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AfidampCom a Pulire 2019: il mercato è in buona salute

Il mondo della distribuzione è in ripresa. I mercati che generano maggiore fatturato sono l’Horeca e le imprese di pulizie

AfidampCom, sempre sensibile ai temi del monitoraggio puntuale e approfondito delle dinamiche settoriali e di mercato, promuove da qualche anno un’indagine sul “Mercato italiano della distribuzione nel settore del professional cleaning”, realizzata anche per quest’anno da Cerved_On Marketing Services. 

I principali obiettivi dell’indagine sono: rilevare l’andamento del mercato in termini dimensionali, identificare le caratteristiche delle aziende che operano nel settore, identificare punti di forza e di debolezza del settore e e accogliere spunti sulle previsioni future delle aziende del settore. 

“La prima cosa che abbiamo fatto – hanno detto Stefano Bertali e Carmine Iuliano di Cerved – è stata quella di delimitare l’universo del settore: si stima che sul territorio possano esserci circa 1500 aziende opertative sul territorio e rispetto allo scorso anno abbiamo un centinaio di aziende in più. Inoltre, si stima che complessivamente il fatturato generato dalle 1.500 aziende dell’universo individuato ammonti a circa 2,1 miliardi di euro, in leggera crescita rispetto al fatturato dello scorso anno che era di circa 2 miliardi. 

Il campione studiato

A partire da questo universo, si è isolato un campione di circa 258 aziende alle quali è stato somministrato un questionario ad hoc. Cerved ha stimato anche il margine di errore, che si aggira intorno al 5,6%, con una probabilità del 95%. Le interviste sono state condotte al telefono con metodologia C.a.t.i. (Computer-Assisted Telephone Interviewing) da intervistatori specializzati nel segmento B2B, al titolare o al responsabile degli acquisti aziendale. Il periodo è stato marzo-aprile 2019. 

Il fatturato

Il primo dato più interessante riguarda il fatturato. A fronte di oltre metà delle aziende dal fatturato che non supera il milione di euro, esiste un 20% che supera i 2,5 milioni di euro. Più nel dettaglio, il 75% delle aziende fattura fino a 1,5 mil ma determina solo il 30% del fatturato globale del settore. Il 10% delle aziende fattura più di 3,5 mil ma determina quasi il 50% del fatturato globale del settore. Relativamente poco rappresentata la fascia di mezzo, tra il milione e i 2,5: con un’incidenza intorno al 12%.

I prodotti chimici

Gli elementi dell’offerta che maggiormente impattano sono i prodotti chimici e i consumabili. A seguire macchinari, attrezzature, servizi e noleggio. Si stima che i primi generino circa 720 milioni di volume d’affari, i prodotti di consumo intorno ai 420, le macchine 420, in crescita rispetto allo scorso anno, decresce  il volume delle attrezzature 250. Il noleggio e i servizi di assistenza sono stabili e si aggirano fra i 160 e i 100 milioni. 

Tipologie di clienti

Nell’ambito delle tipologie di clienti, notiamo l’Ho. re.ca rimane al primo posto: siamo a 520 milioni, seguiti dai 500 delle imprese di pulizia, in crescita rispetto allo scorso anno, e dai 380 dell’industria, che risulta in calo. Enti pubblici 190 e sanità 160. A salire Gdo con 180 e inavariato gli artigiani a 70.

Territorio di riferimento

Per quanto riguarda il territorio di riferimento dell’azienda, la maggior parte, il 29,3%, opera in un ambito territoriale provinciale, il 34,2% regionale. Il 14% delle aziende va oltre regione, il 18% copre il territorio nazionale e il 5% delle aziende opera anche all’estero.

Numero di addetti

Confermata la dimensione molto ridotta delle aziende: il 48% conta meno di 5 addetti, il 28% tra 5 e 10, il 16,4% tra 11 e 20 e oltre 20 il 6,6%.

La promozione

Il principale canale di promozione resta il sito internet aziendale, precisamente per il 54% delle aziende. Circa il 30% privilegia i social network, che salgono a 87,7% tra chi fattura più di 5,5 milioni, un trend in crescita. Impattanti anche il passaparola e il contatto diretto attraverso figure commerciali entrambi intorno al 22%. A seguire campagne e-mail, cataloghi, depliant, fiere e comunicazione mirata sui canali del settore, tutti tra il 7 e il 12%.

I canali di vendita più utilizzati sono ancora quelli che privilegiano il contatto diretto con il cliente, ossia la vendita diretta in sede o tramite agenti e dipendenti.  Si registra una leggera crescita della percentuale di vendita attraverso e-commerce, che non convince ancora del tutto.

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