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La Carta Tissue in crescita,nonostante le turbolenze del mercato

Alcuni produttori incontrati a Interclean hanno confermato la ripresa degli ultimi due anni, ma non hanno nascosto le preoccupazioni per il mercato di riferimento

Il mercato Europeo del Tissue rappresenta circa il 10% del mercato Europeo di Carte e Cartoni e circa il 23% del mercato globale (percentuale in crescita). Vale circa 10 miliardi di Euro e cresce circa il 2% l’anno. Circa il 75% del fatturato è venduto ai consumatori domestici attraverso i negozi, mentre il resto è venduto al canale AFH (Away From Home, consumi fuori casa) ovvero al mercato “business to business”.
Quest’ultimo settore comprende una varietà di segmenti: ospedali, hotel, ristoranti, industrie, uffici, eccetera.
L’Italia è leader europeo con un +4.6% di produzione nel 2017 e con una grandissima capacità di innovare in termini di prodotto e di tutela ambientale. Il primo trimestre 2018 ha fatto registrare nel complesso della produzione cartaria italiana (secondo i dati di Assocarta) un ulteriore, anche se lieve, miglioramento dei volumi prodotti (+0,2%) – proprio per gli importanti aumenti della richiesta di carte per usi igienico sanitari (+3%) – e un fatturato in crescita del 6%, dovuto più che altro ad aumento dei prezzi che le cartiere sono state costrette a effettuare per recuperare i rincari delle cellulose.
L’Italia non è un paese produttore di cellulosa, per cui le nostre cartiere devono importarla, confrontandosi con rincari pesanti e continui. Da fine 2016 ai primi mesi di quest’anno la cellulosa è rincarata di +320 dollari la tonnellata (+39% arrivando a essere quotata 1.030 dollari) per le fibre corte e di 410dollari (+63% con quotazione 1.090 dollari) per le fibre lunghe.
Anche le quotazioni della carta da macero sono incostanti e non consentono una programmazione corretta degli approvvigionamenti.
A tutto ciò si aggiunge il fatto che il settore cartario sta cambiando a livello globale. Per esempio, i due colossi sudamericani Fibria e Suzano, che rappresentano un terzo dell’offerta mondiale di fibre corte, destinate soprattutto alla carta tissue, hanno deciso una fusione che – antitrust permettendo – darà vita a un gigante da circa 19 miliardi di dollari di capitalizzazione, con una capacità produttiva di 10,8 milioni di tonnellate l’anno:?una quota che è pari al 17,6% dell’offerta globale di cellulosa, che la società di consulenza Pöyry stima pari a 61,2 milioni di tonnellate l’anno, ma che sale addirittura al 45% se si guarda specificamente al mercato in cui operano le due società. (Il Sole24Ore). Per le cartiere italiane la notizia è fonte di «grande preoccupazione», afferma il presidente di Assocarta Girolamo Marchi. «L’accordo tra Fibria e Suzano interviene in un mercato già molto concentrato in pochi produttori, con tutte le conseguenze del caso.

Altro elemento destabilizzante è dato dalla Cina, che sta comprando cellulosa a tutto spiano, in primo luogo in Finlandia, Svezia, Canada (produttori di fibre lunghe), ma ora sviluppando in modo forte una domanda di cellulosa a fibra corta sudamericana perché i cinesi hanno scoperto la comodità dei fazzoletti usa e getta, dei tovaglioli doppio velo e della carta igienica.
Così il settore della carta tissue è compresso tra un rincaro dei prezzi, a causa della crescente domanda di cellulosa, dal processo globale di concentrazione tra società e sono schiacciati dalla domanda forte della grande distribuzione, che detta legge su quantità e prezzi.
La produzione italiana del tissue, per questi motivi, potrebbe essere in difficoltà se non guardasse all’estero.
E questo orientamento è emerso chiaramente a Interclean, dove molto folta è stata la rappresentanza italiana di produttori di carta tissue, che, per quanto contenti della partecipazione e dell’interesse suscitato dall’utenza internazionale, per le proposte innovative, hanno confermato la ripresa degli ultimi due anni, ma non hanno nascosto le preoccupazioni per un mercato in continua evoluzione.
Ecco alcune voci.

CARIND
Il quadro in tutta la sua complessità è chiarissimo per Jacopo De Santis, Procurement Account di Carind: «Noi produttori siamo tra l’incudine e il martello, ossia tra la paura di perdere la clientela, costituita per lo più dalla grande distribuzione che si attende prezzi sempre più bassi, e l’impossibilita di adeguarci a queste richieste per le turbolenze che sono sempre più forti, tra la cellulosa che rincara, la Cina che accaparra e il mercato asiatico che riesce a essere più competitivo. Tuttavia noi siamo in crescita, in quanto la qualità italiana è ancora riconosciuta come la migliore. Esportiamo in 35 nazioni il 48% della nostra produzione, mentre il restante 52% lo assorbe il mercato italiano».

LUCART GROUP
Alessandro Storti, Brand Manager Lucart Group conferma: «Il notevole incremento della cellulosa ha un impatto notevole su un’azienda come la nostra. Però siamo stati preveggenti, in quanto, perseguendo la sostenibilità ambientale, ricicliamo la carta dal 1989, quindi riusciamo a offrire alla nostra clientela una gamma di prodotti sui cui non incide il rincaro della materia prima. La differenziazione delle gamme è stata la strategia per rispondere alle molteplici esigenze di mercato anche nel 2017». La sostenibilità ambientale per Lucart è un must che ha portato l’azienda a ripensarsi nell’ottica di una reale Economia Circolare, con il progetto EcoNatural, per cui tramite una tecnologia innovativa che separa le fibre di cellulosa presenti nei cartoni per bevande dalle parti il polietilene e alluminio, senza l’utilizzo di sostanze nocive per l’uomo o per l’ambiente, si ottengono dai contenitori Tetra Pak due nuove materie prime di alta qualità. Dalle fibre di cellulosa, si ottiene il Fiberpack®, la carta utilizzata per i prodotti per l’igiene, la tavola e l’industria della linea EcoNatural di Lucart. Dal polietilene e alluminio, invece, l’azienda ha ottenuto un materiale chiamato AL.PE.®, che viene utilizzato per produrre sistemi innovativi di erogazione di prodotti tissue oltre a pallets, pali di ancoraggio per le gondole di Venezia, tutti riciclati e riciclabili una volta giunti a fine vita. Grazie a questa politica lungimirante e a una serie di acquisizioni, (ultimo in ordine di tempo il Gruppo spagnolo CEL Technologies & System). Lucart è in costante forte crescita, confermandosi tra i leader del settore anche sui mercati europei.
Rincaro della cellulosa, la crisi economica, le cui conseguenze non sono ancora del tutto alle spalle, la vocazione ecologica sono alla base delle scelte di Hygenia, per la prima volta a Interclean dove i suoi prodotti hanno destato un vivo interesse da parte dei visitatori internazionali.

HYGENIA
Anche il CEO di Hygenia, Pasquale Fierro, conferma la tendenza positiva del mercato, sia nel 2017 che nei primi mesi del 2018: «Le vendite della carta tissue sono praticamente sempre in crescita, perché asciugamani, tovaglioli, tovaglie non si devono lavare. Inoltre, gli asciugamani in carta sono riconosciuti come i più igienici che ci siano. Inoltre, noi presentiamo una carta veramente innovativa, in quanto ricavata dal bambù, il che ci permette di potere contenere i costi e di salvaguardare l’ambiente, in quanto non distruggiamo risorse naturali, ma utilizziamo una pianta infestante, il cui trattamento, nella produzione, non richiede l’impiego di prodotti chimici. Siamo gli unici a presentare questo tipo di prodotto e l’interesse suscitato è stato tale che ci ha confermati nella nostra scelta e nella decisione di guardare al di fuori dei confini italiani».

PAPERDI
Importanti investimenti sono stati effettuati da Paperdi, ha spiegato il Direttore commerciale Alberico Renzi: «Abbiamo avviato una nuova cartiera per la produzione di cellulosa e a breve installeremo una nuova linea per la produzione dei piegati a V per fare fronte a una richiesta in costante aumento. Il 25% del fatturato è dovuto all’esportazione. Operiamo in tutta Europa, nei paesi del Nord Africa e in quelli del Medio Oriente. Il trend è in costante crescita e in forte evoluzione dal 1993».

ICA
Oltre 40 tipologie diverse di Carte in formato Bobina Madre che vanno dalla Pura Cellulosa (1 velo, 2 veli e 3 veli con grammature al m? dai 15 fino ai 30 grammi) alle Tagliate (1 velo e 2 veli con grammature dai 19 a salire fino 25 grammi) e infine le Riciclate con le loro suddivisioni in base al tipo di macero utilizzato (ovatte nazionali, semiovatte ed avana ad 1 velo 2 veli con grammature dai 17 grammi fino ai 34 grammi): questa l’offerta di ICA, il cui Amministratore Delegato Mattia Bonetto ha precisato: «Grazie all’iper e al super ammortamento del Piano Industria 4.0, abbiamo messo in rete tutti i macchinari di ultimissima generazione per ridurre i costi dell’elettricità, per velocizzare la produzione e risparmiare sui materiali di consumo e sul packaging». Negli ultimi tre anni ICA ha registrato un incremento costante del fatturato del 10/15%, espandendo i confini commerciali fino agli “angoli” più remoti del pianeta, dall’Oceania al sud est Asiatico, dall’Africa all’Europa intera. I primi mesi del 2018 sono stati stabili, perché c’è stata una flessione della domanda da parte dei paesi europei. Nonostante questo, il fatturato è soddisfacente tanto da avviare politiche di assunzione, soprattutto di personale giovane da fare crescere per sviluppare le nuove competenze che l’evoluzione del mercato richiede.

CELTEX
«Il crescente aumento della pura cellulosa può essere percepito dal mercato della carta quale pericolo o opportunità», afferma Attilio Giannasi, Direttore Commerciale di Industrie Celtex e prosegue: «Quello che è chiaro è che questo periodo di criticità decreta il termine della red economy, basata sull’economia lineare del “Take, Made & Dispose” e impone di ripensare lo sviluppo sostenibile. Industrie Celtex, infatti, supera il tradizionale concetto di sostenibilità basato sulla green economy e applica ai propri processi produttivi i principi della Blue Economy. Ispirandosi al funzionamento degli ecosistemi, dove nulla è sprecato e tutto viene riutilizzato all’interno di un processo a cascata, che trasforma gli scarti di un ciclo in materie prime di un altro ciclo, il modello produttivo di Industrie Celtex è volto a proporre due linee di prodotti ecologici E-Tissue e Save Plus».
Realizzati da maceri premium, le gamme ecologiche Celtex generano opportunità di sviluppo economico e sociale per la collettività, anticipando le necessità della clientela con prodotti tissue riciclati di qualità, sistemi di dispensazione affidabili e durevoli, che guardano al design con un approccio olistico e avvalorano la sostenibilità del ciclo di vita del prodotto, generando benefici sociali e ambientali. I recenti investimenti nell’Industria 4.0, nell’automazione logistica sul territorio nazionale, gli avanzamenti tecnologici per un processo produttivo sempre più efficiente si traducono in innovazione per conservare la catena del valore della carta secondo i principi della Blue Economy.

CENTRALCARTA
«La situazione del mercato è in fermento – conferma Emanuele Del Ministro, Direttore commerciale -. I clienti cercano le migliori condizioni possibili per quanto riguarda il prezzo. E noi tutti, che siamo trasformatori, siamo in balìa delle turbolenze, perché poche sono al mondo le aziende che producono cellulosa e in più la Cina sta comperando a tutto spiano. Ci sono sempre state oscillazioni, ma l’anno scorso e i primi mesi di quest’anno sono stati difficili. Tuttavia, noi dal 2016 siamo costantemente cresciuti, in termini di volumi e di fatturato, perché effettuiamo uno stretto controllo sulle materie prime, tutte certificate, e abbiamo una nostra cartiera che ci consente di mantenere la stessa qualità, anch’essa certificata, nel tempo».
Centralcarta esporta il 35% del fatturato in Centro e Nord Europa, nell’Europa dell’Est, in Nord e Sud America.

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