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Misure protettive e prevenzione dei rischi di contaminazione microbica
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Misure protettive e prevenzione dei rischi di contaminazione microbica

La conoscenza dei luoghi e delle procedure di lavoro, così come il rispetto degli obblighi normativi, sono indispensabili per fare prevenzione

di Cristina Cardinali

Il settore dei servizi di pulizia si caratterizza per ritmi di lavoro intensi e attività svolte spesso in spazi limitati, con un’attenzione non sempre sufficiente nei confronti delle misure di prevenzione, dalla valutazione dei rischi, alla formazione partecipata dei lavoratori fino all’uso di dispositivi di protezione, tutti aspetti che contribuiscono a compromettere la sicurezza degli operatori coinvolti. La sicurezza sul lavoro va intesa come un “sistema integrato”, in cui si deve adottare ogni mezzo e ogni informazione – e la diffusione delle stesse – per tutelare la sicurezza del lavoratore. 

Quando si pongono situazioni che di per sé non garantiscono un’adeguata sicurezza, è necessario provvedere scegliendo attrezzature che possano garantire condizioni di lavoro sicure: la priorità viene data alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle di protezione individuale, se poi queste risultano insufficienti, subentra l’obbligo di ricorrere ai dispositivi di protezione individuale.

DPI

Per dispositivo di protezione individuale (DPI) si intende qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore per proteggerlo contro i rischi presenti nell’attività lavorativa, suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonchè ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Non sono, invece, dispositivi di protezione individuale gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore.

I DPI svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione degli infortuni e devono essere usati in modo appropriato, dato che rappresentano l’ultimo baluardo protettivo rispetto al rischio residuale, dopo l’applicazione dei sistemi di protezione collettiva.

Sono necessari per evitare o ridurre i danni conseguenti a eventi accidentali o per tutelare l’operatore dall’azione nociva di agenti dannosi presenti nell’attività lavorativa.

I dispositivi di protezione individuale devono:

  • essere conformi alle norme previste nel D.Lgs 4 dicembre 1992 n. 475; possedere le certificazioni previste e la marcatura CE;
  • essere accompagnati da chiare istruzioni di impiego in lingua italiana;
  • essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;
  • essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
  • poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.

SCEGLIERE I DPI

Parlando di dispositivi di protezione individuale, c’è da fare qualche considerazione: non possono garantire una sicurezza totale, limitano alquanto mobilità, visibilità e, spesso, possono anche, magari per il loro peso, provocare affaticamento. È quindi determinante scegliere un dispositivo che abbia i requisiti per ridurre al minimo i disagi e offrire un’adeguata protezione.

Protezione delle mani

I guanti professionali monouso sono realizzati in diversi materiali per soddisfare sia le diverse esigenze dell’operatore sia le diverse tipologie di lavoro. Presentano caratteristiche e prezzi differenti, è quindi opportuna una valutazione costo-beneficio. Il minor costo è quello del guanto in lattice naturale lubrificato, poi quello in lattice naturale senza polvere e quindi il nitrile. Il guanto in lattice di gomma naturale senza polvere, che è un guanto di derivazione medicale, a ridotto contenuto proteico, ovvero a basso contenuto di allergeni per il processo di alogenazione a cui viene sottoposto, è consigliabile ai soggetti sensibili alle irritazioni, nelle situazioni di lavoro in cui la presenza della polvere lubrificante è problematica o sconsigliata. Il guanto si caratterizza per l’ottima sensibilità tattile ed è molto confortevole, in quanto l’uniformità dello spessore sulle dita e la superficie esterna microruvida permettono una manipolazione sicura in ambiente bagnato.

Nel settore delle pulizie industriali, fra le diverse tipologie di guanti, il guanto riutilizzabile realizzato in lattice di gomma naturale con doppia immersione e felpato internamente si caratterizza per l’elevato comfort dato dalla felpatura interna, e l’alta resistenza a detergenti e detersivi anche concentrati, dovuta al doppio strato di lattice di gomma naturale. Il doppio strato di lattice conferisce inoltre un buon isolamento termico da fonti fredde e una buona resistenza all’usura. La finitura esterna a nido d’ape in rilievo consente poi un’ottima presa.

Protezione delle vie respiratorie

Nell’ambito della difesa da polveri, nebbie, fumi, gas e vapori la protezione delle vie respiratorie, prevede versioni di maschere usa e getta e riutilizzabili.

Una corretta adesione riduce la probabilità di perdite verso l’interno, mentre l’introduzione nei respiratori usa e getta della valvola di espirazione, comporta la riduzione della resistenza respiratoria e un aumento del comfort da parte dell’utilizzatore (riduzione di calore, umidità e CO2 espirata).

Abbigliamento da lavoro usa e getta

Particolarmente indicati per l’utilizzo nelle pulizie industriali sono gli indumenti in tessuto non tessuto, capi d’abbigliamento usa e getta ideati e creati per proteggere da sostanze chimiche. 

Per la protezione generica sono disponibili la tuta intera, il camice o lo spezzato giubbetto più

pantalone. Per una protezione ancora maggiore, in presenza di polveri pericolose ultrafini o contro spruzzi o acidi, sono disponibili invece le tute con cerniera centrale ricoperta, cappuccio ed elastici in vita, ai polsi e alle caviglie, che garantiscono una tenuta ermetica. Differente può essere il rivestimento esterno, polimerico, con speciale film protettivo, a seconda delle esigenze e del tipo di utilizzo.

Abbattere la contaminazione microbica

Il lavaggio delle mani con il sapone è una delle misure più efficaci e meno costose per prevenire malattie infettive trasmissibili. Avere le mani pulite significa limitare la diffusione di microrganismi patogeni come virus e batteri. 

Le mani sono un ricettacolo di germi, di cui il 20% sono microrganismi non patogeni, che risiedono normalmente sulla cute senza provocare danni. Ma a questi germi possono aggiungersi virus e batteri che sono nell’aria o con cui si viene in contatto toccando le diverse superfici. Trovando un ambiente favorevole, i germi si annidano e proliferano e possono trasmettersi da un soggetto all’altro.

LAVANDERIA: ALTRI TIPI DI RISCHIO

Altro fattore di rischio potenziale per la sicurezza dell’operatore delle pulizie riguarda il tema lavanderia: in questo caso, il rischio è rappresentato dall’esposizione ad agenti potenzialmente infettivi dovuti alla manipolazione della biancheria nei locali di servizio.

La biancheria contaminata va mossa il meno possibile, non deve essere ordinata o risciacquata nel luogo di utilizzo, e deve essere trasportata alla lavanderia per la decontaminazione in sacchetti o contenitori etichettati o con codice colore. Uno dei modi corretti di gestire il rischio consiste nel collocare la biancheria in sacchi che possono essere messi direttamente nelle lavatrici, senza dover scaricare o rimuovere la biancheria contaminata.

In ogni caso, usare le dovute precauzioni nella gestione della biancheria sporca (etichettatura alternativa o codice colore) è sufficiente, a patto che tutti gli addetti siano a conoscenza della procedura e riconoscano quindi i contenitori.

Per evitare poi il rischio di ferite da oggetti impropriamente lasciati in mezzo alla biancheria da trattare, non si devono tenere i sacchi che contengono il materiale contaminato vicino al corpo o schiacciarli durante il trasporto.

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