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Ambiente e dintorni

Se l’obiettivo è difendere l’Ambiente, per i disinfestatori si pongono due problemi: il primo è tecnico, il secondo è di immagine e, a nostro avviso, devono andare di pari passo.

Forse il sottotitolo potrebbe essere “Come difendere l’Ambiente”, inteso ecologicamente, come tutto ciò con cui un essere vivente entra in contatto influenzandone (in maniera positiva o negativa) il ciclo vitale; oppure come il complesso di condizioni sociali, politiche, economiche, culturali ed etiche nel quale una persona o un gruppo di pensiero si trova, si forma, si ritrova. Il mondo della disinfestazione, ma anche il mondo dell’agricoltura, si trovano ad essere un influenzatore dell’ambiente, si spera in modo positivo ma, l’opinione dei più, spesso ci vede diversamente. Se l’obiettivo è difendere l’Ambiente, per i disinfestatori si pongono due problemi: il primo è tecnico, il secondo è di immagine e, a nostro avviso, devono andare di pari passo. E qui si inserisce il nostro obiettivo che è quello di creare un gruppo di lavoro che cerchi di integrare le possibili soluzioni con buon senso e spirito pratico. La soluzione è a medio termine e per raggiungerla possiamo prendere spunto da un fisico austriaco, invero un po’ mistico, il professor Fritjof Capra e da un grande industriale italiano, l’avvocato Gianni Agnelli. Forse i riferimenti potrebbero apparire un po’ alti, ma il nostro mondo si pone un obiettivo importante: tenere in equilibrio, per esempio, il territorio e la filiera alimentare dagli attacchi dei parassiti. Capra definisce i sistemi in cui viviamo “non lineari”, ovvero complessi e complicati, per cui bisogna prefissare degli obiettivi e perseguirli con calma e prudenza con la massima disponibilità di adattamento alle circostanze. Come dire, se da Milano devo andare a Roma in automobile e trovo l’autostrada interrotta, seguo le deviazioni, senza dimenticare che la meta è Roma. Non esistono problemi che non abbiano una o più soluzioni e, nel secondo caso, è necessario trovare quella più adatta. In questo ci può dare una mano l’avvocato Agnelli che in un momento buio della FIAT ebbe a dire: “Io penso che la capacità, l’intelligenza, la vitalità dei nostri collaboratori non siano utilizzate al meglio dal sistema in cui sono chiamati ad agire. Le loro qualità sono migliori di quello che si possa immaginare, ma dal lavoro che svolgono e dai risultati che ottengono emerge un difetto di organizzazione”. Noi crediamo che il concetto espresso si possa adattare a molte realtà, in particolare a chi agisce nel pubblico. Ora è di moda l’Ambiente, gli uomini si accusano di averlo rovinato, come dire ieri c’era poco cibo, ma genuino, mentre oggi, per molti c’è abbondanza di cibo, ma inquinato. È un concetto condiviso dai più, ma sarà poi vero? Forse sarebbe il caso di valutare quanto di vero c’è… In modo un poco provocatorio si potrebbe dire che le vecchie generazioni sono accusate di quello che hanno trascurato di fare per difenderlo, ma le future potrebbero trovarsi di fronte ai problemi derivanti da quello che non avranno fatto confidando negli equilibri naturali. L’esempio con la produzione agricola è lapalissiano: l’obiettivo è che gli scaffali dei supermercati restino riforniti di derrate alimentari di sempre più elevate qualità nutritive e organolettiche a costi accettabili. Confidiamo che la cosa sia tecnicamente possibile, resta da definire come si debba organizzare e quali siano i tempi per migliorare i processi di produzione. Non si prendono in esame le frodi e le sofisticazioni che allignano purtroppo anche nelle produzioni “bio” e che sono materia delle Autorità di controllo. A questo punto si inserisce un altro aspetto di cui tenere conto: “il vuoto che spesso c’è fra i confini delle scienze”. Un esempio positivo è dato sicuramente dall’aver colmato lo spazio che per un certo periodo divideva la fisica (scienza dalle radici antiche) e la chimica (scienza relativamente giovane) con l’avvento della chimico-fisica. Oggi, fortunatamente, si sente parlare delle interconnessioni fra ecologia ed economia e dell’etica dell’ecologia. Spesso c’è un certo pudore nel sottolineare i punti che uniscono una professione che ha origini dall’artigianato intuitivo con le linee di pensiero alte, ma ormai la nostra professione richiede competenze multidisciplinari di primo piano, un continuo aggiornamento tecnico e commerciale perché come l’ecologia chiede aiuto all’economia, i disinfestatori devono chiedere aiuto al marketing per poter dimostrare ai propri Clienti che nessuno ha la bacchetta magica e legittimare così le proprie richieste economiche.
Vero è che l’ambiente economico non è dei più favorevoli: non abbiamo certo il vento in poppa, per cui i più saranno costretti ad andare di bolina che, in termini velistici, significa andare contro vento, sicuramente una situazione impegnativa ma selettiva se le giurie intese come gli auditing di controllo faranno i dovuti controlli, impedendo inquinamenti poco professionali.

Fritjof Capra
(Vienna, 1º febbraio 1939) è un fisico e saggista austriaco. Quindi ha sicuramente una preparazione matematica di alto livello eppure ha quasi un atteggiamento mistico (in senso positivo) verso l’Ambiente. Si è occupato di sviluppo sostenibile, di ecologia e della teoria della complessità, accompagnata però da una sua particolare visione spirituale della realtà. Il suo, più che un approccio olistico (parola magica ormai di moda), è un approccio sistemico, come egli ama definirlo, in quanto privilegia “il sistema” cioè la rete complessa costituita dalle molteplici interrelazioni fra le singole unità costitutive. Molto interessanti sono i suoi approfondimenti sulle risorse del pianeta che, in quanto “non infinite”, dovrebbero implicare una visione di economia-politica, a lungo termine, particolarmente razionale; ove la nuova branca della eco-psicologia dovrebbe avere un peso non secondario. Capra ha fondato a Berkeley il Center for Ecoliteracy, che come suggerisce il nome, si propone di promuovere l’eco-alfabetizzazione come strumento per un dialogo costruttivo. Visto che le sue pubblicazioni divulgative sono datate 1975, bisogna riconoscergli oltre agli indubbi meriti scientifici anche quello di essere stato un illuminato precursore. È sua l’esortazione di procedere con cautela nelle nostre iniziative essendo il “sistema mondo” non lineare.

 Giovanni Agnelli
Detto Gianni e noto anche come l’Avvocato (Torino, 12 marzo 1921 – Torino, 24 gennaio 2003), è stato un imprenditore e politico italiano, principale azionista e amministratore al vertice della FIAT, nonché senatore a vita. Nel 1964 sullo studio di una società di consulenza americana dà l’avvio a un nuovo programma di ristrutturazione e nel 1969 acquisisce il controllo della Ferrari (la gestione del reparto corse rimarrà a Enzo Ferrari) e nel 1970 compra al prezzo simbolico di un milione di lire la Lancia (allora nota come la Mercedes italiana). Nello stesso periodo inizia la scalata alla internazionalizzazione tuttora in corso e fin da allora il progetto si realizza nel giro di una decina d’anni con le unità produttive presenti su 4 continenti. Intanto gli effetti dell’apertura dei mercati all’interno della CEE si fa sentire e la concorrenza straniera aumenta. Nel 1974 la FIAT S.p.a. si trasforma da realtà industriale a holding finanziaria. Negli anni ottanta la FIAT-AGNELLI grazie a una profonda riorganizzazione basata sulla robotizzazione e sulla automatizzazione dei processi, porta a un periodo di prosperità con l’ipotesi di un matrimonio con la FORD, che però sfuma. L’avvocato riesce a impedire alla società di Detroit di impossessarsi dell’Alfa Romeo acquisendola lui stesso. Intanto si affacciano sul mercato automobilistico i giapponesi. Nel 1987 Agnelli blinda il controllo della Fiat da parte della famiglia costituendo la Società in accomandita per azioni Giovanni Agnelli, nella quale confluiscono le partecipazioni degli ormai numerosissimi componenti della famiglia. Nel 2003, dopo una parentesi con la General Motor e la consociata tedesca OPEL che termina con un nulla di fatto, inizia una nuova crisi dell’auto, ma ormai la vita terrena dell’Avvocato volge al termine, era il 24 gennaio di quell’anno.
È sua l’affermazione che le competenze e l’intelligenza dei funzionari e delle maestranze per produrre buoni risultati deve basarsi su una razionale organizzazione.

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