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Una giornata in Kemika

L’azienda piemontese ha aperto le sue porte a Dimensione Pulito TV, spiegando in semplici video tutorial i procedimenti per i trattamenti dei pavimenti in cemento

Come si tratta il cemento? Quali sono i prodotti e le macchine per eseguire il ripristino di un pavimento di questo tipo? Quali sono le fasi della levigatura? A queste e ad altre importanti domande sul trattamento delle pavimentazioni in cemento ha risposto Vincenzo Cama, presidente di Kemika, nel corso di una nostra visita alla sede piemontese dell’azienda. Abbiamo deciso di raccogliere queste preziose indicazioni, frutto della decennale esperienza del Gruppo Kemika nel settore delle pulizie professionali, in alcuni video, utili per la formazione degli operatori del settore.

Come preparare al trattamento un pavimento in cemento
Prima di ogni trattamento, il pavimento di cemento deve essere preparato. Vincenzo Cama ci ha raccontato come questa fase dipenda dalle condizioni del pavimento stesso e dalle necessità del proprietario. Vi possono essere pavimenti nuovi in buone condizioni, pavimenti con macchie d’olio o anche pavimenti molto consumati dal traffico: ognuno di questi casi necessita un intervento su misura, che renda la superficie ricettiva agli ancoraggi successivi.
La preparazione del pavimento in buone condizioni si effettua con un lavaggio acido, che consente l’apertura dei pori, o con la levigatura, utilizzando una monospazzola pesante con dischi o placchette diamantate.
I pavimenti che presentano macchie e sporchi di varia natura devono essere lavati con detersolventi capaci di rimuovere ogni tipo di residuo. Un primo lavaggio deve essere effettuato solo con acqua per inumidire il pavimento, per togliere lo sporco grossolano e la polvere che consumerebbe altrimenti il prodotto. Nel caso in cui le macchie siano molto profonde e il lavaggio non riesca a estrarre la chiazza, l’unica soluzione è ricorrere una levigatura al diamante, con un successivo trattamento con resine pigmentate per coprire le macchie.
La rimozione di vecchi trattamenti si effettua con dischetti diamantati. Quando lo strato protettivo da eliminare è particolarmente spesso o resistente, si usano dischetti al nichel-diamante su planetario. In questo caso, si lavora a secco per avere il massimo di azione meccanica dei dischetti, avendo cura di risucchiare la polvere con aspiratore nel corso dell’operazione. Quando i residui di vecchi trattamenti sono molto sottili, si usano invece dischetti al nichel diamante fissati su un piatto con velcro.
I dischetti diamantati sono usati per eliminare lo strato superficiale dei pavimenti che presentano una quarzatura molto fine quasi lucida e sui quali vi è probabilmente stato un impiego di stearati che conferiscono al pavimento delle proprietà idrofobiche non compatibili con i trattamenti in base acquosa idrofili normalmente utilizzati. Il lavaggio con i dischetti può essere utilizzato al posto del lavaggio con i detersolventi. Infine un lavaggio finale con soluzioni acide con monospazzola e disco nero areato è sempre raccomandato per ottenere una completa apertura dei pori del pavimento e consentire un adeguato ancoraggio dei film protettivi. Il lavaggio deve essere effettuato dopo un passaggio solo con acqua per evitare che il pavimento possa assorbire la soluzione acida. Un pavimento molto secco infatti assorbe e asciuga la soluzione di lavaggio impedendo all’aspiratore di aspirare adeguatamente la soluzione. Un risciacquo finale con sola acqua risulta indispensabile.

Prodotti e strumenti:
• Monospazzola NOVADISC 51S
• Detersolventi DEKA P
• Dischetti diamantati DIAMANT PLUS G-70.


Come si esegue un trattamento con resine epossidiche
Vincenzo Cama ci ha illustrato il sistema di trattamento a firma Kemika con la resina epossidica bicomponente e un promotore di adesione per il pre-trattamento. Innanzitutto si procede alla preparazione della soluzione del promotore di adesione. Si mescolano accuratamente i due componenti, manualmente o con agitatore meccanico, e si aggiunge l’acqua. La miscela deve essere applicata entro 30 minuti dalla sua preparazione. La stesura del prodotto deve essere eseguito da due persone: una prepara la soluzione e l’altra applica il prodotto con l’erogatore airless. Nel caso venga impiegato invece il vaporizzatore a pressione, mentre il primo operatore stende il prodotto, il secondo dovrà supportarlo con il rullo. Si stendono circa 100 grammi a metro quadrato. È molto importante che la stesura avvenga in modo uniforme su tutta la superficie. Per questa ragione il pavimento deve essere o asciutto o uniformemente umido dopo il lavaggio. Quando il prodotto si è asciugato ed è calpestabile, allora si può iniziare l’applicazione della resina epossidica.
Nella maggioranza dei casi i clienti richiedono la colorazione del film. Per questa ragione Kemika mette a disposizione delle colorazioni di base. La miscelazione dei componenti deve essere accurata. Si ottiene una buona copertura con 100-120 g/m2. L’applicazione della miscela con i pigmenti viene effettuata con l’apparecchiatura Airless. L’uso del vaporizzatore a pressione è indicata solo quando è richiesta la resina neutra senza pigmenti. Per aiutare la stesura si impiega un rullo kanecaron. L’applicazione con il sistema Airless è molto rapida e consente la stesura di una sola mano di 100-120 g/m2. Per zone ad alto traffico è prevista l’applicazione di una mano superficiale di finitura senza l’aggiunta della dispersione di pigmenti. In mancanza dell’apparecchiatura Airless la miscela viene stesa direttamente dal contenitore e applicata con il rullo kanecaron. La stesura con rullo direttamente dal contenitore richiede l’applicazione di due mani di circa 60 g/m2 per mano ed eventualmente una mano finale di neutro per zone a forte traffico. La velocità di indurimento a 15-25°C è di circa 24 ore e con l’uso dei carrelli dopo circa 48 ore.

Prodotti e strumenti:
• Resina epossidica bicomponente EPOSIL
• Promotore di adesione PREPOX
• Rullo Kanecaron
• Erogatore Airless
• Pigmenti CEMEN

Come si verifica l’adesione
Vincenzo Cama ci ha mostrato le prove di adesione che Kemika consiglia di fare sempre prima di effettuare il lavoro su tutta la superficie. La procedura utilizzata per il trattamento del campione deve essere la stessa di quella del lavoro completo su tutto il pavimento. La prova più semplice è quella del nastro adesivo che si esegue ad almeno tre giorni dal trattamento (una settimana sarebbe ancor meglio). Si stende adeguatamente il nastro ben pressato e dopo alcuni secondi si strappa. Se l’ancoraggio è adeguato, il film rimane integro come nel caso del nostro video. Se al contrario l’ancoraggio non fosse stato ben fatto avremmo visto il film del pavimento rimanere attaccato al nastro. Una prova più scientifica, invece, può essere eseguita con un strumento chiamato Elcometro che fornisce indicazioni più precise sull’ancoraggio del film alla superficie. In questo caso, si incolla l’apposito cilindretto al pavimento con una colla cianoacrilica. L’attrezzo, poi, misura la forza di strappo, indicata in Millipascal. Valori sopra 4 Millipascal, che sono 40 bar, sono considerati indici di eccellente adesione.

Prodotti e strumenti:
• Elcometro
• Nastro adesivo

Come si esegue un trattamento con emulsioni acriliche
Il trattamento con resina acrilica impiega un’emulsione di polimeri acrilici non metallizzati. La particolarità di questo formulato è la possibilità di creare un film più resistente, utilizzando un additivo chiamato IPC. Si forma una struttura reticolata che aumenta la resistenza chimica e meccanica del film. Come si procede in questo caso? Le operazioni di lavaggio e di preparazione della superficie sono quelle già viste per il trattamento con resina epossidica. L’additivo poi viene aggiunto al prodotto, avendo cura di non formare schiuma durante la miscelazione. L’applicazione deve essere effettuata possibilmente su pavimento umido, subito dopo il risciacquo del lavaggio acido, per avere una stesura più uniforme. La quantità da applicare è di circa 80 grammi a metro quadro in due mani e dipende dall’assorbimento del pavimento dovuto alla sua porosità. La stesura è da realizzare con uno spandicera con manico estensibile per meglio raggiungere eventuali punti rimasti scoperti. Quando il locale richiede un alto livello di lucido, si può applicare una mano della cera metallizzata a doppia reticolazione in sostituzione della seconda mano di prodotto. Una manutenzione con il sistema ad alta velocità consente di mantenere un alto livello estetico e si deve effettuare non prima di 48 ore dopo l’applicazione. Si opera con la monospazzola abbinata ai prodotti per lo spray buffing.

Prodotti e strumenti:
• Emulsione di polimeri acrilici ACRYSIL
• Cera metallizzata a doppia reticolazione MEGA
• Monospazzola NOVADISC 850 o NOVADISC 1500
• Spray Buffing METAL SPRAY e SPRAY NC

Lucidatura del pavimento in cemento con i dischi diamantati
Questo sistema è indicato per pavimenti nuovi o in buone condizioni che non siano soggetti a eccessivi versamenti di liquidi e dove sia richiesto un buon livello estetico come per esempio un locale espositivo. Il pavimento viene levigato con monospazzola pesante e una serie di dischi diamantati. Successivamente viene cristallizzato con l’apposito prodotto per esaltare maggiormente il grado di lucido e chiudere la porosità. I dischi hanno un diverso grado di abrasione a seconda del colore. Il più abrasivo è il disco color arancio, il cui impiego è richiesto solo se i pavimenti sono visivamente rovinati.
In condizioni normali si inizia il lavoro con il disco argento e con acqua. Si lavora per circa 30 secondi/1 minuto a metro quadro. Dopo il passaggio dell’argento si usa il disco blu con acqua. È interessante effettuare la misura di lucido a ogni passaggio, per controllare il miglioramento della riflessione della luce. La lucidatura finale si realizza con macchina ad alta velocità senza usare acqua, prima con il disco rosso e infine con quello nero. Il trattamento finale si compie con il cristallizzatore, operando con la stessa tecnica della cristallizzazione dei pavimenti in marmo e graniglia.https://www.youtube.com/watch?v=DiaO2jqyAws
Per quest’ultima fase si utilizza la monospazzola pesante con il disco in lana d’acciaio. Il prodotto cristallizatore viene spruzzato su una superficie di circa 10 metri quadrati e tirato fino ad asciugatura. Questa tecnica si usa anche per la manutenzione periodica secondo le necessità.

Prodotti e strumenti:
• Monospazzola pesante NOVADISC 51S
• Disco MAGIC in lana d’acciaio
• Prodotto cristallizzante MAGIC SUELO BIANCO
• Macchina ad alta velocità NOVADISC 1500

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