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Allarme formiche

L’esplosione del caldo è da ritenersi tra le cause principali dell’infestazione di formiche. In questo caso è stato effettuato un trattamento in ambiente esterno

È proprio il caso di gridarlo: “allarme formiche”! Se teniamo buono quanto affermano gli scienziati che stimano il peso di una singola formica adulta variabile fra 1 e 10 mg e che valutano il numero di formiche esistenti sulla Terra tra 1 e 10 milioni di miliardi, combinando i dati risulterebbe che il loro peso totale sarebbe simile, o addirittura maggiore, al peso di tutti gli esseri umani, vale a dire circa 100 milioni di tonnellate; come dire 20 milioni di elefanti.
Per continuare a giocare con i numeri se mettessimo una sull’altra tutte le formiche del nostro pianeta riusciremmo a raggiungere la Luna, farci un giro completo e costruire un altro ponte per il ritorno… e ne avanzerebbero ancora tante per fare un paio di volte il giro del nostro equatore. Naturalmente i dati relativi alla loro lunghezza (5 mm) e il loro peso sono attendibili sul censimento e io mi inchino di fronte agli scienziati.

Premessa e dimensioni del problema
Ora non dico che l’allarme formiche nell’ospedale lombardo di cui ci occupiamo in questa sede possa vantare numeri di sei cifre, ma qualche migliaia sicuramente sì. Inoltre sono comparse nel tardo autunno all’improvviso, tutte concentrate al pian terreno e al primo piano del convitto della scuola per infermiere.
Al di là dello scompiglio che le lunghe processioni di queste laboriose “operaie” hanno creato, la domanda che mi veniva posta era: “Perché e da dove vengono?”, più ancora di come “risolvere” il problema. Oltre a tutto aleggiava una certa apprensione sul rischio che l’invasione si estendesse.
I lati interessati all’infestazione erano le facciate orientate a Est (circa 25 m) e parzialmente quella a Sud (circa 10 m). La Palazzina è di tre piani più un seminterrato. L’entrata è sul lato Nord e dà su un piccolo piazzale asfaltato, mentre il lato Ovest è destinato a parcheggio. Gli altri due confinano con delle aiuole.

Interviste
Da alcune interviste le prime avvisaglie si erano notate verso la fine di maggio primi di giugno, ma niente di preoccupante. La presenza di formiche era ritenuta “fisiologica” in quanto si presentava tutti gli anni. Inoltre, di formiche sulle piante di rose se ne erano viste sempre. Una studentessa le segnalava anche sulle ortensie e su una, invero striminzita e sofferente, piantina di acero rosso. In più a fine luglio c’erano stati anche due sciami di formiche con le ali.

La parola al naturalista
La presenza di formiche sulla vegetazione (soprattutto sulle rose) era dovuta agli attacchi di pidocchi che, come è noto, attirano le formiche con la loro produzione di melata. Gli sciami potrebbero essere imputabili alla specie Lasius niger, che però non ho riscontrato; mentre ho ritrovato alcuni esemplari di formica faraone (Monomorium pharaonis) e una forte infestazione della formica argentina (Iridomirmex humilis), vedi schede bio-etologiche.

La parola al disinfestatore
Il diktac era eliminare l’infestazione “oggi per ieri”. Per cui, ancora prima di approfondire il problema, la ditta di disinfestazione aveva fatto due trattamenti in emergenza nelle aree esterne. Irrorazioni sui muri, sul piccolo marciapiede che circonda l’edificio e sulla parte di aiuola a stretto contatto con il marciapiede più sulle entrate di tutti i formicai visibili nelle aree verdi.
I Presidi Medico Chirurgici utilizzati sono stati rispettivamente per gli interni un gel a base di Imidacloprid allo 0,01% e Bitrex (denatonio benzoato) allo 0,008% [un poco più di mezza siringa per le 120 gocce posizionate da 200 mg cadauna (pari a 24-25 gr di gel; la siringa ne contiene 40 g)] e per gli esterni un insetticida in formulazione flowable acquosa a base di Deltametrina (2%), Tetrametrina (3%) e Piperonil Butossido (6%) diluito allo 0,3% per i trattamenti mirati all’entrata dei nidi (5 secondi per ogni singola erogazione) e ai perimetri erbosi confinanti con i cordoli del marciapiede (4 litri di sospensione per i 35 metri trattati); e allo 0,7% per le superfici murarie esterne (dosaggio unitario stimato 100 mq per 10 l di sospensione) e per il marciapiede esterno con un consumo totale di poco meno di 30 l di sospensione. Il consumo di PMC concentrato è stato di poco più di 200 ml per le superfici esterne verticali e orizzontali e di 20 ml per i nidi e il bordo erboso. In totale poco meno di un quarto della confezione da un litro. Il tempo per effettuare il lavoro è stato di 4 ore escluso la trasferta. Di cui il 30% è da imputare alla irrorazione delle superfici e dei nidi e il restante per l’applicazione del gel. L’integrazione delle due tecniche, a parer mio, non è proprio ortodossa ma lo stato di allarme lo ha reso necessario.
Come spunto di riflessione resta il fatto che certe improvvise esplosioni di infestanti, primo non trovano spiegazioni soddisfacenti e, secondo, rischiedono da parte della Committenza tempestività d’intervento è richiesta in modo perentorio dalla committenza.

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