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La buona scuola

Qualche consiglio pratico per una pulizia efficace degli ambienti scolastici

Dai tre ai diciannove anni, i nostri figli e nipoti trascorrono la maggior parte delle loro giornate, da settembre a giugno, a scuola. Nell’anno scolastico 2017/18 sono quasi nove milioni gli studenti, dalle materne alle superiori (e abbiamo volutamente tralasciato le Università) che quotidianamente si ritrovano nelle oltre quattrocentomila aule, tra scuole statali, paritarie e private, che “abiteranno” per un arco di tempo che va dalle sei alle otto ore giornaliere.
Ogni inizio di anno scolastico, fatalmente, si apre tra uno scoppiettio di polemiche, che riguardano il turn over degli insegnanti, il sovraffollamento delle classi, la fatiscenza degli edifici scolastici. A questo proposito sono almeno vent’anni che Cittadinanzattiva chiede la mappa delle strutture più a rischio e presenta una panoramica di anno in anno più desolante, con promesse che si ripetono sempre uguali e che rimangono allo stato di promesse. E ogni anno si levano le note dolenti dei capi istituto che lamentano la progressiva diminuzione del budget, sia per i lavori di ristrutturazione sia per l’offerta di beni minimali, come la carta igienica.
Noi non vogliamo entrare nel merito di queste polemiche, che peraltro non ci competono se non come cittadini con figli e nipoti in età scolare. Tuttavia, memori del detto “mens sana in corpore sano”, che dovrebbe condensare la missione della scuola, allenare le menti e tonificare il corpo (ma in quante scuole mancano le palestre?),vorremmo dire la nostra a proposito proprio del “corpore sano”. Non tanto, però, per auspicare un incremento delle ore di educazione fisica, ma per affrontare un argomento che spesso, e a torto, viene sottovalutato.
La sanità del corpo, infatti, non deve essere delegata solo ad allenamenti fisici, ma deve essere garantita anche da ambienti salubri. E la salubrità – lo affermava già Parini nel 1700 – è una diretta conseguenza anche, e soprattutto, della pulizia.
Ecco la parola chiave: pulizia. I budget sempre più ridotti non consentono che le operazioni di pulizia vengano affidate a imprese esterne, per cui delegati a questa attività sono praticamente sempre i bidelli, o, per essere politicamente corretti, gli ATA ( Ausiliari Tecnici Amministrativi), che sono, per definizione, addetti alla custodia e alla pulizia dei locali scolastici. Ma – tralasciando problemi di organico e di tempo – spesso, troppo spesso, i bidelli non sono formati per garantire una pulizia che non sia mutuata da quella domestica. E allora, un proliferare di moci, candeggina, alcool e ammoniaca, scope, palette e detersivi, non di rado acquistati ai discount. E la pulizia, così, non viene assolutamente garantita, perché negli ambienti pubblici, o comunque soggetti a un traffico notevole di persone, non si può improvvisare, ma occorre agire con metodo e competenza. A casa quello che facciamo è sufficiente, a scuola no.

L’ABC
Vediamo allora di rinfrescare qualche concetto e di indicare un metodo che possa essere da guida.
Partiamo da alcune definizioni.

Che cos’è lo sporco?
“Sporco” è tutto quello che non è al suo posto, che si trova impropriamente su superfici orizzontali e verticali e sugli oggetti, li contamina, contaminando anche l’ambiente, e deve quindi essere rimosso, senza alterare le superfici stesse.
Esistono almeno tre tipi di sporco:
• sporco libero, costituito da tutti i tipi di rifiuti che sono solo appoggiati su una superficie. Rientrano in questa categoria sia lo sporco grossolano (mozziconi, involucri di caramelle, contenitori plastici eccetera), sia lo sporco fine, come la polvere, di vario genere, sempre presente nell’aria di qualsiasi ambiente e che si depone sulle superfici. La polvere è veicolo di batteri (in un grammo di polvere ci sono fino a un milione e mezzo di batteri patogeni e non), che possono avere effetti rilevanti sulla salute umana (asma, allergie, congiuntiviti eccetera).
Nelle scuole lo sporco libero può essere costituito da carta, bicchieri usa e getta, fermagli, graffette, residui alimentari eccetera, e anche, specialmente nei servizi igienici, da asciugamani di carta, carta igienica, assorbenti eccetera.
• Sporco aderente, come macchie di caffè o bevande in genere, tracce di pennarelli, tracce di toner, colla, impronte di mani, orme di scarpe, tracce di bianchetto…. e anche, nei servizi igienici, eiezioni umane, depositi calcarei, sapone eccetera.
• Sporco invisibile, formato da microorganismi viventi che non sono visibili a occhio nudo, ma che contaminano le superfici e l’aria e devono essere eliminati. È uno sporco subdolo, perché può contaminare anche superfici apparentemente pulite.

Che cosa è la pulizia?
È l’assenza di sporco, è il complesso degli atti compiuti per pulire. Un aspetto fondamentale della pulizia è la detergenza, operazione che è mirata all’eliminazione dalle superfici di qualsiasi traccia di sporco presente, tramite un’azione chimica, un’adeguata forza meccanica, un determinato tempo d’azione e temperatura, senza alterarne le caratteristiche fisiche.

La detergenza si consegue tramite:
• azione meccanica e/o manuale
• azione chimica
• tempo
• temperatura

Quattro fattori che, combinati in misura variabile, costituiscono il cosiddetto “Cerchio di Sinner”, il cerchio fattoriale che consente di ottimizzare la pulizia. Gli “spicchi” del cerchio sono:

Azione meccanica: è l’operazione attraverso cui si elimina lo sporco e può essere manuale -per esempio il movimento della mano quando si passa un panno per eliminare la polvere- o meccanica -nei casi in cui si utilizzi un macchinario per realizzare l’attività, come possono essere le spazzole di una lavasciuga.
Azione chimica: Comprende l’insieme di prodotti chimici da utilizzare in ogni pulizia. Si tratta di uno dei fattori fondamentali visto che bisogna sempre scegliere un prodotto che si adatti al tipo di pulizia e utilizzarlo nelle dosi raccomandate dai produttori -sarà l’unica maniera di ottenere ottimi risultati senza danneggiare le superfici e la salute delle persone.
Temperatura: Influisce sull’efficacia del prodotto chimico impiegato anche se non è un fattore eccessivamente determinante perché, anche se facilita la pulizia in caso di sporco grasso, ci sono materiali che non resistono alle alte temperature.
Tempo: Dipende dal tipo di superficie che si sta pulendo, dallo sporco accumulato, dal prodotto utilizzato e dal fatto che si realizzi una pulizia manuale o per mezzo di un macchinario.

Come si eliminano i vari tipi di sporco
Lo sporco libero non richiede prodotti chimici e richiede solo l’azione meccanica, manuale (scopatura a secco e a umido dei pavimenti o spolveratura degli arredi), o meccanica (con aspirazione o spazzatrice).
Lo sporco aderente, per essere eliminato, richiede tutti e quattro i fattori della detergenza opportunamente dosati, a seconda che si debba eliminare sporco magro, che in genere si scioglie in acqua, o sporco grasso, che richiede l’utilizzo di prodotti chimici a base di tensioattivi che lo rendono facilmente amovibile con l’acqua. Alcuni tipi di sporco particolare, come il catrame, la gomma eccetera, si eliminano con l’utilizzo di prodotti specifici che tengono conto sia della natura dello sporco sia della natura delle superfici, sia del tempo e della temperatura adeguati.
Lo sporco calcareo si elimina con prodotti chimici disincrostanti, ossia detergenti a base acida, in quanto l’acido reagisce con le sostanze che formano questo tipo di sporco, le sciolgono e ne consentono l’eliminazione.

I giusti strumenti
Per pulire in maniera efficace, occorre dotarsi delle attrezzature giuste e dei prodotti adatti (escludendo in maniera categorica alcool e candeggina) e adottare le corrette metodiche. Oggi esistono attrezzature professionali che facilitano il lavoro degli operatori.
La dotazione di base prevede
Un carrello professionale corredato di:
• panni, meglio se in microfibra, di diverso colore, per identificare subito le aree in cui utilizzarle (i servizi igienici avranno panni dedicati), accoppiato abrasivo/spugna;
• attrezzo per scopatura a umido;
• garze e frange piatte per la scopatura a umido;
• attrezzo per il lavaggio;
• frange piatte per il lavaggio;
• prodotto manutentore;
• prodotto smacchiatore per inchiostro;
• vaporizzatore;
• sacchi portarifiuti.
Laddove possibile, dotarsi di aspirapolvere e macchina lavasciuga pavimenti.

Cautele indispensabili
È necessario essere particolarmente attenti nell’utilizzo dei prodotti detergenti, leggendo accuratamente le schede di sicurezza e le etichette e seguendo scrupolosamente le indicazioni dei produttori. Non bisogna frazionare i prodotti o travasarli in bottiglie anonime, o, peggio ancora, mescolarli tra loro e, soprattutto, non devono essere lasciati a portata di mano di estranei. Pertanto scegliere un carrello che consenta la massima sicurezza e ricoverarlo in apposito ambiente chiuso a chiave e non raggiungibile da chiunque. I prodotti pericolosi vanno conservati in locali o in spazi appositi e chiusi a chiave. Gli operatori devono adottare anche misura di tutela personale, per cui indossare sempre i guanti e, possibilmente, scarpe antiscivolo

Frequenza delle pulizie
La scuola è ambiente complesso, costituito da aree di diverso tipo, la cui manutenzione deve essere mirata all’utilizzo e alla popolazione che le abita, o le frequenta, quotidianamente. Aule, più o meno attrezzate, aree comuni di passaggio, uffici, servizi igienici, palestre (laddove ci siano) con spogliatoi eccetera. Senza parlare di cucine e refettori (che saranno oggetto prossimamente di un intervento dedicato).
Le operazioni di pulizia devono tenere conto di queste specificità. Tutto deve essere pulito, ma non tutti i tipi di pulizia devono essere effettuati in contemporanea.
Occorre pianificare gli interventi secondo cadenze regolari: quotidiani e periodici, e questi ultimi, a loro volta, possono essere settimanali, quindicinali, mensili, trimestrali.

Pulizie giornaliere
La pulizia quotidiana è una pulizia di manutenzione e va effettuata nelle aule, nei corridoi, nelle zone di passaggio, negli uffici, nei servizi igienici (anche due volte al giorno se le attività scolastiche si protraggono fino a sera). Le operazioni da eseguire riguardano:
• spolveratura e scopatura (eventuale lavaggio) dei pavimenti;
• spolveratura degli arredi;
• raccolta dei rifiuti.

Pulizie di carattere settimanale
Le condizioni di igiene dei locali e dei servizi devono garantire una permanenza a scuola confortevole per tutti.
L’espletamento della pulizia settimanale deve avvenire in modo da non creare intralcio o disturbo alle attività scolastiche e comprende:
• Lavaggio e disinfezione delle pareti lavabili di aule e laboratori e delle porte;
• Lavaggio e disinfezione delle pareti a piastrelle dei servizi igienici;
• Pulizia con panni umidi delle attrezzature della palestra;
• Pulizia dei vetri delle aule e dei laboratori;
• In generale: pulizia di maniglie, delle parti in legno e metalliche delle porte, portoni, infissi, finestre, cornici e battiscopa, spolveratura radiatori, impianto termico, pulizia e lavaggio dei davanzali, dei vetri delle serrande, pulitura a fondo e lavaggio di rampe di scale e pianerottoli, pulizia a fondo di pavimenti linoleum, spazzatura di magazzini e archivi, spolveratura ringhiere, cappelli di armadi ed arredi vari.

Pulizie quindicinali
L’intervento quindicinale comprende in generale:
• Pulitura vetri di corridoi, atri, porte a vetri, uffici;
• Pulitura dei vetri delle aule e dei laboratori;
• Archivi e biblioteca: la pulizia dovrà essere estesa anche alle scaffalature con idoneo aspirapolvere, ovvero panni che siano stati trattati chimicamente con specifiche sostanze e che conferiscano loro proprietà elettrostatiche tali da attirare e trattenere la polvere.

Pulizie mensili
Lavaggio e disinfezione delle pareti lavabili di aule e laboratori e delle porte, pulitura di maniglie, cornici, corrimano eccetera.

Pulizie trimestrali
Si dovrebbero eseguire, di norma, 4 volte nell’arco dell’attività scolastica, ovvero prima dell’inizio delle attività didattiche (fine agosto/settembre) durante le chiusure scolastiche di Natale e Pasqua e alla conclusione delle attività scolastiche (giugno).
Le pulizie speciali dovranno essere compiute solo durante i periodi nei quali è esclusa l’attività didattica.
La pulizia dei pavimenti dovrà essere effettuata con idonei mezzi meccanici che ne ripristino il film originario.

Pulizie straordinarie
Vanno curati l’arredo verde esterno, il cortile interno attrezzato con verde, gli androni, le bacheche.
Possono essere previste secondo le tipologie, le strutture e le necessità di ogni singolo istituto scolastico, le seguenti attività particolari:
• Sala riunioni: sarà pulita periodicamente e il mattino successivo alle riunioni;
• Giardino e spazi scoperti: pulizia da cartacce quotidiana dopo l’intervallo ricreativo e raccolta foglie al bisogno;
• Particolari pulizie di laboratori e aule speciali.

Metodi consigliati
Pulire è faticoso e richiede tempo, ma si possono contenere sia la fatica sia il tempo, adottando una prassi che non obblighi a troppi movimenti ripetitivi. È meglio eseguire un percorso e dare una giusta sequenza alle varie operazioni.

Per le aule, per esempio:
• aprire le finestre;
• svuotare i cestini;
• raccogliere carte o rifiuti di grossa pezzatura;
• smacchiare banchi e cattedra, smacchiare e spolverare a umido arredi, lavagna, davanzali interni, mensole, portabiti;
• spolverare tastiere, computer e monitor, escluso lo schermo, senza toccare i cavi elettrici. I monili e le suppellettili devono essere spolverati in ogni loro lato esterno;
• scopare a umido il pavimento;
• chiudere le finestre.
La stessa tecnica, con le dovute variabili, può essere adottata negli uffici, nei corridoi, nell’aula professori eccetera.

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