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Le normative legate ai piccioni e soluzioni tecniche integrate

Durante il convegno “Le normative legate ai servizi d’igiene ambientale: dagli artropodi al diserbo”, svoltosi a Vicenza, sono emerse alcune soluzioni efficaci per il controllo dei volatili

Lo scorso ottobre si è tenuto, a Vicenza, un convegno in cui si è posto l’accento sugli aspetti legali riguardanti i servizi di tutela del territorio legati ai servizi di disinfestazione in senso lato. Buona parte delle relazioni è stata riassunta nell’articolo pubblicato a pagina xxx . A me il compito di riportare quanto è emerso in relazione alle problematiche legate ai piccioni.
Cerco di riassumere alcune parti della relazione del medico veterinario Maurizio Ferraresi (ASL di Modena) che da anni si occupa in prima linea di piccioni, ragion per cui le sue sono affermazioni da tenere nella massima considerazione.
Ferraresi parte dall’assunto della Conferenza di Stoccolma del 1972 tuttora valido: “Se un contadino del Nord Est del Brasile potesse scegliere tra la sua vita media di 30 anni, senza inquinamenti, e quella di 70 anni dei Paesi soffocati dallo smog e dai contaminanti … sceglierebbe senz’altro la seconda”.
La sua seconda affermazione riguarda quello che potrebbe essere il punto di vista di un piccione cittadino: “Se ognuno di noi ha diritto a una vita sana e soddisfacente in un ambiente pacifico e libero da infestanti, proviamo a vederla dalla parte dei piccioni che vivono una Salute mediocre derivante da un mediocre Ambiente”.
Entra poi nello specifico sottolineando che per “risolvere” il problema dei piccioni per mezzo della gestione integrata degli infestanti (IPM) è necessario un approccio basato sul buon senso che utilizza una scala gerarchica di metodiche di controllo che comprendono:
• Informazione al pubblico;
• Sanificazione;
• Eliminazione degli infestanti;
• Metodi biologici o fisici di controllo;
• Limitazione e uso pesticidi.

Per quanto concerne la gestione della numerosità dei Colombi (il relatore preferisce tale termine) urbani dovrebbe essere:
• Ecologica;
• Integrata;
• Selettiva;
• Economicamente sostenibile;
• Durevole;
• Volta al riequilibrio ambientale;
• A norma di legge;
• Etica e condivisa dal cittadino.

Vero è che dalla contrapposizione ideologica fra difensori dell’igiene e decoro urbano con gli animalisti più intransigenti vi sono stati ripetuti interventi in sede giudiziaria, con denunce nei confronti di pubblici amministratori e funzionari per ipotesi di reato che vanno dal maltrattamento di animali all’abuso d’ufficio e alla violazione delle leggi sulla protezione della fauna selvatica.
La relazione prosegue poi con la controversa definizione giuridica dei Piccioni/Colombi, sulle tecniche di controllo e riduzione (Circolare ISPRA del 20.12.2012) nonché lo smaltimento delle carcasse e del guano (Reg. CE 1069/2009) e la Legge 189/2004.

Utilizzo di nicarbazina
Chi mette tutti d’accordo sono le due proposte “tecniche” esposte in prima istanza dal medico veterinario Marco Pellizzari il quale esamina le possibili soluzioni prima di dettagliare le caratteristiche della Nicarbazina:
• Controllo delle nascite;
• Dissuasione;
• Allontanamento;
• Cattura selettiva.

Premesso che il farmaco veterinario a base di Nicarbazina è auspicato dal WWF, ENPA, LegaAmbiente e Lega Antivivisezione il docente sottolinea che non si tratta di prodotti ormonali e che l’effetto è reversibile.
La somministrazione va da marzo a ottobre (per 5 gg alla settimana) per un dosaggio di 10 g di mais medicato per capo. I risultati si vedono già dal primo anno, ma raggiungono il 50 – 60 % dopo 4 – 5 anni di trattamenti.

Le torri piccionaie
L’uso della Nicarbazina si sposa bene con il posizionamento di torri piccionaie, nello specifico le EcoTorri che possono essere dotate di erogatori automatici e temporizzati di questa risorsa farmacologica.
Per quanto concerne queste strutture sottolineo che si stanno diffondendo in molte nazioni e raggiungono molteplici obiettivi, fra cui:
• Creare un centro di nidificazione controllato;
• Controllare lo stato di salute degli stormi;
• Studiare e censire l’avifauna locale;
• Consentire alla popolazione scolastica di avvicinarsi agli aspetti naturalistici della loro città;
• Indurre comportamenti collaborativi da parte dei cittadini.

Concludo rimarcando il fatto che le EcoTorri sono anche la dimostrazione concreta dell’interesse delle Autorità locali al problema “piccioni” e possono rappresentare il baricentro visibile degli auspicati approcci integrati per la tutela del territorio e dell’ambiente.

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