentano i principali ostacoli a una più solida ripresa.

Il posizionamento dell’Italia
Nonostante il basso profilo dell’economia globale, nel 2016 il turismo internazionale è cresciuto per il settimo anno consecutivo.
Per il comparto alberghiero italiano, leader in Europa insieme a quello spagnolo e tedesco, i dati del 2015 evidenziano un incremento del 3,1% (graf.2.9), inferiore al trend medio europeo ma comunque in netto recupero rispetto al dato assai più contenuto del 2014 (+0,1%). Il dato degli alberghi è la risultante di dinamiche diverse dei due mercati di origine della clientela che per la prima volta dopo molti anni hanno visto prevalere quello domestico, in crescita del 4,5% su quello estero, in crescita dell’1,8% . Con riferimento al 2016, i dati ancora provvisori relativi ai flussi di clientela nelle strutture ricettive dei paesi dell’UE evidenziano dinamiche ancora positive per l’Italia, ma più modeste rispetto al 2015. La crescita delle presenze totali nel nostro Paese si sarebbe infatti mantenuta intorno all’1%, a fronte di una crescita stimata del 7,5% in Spagna, del 3% in Germania e del 4% in Austria. Ancora più deboli del valore medio di settore sarebbero state le performance alberghiere.

Il comparto alberghiero
Nel comparto alberghiero è proseguito il processo di ristrutturazione caratterizzato, da un lato, dalla progressiva riduzione (o contenimento all’espansione) del numero di strutture e, dall’altro, dall’incremento della capacità ricettiva in termini di camere e di letti disponibili (graf.3.1). Dagli anni ’80, si assiste a un graduale spostamento del sistema dell’offerta alberghiera verso strutture di dimensioni sempre più ampie. A questo si è affiancato un intenso processo di riqualificazione che ha visto contrarsi progressivamente il numero degli esercizi di bassa categoria e contemporaneamente, ampliarsi quello degli alberghi di categoria medio alta. Il peso sul totale degli esercizi a 1 e 2 stelle, che ancora fino al 2000 rappresentavano circa la metà degli alberghi italiani, si è ridotto al 27% nel 2015, mentre ha assunto un’importanza preponderante quello degli alberghi a 3 stelle, attualmente la categoria più rappresentata (54,7%). La maggior parte degli esercizi e dei letti continui a essere localizzata nelle regioni del Nord, caratterizzate da una più antica vocazione turistica.
Nello specifico, la regione in cui l’offerta ricettiva alberghiera (in termini di letti) è
più elevata è l’Emilia Romagna, seguita da Trentino Alto Adige e Veneto ed è cresciuto in maniera esponenziale quello degli alberghi a 4 e 5 stelle (graf.3.4).
A crescere di più tra il 2000 e il 2015, però, è stata infatti l’offerta ricettiva alberghiera delle regioni meridionali, che si è mostrata particolarmente dinamica in Basilicata, dove il numero di letti è aumentato del 90,5%, Puglia (+73,7%), Calabria (+54,2%) e Sicilia (+52,9%).

I flussi turistici
Dopo un 2014 di sostanziale stallo, nel 2015 i flussi turistici alberghieri sono tornati nuovamente a crescere, facendo registrare un aumento del 5,6% degli arrivi e del 3,1% delle presenze. Oltre a un clima molto favorevole, diversi sono i fattori che hanno determinato questa positiva inversione di tendenza: l’uscita dalla fase recessiva e la ripresa, seppure ancora debole e incerta, dell’economia italiana, l’Expo di Milano e un quadro geopolitico che ha favorito l’Italia rispetto ad alcune mete tradizionalmente concorrenti. I fattori citati hanno giocato un ruolo determinante soprattutto sulla clientela italiana che dopo tre anni di costante calo è cresciuta, in termini di presenze, del 4,5%, più del doppio di quella straniera.
Con riferimento al 2016, i dati provvisori dell’Istat delineano un ridimensionamento delle performance del turismo italiano, che avrebbe registrato un tasso di crescita dell’1,3% delle presenze totali, con quelle straniere nuovamente più dinamiche (+2,3%) di quelle italiane (+0,3%). Gli stessi trend, seppure leggermente più contenuti, avrebbero caratterizzato anche il comparto alberghiero (graf.4.19).

Il turismo internazionale e la bilancia turistica
Secondo i risultati dell’indagine sul turismo internazionale dell’Italia realizzata dalla Banca d’Italia, il tasso di crescita delle entrate turistiche è stato del 3,6% nel 2014, è salito al 3,8% nel 2015, per poi ridursi di un punto e mezzo percentuale durante l’anno scorso, attestandosi al 2,3%. Gli incrementi più consistenti sono stati registrati per le spese dei turisti provenienti dai paesi extraeuropei, soprattutto dal Giappone (+23,8%), seguito a distanza da Canada (+6,1) e Stati Uniti (+5,9%). Tra le entrate turistiche provenienti dai paesi europei, gli aumenti maggiori, anche se più contenuti rispetto a quelli degli anni passati, hanno riguardato Germania (+4,6%) e Austria (+4,2%). Nel 2016 le spese dei viaggiatori stranieri che hanno scelto di alloggiare negli alberghi e nei villaggi turistici hanno contribuito per il 64% all’attivo della bilancia turistica dell’Italia, crescendo del 5,3% rispetto al 2015. L’analisi dei flussi valutari in uscita della bilancia turistica evidenzia, per il 2016, una crescita del 2,4%, sostanzialmente analoga a quella delle entrate. Le dinamiche delle entrate e delle uscite hanno generato un saldo positivo della bilancia turistica di 13,8 miliardi di euro, in crescita di circa 268 milioni di euro rispetto a quello del 2015 (tab.5.13).

Le imprese, struttura ed economia
L’economia delle imprese turistiche ha manifestato positivi segnali di recupero nel 2015, proseguiti anche nel 2016 ma in maniera più contenuta e con qualche ombra. E’ quanto emerge dall’analisi degli indici del fatturato delle imprese dei servizi di alloggio e ristorazione messi a confronto con quelli dei servizi in generale (graf.6.7): dopo le prime timide avvisaglie di ripresa nel corso del 2014, gli indici sono tornati a registrare una crescita netta solo nel 2015, proseguita anche nel 2016 seppure con qualche oscillazione e frenata nel secondo e quarto trimestre. Un trend analogo si è registrato anche nei due comparti separatamente considerati, anche se nei servizi di alloggio il recupero del fatturato, più consistente nel 2015, ha manifestato qualche défaillance in più nel corso del 2016.
Fonte: Datatur 2017

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