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Def, CNA: “Poco spazio per artigiani e piccole imprese”

Estendere la flat tax a tutti i soggetti Irpef ed evitare l’aumento dell’IVA: queste le priorità secondo la Confederazione

“La ripresa non può che passare per le imprese. E quando si parla di imprese in Italia, per la struttura del sistema produttivo nazionale, si parla soprattutto di artigiani, piccole e medie imprese. Nessuno può dimenticarlo. Mentre sembra che nel Def appena presentato dal governo questo imperativo categorico sia spesso dimenticato. In particolare, sul fronte fiscale emerge addirittura un maggiore prelievo rispetto ai partner europei concorrenti. Va estesa la flat tax a tutti i soggetti Irpef e bisogna mettere mano a una riforma organica della tassazione del reddito d’impresa soggetto all’Irpef.”

È questo l’appello rivolto al governo dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, a commento del Documento di economia e finanza recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri.

È necessario rilanciare la politica infrastrutturale per far guadagnare competitività alle imprese. Una politica infrastrutturale che non si limiti alle grandi opere, però, ma sia estesa alle infrastrutture medio-piccole, in grado di riqualificare il territorio e distribuire i benefici sull’intero sistema Paese. In materia di credito, vanno messi in campo strumenti per allentare la persistente stretta creditizia. Prima di tutto, non si snaturi  Fondo centrale di garanzia, istituito proprio per facilitare l’accesso ai finanziamenti di micro e piccole imprese

La CNA reputa poco convincenti i provvedimenti “bandiera” della maggioranza di governo, come “Reddito di Cittadinanza” e Quota 100, parlando di uno “spiccato sapore assistenzialista.” Piace poco anche la proposta di un cosiddetto salario minimo, che “rischia di indebolire il successo consolidato dei rapporti tra le parti sociali.” Piuttosto sarebbe auspicabile una riduzione del costo del lavoro e del cuneo fiscale.

“Vanno disattivate – conclude il comunicato – le cosiddette clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’Iva e il conseguente effetto shock sui consumi interni, che hanno bisogno, invece, di essere rilanciati al più presto, in considerazione delle crescenti difficoltà che le imprese esportatrici incontrano sui mercati internazionali in preda a guerre commerciali come non se ne vedevano da lungo tempo”.

Proprio su quest’ultimo punto è stato ascoltato oggi il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, che davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato ha confermato l’aumento dell’IVA “in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative.”

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