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Le normative legate ai servizi d’igiene ambientale: dagli artropodi al diserbo

È questo il titolo di un importante convegno, all’interno del quale si è analizzato come le normative legate all’igiene ambientale stiano cambiando radicalmente il modo non solo di agire, ma anche di pensare e progettare i diversi servizi

Con la nebbia che non lasciava spazio a un timido sole autunnale, all’interno delle splendide sale affrescate e decorate da Paolo Guidolini (1742 – 1798) e Girolamo Ciesa (1733 – 1822) di Palazzo Cordellina in Contrada Riale a Vicenza, il 19 ottobre si è voluto analizzare, con dovizia di particolari e interventi, come le normative legate all’igiene ambientale stiano cambiando radicalmente il modo non solo di agire, ma anche di pensare e progettare i diversi servizi.
Grazie quindi al Comune di Vicenza (Assessorato alla progettazione e Sostenibilità Urbana Settore Ambiente, Energia e Tutela del territorio), con il supporto di Biblion e India, si è tenuto un simposio indirizzato ai dipendenti della pubblica amministrazione e dei consulenti, dal titolo: “Le normative legate ai servizi d’igiene ambientale: dagli artropodi al diserbo”.
Con una sala ormai piena in ogni ordine di posti e gli ultimi addetti ai lavori che stavano terminando di registrarsi, i lavori sono stati aperti dal Danilo Guarti, direttore del Dipartimento tutela e gestione del territorio del Comune di Vicenza che ha introdotto gli ospiti al convegno non dimenticando di ringraziare chi, in prima istanza, si era adoperato affinché il tutto fosse possibile, ovvero il Enrico Crimì, RUP per i servizi d’Igiene Ambientale per Conto del Comune di Vicenza e il suo collega e moderatore del convegno Fabio Cestonaro.

Nuove specie infestanti
Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia ha quindi preso la parola Luca Mazzon dell’Università degli Studi di Padova che ha identificato con dovizia di particolari come “le progressive invasioni di insetti esotici costituiscono attualmente una delle principali emergenze ambientali e in alcuni casi anche igienico-sanitarie, essendo alcuni di loro anche potenziali vettori di malattie per l’uomo. L’Italia, probabilmente a causa della sua posizione al centro del Mediterraneo e per la grande varietà di climi e ambienti che offre, è il Paese europeo nel quale si è verificato il più elevato numero di introduzioni accidentali di insetti alieni” oltre al fatto che “La diffusione incontrollata di specie introdotte dall’uomo al di fuori del loro areale di distribuzione originario, oltre alle conseguenze di tipo ecologico, può avere ripercussioni di carattere socio – economico e sanitario. Accanto ai problemi causati da recenti introduzioni di fitofagi in campo agrario e forestale (vespa del castagno e drosofila suzuki) vi è un lungo elenco di fitofagi esotici che hanno causato o stanno causando notevoli problemi al verde urbano (es. tingide del platano, metcalfa pruinosa, minatrice dell’ipocastano, punteruolo delle palme e recentemente la cimice asiatica, ecc.). Tra gli insetti alieni introdotti in Italia di importanza igienico sanitaria in ambiente urbano sicuramente rivestono un ruolo primario le zanzare appartenenti al genere Aedes (Ae. albopictus, Ae. koreicus, Ae. japonicus) potenziali vettori di arbovirus. Si tratta di un gruppo di zanzare definite “invasive” per le loro caratteristiche biologiche che le rendono estremamente plastiche e adattabili nella colonizzazione di nuovi territori”.
Il Regolamento UE 528/2012 e le sue applicazioni
Analizzati i nuovi insetti alieni che interessano il territorio nazionale e in particolare il Nord della penisola, ha preso la parola il Alberto Baseggio di INDIA che ha concentrato l’attenzione del suo intervento sul Regolamento UE 528/2012 e le sue applicazioni, ovvero su come si potrà muovere nel prossimo futuro la scelta di biocidi per una ditta e una amministrazione sulla base dei nuovi regolamenti. Il Regolamento Biocidi ha infatti lo scopo di agevolare il funzionamento del mercato europeo assicurando un elevato livello di protezione della salute umana, degli animali e della tutela dell’ambiente in generale con una valutazione a cui devono essere sottoposte le sostanze attive e i prodotti commerciali sulla base dell’impatto sulla salute umana, sulla loro persistenza, bioaccumolo, mutagenisi, tetragenesi, tempi di degradazione, ecc.. Tali fattori porteranno quindi, a chi opera interventi di disinfestazione e derattizzazione, a valutare attentamente l’uso proposto del prodotto in funzione non solo dell’infestante ma anche dell’areale di applicazione, ma soprattutto l’utilizzatore (in funzione delle caratteristiche del prodotto) potrebbe essere suddiviso in Trained professionale, Professional e General Public. Lo scopo finale comunque di utilizzo comunque di prodotti biocidi sarà presumibilmente quello che si lega alla PAN con il termine di lotta integrata, ovvero un intervento “chimico” se necessario ma soprattutto eseguito sempre di più da personale specializzato.

La Regione Veneto e i piani di sorveglianza entomologica
Dopo un’attenta analisi sul Regolamento UE 528/2012, Fabrizio Montarsi ha aperto un focus molto importante riguardante il fatto che gli insetti alieni, ormai introdotti nel nostro areale, siano diventati da insetti fastidiosi a vettori di malattie tropicali e subtropicali anche nel territorio italiano. Sono da poco infatti calati gli echi giornalistici dei casi di infestazione da Chikungunya nella zona di Roma e Anzio o l’aumento dei casi di Dengue importanti, senza dimenticare i numerosi casi di West Nile rilevati nel polesine, ma è stato interessante valutare come l’Istituto Zooprofilattico, grazie ai suoi tecnici, sulla base del “Piano Nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu” e del “Piano Nazionale di Sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika” abbia messo in campo per la Regione Veneto dei piani di sorveglianza entomologica, con lo scopo non solo di conoscere le specie presenti nel territorio e le loro densità assolute e relative, ma anche atte a valutare la presenza di patogeni e il tasso d’infezione, senza dimenticare la possibilità di valutare l’introduzione di nuove specie.

Mammiferi infestanti e metodiche di controllo
Dopo una breve pausa il convegno ha virato andando a interessarsi di altri infestanti di interesse igienico-sanitario, ma non più artropodi, bensì mammiferi e ancora più specificatamente i muridi e quindi Alex Pezzin di Biblion ha sviluppato con dovizia di particolari come le procedure di derattizzazione debbano cambiare nel medio-breve periodo. Ha infatti illustrato come sulla base della “Risk mitigation Measures for anticoagulant rodenticide sas biocidal product” e in ottemperanza al Regolamento UE 528/2012, non si potranno più avere interventi di derattizzazione a pioggia, con presenza incontrollata di erogatori in un ambiente urbano ma come tali interventi debbano essere mirati e sviluppati sulla reale necessità di contrasto all’infestante, fermo restando che per un prodotto rodenticida lo stesso non dovrà più rimanere in un territorio per più di sei settimane consecutive.

Il controllo delle attività d’igiene ambientale con la tecnologia in real-time
Con tali nuove normative le pubbliche amministrazioni dovranno quindi rivedere capitolati d’appalto centrando gli interventi di derattizzazione non sul numero di erogatori proposti dalle ditte ma sulla base di interventi oggettivi di contrasto alla presenza di infestanti nel territorio, andando a identificare quindi quelle che si identificano come zone endemiche e zone di eventuale presenza occasionale. Proprio su questi punti Giampiero Stringa di Biblion ha posto l’accento di quelle che dovrebbero essere le metodiche di controllo di tutti i lavori. Metodiche che devono portare un sempre maggiore controllo delle attività mediante l’impiego di tecnologia in real-time al fine di garantire alla committenza un attento controllo dell’operatività delle diverse aziende del settore della disinfestazione. Questo nel futuro sarà un piano di continuo sviluppo e banco di prova per tutte le aziende in quanto, come ormai sappiamo la tecnologia di oggi è già vecchia, e un controllo generalizzato dei servizi presenta una duplice funzione, una prima per il committente per valutare l’andamento dei lavori e una seconda, non secondaria ma fondamentale, per l’azienda stessa di disinfestazione che può quindi valutare in tempo reale i servizi eseguiti ed eseguire gli opportuni interventi correttivi in caso di anomalie.

La necessità del controllo della vegetazione infestante mediante diserbo ecologico
Nella seconda parte il convegno è ripreso con un argomento un po’ fuori dagli interessi principali degli animali infestanti, ma ugualmente all’ordine del giorno per i notevoli problemi che sta causando agli ambienti urbani, ovvero la necessità del controllo della vegetazione infestante mediante diserbo ecologico in ottemperanza alla direttiva CE 128/2009 e del D.Lgs 150/2012. Su questo argomento Michele Ruzza, consulente per la difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari, ha evidenziato come sulla base della direttiva europea ogni regione e quindi anche la Regione Veneto abbia emanato un propria Normativa Specifica (n°1262 del 01/08/2012) nella quale si evidenzia in più punti come nelle aree frequentate da popolazione o da gruppi vulnerabili (quindi in tutti i territori urbani) risultino vietati i trattamenti chimici e sostituiti con metodi alternativi, siano essi fisici, biologici che meccanici. Si sono quindi analizzati i diversi tipi di sistemi alternativi con un focus specifico sugli ultimi ritrovati della tecnica, ovvero i sistemi fisici, andando a valutare nel dettaglio i pro e i contro di ogni sistema.

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