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Linea Guida “La cultura del pulito”: TERZO VOLUME, PRIMO CAPITOLO
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Linea Guida “La cultura del pulito”: TERZO VOLUME, PRIMO CAPITOLO

Uno strumento di lavoro dedicato alle diverse figure professionali che compongono il mondo del cleaning realizzato da Mauro Martini, uno dei maggiori esperti del settore

3.1.1 Designazione del responsabile

Massima economicità e risultato conforme alle esigenze igieniche estetiche e funzionali dell’ambiente di lavoro si ottiene nominando al suo interno due responsabili:

Il primo è organizza e controlla l’esecuzione materiale delle operazioni e il secondo, che può essere lo stesso che si occupa della sicurezza, fa parte dell’azienda che ha commissionato il lavoro, svolge un’attività di controllo mentre collabora attivamente con il primo responsabile avendo più o meno la stessa competenza e consapevolezza delle difficoltà operative in ogni suo aspetto.

Il fatto che generalmente il servizio relativo alle pulizie e riordino degli ambienti sia affidato a impresa esterna non ha minimamente risolto il problema dell’economicità e qualità proprio per la mancata collaborazione dovuta al fatto che assegnare un settore della propria azienda a un’altra azienda non può presupporre il rapporto tradizionale che si ha con un fornitore di manufatti, ma occorre partire dal presupposto che la struttura esterna nella realtà compie le stesse mansioni che in altri tempi erano eseguite da personale diretto.

Ignorare l’aspetto di questa specifica attività ha indotto per ignoranza la realizzazione . di capitolati e relazioni tecniche e norme contrattuali completamente avulsi dalla realtà e da qualsivoglia linea guida che consenta di rispettare le reali esigenze dell’ambiente lungo tutta la dorsale dell’appalto.

È in quest’ottica che i due responsabili devono avere una visione univoca su come procedere per :

  • Applicare la corretta prassi igienica.
  • Come neutralizzare gli effetti dei fattori aggressivi sulle diverse tipologie dei rivestimenti e materiali?
  • Quali barriere antisporco e accorgimenti per dilazionare il limite critico si possono applicare?
  • Come programmare gli interventi in relazione alla destinazione e l’intensità d’uso dei locali?
  • Sottolineare  che il servizio non è solo la  pulizia ma è parte integrante dell’attività interna e  delle sue esigenze;
  • Individuare la necessità e pianificare lo svolgimento delle attività per la  formazione.
  • Mettere a punto un piano di formazione per i nuovi addetti.
  • Documentare e integrare gli interventi formativi con manuali  comprensibili da ogni individuo.

 

  • Analizzare i risultati del processo operativo del programma a lungo termine o del  singolo intervento.
  • In occasione di interventi su grandi superfici, intervenire compiutamente su pochi metri, dopodiché isolarli e proteggerli per verificare insieme se il risultato completo  è conforme al campione.

3.1.2 Le fasi preparatorie

Per ogni componente sono stati applicati criteri di scelta in proiezione delle esigenze igieniche, estetiche, funzionali dell’ambiente, tenendo conto sia delle situazioni ottimali per gli interventi sia quelle di ripiego dovute a possibili imprevisti.

La fase preparatoria può richiedere lo spostamento degli arredi che potranno essere collocati al centro del locale o trasferiti in un altro ambiente ma se non è possibile, occorre applicare le protezioni degli arredi isolare le prese elettriche coprire il battiscopa e rivestire con materiali impermeabili i piedi degli armadi e le gambe dei tavoli o le scrivanie, gli arredi fissi per consentire interventi con l’aggressività necessaria. 

A ogni macchina e detergente è allegata la scheda tecnica e di sicurezza; per i detergenti vengono predisposte le tabelle per le corrette diluizioni, onde evitare l’uso del prodotto in eccesso o in difetto, mentre per il materiale di consumo (panni) in relazione al loro uso sarà fissata una scadenza per il totale rinnovo dello stesso.

Per quanto riguarda il lavaggio dell’abbigliamento o delle macchine, sono stati inseriti nel piano degli interventi alla stregua degli interventi che si applicano sulle superfici, stabilendo il metodo di esecuzione, le frequenze e fissando gli standard di qualità previsti.

L’allestimento prevede la nota di carico del set operativo, la sua collocazione in uno spazio riservato, l’accompagnamento degli operatori in un giro di ricognizione per conoscere l’ambiente di lavoro e, in particolare, la posizione dei supporti operativi quali acqua, corrente elettrica, vie di fuga ecc..

Esempio di check list per operare in sicurezza:

  • In relazione alla norma CEE, il personale è stato informato dei rischi provenienti dall’ambiente di lavoro e da quelli inerenti all’azione di pulizia?
  • Esiste una procedura comportamentale in caso di situazioni d’emergenza? Se sì quale?
  • I detergenti e le macchine sono corredati da schede tecniche di sicurezza a norme CEE?
  • In relazione ai fattori aggressivi presenti nell’ambiente o derivanti dall’attività di pulizia, quali saranno le protezioni in dotazione agli operatori?
  • Quali sono i rischi insiti nell’ambiente di lavoro che possono coinvolgere direttamente gli operatori di pulizia?
  • Sulla base delle situazioni d’incompatibilità riscontrate, quali precauzioni si adotteranno per evitare possibili danni? Quali materiali si utilizzeranno?
  • Quali sono i rischi che derivano direttamente dall’attività svolta nell’ambiente di lavoro?
  • È presente nell’ambiente di lavoro un supporto segnaletico che indichi eventuali rischi e pericoli?
  • È stato nominato il responsabile della sicurezza?
  • Esistono nell’ambiente di lavoro particolari strutture soggette a possibili danni derivanti dall’azione di pulizia? Se sì, quali?
  • È stato dato un manuale di comportamento per la prevenzione infortuni?
  • Quali avvertenze comportamentali sono insite nell’ambiente di lavoro? E quali richieste direttamente dall’utente?

Prima di procedere verificare che nel magazzino i materiali per le pulizie siano presenti in quantità sufficiente per intervenire in ogni situazione si venisse a creare.

Infine, è necessario che nella fase preparatoria, mentre si predispone il set operativo, sia inclusa anche la preparazione del percorso che l’operatore effettuerà, eliminando e allontanando il più possibile la soglia del rischio. 

La fase preparatoria oltre al rifornimento dei materiali pulenti le protezioni degli operatori, tutte scelte che devono prediligere soluzioni che consentano movimenti scorrevoli grazie ad un assetto leggero.

3.1.3 La comunicazione

Nel momento in cui s’imposta un’azione organizzata, non bisogna dimenticare la comunicazione che deve essere esauriente per tutti quelli che partecipano all’iniziativa.

Questa forma operativa è un’area inesplorata e richiede un modello di misurazione, comparazione, organizzativa di primo ordine, oltre affinché “il pulito” sia visibile nei suoi aspetti più rilevanti quali l’igiene, l’estetica e la funzionalità dei locali. È in questa fase che l’attività di pulizia deve essere accompagnata dalla sensibilizzazione e dall’informazione sui risvolti che la stessa ha sulla salute dell’inquilino o dell’ospite dell’ambiente, e la ripercussione che la pulizia ha sull’immagine dell’azienda.

L’inquilino di un locale deve essere informato sul piano degli interventi, sapere che le superfici e gli arredi non saranno puliti in un’unica soluzione, ma che le superfici saranno trattate con frequenze differenti in relazione alla loro esposizione al contatto e la velocità di ricezione a forme inquinanti.Infatti, le superfici orizzontali sono soggetto al deposito polveroso più rapidamente rispetto alle superfici verticale e le superfici orizzontali sospese, vedi il soffitto hanno minor deposito, tuttavia esistono locali dove le lavorazioni che intaccano ogni superficie. Con rapidità.

Un fattore condizionante l’applicazione meticolosa del programma degli interventi sono le condizioni  ambientali o che l’esecuzione di un intervento ha bisogno di particolari condizioni atmosferiche, climatiche o ambientali), motivi questi che avrebbero reso l’intervento più dannoso nel complesso.

Esempio:

  • Il lavaggio dei vetri nelle giornate di pioggia o troppo assolate;
  • La metallizzazione del pavimento in una giornata in cui la temperatura è troppo rigida;
  • Il trattamento di fondo nelle zone di transito nelle ore di maggiore affluenza.

È importante inoltre curare l’informazione sulle precise norme comportamentali per ridurre la formazione dello sporco cartaceo o di quant’altro rappresenti per l’ambiente un’immagine di degrado e di trascuratezza o che comunque costringa a operazioni continue e costose che tolgono risorse a trattamenti più importanti.

3.1.4 Precedenze operative

A locale pronto, si dovrà scegliere su quale superficie intervenire prima, per evitare che nel corso dell’azione la soluzione sporca cada, coli o schizzi su una superficie già pulita o peggio su un rivestimento incompatibile.

L’ordine cronologico incide naturalmente sulla produttività, poiché, affrontando le situazioni più scomode nella fase iniziale, disporremo di maggiori energie, mentre con l’insorgere della stanchezza è meglio dedicarsi a superfici più estese che consentano l’uso di macchinari.

Tra le operazioni preliminari spiccano quelle destinate alla rimozione meccanica di residui radicati quali gocce di vernice o le macchie sul tessuto, è necessario tuttavia avere l’accortezza di non rigare il rivestimento o decolorare il tessuto.

A questo proposito è consigliabile che l’operatore sia dotato oltre che della divisa anche di un marsupio con l’interno impermeabilizzato e resistente agli attrezzi acuminati, dove poter riporre il materiale in esubero, disporre di un attrezzo di emergenza o riporre un rifiuto dimenticato evitando di ritornare sul posto per completare le operazioni. È in quest’ottica che occorre prediligere procedimenti di pulizia che limitino l’uso e il trasporto d’ingenti quantitativi d’acqua, usando un numero di panni pretrattati sufficienti per completare le operazioni in programma.

Con questo metodo si limiterà il rischio di rovesciare del liquido e soprattutto si eviterà di interrompere le operazioni di pulizia per risciacquare dei panni che successivamente avrebbero distribuito sulle superfici una soluzione non perfettamente pulita.

Preparare una soluzione con acqua e detergente presuppone una corretta diluizione della percentuale indicata. Per ogni caso e situazione è necessario procedere con gestualità controllate, precedute da una fase di riflessione, e scegliere la soluzione più efficace e meno dispersiva in ordine di tempo e fatica. È importante sottolineare che la tendenza dell’operatore non professionista è quella di semplificare o saltare le fasi intermedie dell’azione, mettendo a repentaglio il risultato.

Esempio: spostare o trasportare un mobile non avendolo precedentemente alleggerito delle suppellettili instabili può creare situazioni di rischio e inoltre, per il maggior peso e la maggiore attenzione richiesta, allungare il tempo delle operazioni.

L’ordine cronologico ha un preciso obiettivo: la scorrevolezza, quale elemento che riduce l’affaticamento degli operatori e ne aumenta la produttività. L’ordine cronologico inizia con la fase preparatoria, che predispone tutto ciò che serve per effettuare gli specifici interventi di pulizia. 

3.1.5 L’apparato organizzativo

Il mondo del lavoro è composto da tre settori:

L’industria, il commercio  e l’apparato dei servizi, tra questi le imprese di pulizia. 

L’apparato organizzativo di un’impresa che svolge le pulizie nei vari ambienti può essere paragonato a un meccanismo in movimento che percorre in lungo e in largo tutte le superfici calpestabili e tutti gli arredi che occupano questi spazi.

Un apparato organizzativo efficiente richiede che al suo interno operino persone competenti che siano in grado non solo a interpretare le diverse esigenze degli ambienti e come pianificare le operazione che sono state individuate le modalità degli interventi oltre occorre verificare con quali criteri sia stata composta la squadra degli operatori e che le caratteristiche fisiche e tecniche degli stessi siano idonei alla linea d’intervento a cui sono stati assegnati. Infatti, la pulizia industriale deve separare marcatamente le linee d’intervento e gli operatori addetti.

Un efficiente apparato organizzativo trova una difficile realizzazione per lo scarso livello di coscienza-conoscenza delle problematiche legate al concetto di pulizia.

Un fattore indispensabile sicuramente quello della formazione concettuale delle maestranze atta all’addestramento specifico cui si associano le istruzioni sull’uso dei vari set operativi e le informazioni sulla specificità dei vari ambienti e infine le modalità e i comportamenti richiesti per un ambiente particolare, là dove si deve operare.

Un altro apparato deve procedere sulla strada della comunicazione, e avere la capacità di interfacciarsi con la controparte, creando un rapporto di collaborazione e coinvolgendo l’utente sulla strada della prevenzione, per ridurre costi e ottenere un risultato conforme alle esigenze.

Un esempio: se un ospite si pulisce le suole delle scarpe prima di accedere a un locale deve sapere che così facendo eviterà di trasmettere all’interno dei possibili batteri patogeni e comunque eviterà a un operatore di pulire più volte la stessa superficie. Occorre allora analizzare le cause della provenienza dello sporco, i mezzi con i quali si sposta da un posto all’altro e misurarne la consistenza e la frequenza della sua formazione.

Con apparato organizzativo del cantiere interagisce quello amministrativo che garantisce i rifornimenti, la gestione delle norme sul lavoro, la fatturazione e tutte le incombenze burocratiche che un’azienda deve espletare.

3.1.6 Fissare le priorità

Le azioni che ogni giorno miliardi di persone compiono nella propria abitazione o in un ambiente di lavoro confermano l’importanza delle esigenze igieniche, estetiche e funzionali che sono tali da incidere sulla salute degli individui, danneggiare l’immagine dell’azienda o quella sociale della famiglia, e compromettere il normale svolgimento delle attività, creando disagi nelle abitazioni e danni notevoli nelle aziende.

 Per fissare le priorità bisogna decidere quali siano i compiti più importanti e per farlo occorre separare le varie fasi operative, iniziando da quella dedicata alla ricerca delle aziende, la cui tipologia è compatibile con le proprie conoscenze e capacità operative o ancor più strutturarsi per prima di avvicinare gli utenti compatibili.

Individuare il livello della formazione e le capacità, o meglio la specializzazione di ogni operatore.

Collaudare preventivamente l’efficacia delle attrezzature dei detergenti.

Questo ci consentirà di:

  • Cominciare subito a fare ciò che è essenziale o necessario;
  • Affrontare i problemi in ordine di emergenza;
  • Concentrarsi su un compito uno per volta, portare a termine un lavoro nei tempi stabiliti;
  • Raggiungere gli obiettivi nel migliore dei modi, quali che siano le circostanze in cui operiamo;
  • Dare carico a qualcun altro di eseguire un determinato lavoro;
  • Aver finito le cose più importanti alla fine del periodo programmato (per esempio alla fine della giornata di lavoro);
  • Non aver trascurato di portare a termine tutte le operazioni più importanti e provare l’intima soddisfazione  che accompagna la fini di una giornata produttiva e con ottimi risultati per quanto riguarda la qualità.

 

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