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Linea Guida “La cultura del pulito”: PRIMO VOLUME, PRIMO CAPITOLO

Uno strumento di lavoro dedicato alle diverse figure professionali che compongono il mondo del cleaning realizzato da Mauro Martini, uno dei maggiori esperti del settore

Il percorso della Linea Guida si sviluppa su tre volumi. Il primo, La Cultura del pulito, evidenzia come gli aspetti culturali analizzati in profondità forniscano gli spunti per potenziare l’attività dei servizi, creare nuove opportunità lavorative sia per le imprese sia per le aziende. Apre nuove prospettive per il lavoro, creando o valorizzando le figure intermedie, come i capi servizio, le governanti, i portatori d’interessi, inserendole a pieno titolo non solo nell’attività specifica, ma quali portatori della cultura dell’ospitalità, la cultura del pulito e la sicurezza, la cultura della professione nel tessuto socio economico e nel contesto urbano.

Iniziamo qui a proporre il primo capitolo del primo volume, Motivazioni e presentazione:

A 1.1 – IL MARCHIO MAISON FRESH

Il marchio Maison Fresh è la visibilità che contraddistingue chi opera usando come linea guida la cultura del PULITO da chi opera con superficialità e scarsa competenza sia che si tratti dell’esecutore materiale sia che si tratti del committente.

Cultura del PULITO che apre una nuova dimensione della conoscenza ai responsabili della vivibilità degli ambienti di lavoro e fornirà al mandante e all’esecutore gli elementi necessari per elaborare in stretta collaborazione il programma delle operazioni necessarie all’ambiente in oggetto nel rispetto delle esigenze igieniche, estetiche e funzionali.

Qualità ed economicità delle operazioni sono un obiettivo ambizioso che si può ottenere solo se il responsabile interno e quello esterno hanno pari conoscenza degli aspetti culturali che rappresentano la missione che l’attività della pulizia ambientale ha nell’ambito della prevenzione sanitaria, dell’immagine pubblica e privata della funzionalità, agibilità degli ambienti di lavoro oltre e naturalmente di tutti gli aspetti tecnici che riguardano le linee d’intervento da applicare sulle specificità delle superfici che rivestono la struttura di quell’ambiente.

Il mandante e l’impresa responsabili della vivibilità degli ambienti di lavoro devono essere affrancati dai limiti della loro cultura, infatti, il pressapochismo con cui si affronta il processo dell’analisi di un ambiente, che si riflette conseguentemente sull’azione degli operatori, non è che una concausa derivante dalla mancata cultura del Pulito che al suo interno sviluppa altre forme di cultura come quella della PROFESSIONALITÀ quella DELL’OSPITALITÀ e della SICUREZZA.

Culture che devono agire come linee guida del ruolo che ogni persona esercita quotidianamente, infatti, il termine cultura non deve essere obbligatoriamente associato al fenomeno artistico ma alla ricerca costante della conoscenza e dall’impegno per applicarla.

A 1.2 – LA SOTTOVALUTAZIONE

L’atteggiamento del management nei confronti della pulizia del proprio ambiente di lavoro è stupefacente, se si considera che mensilmente eroga delle risorse per inquinarlo, e molto spesso lamenta insoddisfazione anche per le pulizie di facciata, ma si consola avendo la convinzione di aver strappato un prezzo conveniente.

È pur vero che il mondo del lavoro viaggia su due binari paralleli. Sul primo scorrono le attività degne della comune considerazione, sull’altro, quelle sottostimate come l’invisibilità dei batteri.

Concordiamo sul fatto che le macro soluzioni del manager a profitto immediato ottengono un maggior consenso rispetto a quelle che passano inosservate, anche se nella realtà sono quelle indispensabili alla sopravvivenza, mi riferisco al contadino che pur creando cibo è sempre stato affamato come quell’esercito degli operai pulitori che ogni giorno dovrebbero contrastare la diffusione dei batteri senza un’adeguata preparazione o con strumenti inadeguati e scarse risorse.

Sottovalutazione che ha determinato l’inevitabile sconfitta della prevenzione sotto il profilo igienico confermata dalle statistiche che sottolineano l’eccessivo assenteismo dal lavoro, forse per patologie contratte proprio nello stesso ambiente o come i virus influenzali si propagano facilmente o peggio quando i dati diventano drammatici se c’è chi sostiene che sono 49000 i decessi imputabili alle infezioni contratte negli ospedali.

Gli ambienti dove alta è la rotazione delle persone, come ad esempio l’albergo, il rischio di contrarre una patologia è presente e potrebbe essere causata dall’ospite che l’ha preceduto o la stessa cameriera ai piani che non applica la corretta prassi igienica.

Prima o dopo, tutto ciò che è stato sottostimato presenterà il suo conto.

A 1.3 – LA LINEA GUIDA L’AZIENDA NELL’AZIENDA

Elaborare questa linea guida ha richiesto un lavoro meticoloso e molto tempo per individuare ed esaminare quelle debolezze del sistema che non hanno consentito di raggiungere un risultato conforme alle reali esigenze di un ambiente.

Il percorso della linea guida L’AZIENDA NELL’AZIENDA si sviluppa su tre volumi:

  • Il primo evidenzia come gli aspetti culturali analizzati in profondità forniscono gli spunti per potenziare l’attività dei servizi, creare nuove opportunità lavorative sia per le imprese sia per le aziende. Apre nuove prospettive per il lavoro, creando o valorizzando le figure intermedie, come i capi servizio, le governanti, i portatori d’interessi, inserendole a pieno titolo non solo nell’attività specifica, ma quali portatori della cultura dell’ospitalità, la cultura del pulito e la sicurezza, la cultura della professione nel tessuto socio economico e nel contesto urbano.
  • Il secondo volume articola l’analisi dell’ambiente nei vari aspetti fornendo tutti i dati metrici e numerici, le caratteristiche delle superfici e i fattori aggressivi con cui gli operatori dovranno confrontarsi, oltre alle condizioni di lavoro e le possibili ingerenze e imprevisti che possono manifestarsi lungo la dorsale dell’appalto.
  • Il terzo volume è dedicato all’azione. Sul quadro della situazione emerso dall’analisi, fornirà le indicazioni su come fare e non fare determinate operazioni, ma essenzialmente consentirà l’elaborazione di un piano degli interventi e le frequenze dell’azione peri risultati conformi alle reali esigenze di quell’ambiente.

A 1.4 – VISIBILITÀ DEL PERCORSO

Dopo un’attenta fase di collaudo i responsabili, solo dopo aver raggiunto la conformità del risultato in relazione alle specifiche esigenze di quell’ambiente, potranno fregiarsi del marchio MAISON FRESH ed esporlo con un distintivo da applicare alle divise degli operatori e un adesivo che evidenzia quali attrezzature sono utilizzate per compiere l’azione pulente.

La visibilità del marchio MAISON FRESH garantisce e rassicura le persone presenti nell’ambiente che al suo interno l’attenzione al profilo igienico, è ai massimi livelli.

La linea guida oltre ad affrontare temi come l’analisi dell’ambiente e le metodologie degli interventi si è occupata degli aspetti economici che a dire delle parti è una causa o concausa della mancata applicazione della corretta prassi igienica nell’ambiente.

Il percorso virtuoso al termine del quale sarà consegnato il marchio Maison Fresh, inizia partecipando alla riunione coordinata dal redattore della linea guida L’AZIENDA NELL’AZIENDA alla quale dovranno partecipare il responsabile delegato dal mandante e quello dell’impresa.

La Riunione si pone quale obiettivo oltre agli aspetti tecnici evidenziati dalla linea guida l’apertura alla cultura del dialogo tra due aziende che operano nello stesso ambiente, il che presuppone una visione univoca su ciò che si deve fare e quale sia il risultato che s’intende conseguire.

Tutto ciò presuppone che entrambi i responsabili abbiano pari competenze per potersi confrontare sui vari temi e la stessa consapevolezza che non si può affidare la salute dei lavoratori degli ospiti, l’immagine dell’azienda e la funzionalità dei suoi locali senza una stretta collaborazione tra le due aziende.

A 1.5 – L’APERTURA DEL TAVOLO

Il management delle aziende che hanno delegato le pulizie del proprio ambiente non deve sottovalutare gli effetti nel breve e lungo periodo del rischio biologico.

Come è noto gli adempimenti e il rispetto della normativa in tal senso fa riferimento al Documento Unico di Valutazione dei rischi.  

Adempimenti che sono a carico del responsabile della sicurezza e richiedono una preparazione specifica e l’obbligo a partecipare ai corsi per acquisire la competenza necessaria al suo incarico che prevede la sicurezza in ogni suo aspetto dei visitatori lavoratori e chi soggiorna nel suo ambiente.

Alla riunione, coordinata dall’autore della linea guida, è invitato a partecipare il responsabile della sicurezza interna e il responsabile dell’impresa che opera al suo interno, è invitato inoltre il fornitore locale delle attrezzature e del materiale pulente, che ha patrocinato l’incontro ha fornito i supporti logistici per la realizzazione della riunione ma soprattutto acquisisce la stessa competenza, per essere in grado di allineare le forniture a una nuova dimensione del pulito.

L’apertura di un tavolo a cui partecipano solo i diretti interessati, persegue obiettivi specifici non trattabili nella loro interezza in un’aula dove siedono interlocutori con differenti situazioni e restii a rendere pubbliche le diverse situazione, siano esse negative o positive. 

Questa formula consente nel solo arco di una giornata di fornire soluzioni che possono essere collaudate il giorno dopo, tuttavia ogni cambiamento più o meno radicale deve essere testato, s su un percorso parallelo che non intralci le attività correnti e solo dopo le opportune verifiche inserito nel contesto operativo.

Il coordinatore della riunione sarà affiancato da un collaboratore che registrerà l’andamento della riunione e in particolare le differenze valutazioni e soluzioni proposte dagli interessati ed effettuerà i calcoli per delle verifiche immediate sui tempi e costi di determinate operazioni.

A 1.6 – ALLARMISMI O REALTÀ

La panoramica degli scenari relativi alla sottostima delle tematiche che riguardano le pulizie e gli evidenti situazioni di degrado e insalubrità che tutto ciò comporta ha scosso la sensibilità dell’artista da indurlo a infiltrarsi in questa realtà e osservare fluttuando ogni minimo aspetto e scavare in profondità tra le problematiche, che assillano il settore delle pulizie industriali, il livello di attenzione delle utenze, sia per quanto riguarda l’immediatezza del risultato e le proiezioni future prima  che tutto si trasformi in un’informe poltiglia.

Nessuno può avere la presunzione, la certezza che una sua idea, un progetto realizzi esattamente ciò che ha previsto, ipotizzato, ma ciò non giustifica il fatto che la mancanza di certezze rappresenti un freno l’annullamento di qualsiasi iniziativa che non corrisponda a canoni tradizionali.

Ogni giorno milioni e milioni di persone compiono il rito della pulizia, interlocutoria per quanto riguarda il profilo igienico e più soddisfacente per quanto riguarda l’estetica e la funzionalità legata al riordino della stanza.

Immaginate un ospedale, una fabbrica, un’abitazione o la stessa città se giornalmente milioni di addetti non provvedessero a mantenere sotto controllo i fattori aggressivi. Un’enorme pattumiera regno incontrastato di topi e di ogni tipo d’insetti e batteri in grado di contagiare chiunque ne venisse a contatto.

Scenario allucinante che non si materializza grazie all’abnegazione e al sacrificio di singoli individui.

Abnegazione e sacrificio che tuttavia non è sufficiente per raggiungere un risultato conforme alle esigenze igieniche degli ambienti dove si muovono in promiscuità migliaia di persone.

La pulizia è una componente rilevante della prevenzione, ma come ogni processo che ha grossi margini di miglioramento, se sottovalutata continuerà a regredire con conseguenze sempre più catastrofiche.

L’insufficiente spazio nell’educazione dei giovani e la mancata sottolineatura di una maleducazione sempre più diffusa tra gli adulti e la totale assenza dei concetti e l’applicazione delle linee guida indicate dalla cultura del pulito o quella dell’ospitalità e della sicurezza e della professione vanificano ogni sforzo anche della più dettagliata normativa o legge, infatti, si riscontra una recrudescenza della mortalità e gravi incidenti sul lavoro, come si rileva sempre più accentuata l’incapacità a dialogare rendendo sempre più asfittici i rapporti ma soprattutto quelli che potrebbero dare adito a operazioni di lavoro e che dire delle patologie contratte sul lavoro, la mortalità a causa d’infezioni contratte negli ambienti ospedalieri, il degrado di molte aree urbane, sono tutti indicatori che la cultura del pulito, dell’ospitalità, della professione della sicurezza sono ancora delle belle parole, infatti, per mascherare queste enormi carenze nelle aziende, nelle istituzioni e nei semplici rapporti umani dilaga la politica dell’apparire e non quella dell’essere.

A 1.7 – VALORI O UN SOGNO

I valori non devono essere frutto di un sistema valoriale ideologico ma essere espressione di un luogo comune difficile da criticare e neutrale, che non presenta mille sfaccettature.

Il quadro della situazione appena prospettata indica che i valori appartengono più alla sfera dei sogni più di quella della realtà. Essenziale è quindi prescindere da qualsiasi posizione pregressa e da preconcetti che costituiscono un blocco al libero fluire dell’ovvietà e sono ostacoli alla percezione e sono frutto di una visione settoriale imposta da chi vede la competenza, un ostacolo al suo incedere nonostante la sua incompetenza. 

È necessario focalizzare ogni dettaglio, poiché ogni particolare può contenere potenzialità espressive operative e rilevanti. Come l’osservazione e il ragionamento. Osservare il soggetto in contesti diversi, utilizzare ciò che si è osservato come punto di partenza con particolare attenzione a tutto ciò che è sottostimato. Quanto più un soggetto è sopravvalutato può essere ridimensionato, mentre il sottostimato non potrà che rivelare inedite potenzialità. La tensione creativa aiuta a giostrare tra il negativo e il positivo forte della certezza che solo alla presenza di entrambi i poli può scaturire l’energia.

Le informazioni senza visioni indotte, provenienti da indagini periferiche su ogni tipo di realtà, e in particolare quelle dove la tensione creativa ha un ruolo determinante, permettono di compiere un percorso a spirale dove avviene la pulizia dell’informazione, evitando così il pressappochismo e consentono di effettuare una sintesi che abbia attinenza con la realtà.

Valori o sogno, cominciamo dalla pulizia, l’ordine dell’abitazione, del proprio posto di lavoro, mantenendo pulito il proprio contesto urbano rispettando la raccolta differenziata, lavarsi le mani ogni volta che entra a contatto con superfici a rischio non portare le mani alla bocca se prima non sono state lavate, se vogliamo continuare tenendo sempre presente che il livello di civiltà di una nazione, l’immagine di un’attività si misura con il giudizio del suo rapporto con la pulizia.

Non è necessario costruire grattacieli sempre più alti per avere la considerazione è sufficiente professare in modo concreto ed evidente la cultura della professione dell’ospitalità, della sicurezza del pulito e se proprio vogliamo impressionare, trasferire nelle abitazioni e negli ambienti di lavoro la cultura alberghiera, mantenendo le proprie stanze, i bagni, come le suite di un grande albergo.

Visione univoca per migliorare la qualità e l’economicità, per recuperare risorse per attivare barriere protettive, migliorare la comunicazione, ottimizzando continuamente la prestazione, contrastando gli inevitabili cali di concentrazione a causa della ripetitività del servizio.

Come ogni impegno innovativo sicuramente suscita una sorta di opposizione specialmente se si deve riconoscere che allo stato attuale il problema è irrisolto.

Il messaggio è rivolto ai responsabili che hanno a cuore il loro ambiente e hanno acquisito la consapevolezza che senza una linea guida adeguata si rischia di continuare a finanziare l’inquinamento del proprio ambiente a discapito della sua vivibilità sotto il profilo igienico estetico e funzionale.

 

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