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Quinto Seminario Nazionale sul controllo dei Culicidi

Nel corso dell’incontro, focus sulla Aedes albopictus e sulla gestione dell’emergenza

Se occorreva una conferma di quanto il livello di attenzione sul problema del controllo delle Zanzare e in particolare sull’Aedes albopictus sia alto, i numeri del Seminario, svoltosi il 17 gennaio a Parma, lo dimostrano ampiamente. Nella giornata di lavoro si sono registrati oltre 350 partecipanti, cui vanno aggiunti i molti relatori: dalle Istituzioni scientifiche agli operatori alle Municipalità, dai produttori agli operatori della disinfestazione. E uno staff organizzativo e tecnico che ha realizzato il seminario senza alcun contrattempo.
È stato ampiamente raggiunto lo scopo che ANID si era prefissata, vale a dire, raccogliere attorno a un tavolo tutti gli interlocutori che rappresentano un legittimo e significativo interesse non già alla soluzione di un problema (quello delle emergenze causate dalle zanzare) che mai potrà essere completamente risolto, quanto, invece, all’avviamento di una sinergia complessiva.
Beniamino Caputo, dell’Università “La Sapienza” di Roma, ha analizzato diversi aspetti legati al controllo e allo sviluppo delle zanzare e ai metodi di controllo per evitare la diffusione di arbovirus nel territorio e ha parlato delle patologie responsabili nei confronti degli esseri umani. Il tema poi è stato affrontato da più relatori sia pure da angolazioni differenti, utile per focalizzare cosa viene proposto come linea guida a livello nazionale – a questo proposito gli interventi di Luciano Toma e Marco Di Luca dell’Istituto Superiore Sanità – e come invece, alcune regioni, abbiano adottato quel piano, con qualche differente sfaccettatura, per monitorare al meglio la presenza di zanzare. In particolare la Regione Emilia Romagna, che nel 2007 affrontò per prima un’emergenza virale (Paola Angelini, Regione Emilia Romagna) e la Regione Veneto con molteplici casi, tenuti sotto controllo di West Nile (Simone Martini, Regione Veneto). Di particolare spessore l’intervento di Romeo Bellini sul progetto europeo LIFE CONOPS per la gestione dell’Aedes albopictus e l’esperienza portata da Rosalba Matassa e Rita Di Domenicantonio relativa alla città di Roma Capitale che si è trovata, per la prima volta, ad affrontare un’emergenza sanitaria di questo tipo.
Interessante l’intervento di Dino Scaravelli dell’Università di Bologna, del ruolo dei pipistrelli nel controllo delle specie di zanzare; mentre l’ecosistema urbano e un suo controllo sostenibile è stato analizzato da Massimiliano Pietro Bianco dell’ISPRA. Un aspetto non trascurabile è stato affrontato da Pierpaolo Zambotto di ASSOCASA: come stanno cambiando gli scenari relativamente ai prodotti (PMC e Biocidi) che potranno essere utilizzati per la lotta alle zanzare e ai parassiti in genere. Sulla necessità negli appalti pubblici di disporre di capitolati sempre più specializzati ha disquisito soprattutto Angelo Bruno Tamburro.
Un nuovo aspetto è stato affrontato dall’avvocato Carlo Contaldi la Grotteria sull’adozione di un Regolamento in sostituzione delle Ordinanze che risultano sempre più obsolete. Sarebbe ora che le Amministrazioni Comunali le inserissero nei regolamenti, e che facessero dei Capitolati competenti e adeguati da sottoporre alle stazioni appaltanti.
Al termine dei lavori ecco alcuni punti esplicitati e condivisi da Anid e dai partecipanti:
• l’opportunità di un Piano Nazionale Sanitario, di competenza del Ministero della Salute, che realmente individui e impegni adeguatamente soggetti e risorse;
• una gestione dei dati rilevati territorialmente quanto più possibilmente condivisa;
• il superamento dello strumento dell’ordinanza sindacale con la definizione di un Regolamento più omogeneo;
• la regolamentazione degli interventi operativi in relazione alle aree di rischio sanitario e al benessere delle persone;
• la professionalità e la formazione documentata degli Operatori della disinfestazione;
• l’utilizzo di prodotti PMC regolarmente autorizzati per gli usi specifici dal Ministero della Salute;
• l’attenzione alle problematiche ambientali ed ecosostenibili;
• la definizione di capitolati d’appalto competenti e adeguati da porre a disposizione delle stazioni appaltanti;
• un controllo effettivo da parte delle Autorità sanitarie locali.

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