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Codacons: grido d’allarme contro il business della sanificazione
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Codacons: grido d’allarme contro il business della sanificazione

A colloquio con il presidente nazionale Di Ascenzo: “Abbiamo presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia per truffa e frode in commercio, avviando una fruttuosa collaborazione con le imprese del settore"

di Maurizio Pedrini

Come noto,  le nuove disposizioni sulla Fase 2 prevedono l’obbligo di sanificazione per una moltitudine di ambienti, una situazione che ha generato il caos in tutta Italia, con prezzi folli richiesti a imprese, condomini e negozi vari, e tariffe enormemente lievitate rispetto al periodo pre-COVID. L’obbligo di sanificazione ha poi moltiplicato il numero di aziende che si sono improvvisate “specializzate” nel campo, e che promuovono interventi di sanificazione,  pur non essendo dotate di alcuna autorizzazione in tal senso. Vere e proprie truffe che sfruttano l’emergenza e i nuovi obblighi in capo ad esercenti e commercianti, e che realizzano manovre speculative a danno della collettività.
Abbiamo incontrato il presidente nazionale dell’associazione, avvocato Gianluca Di Ascenzo.

In questi giorni il settore delle sanificazioni rappresenta nel nostro Paese un vero e proprio ‘Far west’, dove – a seguito dell’emergenza da COVID-19 – si stanno verificando speculazioni e truffe d’ogni genere a danno sia di esercenti e attività, sia dei cittadini. Codacons ha lanciato un grido d’allarme: perché?

“Il Codacons, in occasione dell’inizio della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza COVID 19, ha iniziato a registrare il proliferare di speculazioni in danno di commercianti, condomini ed imprese che, per ottemperare alle previsioni di legge finalizzate alla riapertura delle proprie attività o per mettere in sicurezza i locali e contrastare la diffusione del Coronavirus, hanno ricevuto preventivi esorbitanti da parte di professionisti “improvvisati”, privi dei requisiti per svolgere questo tipo di attività. Se le tariffe applicate dal mercato, in periodo pre lockdown, erano di circa euro 1,50/mq, alla nostra Associazione risulta che siano stati chiesti persino euro 25/mq. Appare evidente, dunque, che ci sia stato un tentativo di sfruttare economicamente lo stato di necessità di chi doveva adeguarsi alle indicazioni governative ed effettuare interventi di sanificazione, soprattutto in danno dei territori del nord Italia”.

Il 21 maggio scorso Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia chiedendo di avviare una task force sul territorio alla luce delle possibili manovre fraudolente e speculative nel settore delle sanificazioni e che realizzano i reati di frode in commercio, truffa aggravata, e pratiche commerciali ingannevoli e scorrette”. Come siete arrivati a mettere nero su bianco questa denuncia?

“La nostra Associazione sente il dovere di intervenire laddove ci siano fenomeni speculativi che creano un danno al mercato e ai consumatori. Approfittarsi della situazione attuale per lucrare profitti illegittimi riteniamo sia biasimevole e richiede l’intervento delle Autorità competenti, inclusa l’Autorità giudiziaria”. Temevamo, inoltre, quello che poi si è verificato, che i costi sostenuti per gli interventi di sanificazione in alcuni casi siano stati “caricati” sui clienti finali, i consumatori, come risulta dalla cosiddetta “tassa COVID-19”, il contributo apparso su alcuni scontrini (https://codacons.it/perche-sugli-scontrini-e-apparso-un-contributo-covid-19/

Le nuove tariffe, dunque,  sono arrivate fino a 25 euro al metro quadro,  a fronte di listini attorno a 1,5 euro al metro quadro del periodo pre-COVID: com’è possibile tutto ciò? Come avete realizzato e cos’ha messo in luce la vostra indagine?

“La nostra indagine è il frutto dell’analisi delle segnalazioni ricevute, di quanto denunciato dagli organi di stampa e delle interviste effettuate presso le ditte autorizzate per cercare di fare chiarezza e dare trasparenza a questo settore. Per tale motivo il Codacons ha avviato, inoltre, iniziative in tutta Italia per concordare tariffe agevolate e venire incontro alle esigenze di chi non ha voluto cedere alle speculazioni”.

Cosa dovrebbe fare, in concreto, il Governo per porre fine a queste turpi manovre speculative a danno della collettività?

“Sappiamo che il Governo e gli enti locali, attraverso le forze di polizia, hanno avviato controlli serrati sul territorio per verificare il rispetto delle norme sulla prevenzione della diffusione del Coronavirus. Riteniamo che la stessa fermezza debba essere utilizzata per controllare che le operazioni di sanificazione vengano effettuate dai soggetti autorizzati. A volte anche una verifica sulle offerte commerciali fatte tramite internet può consentire l’emersione dei fenomeni speculativi. È importante, inoltre, sanzionare chi non rispetta le regole e far conoscere pubblicamente l’esito delle attività ispettive.

Più in generale, quali sono le vostre proposte per tutelare i cittadini e gli imprenditori, su un tema così delicato come la sanificazione ambientale, in una fase tanto delicata quanto complessa della vita del Paese?

“Il Codacons, oltre all’attività di denuncia, ha avviato una fruttuosa collaborazione con le imprese del settore, per dare il proprio contributo, fare trasparenza sugli obblighi di legge in termini di sanificazione e mettersi a disposizione di chi vuole offrire i propri servizi a prezzi calmierati, per cercare di emarginare gli speculatori. Chi volesse approfondire questa iniziativa può consultare il sito internet del Codacons all’indirizzo www.codacons.it”.

 

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