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Appalti pulizie nelle scuole: assunzioni a partire da gennaio 2020, ma ancora non c’è il bando
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Appalti pulizie nelle scuole: assunzioni a partire da gennaio 2020, ma ancora non c’è il bando

Perplessità da parte dei sindacati sull’utilizzo dei contratti part-time e sulla possibilità di selezionare una sola provincia nella domanda di concorso

Si è svolto ieri, 5 novembre 2019, l’incontro tra Ministero della Pubblica Istruzione e sindacati in merito alle assunzioni dei lavoratori impiegati come personale di pulizia nelle scuole, dopo lo stop agli appalti esterni sancito dalla Legge di Bilancio 2019 e confermato dal recente Decreto Scuola, in base a cui, a partire dal 2020, le mansioni di pulizia torneranno in capo al personale ATA interno ai singoli istituti.

A giugno il Miur ha pubblicato il decreto con le tabelle sulle dotazioni organiche complessive del personale ATA per il triennio 2019-2022: in totale 203.434 posti, ripartiti a livello regionale. I posti accantonati per i lavoratori attualmente impiegati dalle imprese private di pulizia, anche questi ripartiti su base regionale, sono 11.507.

Un primo incontro tra governo e sindacati si era svolto lo scorso 10 ottobre, in attesa della pubblicazione del decreto per la procedura concorsuale, che faceva temere per un ritardo nel processo di internalizzazione dei lavoratori. Il bando manca tuttora, ragion per cui i sindacati, al termine dell’incontro di ieri, hanno espresso forti perplessità.

La Cgil, in particolare, ha lamentato la mancanza delle necessarie assicurazioni sull’internazionalizzazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti — che sarebbero in totale 16mila, non tutti con i requisiti necessari per accedere alla selezione per il 11.507 posti accantonati.

Il Ministero, per aumentare il numero dei lavoratori internalizzati, avrebbe avanzato la possibilità di utilizzare anche i contratti part-time, soluzione su cui ha espresso la propria contrarietà la sigla sindacale di base USB. Quest’ultima ha chiesto di dare la possibilità di selezionare tutte le province – e non una sola – nella domanda del concorso, proponendo anche l’apertura di “un tavolo politico per affrontare la questione degli esuberi, ribadendo però che è giunto il momento di emanare questo bando, dando agli uffici scolastici provinciali e regionali tempi adeguati per la valutazione delle domande ed emanare una graduatoria in tempi utili.”

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2 Comments

    1. Buongiorno Maria Caruana,
      Per conoscere con certezza i requisiti dovrà aspettare l’uscita del bando. Le consigliamo comunque di rivolgersi a un sindacato per avere una consulenza da parte di un esperto.

      Cordiali saluti,
      La redazione

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