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Insetti in ospedale

Ma che insetto è questo? Identificazione e intervento di disinfestazione e sanificazione in un reparto ospedaliero

Alcuni insetti sono stati ritrovati da un addetto alle pulizie in una cucinetta di reparto, posta al primo piano, di una struttura ospedaliera lombarda.
In un primo tempo sono stati scambiati per ragnetti, ma poi è stata avanzata l’ipotesi più inquietante che si trattasse di giovani zecche. In questi casi la tecnologia ci viene in aiuto e le fotografie ci pervengono via WhatsApp. In un primo tempo si pensa a strani tarli o a piccoli curculionidi (quest’ultima ipotesi viene subito scartata utilizzando una lente x 2, ingrandire la foto la sgranava).
Per quelle strane combinazioni due giorni dopo ci vengono portati altri esemplari catturati con una trappola collante e alcuni di essi sono identici a quelli giunti per foto. A questo punto l’identificazione appare una questione di competenza entomologica: si tratta di esemplari adulti di Gibbium psylloides (coleottero della famiglia dei Ptinidae).
Il percorso di identificazione entomologica non ci deve stupire più di tanto. Il G. psylloides non è un insetto che si incontra tutti i giorni e, diciamoci la verità, in questi casi ci si affida alle tavole di classificazione dicotomiche anche se sarebbe necessario farlo in nome dell’ortodossia scientifica, ma la ricerca avviene consultando testi e chiedendo aiuto a colleghi e al passa parola (nel nostro caso i risultati sono stati una identificazione fatta da una collega entomologa di grande competenza ed esperienza).
A riprova del fatto che il “nostro” insetto non è molto diffuso non si trova neppure nel bel libro: “Guida degli insetti d’Europa” di M. Chinery (Franco Muzzio Editore) che però riporta il Ptinus fur come tipico rappresentante della famiglia. (vedi foto della copertina del testo).

Ma chi è il Gibbium Psyllides?
Il Gibbium psylloides, detto anche “tarlo ragno” appartiene alla famiglia degli Ptinidae ordine dei Coleotteri. Sono insetti di piccole dimensioni (2-4 mm), assomigliano vagamente ai ragni perché la parte dorsale dell’addome è fortemente convesso, hanno lunghe zampe e antenne filiformi. In genere sono onnivori con una certa propensione a nutrirsi di cereali, loro derivati, frutta secca (nessuna specie è xilofaga) e, gli adulti, anche di tessuti (a tal proposito sono segnalati danni causati dal “tarlo ragno” a un gagliardetto di una squadra di calcio contenuto in un involucro plastico, e per saperne di più è possibile consultare: http://www.entomologiitaliani.net/public/forum/phpBB3/viewtopic.php?t=25032, dove c’è anche una bella foto dell’insetto adulto). Il ciclo biologico dei Ptinidi, che comporta metamorfosi complete, si compie in due-tre mesi e le femmine giungono a deporre fino a 100 uova. Il loro ambiente naturale sembra essere costituito da nidi di uccelli e di altri animali. A tal proposito si segnala che il presidio ospedaliero in questione ospita un certo numero di piccioni con nidificazioni attive.

L’intervento di disinfestazione e sanificazione
Il trattamento si è svolto in tre fasi.
La prima di emergenza realizzata con una bombola aerosol tesa a eliminare gli insetti presenti avendo cura di trattare tutti gli anfratti e nascondigli presenti. Si è partiti dalla porta di ingresso curando in particolare il telaio sia nella parte interna sia all’esterno (corridoio). Poi la finestra e quindi il retro dei mobili e il pavimento (in particolare la parte sotto gli armadi che non era molto pulita).
La seconda è stata una pulizia di fino con asportazione dello sporco in un sacchetto sigillato posto in un piccolo contenitore per rifiuti ospedalieri. Pratica precauzionale richiesta dalla Direzione Sanitaria.
La terza fase è stata un ripasso con la bombola spray contenente un principio attivo a effetto residuale erogato in modo mirato (nessun trattamento nell’aria-ambiente).
Le tre fasi sono durate complessivamente un’oretta per due operatrici e la cucinetta è stata interdetta al personale fino alla mattina dopo. Le piccole operazioni rutinarie sono state delegate a un reparto adiacente e, come spazio di appoggio, è stato utilizzato un locale ripostiglio.
Un’azione complementare è stata affidata verbalmente al personale della ditta di servizi e al personale infermieristico: di porre attenzione a eventuali “ospiti indesiderati”. Inoltre, è stato raccomandato al responsabile della ditta di servizi di procedere a una pulizia più accurata delle aree nascoste di tutte le cucinette.
Interventi di disinfestazione si sarebbero dovute attivare solo se si fossero riscontrate presenze di insetti.
La domanda più frequente è stata: “Ma da dove sono venuti?”. Naturalmente nessuna risposta certa è stata data.

Insetticidi spray utilizzati

Bombola aerosol a base di:
Trasflutrina (nr. Indice 607-223-00-8) = 0,110 g
Cyflutrina (nr. Indice 607-253-00-1) = 0,025 g
Piperonil butossido (nr. CAS 51-03-6) = 0,200 g
Estratto di Eucalipto (nr. CAS 8000-48-4¸84625-32-1) = 0,500 g
Acqua, coformulanti e Propellenti = q.b. a 100 g
Ambienti interni e esterni contro mosche e zanzare (protezione 8 h) formiche e scarafaggi (protezione 3 settimane). Inoltre nelle caratteristiche riportate in etichetta si recita “protegge da tutti gli insetti molesti” (ampliando così lo spettro d’azione).
Bombola aerosol a base di:
Permetrina 25/75 = 0,4 g
Tetrametrina = 0,2 g
Coadiuvanti solventi e propellenti = q.b. a 100 g
Insetticida pronto all’uso utile per l’eliminazione di scarafaggi e formiche. (omissis) grazie all’azione sinergica dei suoi 3 principi attivi, offre un effetto abbattente immediato e una lunga durata d’azione. La bomboletta aerosol dispone di una cannuccia che facilita i trattamenti localizzati necessari contro questo genere d’insetti che si rifugiano in nascondigli come crepe o zone nascoste. Effetto rapido e duraturo. Attivo su tutti gli insetti striscianti

NB: l’utilizzo di due differenti Presidi Medico Chirurgico non è dovuto a una valutazione tecnica, ma derivava dalla disponibilità del magazzino. Vero è che la bombola munita di una cannuccia di erogazione ha permesso un uso più mirato.

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